Google svela: “Ecco il nostro tablet”. Apple è avvertita

“Big G” pronta a entrare nel mercato delle tavolette elettroniche sensibili al tatto
Il prodotto potrebbe avere tutto ciò che manca al dispositivo siglato Apple

Google svela il suo Tablet
e lancia la sfida all’iPad

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Una mano sinistra tocca lo schermo di un tablet e con il tocco di un dito apre la posta elettronica di Gmail; contemporaneamente una mano destra fa partire la navigazione in rete, fa ricerche online, salva fotografie e organizza le finestre all’interno dello schermo. Non si tratta della dimostrazione del tanto discusso iPad di Apple, ma del “concept” del nuovo prodotto che Google potrebbe presto presentare, e che si pone come valida alternativa alla “tavoletta elettronica” sensibile al tatto appena lanciata dalla casa della Mela morsicata. Si apre, dunque, un nuovo episodio della “guerra” tra Google e Apple, dopo il lancio di Android, il sistema operativo per cellulari avversario dell’iPhone.

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Guardare video mentre si “chatta”. Microsoft lancia Messenger Tv

Il servizio, gratuito, potrebbe rivoluzionare il modo di guardare i filmati in rete
In Italia accordi con Mtv, Sony e Ansa. 95 milioni di utenti potenziali nel mondo

ROMA – Guardare la televisione insieme, scegliere i programmi e commentarli, il tutto stando in due parti diverse del mondo. È possibile, da oggi, con “Messenger Tv”, un nuovo servizio internet lanciato da Microsoft che integra, all’interno del popolare client di messaggistica istantanea “Windows Live Messenger”, un vero e proprio canale televisivo. Il servizio, che da oggi è disponibile in oltre venti nazioni (ma non negli Stati Uniti), è frutto dell’accordo di Microsoft con reti televisive e multinazionali dell’intrattenimento, tra cui spiccano Mtv, Sony, Emi e Bbc.

Windows Live Messenger è un software gratuito, molto utilizzato soprattutto dai più giovani (in tutto il mondo ci sono oltre 95 milioni di utenti), che permette di “chattare”, cioè conversare a distanza utilizzando la tastiera del computer, con i propri amici collegati a internet dalle loro case o dai loro uffici. Fino ad oggi era possibile “chattare”, parlare e guardarsi attraverso una webcam, scambiare fotografie. Messenger Tv, invece, introduce una nuova funzione: quella, appunto, di guardare insieme e contemporaneamente uno stesso filmato, con la possibilità di metterlo in pausa o di commentarlo attraverso la chat, che rimane aperta sulla parte sinistra dello schermo del computer.

I video online sono esplosi in popolarità negli ultimi anni (basti guardare al fenomeno YouTube), ma fino ad ora non era possibile guardarli contemporaneamente da computer differenti; secondo Microsoft, la possibilità di guardare film insieme, anche da un capo del mondo all’altro, permetterà di creare una nuova “esperienza sociale” (fatta di reazioni e commenti) e attrarrà gli utenti che già spendono diverse ore al giorno guardando video online e conversando.

In Italia Messenger Tv, oltre a comprendere l’intero catalogo già presente all’interno del portale Msn di Microsoft, ha stretto un’alleanza con il canale musicale Mtv, e permetterà agli utenti di guardare spezzoni di diversi programmi, da “Very Victoria” a “Loveline”, a “Stasera niente Mtv” di Ambra Angiolini. Inoltre, grazie a una partnership con Mediaset, sarà possibile guardare i migliori programmi di Rete 4, Canale 5 e Italia 1. Su Messenger Tv si potranno anche vedere concerti in esclusiva, video musicali (grazie all’accordo, tra gli altri, con la Sony-Bmg), interviste e notizie dal mondo dello spettacolo, video divertenti e trailer cinematografici in collaborazione con Coming Soon Television. Spazio anche all’approfondimento, con i telegiornali Ansa e Agr e le notizie sportive di Sportal.

Una strategia, quella di Microsoft, che punta ovviamente a combattere lo strapotere di Google e di YouTube migliorando la propria raccolta pubblicitaria: già la Twentieth Century Fox e la Pepsi sarebbero interessate a pubblicizzare i loro prodotti su Messenger Tv. In particolare, il servizio ospiterà dei banner pubblicitari all’interno della finestra del software, e dei mini-spot (come già accade su Msn Video) prima dell’inizio di ogni filmato.

Per iniziare a guardare insieme la Tv bisogna avere l’ultima versione di Windows Live Messenger (il servizio almeno per il momento non è disponibile per gli utenti Mac); poi, in una qualsiasi finestra di conversazione, basterà fare click sul pulsante in alto “attività” e selezionare “Messenger Tv”.

Il prof è incapace? Segnalalo su internet

È boom per i siti che permettono di scrivere valutazioni sui propri docenti
Il fenomeno esteso in tutta Europa: “Combattiamo per la meritocrazia”
I diretti interessati: “Studenti pronti a dare giudizi senza conoscerci veramente”

ROMA – Una volta c’erano le scritte nei bagni delle scuole e sui muri degli edifici; oggi, invece, per dare giudizi sui propri professori si utilizza la Rete. Una mania che, pionieri gli statunitensi con decine e decine di siti, si sta diffondendo anche in Europa e inizia a far tremare i diretti interessati: i docenti.

In Italia il sito attualmente più gettonato è VotaIlProf. it (rigorosamente in “versione beta”, cioè di prova, così come si usa ormai lanciare tutti i prodotti del Web). Si tratta di un servizio cosiddetto “social”, che permette a ogni studente di votare i propri docenti universitari (e, se non ci sono, di inserire i loro profili con tanto di foto) su voci come “comportamento all’esame”, “aggiornamento tecnologico”, “cortesia”, “disponibilità in orario di ricevimento”, “risposte via e-mail”, “presenza a lezione”. A fianco di ogni voto, gli studenti possono anche lasciare dei commenti: “Persona seria e corretta – si legge in una scheda – oltre ad essere un ottimo docente. Speriamo futuro preside”. Oppure: “Semplicemente il migliore prof che abbia mai avuto! Sempre disponibile e cortese, preparatissimo e simpatico. Magari fossero tutti come lui”.

