Le nuove sfide di Google si chiamano sicurezza e privacy, in arrivo fondo da 10 mln euro

L’annuncio a Monaco di Baviera, in Germania, durante l’inaugurazione del GSEC, il nuovo centro ricerca di “Big G” dedicato alla sicurezza globale. Sempre maggiore attenzione ai temi della sicurezza da parte dei giganti del web

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Provare in anteprima la nuova versione di Google

Quante volte ogni giorno utilizziamo Google per fare una ricerca su internet? Non molti lo sanno, ma Google sta testando una nuova grafica (più chiara e più ordinata) per mostrare i risultati delle ricerche. Volete provarla in anteprima? Niente di più semplice, basta seguire alla lettera queste istruzioni.

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Sincronizzazione trilaterale “push” Google-iPhone-Mac, calendari, contatti e posta: ecco come fare

Finalmente, dopo settimane di ricerca e di “studio”, grazie alla possibilità di utilizzare Gmail su iPhone in modalità Push (=cioè, il server invia direttamente all’iPhone le mail, appena sono disponibili, evitando così il controllo della posta ogni tot minuti) sono riuscito a ottenere una sincronizzazione completa dei contatti, delle mail e dei calendari (anche multipli) tra il mio computer Mac (Mail, iCal e Address Book), l’iPhone (Mail, Calendario e Contatti) e le applicazioni online di Google (Gmail, Google Calendar e Google Contacts).

A cosa serve? Semplicissimo: permette di avere sincronizzati i calendari, gli indirizzi, i numeri di telefono e la posta elettronica su tutti e tre i servizi, in modo tale, ad esempio, che se inseriamo un appuntamento in calendario sull’iPhone, automaticamente dopo pochi secondi apparirà anche sul mio Mac e sul calendario di Google. Stessa cosa se invio o leggo una lettera, stessa cosa se modifico o creo un contatto. Così avrò sempre sotto controllo e in maniera aggiornata tutta la mia vita, digitale e reale. Il tutto avendo la possibilità di effettuare cambiamenti da ogni applicazione, che sia l’iPhone, il Mac o Google online.

Come fare? Ecco una guida passo-passo. I requisiti minimi di sistema sono questi:
– iPhone 3G o 3Gs con software 3.1
– Mac Os X versione 10.6.1
– Account Google.

Prima di iniziare una semplice avvertenza: fate un backup di tutto. Perché non voglio rendermi responsabile di eventuali errori derivanti da questa guida o da un uso sbagliato delle informazioni che scriverò di seguito. Ho deciso di condividerle semplicemente perché non ho trovato nessuna guida in italiano in grado di aiutarmi a ottenere questa sincronizzazione push trilaterale.

 

== MAC ==

Oltre al backup generale del sistema, facciamo una copia dei calendari e della rubrica indirizzi.

– In Rubrica Indirizzi (Address Book): Archivio > Esporta > Archivio Rubrica Indirizzi e salvate in un posto sicuro.
– In iCal: Documento > Esporta > Archivio iCal e salvate in un posto sicuro.

– Andiamo in iTunes: Preferenze > Dispositivi e abilitiamo “Impedisci a iPod e iPhone di sincronizzare automaticamente” (cambieremo dopo questa modalità)
– Colleghiamo l’iPhone al Mac tramite cavetto, e sempre in iTunes andiamo in Dispositivi (nella colonna di sinistra) > iPhone > Info e DESELEZIONIAMO “Sincronizza calendari iCal”.

– Andiamo a Rubrica Indirizzi > Preferenze e abilitiamo “Sincronizza con Google”: in questo modo i nostri contatti saranno anche sul server di Google, e non li perderemo (verifichiamo, dopo qualche minuto, che la rubrica di Gmail corrisponda alla rubrica che abbiamo sul Mac – sempre che siamo interessati a questa funzione, altrimenti evitiamo questo passo).

 

== iPHONE ==

– Andiamo su Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Andiamo su Aggiungi account…
– Selezioniamo Microsoft Exchange (che è il protocollo che ci permetterà di abilitare le funzioni Push di Google su iPhone)
– Nel campo “E-mail” inseriamo il nostro indirizzo di posta elettronica (comprensivo di @gmail.com)
– Nel campo “Dominio” lasciamo bianco
– Nel campo “Username” scriviamo il nostro indirizzo di posta elettronica (comprensivo di @gmail.com) e nel campo “Password” la password del nostro account
– Premiamo il tasto Avanti in alto a destra e, se iPhone ci dirà che non può verificare il certificato di sicurezza, andiamo su Accetta
– Apparirà un campo chiamato “Server”, scriviamo m.google.com
– Premiamo ancora una volta Avanti e il nostro server sarà impostato
Scegliamo se sincronizzare posta, calendari e rubrica oppure solo alcuni servizi.

