Lo Stivale Bucato è entrato in possesso di un archivio segreto molto
particolare. Ma in questo numero del Follini ma Vero si parla anche di crisi economica, sesso e catechismo moderno
VOLETE FARE LA CRESIMA? CI SONO LE IMPRONTE DIGITALI
Dal profano al sacro, ora. Ci spostiamo a Varsavia, nella cattolicissima Polonia, dove i sacerdoti lamentano da tempo un comportamento sempre meno “incline alla religione” da parte dei ragazzi che frequentano il catechismo. E così uno di questi sacerdoti, stufo di non vedere i suoi ragazzi a Messa la domenica, ha deciso di installare all’entrata della Chiesa uno scanner di impronte digitali. Dunque, ogni volta che i ragazzi si recheranno a Messa, dovranno prima mettere il dito sullo scanner in modo tale che la loro presenza venga registrata. Non tutto il “male” viene per nuocere, però: “Ogni ragazzo che, attraverso il sistema elettronico, risulterà aver frequentato almeno 200 messe nell’arco di tre anni, non sarà costretto a sostenere un esame prima di poter ricevere la Cresima”, ha spiegato Grzegorz Sowa, il sacerdote della cittadina di Gryfow Slaski che ha inventato il sistema. Noi de lo Stivale Bucato ci facciamo, però, un piccolo calcolo: un fedele “standard” va a Messa la domenica. In un anno ci sono 52 settimane, quindi 52 domeniche più o meno. Aggiungiamo le altre feste “comandate” e comunque non si superano le 55 Messe ogni anno. 55 x 3 = 165… quindi andare a Messa tutte le domeniche non basta. Per raggiungere le 200 Messe bisognerà recarsi in Chiesa, in media, 66 volte l’anno, una volta ogni 5 giorni. Immaginiamo che saranno in moltissimi, prima della Cresima, a dover sostenere l’esame!
PROFESSIONISTA DI GIORNO, PROFESSIONISTA GUARDONE NEL TEMPO LIBERO
Di guardoni è pieno il mondo… ma come l’uomo di La Spezia di cui vi parliamo in questo numero del “Follini ma Vero” ce ne sono ben pochi. In quattro anni, infatti, un famoso e rinomato professionista di mezz’età residente nella Val di Magra ha raccolto – per collezione – migliaia di fotografie di fondoschiena femminili, scattate tra Liguria e Toscana. Ragazze, ragazzine, anziane, alte, basse, con i jeans o in tuta, non mancava nulla alla collezione. L’uomo si era attrezzato con una piccola telecamera inserita in un marsupio modificato, che lasciava accesa e in registrazione mentre, con nonchalance, passeggiava per strada, andava al supermercato o al centro commerciale. I video, al suo ritorno a casa, venivano poi archiviati e attentamente catalogati su supporti elettronici. Il curioso passatempo è stato scoperto dagli uomini della Guardia di Finanza di Sarzana, che hanno sorpreso l’uomo all’interno di un supermarket mentre stava riprendendo le parti intime di una donna con la telecamera nascosta nel marsupio e posta rasoterra (ovviamente all’insaputa della malcapitata). I militari che lo hanno bloccato hanno poi successivamente scoperto l’enorme archivio informatico all’interno della sua abitazione. Archivio da cui noi de lo Stivale Bucato, come potete vedere dall’immagine, siamo riusciti ad ottenere copia di una pagina.