Di certo più divertenti, ma sempre abbastanza corretti, i commenti negativi: “Da cacciare da tutte le facoltà”, si legge in una scheda; oppure: “Braccia tolte all’agricoltura”. E c’è anche chi racconta aneddoti: “Per lui – scrive un ragazzo a proposito di un docente di informatica – la sigla ‘Rgb’ rappresentava red, green e il famosissimo colore primario beige!” (‘Rgb’ è in realtà un modello di colori – rosso, verde e blu – che viene usato nel digitale per trasmettere le immagini). E ancora: “Disastroso, il peggior professore della mia carriera universitaria. Argomenti totalmente sbagliati e obsoleti. Disponibilità e affidabilità nulle, nessuno lo vede mai in facoltà”.

Nella pagina principale del sito anche due speciali classifiche: la “Top10”, cioè quella dei prof più votati, e la “Flop10”, che racchiude i docenti che piacciono di meno. “L’intento di VotaIlProf – ci spiega l’ideatore Roberto Chibbaro, 32 anni e una laurea in Giurisprudenza – è quello di costruire un database nazionale per conoscere e valutare i docenti universitari, ridimensionando, eventualmente, i pregiudizi e confermando gli elogi degli studenti. L’idea è di superare il ‘sentito dirè con l’utilizzo di un algoritmo per sviluppare uno strumento di rating serio e affidabile”.

Ma com’è nata l’idea? “Prima – continua Chibbaro – facevo l’avvocato, ma era un lavoro che non mi ha mai entusiasmato. Così con alcuni soci abbiamo deciso di aprire un quotidiano online dedicato al mondo universitario, Unimagazine. it. Poi, un giorno, l’arrivo di una strana e-mail da parte di un gruppo anonimo di docenti che, forse perché aveva apprezzato alcune nostre inchieste, ci proponeva di creare un progetto che si occupasse di meritocrazia e valutazione della didattica. L’idea ci sembrava molto interessante, e così sulla scia dello statunitense RateMyProfessor. com abbiamo creato VotaIlProf. it, online dallo scorso giugno”. Un progetto, prosegue, che “nasce dalla volontà di meritocrazia, per combattere lo schifo di favoritismi e mediocrità che c’è in Italia e cercare, in piccolo, di fermare l’inquietante fuga di cervelli verso paesi che valorizzano di più le persone.

Il sito racchiude al momento 700 schede con oltre 1.500 giudizi e riceve circa mille visite al giorno. La maggior parte degli utenti ha tra i 18 e i 21 anni e si comporta generalmente bene: basti pensare che la media generale è di sufficienza, e che l’alunno non si rivolge a noi solo per denunciare cattivi comportamenti, ma anche per testimoniare la bravura o la correttezza di questo o quel docente. “Abbiamo un codice di comportamento molto stretto – aggiunge Roberto Chibbaro – e cerchiamo di filtrare tutti i commenti che arrivano. Gli utenti stessi, non solo i professori, hanno anche la possibilità di segnalarci gli abusi”. E nel futuro? “Attualmente abbiamo avuto un’importante offerta di acquisto da un grande gruppo industriale. Ora siamo tre soci, ma la nostra speranza è quella di poter assumere del personale e creare occupazione proprio in Sicilia, dove vogliamo restare a operare”.

E i docenti, come si sentono ad essere giudicati sulla pubblica piazza virtuale? “Ci si sente male, molto male”, spiega Marco Lodoli, scrittore, giornalista e insegnante di Lettere. “È terribile per un professionista pensare di essere arrivato a una certa età e dover subire ancora processi, giudizi, valutazioni… rischiando di essere addirittura bocciato. Mi ricordo – continua – dei miei insegnanti, che umanamente erano un po’ un disastro, pieni di difetti, ma che però mi hanno cambiato la vita. Il problema, in questo caso, è che un ragazzo magari comprende l’importanza degli insegnamenti ricevuti anni e anni dopo: come la mettiamo? Già adesso i prof sono una categoria di persone tendenzialmente insicure e depresse, la foto segnaletica su internet non è il massimo. Io, insomma, la vedo ancora di più come una telecamera che ci segue in continuazione pronta a dare giudizi senza conoscerci veramente”.

Fuori dall’Italia quasi ogni paese ha uno o più siti attraverso i quali dare giudizi ai professori, liceali o universitari. Negli Stati Uniti ci sono PickAProf.com, RateMyProfessors.com e RateMyTeacher.com, molti dei quali coprono anche tutto il mondo anglofono arrivando in Canada, Inghilterra, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. In Francia c’è Jenotemonprof.com, che punta tutto sullo “spirito di dialogo, rispetto e cambiamento”. In Germania, c’è Spickmich.de, sito molto completo dedicato a corsi e docenti di tutte le università tedesche. Tra le voci da votare, giustizia, comprensione, divertimento e sforzo dello studente per ottenere un buon voto. E addirittura è possibile commentare ogni singola lezione.

Marzo, tutti in gita scolastica. Tre milioni di studenti in viaggio

Tra le mete preferite Spagna, Praga, Sicilia e Roma. Dimezzate le visite a Napoli
Ma i docenti accusano: “Una responsabilità enorme per una paga vergognosa”

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ROMA – I viaggi d’istruzione, le “gite”, come sono più comunemente chiamati, sono probabilmente il periodo più atteso dell’anno da parte degli studenti, felici di trascorrere un po’ di tempo fuori casa, lontano dai genitori e con i propri amici. Si tratta forse delle esperienze più importanti per i ragazzi delle scuole medie e dei licei, che in molti casi proprio grazie alla scuola iniziano ad avere un primo rapporto con il turismo e con luoghi lontani dalla propria città. Un periodo che, al contrario, non è però molto atteso da parte dei docenti, spesso sottoposti a un controllo massacrante, costretti a non dormire la notte e con paghe vergognose.