Attenzione! Se avevamo già impostato in precedenza l’account Gmail su iPhone con la procedura normale, possiamo “congelarlo” (senza dover cancellare tutte le sue impostazioni) semplicemente andando su
– Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Fare click sul server precedentemente impostato e settarlo su “Non attivo”.

Se durante la procedura l’iPhone avverte che si potrebbero perdere tutti i contatti e tutti i calendari, cliccate tranquillamente sul bottone rosso “Elimina”. I contatti (oltre ad essere stati salvati inizialmente con una copia di backup di Rubrica Indirizzi) saranno infatti già disponibili sul vostro account Gmail grazie alla sincronizzazione che abbiamo fatto all’inizio di Rubrica Indirizzi. I calendari, invece, sono ancora presenti sul nostro Mac sul programma iCal (anche di questo avevamo fatto il backup all’inizio).

Assicuriamoci di aver abilitato la tecnologia Push:
– Impostazioni > E-mail, contatti, calendari > Scarica nuovi dati
– Abilitiamo Push.

A questo punto cosa succede? iPhone è sincronizzato con Google per quanto riguarda i calendari, la posta elettronica e la rubrica.

 

== MAC ==

La sincronizzazione dei calendari è sicuramente un pochino più complessa. Andiamo su iCal e, facendo click su ogni calendario:
– Documento > Esporta > Esporta.

In questo modo iCal creerà una copia, in formato .ics, del/dei nostro/i calendario/i. Calendario/i che andremo ad aggiungere a Google Calendar.

 

== GOOGLE CALENDAR ==

Accediamo a Google Calendar (se non l’avevate mai usato, si accede con le stesse credenziali di Gmail) e noteremo che il primo calendario è già impostato di default da Google e ha il nostro nome. Quello sarà il calendario principale.
– Impostazioni > Calendari > Importa e selezioniamo dal nostro hard-disk il file .ics che corrisponde al nostro calendairo principale. Importiamolo, assicurandoci che tutti gli appuntamenti vadano a finire nel calendario principale di Google Calendar.

A questo punto, se su iCal utilizzavamo un solo calendario non ci sono altri passaggi da fare (=passare al punto successivo); altrimenti, se utilizzavamo calendari multipli, creiamo in Google Calendar (tramite la colonna di sinistra) tanti calendari quanti sono quelli che abbiamo esportato in formato .ics, e andiamoli ad importare secondo la procedura che avevamo utilizzato per quello principale.

A questo punto, se tutto è andato bene avremo gli stessi calendari sia su iCal che su Google Calendar.

 

== MAC ==

Torniamo a iCal e cancelliamo del tutto i calendari (sì, avete capito bene!), tanto sono su Google Calendar. Andremo, infatti, a creare calendari che saranno sempre sincronizzati con Google Calendar, in modo che se si fa una modifica da una parte, questa verrà memorizzata dall’altra:
– iCal > Preferenze > Account > + (nuovo)
– Selezioniamo CalDAV
– Tipo di account selezioniamo CalDAV
– Username e password: utilizziamo le solite di Gmail
– Nel campo “Percorso Server” (o “Account Url”) incollare la seguente stringa: https://www.google.com/calendar/dav/ILTUOACCOUNT@gmail.com/user.

Al posto di ILTUOACCOUNT@gmail.com dovremo scrivere il nostro indirizzo di posta elettronica (lasciando ovviamente @gmail.com alla fine). A questo punto iCal incomincerà a sincronizzarsi con il calendario di Google Calendar appena creato.

Se avessimo calendari multipli:
– Torniamo a iCal > Preferenze > Account > Delega
– Fare click nella colonna Mostra per utilizzare su iCal anche gli altri calendari.

A questo punto, prima di andare avanti, fate qualche prova: inserite un evento in iCal e vedete se, aggiornando il calendario di Google, l’evento compare anche là, e vice-versa. I calendari da ora in poi si aggiorneranno automaticamente.
Se vogliamo vedere subito le modifiche dobbiamo fare tasto destro > Aggiorna sui calendari di iCal, e premere su Aggiorna in Google Calendar.

 

== iPHONE ==

A questo punto andate sul Calendario di iPhone, e vedrete che anche quello è sincronizzato (fate anche qui qualche prova), ma solo sul calendario principale.

Volete aggiungere anche qui – sempre che li abbiate – gli altri calendari? Per ognuno dovete seguire questa procedura:
– Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Aggiungi account > Altro > Aggiungi account CalDAV
– Come server scriviamo: www.google.com
– Come nome utente e password scegliamo quelli di Gmail
– Come descrizione impostiamo il nome del calendario secondario.

