A chi troppo e a chi niente

Come si fa a non essere d’accordo? Il divario tra gli elettori e gli eletti inizia a farsi seriamente preoccupante.

Come possono imporre “subito” i ticket sanitari fino a 45,5 euro a operai e impiegati rinviando a “domani” (quando?) l’inasprimento del costo a carico dei parlamentari dell’assistenza sanitaria integrativa?
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Cinquant’anni al servizio dello Stato

di Daniele Semeraro

 

“Ho spesso ripetuto che in un’altra eventuale vita terrena avrei fatto l’ufficiale di marina. Ebbene, era solo una battuta: farò di nuovo il giudice”.

Si conclude con queste parole “Un Giudice – Cinquant’anni al servizio dello stato” (Schena Editore, 195 pagine, 18 euro), il primo libro di Cataldo Gigantesco, presidente onorario aggiunto della Corte di Cassazione. Un’analisi di una brillante carriera giudiziaria da poco conclusa, per racchiudere i ricordi di cinquant’anni di attività e tirare le somme di una vita sempre al servizio della Giustizia e dello Stato, tra piccole e grandi soddisfazioni, piccole e grandi delusioni.

Italia: la disperazione di un’intera generazione

Un paio di mesi fa ho fatto una chiacchierata con una collega dell’agenzia di stampa tedesca Dpa, Stefanie Stahlhofen, che stava cercando informazioni sul precariato e il rapporto dei giovani con il lavoro in Italia. Ne è scaturito un bell’articolo, ripreso dal quotidiano “Die Welt” che pubblico di seguito. Qui l’articolo originale “In Italien verzweifelt eine ganze Generation”

 

Quasi un terzo della popolazione giovane in Italia non trova lavoro e rimane in famiglia. E già si parla di generazione perduta

“Ci si sente depressi perché nonostante si abbia un ottimo curriculum nessuno è pronto a chiamarti”. Daniele, di Roma, è rimasto senza lavoro per ben nove mesi. 29 enne, giornalista professionista, lavorava presso una testata televisiva dopo anni di stage non pagati e collaborazioni. Dopo due anni l’azienda avrebbe dovuto assumerlo. “Per riasparmiare ti mandano a casa e cercano qualcun altro da impiegare, una persona nuova e inesperta” spiega Daniele, disilluso. Che aggiunge: “Un contratto a tempo determinato o un contratto a progetto non danno la sicurezza per potersi construire un futuro”.

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“Come mai i fatti accadono sempre dove noi non siamo?”

Ieri alla Festa della Fiom a Bologna “Tutti in piedi, entra il lavoro!” mi ha colpito particolarmente l’intervento della giornalista del Tg1 Elisa Anzaldo. Che, con molta ironia, spiega che ultimamente le troupe del telegiornale dove lavora si trovano sempre al posto sbagliato nel momento sbagliato. Il video è un po’ lungo ma consiglio di vederlo fino in fondo.

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“Con preghiera di fare più giornalismo e meno ideologia”

È stato estremamente interessante per me, così “patito” di questa materia, leggere gli “insegnamenti e i richiami alla cura per la qualità con cui si devono realizzare i giornali” scritti da Arrigo Benedetti, storico fondatore e direttore dell’Europeo e dell’Espresso. Regole fondamentali per la nostra professione che sempre più vengono dimenticate, non vengono insegnate nelle scuole e sono considerate “roba da maniaci”. Ne trascrivo alcune dopo averle lette da Marco Pratellesi.

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Santoro via dalla Rai: un danno per tutti, in primis per l’azienda

Santoro potrà piacere o non piacere, potrà essere considerato un cialtrone o un professionista, può essere simpatico o antipatico. Ma la sua “cacciata” dalla Rai è soprattutto un autogol per l’azienda, in termini di qualità, di ascolti e quindi di raccolta pubblicitaria.

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Repubblicani e monarchici

Finalmente William e Kate si sono sposati. Da giorni non si parlava d’altro, e in tanti abbiamo denunciato l’insofferenza davanti alle centinaia di notizie sul tema che ci sono state propinate da ogni testata giornalistica.

E così è simpatico segnalare l’iniziativa del del quotidiano britannico “The Guardian”, che ha deciso di inserire una piccola dicitura – “Republicans click here” – che permette a tutti coloro che non sono interessati alle vicende del principino… di eliminare completamente la notizia.

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