Le gite riguardano da vicino oltre il cinquanta per cento degli studenti italiani, la maggior parte dei quali si appresta a partire proprio nelle prossime settimane: marzo, infatti, sembra essere il periodo prediletto per allontanarsi per qualche giorno dalle quattro mura della propria scuola. Nel 2007 si sono mossi in media 2,7 milioni di studenti pari a un totale di circa 130mila classi, con un giro di affari che supera i 350 milioni di euro.

Le statistiche. Secondo un’indagine svolta su un campione di oltre 360 istituti scolastici superiori di secondo grado dall’Osservatorio sul turismo scolastico del Touring Club Italiano, la gita scolastica si conferma un appuntamento al quale non rinuncia oltre la metà delle classi italiane e più di due terzi degli studenti. Il periodo dell’anno in cui si concentrano maggiormente le partenze, dicevamo, è il mese di marzo (oltre la metà delle gite), cui seguono aprile, febbraio e maggio. Un dato, spiegano gli esperti del Touring, che se confrontato con quelli del 1999 fa emergere “una tendenza alla destagionalizzazione delle partenze: nel 1999, infatti, le partenze tra marzo e aprile si attestavano all’84 per cento del totale, mentre nel 2007 sono al 77,8 per cento”.

Le mete. Parigi o luoghi manzoniani? Praga o la Grecia? La meta preferita, ovviamente, rimane l’estero, con oltre il 51 per cento delle partenze e con la Spagna al primo posto tra i paesi più gettonati: lì si concentra circa un quarto dei viaggi. A seguire, Francia, Repubblica Ceca e Germania. Tra le città, preferite Barcellona, Praga, Parigi e a sorpresa da qualche anno anche Berlino. In Italia, che pure ha tante meraviglie da scoprire, la regione preferita per i viaggi è la Sicilia, seguita da Lazio, Veneto e Toscana; tra le città, a stravincere è Roma, seguita da Firenze, Venezia e Napoli. A tal proposito, quest’anno a causa dell’emergenza rifiuti in Campania a perdere turisti sarà proprio il capoluogo partenopeo: “Non sono disponibili ancora i dati definitivi – spiegano dall’Unione Industriali di Napoli – ma secondo quanto ci riferiscono le principali strutture ricettive della città durante la primavera dovremmo avere una perdita di clienti pari a circa il cinquanta per cento”.

Calabria, Molise e Abruzzo, poi, sono regioni che non sono state indicate come meta principale di un viaggio d’istruzione con pernottamento: “Un dato che ci sorprende – spiegano dal Touring Club – considerato che Calabria e Abruzzo hanno risorse ambientali coerenti con gli obiettivi didattici e formativi di un viaggio scolastico”.

Mezzi di trasporto, durata e costi del viaggio. Il mezzo di trasporto più gettonato è senza dubbio il pullman (72,6 per cento), pratico per spostarsi anche una volta arrivati a destinazione, seguito dall’aereo, utilizzato quasi esclusivamente per i viaggi all’estero. Tra le strutture ricettive l’hotel fa la parte del leone, mentre la durata media del viaggio è di 3,1 pernottamenti in Italia e 4,9 all’estero. I costi, solitamente il punto più dolente soprattutto per i genitori, lo scorso anno si sono attestati mediamente sui 267 euro per studente (nel 2005 il prezzo medio speso dagli studenti italiani era di 259 euro).

Episodi negativi. Il 17,6 per cento degli insegnanti intervistati ha segnalato che nel viaggio d’istruzione cui ha partecipato si è verificato un evento considerato negativo. Evento che si presenta più spesso nei viaggi all’estero (quasi il 20 per cento del totale) che in Italia (15,5 per cento). Gli eventi più segnalati riguardano la sistemazione alberghiera (servizio o pulizia scadenti, eccessiva distanza dal centro cittadino, isolamento), furti, infortuni agli studenti e problemi organizzativi in generale. Disguidi piccoli e grandi, che se sommati alle responsabilità che i docenti devono addossarsi per tutta la durata del viaggio, stanno portando ultimamente molti professori a negare la propria disponibilità ad accompagnare le classi in gita.

“I ragazzi ormai – spiega un docente di un liceo classico romano – intendono la gita scolastica come occasione di puro divertimento, di sballo, più che di arricchimento culturale. Capita sempre più spesso che si parta con il presupposto di non dormire la notte, e nella mia esperienza ho avuto alunni che sono stati capaci di non dormire anche per quattro notti di seguito, con il risultato che di giorno andavano in giro come ‘zombie’ senza seguire le spiegazioni. È capitato molto spesso, a me come a tanti miei altri colleghi – continua il docente – di aver dovuto soccorrere studenti ubriachi che si sono sentiti male, di essere stata richiamata e umiliata dai portieri d’albergo, di aver passato intere notti ‘in bianco’. Il tutto per cosa? Per una responsabilità di 24 ore su 24 con una diaria vergognosa e offensiva”. In effetti, facendo un po’ di ricerche non mancano racconti di alberghi che sono andati a fuoco a causa di ragazzi disattenti che fumavano nelle camere, di studenti portati all’ospedale per aver mischiato alcol e sostanze stupefacenti, di ambasciate mobilitate nel bel mezzo della notte per cercare questo o quel ragazzo “evaso” dalla finestra dell’albergo, per non parlare, ovviamente, di casi molto più gravi.

Cosa, infine, si potrebbe migliorare? Secondo la ricerca dell’Osservatorio sul turismo scolastico del Tci sicuramente la preparazione degli studenti, che in molti casi si rivela abbastanza scarsa. A seguire, le pratiche di co-finanziamento e le agevolazioni economiche per le famiglie, i rapporti con le agenzie, il numero di studenti che viaggiano insieme (spesso considerato troppo elevato). “Tra le proposte più interessanti – spiegano ancora i ricercatori – alcuni insegnanti rilevano l’opportunità di impostare il viaggio d’istruzione non solo sul ‘visitare e osservare’, ma anche sul ‘fare’, impegnando gli studenti in attività che li aiutino a prendere consapevolezza di cosa significhi un turismo responsabile e attento a non generare impatti negativi sul territorio”.