 

== GOOGLE CALENDAR ==

Torniamo un attimo su Google Calendar, perché per ogni calendario secondario dobbiamo andare a prendere il suo lungo codice (cosa – ripetiamo – che non serve per il calendario principale).
– Dalla colonna di sinistra facciamo click sulla freccetta a fianco al nome del calendario secondario su cui stiamo lavorando > Impostazioni calendario
– Dove c’è scritto Indirizzo Calendario copiamo il lungo codice (simile a questo: ccogk69iprl3zyfa1ijeep0oj5@group.calendar.google.com)
– Apriamo la posta elettronica (Mail su Mac o Gmail, è indifferente), incolliamo nel corpo del testo il lungo codice e inviamolo a noi stessi.

 

== iPHONE ==

– Apriamo il programma Mail dall’iPhone (avremo già ricevuto la lettera che ci siamo auto-inviati), e copiamo il lungo codice
– Torniamo su Impostazioni > E-mail-contatti-calendari
– Entriamo nel calendario appena creato > Impostazioni avanzate > Url account
– Al posto di Url Account cancelliamo tutto e scriviamo:
https://www.google.com/calendar/dav/SOSTITUISCIQUI/user
e a SOSTITUISCIQUI incolleremo il lungo codice del calendario (comprensivo di @group.calendar.google.com).

Andiamo nel calendario di iPhone e automaticamente anche il nostro calendario secondario sarà aggiunto. Come sempre, per vedere se tutti funziona facciamo delle prove creando o modificando eventi in calendario e vedendo se iCal, Google Calendar si aggiornano. Ripetiamo la procedura per ogni calendario secondario.

 

== MAC ==

– Andiamo in iTunes: Preferenze > Dispositivi e disabilitiamo “Impedisci a iPod e iPhone di sincronizzare automaticamente”.

Ecco che, finalmente, avremo configurato un vero sistema Push alternativo (e gratuito) rispetto a MobileMe di Apple. Unico problema fino ad ora riscontrato? Il fatto che – ahimé – la batteria dell’iPhone si scarica molto più in fretta.

Per questo, se volete un consiglio, di notte o quando vogliamo risparmiare batteria (e anche, ovviamente, all’estero!), disabilitiamo le funzioni Push:
– Impostazioni > E-mail, contatti, calendari > Scarica nuovi dati
– Disabilitiamo Push e lasciamo, in basso, lo scaricamento manuale o ogni ora.

Ha funzionato tutto? Sono contento!
Avete riscontrato problemi? Fatemelo sapere qui sotto nei commenti.

 

Per scrivere la guida ho utilizzato, combinando le informazioni, due guide di Google, un post di Ars Technica e uno di Robert Chien.

La Littizzetto cita un mio articolo

Per andare direttamente al “momento incriminato”, vola al minuto 8.40

 

Avete visto la puntata di domenica scorsa di “Che Tempo che Fa” su Rai Tre? L’immensa Luciana Littizzetto ha parlato di un argomento di cui avevo scritto su lo Stivale Bucato: le fratture del pene. Il bello è che ha citato, utilizzando proprio gli stessi dati e le stesse parole, proprio tutta la ricerca che noi avevo portato alla luce nel settembre scorso. Ovviamente sono lieto che la grande comica italiana abbia parlato di un argomento promosso dallo Stivale. Cara Luciana: la prossima volta non è che ci citeresti? Quando Fabio Fazio ti ha chiesto di citare la fonte, infatti hai semplicemente detto: “L’ho letto su internet”… mannaggia!!

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Una mia foto sulla guida di Dublino

Una foto che ho scattato durante il mio recente viaggio a Dublino (in particolare al porto di Howth) è stata scelta tra le “papabili” per comparire sulla nuova guida Schmap di Dublino.

Solo due anni fa scrissi un contributo per la guida dell’Irlanda Lonely Planet. Si vede che l’Irlanda mi porta fortuna!

iPhone 3G: spacchettamento e prima attivazione


Finalmente è ufficiale: l’iPhone è arrivato nelle mie mani. E ovviamente non potevo deludere i miei lettori: per questo motivo ho deciso di girare un video (della lunghezza di 17 minuti) con le immagini dello spacchettamento del “Melafonino”, della sua attivazione e soprattutto con le mie prime emozioni per aver, finalmente, realizzato un piccolo sogno che tenevo nel cassetto da quasi due anni.

Vi invito quindi a guardare la versione integrale; se, invece, volete vedere solamente le parti “clou”, potete andare su YouTube dove ho inserito una versione più breve (10 minuti).

Speciale iPhone 3G Night – Il mio video

Ecco il video della bella serata di ieri in attesa dell’iPhone 3G. Peccato che io non l’abbia preso l’iPhone… ma questa è un’altra storia, che mi vedrà attendere almeno altri dieci giorni :(. Ho deciso di “regalare” il video a Geekissimo, per il quale sto preparando un pezzo di cronaca sulla nottata di ieri.