Classe turistica. Proprio a proposito del turismo scolastico, il Touring Club Italiano in collaborazione con il ministero della Pubblica Istruzione ripropone anche quest’anno il concorso “Classe turistica – Festival del Turismo scolastico”, con l’obiettivo di selezionare i migliori elaborati inviati dalle classi delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia sul tema, ovviamente, del viaggio d’istruzione. Il concorso, riservato alle prime quattro classi delle scuole superiori, prevede la realizzazione di elaborati di ogni genere, dai racconti e i diari di viaggio a guide, da libri fotografici a reportage, da disegni a spot o corti cinematografici. Un appuntamento che lo scorso anno ha visto circa 700 classi iscritte, per un totale di 14mila studenti e duemila insegnanti.

Arricchirsi con un dominio internet. A Los Angeles la grande asta mondiale

In California la più grande fiera di compravendita di nomi di siti Web. L’indirizzo più pagato? www. porn. net, costato 400mila dollari

ROMA – Se la crisi dei mutui americani continua a farsi sentire minacciando l’economia di tutto il mondo, le centinaia di persone che hanno partecipato martedì e mercoledì scorsi al “DomainFest” di Los Angeles proprio non dovranno preoccuparsi di tassi d’interesse o imposte sugli immobili. Gli indirizzi che hanno acquistato all’asta, infatti, rischiano di trasformarsi in una vera miniera d’oro e in centinaia di dollari al giorno di guadagni pubblicitari: si tratta, infatti, di indirizzi internet.

Il “DomainFest” non è altro che un raduno mondiale di esperti del settore e, ovviamente, anche di privati cittadini con qualche soldo da investire, che discutono di economia e strategie di vendita, ma che soprattutto mettono mano al portafogli scambiando siti a centinaia di migliaia di dollari alla volta. Le aste si sono susseguite per tutta la giornata di martedì e mercoledì, con centinaia di uomini d’affari e esperti del settore che, dati e previsioni alla mano, hanno cercato di prevedere quali fossero i domini più convenienti da acquistare.

Il sito più ambito e più pagato? È “Porn.net”, venduto per 400mila dollari (l’equivalente di 276mila euro). A seguire, “Bookmarks.com” (“bookmark” in inglese significa “segnalibro” e con la stessa parola s’identifica la funzione presente nei browser per “appuntarsi” le pagine Web interessanti o di maggiore consultazione), venduto per 300mila dollari. A seguire anche “Alimony.com” (che significa “alimenti”, nel senso legale del termine, ed è un sito che dà consigli sulle pratiche di divorzio) per 75mila dollari, “Butcher.com” (che significa “macellaio”, ed è un sito attualmente non ancora costruito ma evidentemente con grandi potenzialità) per 50mila dollari e, infine, “Satinpanties.com” (che suona un po’ come “mutande di raso”) venduto per 10mila dollari. Tra gli altri domini strapagati, anche “Dude.com”, “Natural.com”, “Authorize.com”, “Face.com”, “Checkout.com”, “Porn.net”, “Neighborhood.com” e “NewYork.net”.

Gli intervenuti, che sono arrivati a pagare anche la bellezza di 995 dollari (l’equivalente di 690 euro) per partecipare a tutte le giornate della conferenza, hanno avuto anche l’occasione di poter assistere a una lezione di Frank Shilling, guru dell’acquisto di domini internet. Un uomo che ha iniziato a collezionare indirizzi Web quasi per gioco e ora ne ha accumulati oltre trecentomila, valutati in più di cento milioni di dollari. Una storia, la sua, che affascina molti tra ingegneri, manager, consulenti e altri “esperti del settore” che vorrebbero tentare la fortuna attraverso la compravendita di domini: si dice che Shilling lavori nella veranda della propria casa alle Cayman Islands con davanti il mar dei Caraibi e al lato uno dei più grandi televisori del mondo.

Ma come si fa a diventare un esperto in compravendita di domini? Le basi del mestiere non sono cambiate. Basta avere un po’ di fantasia nel comporre nomi o fiutare l’affare, pensando ad esempio a un prodotto nuovo di un’azienda. Poi, con pochi euro, basta registrare il dominio, creare un sito anche molto rudimentale e metterci sopra la pubblicità. Se siamo fortunati, qualche azienda interessata all’acquisto ci contatterà per trovare un eventuale accordo; se, invece, siamo meno fortunati, possiamo comunque sfruttare i proventi della pubblicità e dei navigatori che capiteranno “per caso”, grazie ai motori di ricerca, sul nostro dominio.

Ci sono, inoltre, due teorie contrapposte su come guadagnare da un dominio internet e renderlo più “appetitoso”: la prima è quella di utilizzare al meglio il sito, curandolo, inserendoci oltre alla pubblicità tanto materiale, video e informazioni: gli utenti saranno attratti dalle informazioni e accorreranno in massa. L’altro, invece, è quello di lasciare il sito completamente vuoto mettendo una grande pubblicità al centro della pagina. Gli utenti capitati sul sito, così, non potranno fare altro che fare click proprio sulla pubblicità, facendoci guadagnare qualche soldino. Ovviamente, più il dominio è costituito da una parola comune, più saranno le possibilità di guadagno o di vendita.

Un’altra pratica largamente utilizzata, e altrettanto condannata, è quella dell'”assaggio del dominio”. Secondo la legge, le aziende che offrono servizi di registrazione di nuovi domini devono dare all’utente cinque giorni di tempo per ripensarci (in fase di registrazione, ad esempio, potrebbero verificarsi degli errori di ortografia). Così, trafficanti di domini senza scrupoli approfittano di questa clausola per registrare ogni giorno decine e decine di siti inserendo al loro interno semplicemente un banner pubblicitario; dopodiché analizzano il tipo di guadagno che riescono ad ottenere in quei cinque giorni e alla fine rimandano indietro i domini che non soddisfano il loro interesse, mantenendo ovviamente i più remunerativi. Addirittura, secondo una statistica dell’Icann, l’ente internazionale che ha l’incarico della gestione della Rete, nel 2006 circa il 90 per cento dei domini registrati ogni giorno era di questa natura.

Ma quali sono i siti che storicamente hanno fruttato di più? Ovviamente “Sex.com”, venduto per più di dodici milioni di dollari (l’equivalente di 8,2 milioni di euro) nel 2006. A seguire “Porn.com”, venduto lo scorso anno per 9 milioni di dollari, e ancora Beer.com, Diamond.com e Business.com, scambiati per 7 milioni di dollari.

Il principe Carlo come Star Trek. Il suo ologramma in una conferenza

Il reale Gb a un summit negli Emirati Arabi Uniti con una sua rappresentazione 3D. Ha risparmiato denaro e, soprattutto, l’emissione di tonnellate di biossido di carbonio

ROMA – Viaggiare da un continente all’altro risparmiando migliaia di euro ed evitando l’emissione nell’ambiente di decine di tonnellate di biossido di carbonio? Si può. Facendo viaggiare, al proprio posto, un ologramma. È quello che ha fatto il principe Carlo d’Inghilterra, che ieri ha tenuto un discorso, sotto forma di ologramma, nell’ambito del summit mondiale sul futuro dell’energia ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.

Di certo il principe non è conosciuto come il più moderno degli uomini, scherza già la stampa britannica, ma sicuramente l’interesse verso la salvaguardia del pianeta l’ha catapultato nel ventunesimo secolo, decidendo di partecipare al vertice sull’energia senza viaggiare (né lui né i suoi collaboratori né la scorta) ed evitando così lo sprigionamento nell’aria di circa 15 tonnellate di gas serra, proprio quello che sta causando il surriscaldamento globale del pianeta.

“Ho voluto apparire alla conferenza – ha spiegato – per congratularmi con Abu Dhabi per il suo progetto di creazione di una città, chiamata Masdar, con il massimo sfruttamento delle risorse naturali e a zero emissioni di carbonio. Gli scienziati – ha aggiunto – ci dicono che il problema dei cambiamenti climatici è così urgente che abbiamo meno di dieci anni per rallentare e fermare le emissioni di gas serra”. E il suo discorso finale, ovviamente, ha lasciato tutti senza parole: mentre la sua immagine spariva lentamente, il principe ha detto: “Ora svanirò nell’aria, non lasciando alcuna traccia di carbonio dietro di me”.

Il discorso, della durata di sei minuti, era stato registrato lo scorso novembre utilizzando una tecnologia creata da un’azienda britannica di Highgrove. Una tecnologia che in realtà esiste già da diversi anni e che è costata all’amministrazione britannica poco più di un collegamento video. “Usando un proiettore ad alta luminosità – ha spiegato Ian O’Connol, direttore dell’azienda che ha realizzato l’ologramma – e creando uno speciale strato di polimeri invisibile per la platea è possibile proiettare un immagine bidimensionale che diventa un’immagine virtuale a tre dimensioni. Una tecnologia molto semplice – ha aggiunto – che utilizza solamente una telecamera e un proiettore. E che lascia tracce di carbonio equivalenti a quelle di una lampadina”. E così sembrava davvero che il principe si trovasse sul palco: non solo la sua figura e la sua voce erano chiare, ma anche i movimenti delle braccia e del corpo sembravano assolutamente reali.

Fino ad ora gli ologrammi sono stati utilizzati nella maggior parte dei casi solo con messaggi videoregistrati; la novità è che però oggi è già possibile creare proiezioni olografiche in diretta, con una persona che parla da un capo del mondo e una platea di ascoltatori dall’altro capo. Ci sono già stati numerosi test che sono andati molto bene, assicurano gli esperti, e che hanno portato un segnale in alta definizione da San José, negli Stati Uniti, a Bangalore, in India (oltre 17.700 chilometri). E l’ologramma riusciva, attraverso speciali schermi, addirittura a interagire con i presenti.

Per risparmiare denaro già ad oggi in molti utilizzano il sistema della videoconferenza, a bassissimo costo o addirittura gratuita grazie a software (come Skype, solo per fare un esempio) che permettono di collegarsi attraverso una semplice webcam e una connessione a internet. Ora, la tecnologia dell’ologramma potrebbe dare una marcia in più a quanti credono nel risparmio energetico: è stato calcolato che il 3,5 per cento dei gas serra immessi nell’atmosfera sono dovuti agli spostamenti quotidiani dei grandi manager e dei politici. E c’è già chi fantastica che un giorno le rock-star, attraverso questa tecnologia, possano tenere concerti essendo presenti contemporaneamente in diverse parti del mondo.

Il principe Carlo non è stato il primo ad utilizzare questa tecnologia. Al Gore, ad esempio, la utilizzò nel luglio dello scorso anno quando tenne il suo discorso di apertura al Live Earth a Tokyo. Tra gli altri anche Richard Branson, proprietario della Virgin, e il calciatore David Beckham, con messaggio registrato a Los Angeles e ritrasmesso a Londra.

Chissà, dicono i maligni, se il principe Carlo ha voluto davvero salvaguardare l’ambiente, o se invece ha voluto semplicemente “salvare la faccia”, dopo le forti proteste degli ambientalisti, che lo scorso anno lo avevano accusato di aver emesso 20 tonnellate di CO2 per essere volato negli Stati Uniti a ricevere un premio sulla salvaguardia dell’ambiente dalla Harvard Medical School. Tra l’altro, tutto l’impegno del principe Carlo è stato inutile: suo fratello il principe Andrea, già soprannominato “Air Miles Andy” per la sua propensione al volo e ai viaggi “mondani”, ha partecipato alla conferenza di Abu Dhabi di persona.