Spero vi piaccia!

ESCLUSIVO: Ecco la prima pubblicità di iPhone 3G in Italia!

Finalmente avvistata la prima pubblicità di iPhone 3G in Italia! Ho scattato questa foto ieri (8 luglio) al centro commerciale “Porta di Roma”, a Roma appunto, sulla vetrina di un centro Tim.

Si tratta della prima volta che compare la pubblicità dell’iPhone, fuori da internet ovviamente. L’attesa per gli appassionati è spasmodica, mancano ormai davvero poche ore. Presto su queste pagine foto, video e recensioni complete del gadget dell’anno!

Perché le ragazze italiane sono così carine? Ecco un’interessante teoria storica

A chiederselo un sito americano, che ha pubblicato oggi un lungo articolo che è tra i più letti sul Web. Secondo “Double Viking”, questo il nome del sito, le ragazze italiane sarebbero così carine grazie al melting pot creato dall’Impero romano.

“Persone di tutte le razze e di tutti i colori, già dall’età dei romani, hanno iniziato a transitare dall’Italia. Molti (soprattutto ai tempi delle leggi razziali) hanno pensato che questo melting-pot sia stata una delle cause principali della caduta dell’Impero Romano. Le ragazze, invece, sono tra le più belle del mondo proprio perché sembrano essere ‘il prodotto’ del miscuglio di geni di differenti gruppi etnici”.

L’articolo prende poi in considerazione, ovviamente, anche la dieta mediterranea (ecco perché le nostre ragazze sarebbero così in forma) ma purtroppo anche la propensione a spogliarsi e a concedersi delle italiane nei confronti delle americane (questo a mio avviso non è assolutamente vero! – e poi che c’entra con la bellezza?).

Una tesi abbastanza strampalata a prima vista, che però in alcune parti ha un suo senso. Vai qui per leggere l’articolo completo, corredato da belle fotografie (in alto, Sofia Loren). Che ne pensate?

Esclusivo: benzina, l’Italia a secco. La situazione a Roma

Lunghe file questa mattina a Roma davanti ai pochissimi benzinai aperti.

In questo video (girato dalla macchina, quindi la qualità non è eccezionale) documento una lunghissima fila che ha paralizzato il traffico sulla via Ostiense all’altezza della Basilica di San Paolo. Auto e motorini cercavano di entrare in un distributore Agip (probabilmente uno dei pochissimi in zona con un po’ di benzina ancora disponibile).

Subito dopo, s’intravedono anche numerosi cittadini in attesa alla fermata dell’autobus, anche se comunque anche per il poco traffico oggi a Roma si viaggia molto bene con i mezzi pubblici.

Video sulle scuole violente

Dopo la mia segnalazione, ecco il pezzo scritto dalla collega Clotilde Veltri su Repubblica.it.

Non solo il pestaggio del ragazzo disabile nella scuola di Torino
Internet pullula di video in cui gli studenti italiani si danno al teppismo in classe

“Prof, ti punto la pistola alla tempia”
Video-storie di ordinario bullismo

Vandalismi, angherie, docenti impotenti. Tutto rigorosamente filmato

di CLOTILDE VELTRI
ha collaborato DANIELE SEMERARO

C’È un gruppo di studenti che arraffa il giornale del professore lo arrotola e glielo lancia addosso. Lui, il prof, resta seduto al suo posto, immobile, spaurito, ritirato e impotente davanti a quella che non è più neanche maleducazione. È violenza. Poi ci sono alcuni liceali o comunque vicini alla maggiore età che, chiusi in un’aula, a un segnale prestabilito, lanciano sedie contro un muro rischiando anche di colpire un compagno. Il tutto tra urla di incitamento e imprecazioni, in un crescendo di rabbia che ha poco di infantile. Che fa paura.

E poi c’è lui, maglia bianca e sguardo strafottente che buca il videofonino. Impugna una pistola passa dietro al professore e gliela punta alla tempia. La classe ride mentre il docente tenta disperatamente di ignorare il “pistolero”, concentrandosi su un salvifico registro di classe. Prende tempo il professore, poi si gira, lento e si trova la pistola in faccia. Sorride disorientato. L’altro insiste, si volta verso i compagni e punta la pistola contro la camera. Tutti ridono. Il professore è paralizzato al suo posto, a testa china.

Storie di ordinaria violenza nella scuola italiana. Non è Bowling for Columbine, ma qualcosa comincia a rompersi, qualche limite, forse, sta pericolosamente crollando. Il caso del ragazzo disabile maltrattato dai compagni nella scuola di Torino e ripreso dal telefonino, è solo uno dei tanti a disposizione della Rete. Dove proliferano – e cronologicamente, da prima – immagini e filmati degli studenti italiani trasformati in una specie di orda barbarica. C’è sempre un sodàle che riprende tutto, divertendosi un mondo: sedie che volano, grida furiose e autoeccitate, droga, calci, pugni, bullismo all’ennesima potenza. Poi ci pensano Google e Youtube a fare il resto. Così, qualcuno potrà dire “io sono su internet”, i video circoleranno e i protagonisti penseranno di essere diventati famosi perché quel filmato avrà scalato la classifica di gradimento del sito.

La casistica è disparata e amplissima. Come se ormai fosse una moda, una tendenza. D’altra parte negli Stati Uniti – dai quali importiamo sempre il meglio – da anni in Rete hanno grande successo i video denominati school fighter dove si vedono studenti che fanno a botte fuori dalla scuola.

I ragazzi italiani prediligono invece il danno al bene pubblico, la devastazione di tavoli, sedie, lavagne e tutto quanto riescono a trovare nelle aule. Senza dimenticare le persone. Così è normale far esplodere delle micce sotto la cattedra ed è altrettanto normale tirare un banco contro una finestra e farlo a pezzi. O far esplodere un accendino creando un vero e proprio falò. Ancora: prendere il registro di classe e picchiarlo in testa al compagno di scuola che in quel momento sta serenamente conversando con un altro. E si spaventa il poverino, ma tace perchè l’altro è il bullo e si vede.

Molestare i più deboli fa parte dei giochi. E i docenti, in questo gioco al massacro, davanti alla tivvù, sembrano proprio i più deboli. Per lo meno impotenti. Il professore redarguisce lo studente. Quello invece di incassare e andare al posto comincia a urlare, a dimenarsi, a inveire. Alla fine parte un vaffa e il prof che fa? Zitto. Commenti dalla Rete: bravi, bene, bis. “I prof sono degli schifosi”. E a chi tenta di riportare il tutto in un alveo di decenza la risposta non manca mai: “Taci tu, scemo, ci stiamo solo divertendo un po’”.

(17 novembre 2006)

ESCLUSIVO – Bullismo e devastazione in classe corrono sul web

A proposito del ragazzo disabile maltrattato a Torino, facendo un giro su Google Video e YouTube, s’incontrano decine e decine di video, in italiano, di ragazzi a scuola che maltrattano i professori o devastano le suppellettili delle aule.

Ecco tutti i video “incriminati”:

http://video.google.it/videoplay?docid=-1449476207024502309&q
(Professoressa, ha un po’ di fumo?)

http://video.google.it/videoplay?docid=-274438743740655987&q
(Prof si arrabbia con studente)

http://video.google.it/videoplay?docid=-2221324170925730356&q
(Ma chi è che fa rumore?)

http://video.google.it/videoplay?docid=-4935606750218238002&q
(Non voglio più sentire un casino del genere)

http://video.google.it/videoplay?docid=4703460032564268828&q
(Litigio prof-studente)

http://video.google.it/videoplay?docid=5659744306991721423&q=professore
(Professore ballerino)

http://video.google.it/videoplay?docid=-6181857133405852082&q=scuola
(Finto litigio tra studenti)

http://video.google.it/videoplay?docid=-602264989658938326&q=scuola
(Ultimo giorno di scuola)

http://video.google.it/videoplay?docid=-3224630225829780994&q=scuola
(Penultimo giorno di scuola, ora d’italiano)

http://video.google.it/videoplay?docid=5808446565287892392&q=scuola
(Ragazzo balla durante l’intervallo)

http://video.google.it/videoplay?docid=-2956936392883063679&q=scuola
(Ragazzi in aula lanciano sedie contro il muro)

http://video.google.it/videoplay?docid=-5409854510982162657&q=scuola
(Ragazzi a scuola fanno esplodere un accendino)

http://video.google.it/videoplay?docid=775915381039144033&q=scuola
(Miccette sotto la cattedra)

http://video.google.it/videoplay?docid=6776476845826807480&q=classe
http://video.google.it/videoplay?docid=6665025158616050194&q=classe
(Ragazzi ne combinano di tutti i colori durante una lezione)

http://video.google.it/videoplay?docid=-1224521959720941068&q=classe
(Ragazzo scaraventa un banco contro la finestra)

http://video.google.it/videoplay?docid=1231445978164714018&q=classe
(Durante un’ora di supplenza – senza il professore)

http://video.google.it/videoplay?docid=-6841674152795970045&q=classe
(Ragazzo ne picchia un altro con il registro)

http://www.youtube.com/watch?v=aSNFNZ12Ytg
(Ragazzo con una pistola finta dal prof)

http://www.youtube.com/watch?v=ZirnoIXHkRg
(Ragazzi fanno un finto funerale a un amico)

http://www.youtube.com/watch?v=JOP6NkNbEUU
(Un ragazzo si comporta in maniera incredibile con un docente)

http://www.youtube.com/watch?v=qRjiQoUWimw
(Ragazzi distruggono una classe)

http://www.youtube.com/watch?v=aadPrJttT4Y
(Ragazzi prendono il giornale del professore, ne fanno una palla e iniziano a giocare durante la lezione)

I video sono reperibili in rete in modo gratuito e senza restrizioni d’accesso.