Lost, arriva il videogioco ufficiale. Cosa porteresti su un’isola deserta?

ROMA – Vi siete mai chiesti come vi comportereste se, sopravvissuti a un disastro aereo, vi trovaste su un’isola deserta e piena di misteri insieme a decine di sconosciuti? Se lo sono chiesto, di sicuro, i milioni di appassionati alla serie Tv “Lost”, giunta in Italia alla terza stagione (negli Stati Uniti inizierà fra qualche giorno la quarta). Fan che popolano decine e decine di siti internet e blog su cui si discute quotidianamente del destino di Jack, Kate e Sawyer e dei tanti misteri, tra il reale e il metafisico, che i personaggi si trovano ad affrontare.

Per conoscere e approfondire meglio la serie Tv che appassiona milioni di telespettatori in tutto il mondo e che ha vinto premi come l’Emmy Award e il Golden Globe, la Ubisoft lancerà in Italia a partire dal mese prossimo il videogioco ufficiale di Lost. Un videogame scritto insieme agli sceneggiatori della fortunata serie, che consentirà a tutti gli appassionati di immergersi ancora di più nei misteri e negli intrighi dell’isola.

Protagonista del gioco è un fotografo di guerra, Elliot Maslov, passeggero dell’aereo non presente nel telefilm (“Un personaggio fittizio – spiegano gli sviluppatori – che interagisce con quelli della serie proprio per non alterare gli equilibri della storia”), che si troverà a dover risolvere enigmi superando con astuzia i nemici, combattendo contro la “creatura di fumo” e affrontando numerose altre sfide, tra botole e muri di cinta elettrificati, tra strani animali e bizzarre comunicazioni via radio. Nel videogioco, una vera e propria avventura grafica, il giocatore dovrà interpretare proprio Maslov, interagendo, parlando e confrontandosi con tutti i personaggi, esplorando l’isola e approfondendo aspetti della trama che per esigenze televisive sono stati trascurati. Solo capendo il proprio passato, il fotografo riconoscerà i propri errori e scoprirà la via per tornare a casa (il gioco è infatti sottotitolato “Via Domus”).

L’inizio del videogame è lo stesso di quello della fortunata serie televisiva: il volo Oceanic 815 esplode in aria e precipita su un’isola del Pacifico apparentemente deserta. I sopravvissuti, spesso in contrasto tra loro, sono costretti a organizzare una vera e propria società primordiale in cui ognuno ha un suo compito, e dovranno collaborare per contrastare e superare le tante avversità.

“Il videogioco di Lost – racconta Stefano Rigattieri, group brand manager di Ubisoft – si propone come un momento in cui i fan della serie potranno scoprire alcuni dei segreti che non sono stati rivelati nelle due precedenti stagioni, ma rassicuriamo tutti che non svelerà nulla della terza e quarta serie. La potenzialità del gioco sta anche nelle immagini e nei video: si tratta di riproduzioni fedelissime del telefilm, così come anche le tecniche dei flashback o degli intermezzi (i celebri ‘previously on Lost’) sono riproposte in maniera perfetta”.

Il gioco è orientato sia ai fan della serie, che potranno approfondire e dare risposta ad alcuni dei tanti misteri rimasti irrisolti, sia a chi non ha mai visto il telefilm, che potrà iniziare ad appassionarsene entrando direttamente nel gioco e vivendo con ancora maggiore intensità le vicende di Sayid, Locke, Hurley, Sun, e così via. “È un videogame molto semplice e piuttosto intuitivo – prosegue Rigattieri – rivolto anche a un pubblico di giocatori non abituali, e che non deluderà i fan della serie, perché i personaggi, le caratterizzazioni, le atmosfere e le musiche sono riproposte in maniera assolutamente fedele”.

Il videogame sarà disponibile sul mercato italiano per Pc-Dvd Rom, PlayStation 3 e Xbox 360 a partire dal 28 febbraio.

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I libri costano troppo? Scambiateli in rete

Molti i siti internet che offrono la possibilità di vendere e comprare testi usati
Comodi e veloci nelle risposte, sono un buon punto di partenza per risparmiare

I libri scolastici costano troppo?
Quest’anno scambiateli in rete

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Dopo le polemiche degli ultimi giorni sui rincari di libri e materiale scolastico, che quest’anno secondo le associazioni che tutelano i consumatori si aggirano intorno all’11 per cento, genitori e studenti corrono ai ripari, e per cercare di risparmiare scelgono i mercatini dell’usato, presenti praticamente in ogni città, e le cartolibrerie che acquistano e rivendono testi.

In molti hanno iniziato, da giorni, ad “assaltare” negozi e bancarelle per cercare di trovare i libri usati nel migliore stato possibile, sopportando lunghe file, spesso sotto il sole cocente.
L’ultima frontiera degli acquisti intelligenti di libri scolastici quest’anno passa per numerosi siti internet. Comodi da consultare e veloci nel fornire risposte, possono essere un buon punto da cui partire per cercare i libri di testo per il nuovo anno. Effettuando una ricerca in rete e scrivendo ad esempio “libri scolastici usati”, sono moltissimi i siti che promettono nuove edizioni a prezzi scontati o libri usati “come nuovi”.

Uno dei più gettonati è Comprovendolibri.it, un vero e proprio mercatino dell’usato online con 350mila libri in vendita. Il sito non fa altro che mettere in contatto chi vuole vendere un testo e chi lo sta cercando. Chi vende dovrà compilare una scheda in cui dovrà indicare quante più informazioni possibile sul libro (titolo, autore, casa editrice, scuola in cui è stato utilizzato, codice Isbn e così via, in modo che sia più semplice da trovare) e lo stato in cui è conservato (ad esempio “come nuovo”, “mai usato”, “ben tenuto”, “copertina staccata”, “sottolineato a matita”, e così via).

Chi, invece, cerca il libro dovrà semplicemente scegliere se effettuare una ricerca su tutto il territorio nazionale (e quindi farsi poi spedire i libri e pagarli con carta di credito), oppure restringere il campo solo alla propria provincia, in modo da risparmiare anche i soldi della spedizione. Stesso funzionamento per Libridea.it e Testiusati.com (qui è possibile indicare, nell’annuncio, anche il proprio numero di telefono), solo per citarne alcuni. La strategia migliore, sia per vendere che per acquistare, è ovviamente quella di consultare il maggior numero di siti anche più volte al giorno, perché sono in continuo aggiornamento e può capitare che un testo cercato di mattina sia disponibile (e magari già prenotato) di sera.

Oltre ai siti specializzati, tanti altri libri usati sono presenti su eBay e sui principali siti internet di compravendita. E per chi non avesse voglia di andare a scuola a ritirare la lista dei libri, l’Aie, l’Associazione italiana editori, ha pubblicato sul proprio sito (selezionando “Area Scuola”) la lista dei libri adottati per l’anno scolastico 2007-2008 in tutti gli istituti scolastici italiani.

(30 agosto 2007)

Torna il caro-scuola. Per libri e diari aumenti dell'11%

La denuncia delle associazioni dei consumatori: le scuole ignorano i tetti di spesa
Maglia nera a Napoli: alla media “Falcone” per i testi si spenderanno 394 euro

Il salasso di libri, zaini e diari
nel nuovo anno rincari fino all’11%

Per evitare la stangata, meglio gli ipermercati e i mercatini del libro usato

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Le vacanze stanno ormai per terminare e per migliaia di genitori italiani si riaffaccia il problema dell’acquisto dei libri e del materiale scolastico. E anche quest’anno dalle ricerche delle associazioni che tutelano i consumatori emergono aumenti, nell’ordine dell’11 per cento circa, sia per l’acquisto dei libri che per il cosiddetto corredo scolastico (astucci, diari, zaini).

Un’indagine di Altroconsumo su 355 classi di 55 scuole medie a Milano, Roma e Napoli dimostra che, pur avendo il ministro dell’Istruzione Fioroni indicato un tetto di spesa di 280 euro per alunno, questo non venga quasi mai rispettato, con aumenti che possono arrivare anche a 394 euro, cifra che dovranno sborsare i genitori degli alunni che frequenteranno la sezione “D” della scuola “Giovanni Falcone” di Napoli. E proprio al capoluogo campano, con circa 300 euro di spesa media per la dotazione libraria (e di conseguenza uno sforamento dei limiti imposti dal Ministero) spetta la maglia nera. Un po’ meglio a Milano e Roma, con 275 euro di spesa media. Inoltre, in una classe su quattro si spenderà di più di quanto si è speso lo scorso anno.

La ricerca mette poi in luce che a sforare il tetto di spesa sono poco meno della metà delle classi considerate, con una percentuale che sale al 65 per cento nel capoluogo partenopeo. Le classi che superano il tetto rimanendo al di sotto del 10 per cento (con una spesa fino a 308 euro) sono il 29 per cento, mentre quelle che superano i 308 euro sono 54 (quindi il 15 per cento del totale), di cui la maggior parte, ancora, a Napoli. Deludente anche il monitoraggio effettuato presso le scuole medie che l’anno scorso avevano sforato: 20 su 35 lo hanno fatto anche quest’anno.

Il Ministero dell’Istruzione il 22 maggio scorso aveva fissato i tetti per la dotazione libraria per il 2007-2008, confermando sostanzialmente quelli decisi per il 2006: 280 euro per la prima media, 180 per la seconda, 124 per la terza. Il decreto permette uno sforamento dei tetti del 10 per cento, se quello che si paga in più viene poi recuperato gli anni successivi (situazione che però puntualmente poi non si verifica). I risultati dell’inchiesta, fa sapere Altroconsumo, sono stati inviati al ministro Fioroni “affinché provveda a rivalutare le scelte di manica larga degli istituti scolastici”, vigilando di più sulle adozioni dei testi.

I rincari non si fermano però solo ai libri di testo: secondo Federconsumatori quest’anno la spesa delle famiglie italiane per mandare i figli a scuola (considerati anche per astucci, zaini e diari) è cresciuta dell’11 per cento rispetto al 2006. A lievitare maggiormente sono i costi del corredo scolastico: gli accessori come quaderni e matite colorate incideranno, a seconda dell’età del ragazzo, fino al 7,2 per cento rispetto allo scorso anno. A far crescere i prezzi, come sempre, le pubblicità, che consigliano a ogni inizio d’anno di acquistare nuovi articoli, nonostante sia possibile nella maggior parte dei casi riutilizzare quelli dell’anno precedente.

Adusbef e Federconsumatori consigliano di effettuare le proprie spese presso i supermercati e gli ipermercati, dove il risparmio rispetto alle cartolerie può arrivare anche al 25 per cento. Per i libri, invece, dove possibile è sempre meglio comprarli usati: ormai ogni città ha il suo mercatino, e muoversi in tempo può portare a fare dei veri e propri affari.

(20 agosto 2007)

Fuori sede, casa senza ricatti. "Così proviamo ad aiutarli"

Il servizio, gratuito, mette in comunicazione studenti e proprietari d’immobili
L’ente è frutto di un accordo tra Comune, Regione e associazioni di categoria

“Così troviamo casa agli studenti fuori sede”
A Roma nasce l’Agenzia degli affitti

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Case fatiscenti, che non rispondono alle aspettative, lontane dagli atenei, con contratti di affitto in nero e prezzi folli. Come ogni anno sta per ricominciare, per gli studenti che frequentano l’università lontano da casa e i loro genitori, la caccia all’alloggio. Innumerevoli telefonate, giri da un capo all’altro della città con in mano il fedelissimo giornale degli annunci, consultazione di bacheche e di agenzie immobiliari. Un problema comune a tutta Italia, che però diventa una vera e propria emergenza a Roma, con più di dieci università tra pubbliche e private e una popolazione studentesca di oltre 275mila persone, di cui 83mila ogni anno alla ricerca di un’abitazione.