È nato "Macbook 13 pollici", il laptop per giovani

L’INTERVISTA A TODD BENJAMIN MI È STATA RILASCIATA IN ESCLUSIVA PER L’ITALIA

Il computer è stato prodotto in due colori, bianco classico e nero
“È uno dei nostri Mac migliori, pensato per un cliente dinamico”

Apple, ecco il MacBook 13″
il nuovo laptop “per giovani”

Equipaggiato con i nuovi Intel core duo. Prezzo contenuto

di DANIELE SEMERARO

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ROMA – La notizia è di quelle che si attendevano da tempo. Dopo l’arrivo sul mercato del MacBook Pro, il computer portatile di fascia alta destinato a un pubblico professionale, a 90 giorni di distanza Apple (di martedì, come accade sempre per i grandi annunci) lancia un nuovo prodotto destinato a scalare le classifiche di vendita: si tratta del MacBook 13″. Che integra, come il fratello maggiore MacBook Pro, il nuovo processore Core Duo della Intel.

“Il nuovo portatile che abbiamo lanciato oggi – ha spiegato a Repubblica.it Todd Benjamin, direttore della divisione portatili della Apple – è uno dei nostri prodotti migliori, appositamente studiato per un pubblico dinamico. Con il MacBook 13″, che oltre ad essere potente è anche molto bello da vedere – continua – ci rivolgiamo infatti a un pubblico domestico: giovani, studenti, universitari, gente che vuole andare al passo coi tempi e stare alla moda ma anche a un pubblico di professionisti in movimento. Per questo abbiamo pensato a un computer con un nuovo design molto compatto ma anche molto veloce”.

Il MacBook, pensato per sostituire gli iBook (ma anche i PowerBook da 12 pollici), esce in tre versioni, tutte e tre con “schermi brillanti” da 13 pollici, destinate al mercato “consumer”, cioè non professionale. Come tutti i computer Mac usciti da febbraio a questa parte, lo dicevamo, è dotato di processore Intel Core Duo e, secondo quanto afferma la casa di Cupertino, potrebbe arrivare a una velocità cinque volte più veloce del predecessore iBook e quattro volte più veloce rispetto al PowerBook 12″.

“Abbiamo fatto numerosi test – racconta Benjamin – attraverso i quali abbiamo confrontato il MacBook con i suoi predecessori facendogli compiere nello stesso tempo difficili operazioni con i nostri applicativi iLife. Ad esempio abbiamo montato un brano in Garageband (il software di Apple per la creazione di musica, ndr), abbiamo applicato dei plugin e dei filtri e ci siamo stupiti nel vedere che MacBook era 3,9 volte più veloce di iBook. Stessa cosa per la navigazione su internet con Safari, dove siamo arrivati a una velocità 2,7 volte maggiore”.

Il nuovo gioiellino (“il portatile consumer più avanzato al mondo”, sostiene Benjamin) ha un design innovativo e molto elegante, ed è sottile appena 2,75 centimetri e “pesante” 2 chili e 360 grammi; è dotato di scheda grafica Intel Gma 950 con 64Mb di Ram, videocamera integrata iSight (per videoconferenze e foto) e interfaccia FrontRow con il telecomando per la gestione dei contenuti multimediali.

La casa di Steve Jobs come sempre ha pensato a diverse versioni per commercializzare il prodotto. Per il MacBook ne sono previste tre: due di colore bianco e una di colore nero. Per quanto riguarda i MacBook 13″ bianchi, questi sono equipaggiati con processore da 1,83 Ghz (prezzi a partire da 1.119 euro) o da 2 Ghz (1.319 euro). La vera novità della gamma è proprio il MacBook di colore nero lucido. Il suo prezzo, per la versione a 2 Ghz (la configurazione è identica a quella del modello bianco, tranne che per l’hard-disk da 80 Gb), è di 1.519 euro.

Essendo il portatile studiato soprattutto per l’uso in movimento, è stato installato anche un connettore di alimentazione magnetico (il MagSafe) che si stacca immediatamente dal computer se, ad esempio, il cavo viene strattonato. Per quanto riguarda la connettività, poi, il nuovo mini-portatile è dotato di scheda AirPort per i collegamenti a internet veloce senza fili (Wi-fi), Bluetooth e porta Ethernet. Sul lato destro, inoltre, sono presenti due porte Usb 2.0, le porte per l’audio digitale analogiche e ottiche e un’uscita mini-DVI video per connettere al portatile schermi esterni e proiettori.

Vediamo da vicino l’equipaggiamento delle varie versioni. Il MacBook bianco da 13″ a 1,83Ghz monta di serie una memoria ram da 512Mb, un disco rigido da 60Gb a 5400 rpm e un “combo drive”, in grado di leggere i Dvd e masterizzare cd normali e riscrivibili. Stessa configurazione per il modello superiore, quello da 2 Ghz, che però monta un’unità ottica SuperDrive (in grado, cioè, di masterizzare, oltre che ai cd, anche i Dvd). In quest’ultima versione è presente anche una porta FireWire 400.

“Lo schermo da 13,3″ – spiega Todd Benjamin – può arrivare a una risoluzione di 1280×800 e dà la possibilità di ottenere immagini nitide, colori più ricchi, neri intensi e profondi e un forte contrasto; fornisce, inoltre, un’area di visualizzazione più grande in termini di pixel del 30% rispetto a iBook e PowerBook 12 pollici. In questo modo guardare ad esempio un film su Dvd sarà un’sperienza ancora più coinvolgente”.

Per quanto riguarda il software, il computer è dotato di serie degli stessi installati sul fratello maggiore MacBook Pro. È presente, quindi, il sistema operativo Mac Os Tiger (“il sistema più avanzato del mondo”, come ripetono da Cupertino), e iLife ’06, il pacchetto Apple che comprende programmi per creare facilmente musica, gallerie fotografiche, blog, podcast, dvd, siti web. I MacBook, inoltre, includono anche Photo Booth, un applicativo che permette agli utenti di scattare istantanee con la videocamera iSight integrata.

(16 maggio 2006)

(Nella foto: Le versioni bianca e nera del MacBook 13″)

Organizzazioni umanitarie, l'Italia taglia i suoi contributi


La decisione del governo, passata in sordina il 16 febbraio, prevede il taglio
di tutti i finanziamenti volontari alle organizzazioni internazionali

Organizzazioni umanitarie
l’Italia cancella i fondi

Oms, Fao, Unicef, Unesco, Acnur non avranno più soldi dal nostro Paese
Diplomatici imbarazzati. La Farnesina: “Obbligati dalla crisi economica”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Da quest’anno il governo italiano non elargirà più alle organizzazioni internazionali i cosiddetti “fondi volontari” che da oltre trent’anni consegna puntualmente. Il taglio, improvviso e passato quasi sotto silenzio, sarà di circa 52 milioni di euro. La decisione è chiara nella delibera del 16 febbraio scorso approvata dal ministero degli Esteri che, oltre a decurtare della metà il tradizionale bilancio dei cosiddetti contributi volontari alle organizzazioni internazionali, ha deciso che a Acnur, Unicef, Fao, Undp, Unesco e Oms non saranno più destinati fondi. Anche se, si fa comunque osservare da ambienti diplomatici, “i tagli sono temporanei e dovuti alla ridotta disponibilità di fondi”. La denuncia è partita da “il Manifesto”. Gli enti, preoccupati, confermano anche se, per ora, evitano di fare polemica.

Oltre ai tagli, ha fatto sapere il quotidiano, c’è anche una sorta di “redistribuzione”: a beneficiare del contributo tra le grandi agenzie, quest’anno, saranno soltanto il Programma alimentare mondiale (Pam), l’ufficio delle Nazioni Unite contro la Droga e il Crimine (Unodc) diretto dall’italiano Costa, l’ufficio internazionale del Lavoro (Ilo) che ha sede a Roma e tutti quegli uffici (come anche l’Undesa, l’Unido, Ipgri, Unccd, Unssc) della “filiera italiana”, cioé diretti da italiani.

I fondi in questione danno sostanza alle relazioni “unilaterali” tra i Paesi membri e le organizzazioni internazionali e sono da sempre volontari. Non vanno confusi, invece, con un’altra quota, quelli “multilaterali”, che è obbligatoria e definita in base alla ricchezza del paese. Resta il fatto che rappresentano una parte significativa delle loro entrate cui non è facile rinunciare.

I fondi tagliati, dunque, ammonterebbero a circa 52 milioni di euro. La “stranezza” dell’operazione è data poi dal fatto che la decisione è stata presa improvvisamente (di solito, infatti, i cambiamenti avvengono gradualmente) e che, a quanto sembra, non è stata per ora notificata alle diverse Agenzie.

I fondi, in particolare per quanto riguarda, ad esempio, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, sarebbero andati a coprire i progetti di emergenza (per i quali l’Italia è sempre stata, da trent’anni a questa parte, molto generosa). Anche per questo l’immagine del nostro Paese in campo internazionale esce piuttosto offuscata da questa vicenda. A quanto si apprende, i nostri diplomatici e funzionari che lavorano nei palazzi di Ginevra sarebbero alquanto imbarazzati. Soprattutto perché l’Italia, tra i Paesi “contribuenti” è sempre stata puntuale e, quindi, vista con estrema simpatia.

Conseguenze di questa decisione? Oltre ai mancati incassi per gli organismi internazionali interessati, ce n’è un’altra: di norma i donatori acquisiscono una certa influenza nelle linee programmatiche di questi soggetti internazionali, e con questo taglio l’Italia rischia di perdere quasi tutto il suo peso su scelte internazionali di politica sociale, sanitaria e culturale.

Unicef. L’Unicef, una delle organizzazioni internazionali che più verranno colpite, esprime preoccupazione. L’agenzia dell’Onu che si occupa dell’infanzia ricorda che due terzi dei suoi fondi derivano da contributi “volontari” governativi e un terzo da privati. Se tutti i Paesi si comportassero come l’Italia, per l’Unicef sarebbe praticamente la fine. Con la decisione della Farnesina, il suo budget perderebbe circa 11 milioni di dollari. Resterebbero (ma non si sa in quale proporzione) 18 milioni che vengono assegnati su progetti specifici e, quindi, non possono essere utilizzati per la vita dell’agenzia. “Il problema di fondo – spiegano in una nota ufficiale – non riguarda i soldi, ma gli effetti di eventuali tagli sul lavoro che l’Unicef svolge per i bambini di oltre 155 paesi, molti dei quali rischiano di rimanere scoperti, non essendo una priorità per nessun governo”.

Unhcr. Grande preoccupazione è stata espressa anche da Laura Boldrini, portavoce dell’Alto Commissariato Onu per i Rifugiati. “Siamo preoccupati e stupiti – spiega – perché il taglio dei fondi ci ha colpiti di sorpresa. In passato questi potevano anche arrivare in ritardo rispetto allo stanziamento, ma non era mai accaduto che fossero azzerati. Il buco italiano è destinato a incidere negativamente sull’aiuto ai rifugiati nelle regioni di provenienza”.

Oms. La direzione generale dell’Oms, (fanno sapere sia dalla rappresentanza italiana che dalla sede centrale di Ginevra), non può ancora prendere una posizione su questa decisione. Motivo: la notizia non è ancora stata comunicata ufficialmente. A Ginevra la sanno tutti, ma solo perché ne hanno letto sui giornali o sentito da voci di “corridoio”.

Fao. Anche al Fondo alimentare mondiale, che ha sede a Roma, c’è un po’ di sconcerto e preoccupazione, ma soprattutto “a livello di singoli”. L’Agenzia, infatti, non avendo ancora ricevuto comunicazioni dal governo, rimane cauta.

Le reazioni all’Onu. Intanto, come scrive anche “Il Manifesto”, la filiera Onu “ha cominciato a fibrillare”, soprattutto per la carenza assoluta d’informazioni ufficiali. E, secondo quanto si apprende, lo stesso Kofi Annan starebbe preparando una lettera indirizzata al governo Berlusconi per chiedere almeno chiarimenti sulla vicenda.

Le reazioni in Italia. “Indignati ma non stupiti”. A sintetizzare il sentimento generale dell’Unione è il socialista Ugo Intini, che parla di governo provinciale che “in politica estera cerca un rapporto privilegiato con gli Usa, che non c’è, e di conseguenza spiazza e delude i Paesi in via di sviluppo”. A stupirsi è anche il senatore Francesco Martone (Gruppo Misto-Rc): “È la classica ciliegina sulla torta: dopo aver ridotto in ginocchio la politica estera italiana in materia di cooperazione e dopo aver dimezzato il capitolo di spesa – dice – si ignorano organismi come Arcur, Unicef, Fao, Undp e Oms, ai quali non viene destinato un centesimo, e si premiano organizzazioni vicine a chi ha varato il provvedimento”.

La risposta della Farnesina. Secondo quanto trapela da ambienti diplomatici, la delibera (che verrà resa pubblica nei prossimi giorni) prevede un temporaneo annullamento dei fondi destinati alle organizzazioni internazionali a causa di una situazione di scarsa disponibilità finanziaria definita “momentanea”. “Questo – spiegano – è il risultato di dolorosi tagli finanziari decisi dal Parlamento per la necessità di collimare con i parametri di Maastricht e le direttrici dell’Unione Europea. Una situazione contingente dalla quale speriamo di uscire al più presto: appena ci troveremo in una situazione mgliore prenderemo le decisioni necessarie per avvicinarci considerevolmente agli stanziamenti dello scorso anno”. La decisione, fanno inoltre sapere, verrà ridiscussa all’interno delle prossime riunioni del Comitato Direzionale del ministero.

(23 febbraio 2006)

(Nella foto WHO/P.Virot: Il quartier generale dell’Oms a Ginevra)