Un’emergenza che, almeno in parte, potrebbe essere risolta grazie all'”Agenzia degli Affitti”, un’iniziativa congiunta di Regione Lazio, Comune di Roma, Laziodisu (l’Azienda regionale per il diritto allo studio) e Consorzio polifunzionale Pegaso. Si tratta di un’agenzia immobiliare riservata esclusivamente agli studenti universitari e ai proprietari che vogliono affittare la propria casa ai fuori sede. Un luogo, dunque, dove s’incrociano domanda e offerta d’immobili e dove si offrono, grazie anche alla presenza delle associazioni sindacali di proprietari immobiliari e inquilini (Uppi, Sicet, Sunia, Unifit), consulenza e informazioni in merito ai contratti di locazione. Il tutto gratuitamente.

Il funzionamento dell’Agenzia è molto semplice. Lo studente fuori sede che sta cercando casa deve fornire all’ente i propri dati anagrafici, le informazioni sul ciclo di studi (con certificato dell’università attestante l’iscrizione) e tutte le caratteristiche che la casa dovrebbe avere: distanza massima dall’università, metri quadrati, fascia di prezzo, stanza singola o doppia. Addirittura, è possibile anche specificare la necessità di servizi aggiuntivi, come l’aria condizionata, il telefono, la linea Adsl. I proprietari, dal canto loro, devono fornire una documentazione dettagliata della casa che vogliono dare in affitto, indicando il numero di stanze, il numero massimo di inquilini, l’arredamento presente, i servizi a disposizione e, ovviamente, i limiti (come ad esempio solo uomini o solo donne o solo studenti non fumatori).

Una volta inseriti nel database, sia gli studenti che i proprietari di case vengono poi ricontattati dall’Agenzia nel momento in cui viene trovata una corrispondenza. La graduatoria è stilata esclusivamente in base alla data di presentazione della domanda: non esistono, infatti, altri criteri (come ad esempio il reddito). L’agenzia, oltre a fare da intermediaria, offre anche altri servizi: grazie alla presenza in sede dei rappresentanti delle associazioni di categoria, i contratti vengono verificati uno per uno e, se necessario, viene offerta anche una consulenza di tipo legale. “Non possiamo fare ispezioni a sorpresa – spiega Claudia Zampetti, responsabile dell’Agenzia – ma in casi straordinari lo studente o il proprietario possono chiedere sopralluoghi. E se ci fossero problemi – continua – è nostra facoltà eliminare l’uno o l’altro dai database”.

L’Agenzia, lo dicevamo, accompagna studente e proprietario fino alla firma del contratto, che avviene in sede. “Ormai affittare case in nero non conviene più”, spiega un rappresentante di un’associazione di proprietari d’immobili. “Assenza di contratto – continua – significa, ad esempio, andare incontro ad anni di cause giudiziarie nel caso in cui l’inquilino sia moroso. Ora, invece, con i nuovi contratti di locazione agevolati creati ad hoc per queste esigenze, affittare una casa anche per pochi mesi diventa davvero conveniente”. In effetti, questo tipologia di affitto, ancora poco conosciuto, permette di stipulare contratti di breve durata, di rientrare nel giro di poco tempo (se ce ne fosse l’esigenza) in possesso della propria casa e, soprattutto, di ottenere numerosi vantaggi fiscali. Regolati dalla legge 431/98 e da accordi territoriali, i contratti agevolati prevedono, per i proprietari, sconti del 40,5 per cento sul canone da denunciare sulla dichiarazione dei redditi, una riduzione dell’Ici (che a Roma si attesta al 4,6 per mille) e un’imposta di registro tagliata fino al trenta per cento. La nuova tipologia prevede poi, per i genitori, anche la possibilità di dedurre dalla dichiarazione dei redditi fino al 19 per cento della spesa. Senza dimenticare che i servizi offerti dall’Agenzia sono completamente gratuiti, andando così a eliminare i costi d’intermediazione.

Nata il primo giugno (un periodo relativamente tranquillo, prima del sicuro assalto che avverrà tra fine agosto e inizio novembre), in due settimane l’Agenzia degli Affitti conta già una ventina di appartamenti per un totale di 46 posti letto e 110 studenti iscritti. Sono già in progetto la realizzazione di un portale che permetta a studenti e proprietari di case di visualizzare in tempo reale su internet la domanda e l’offerta e l’introduzione di schede di soddisfacimento, che potranno essere utilizzate come parametro ulteriore per la classificazione degli alloggi.

Attualmente l’Agenzia, che si trova in via Ostilia 38 (zona Celio), è aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13.30. Per informazioni si può scrivere all’indirizzo e-mail agenzia.affitti@laziodisu.it o chiamare il numero 06/49707657-8.

Maturità, da Seneca ai triangoli ecco tutte le prove

Confermate dal Ministero le indiscrezioni circolate in mattinata
Problemi con i triangoli e cinque quesiti a scelta per lo Scientifico

“De Beneficiis” di Seneca al Classico
Ecco le tracce della seconda prova

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Di seguito le tracce della seconda prova scritta che il ministero della Pubblica Istruzione sta diffondendo in questi minuti.

Latino (liceo classico). Confermate le indiscrezioni online sui siti specializzati già dalle 8.30. La versione di Latino s’intitola “Io ho quel che ho donato” ed è tratta dal sesto libro del “De Beneficiis” di Seneca:

“Egregie mihi videtur M. Antonius apud Rabirium poetam, cum fortunam suam transeuntem alio videat et sibi nihil relictum praeter ius mortis, id quoque, si cito occupaverit, exclamare: “Hoc habeo, quodcumque dedi”. O quantum habere potuit, si voluisset! Hae sunt divitiae certae in quacumque sortis humanae levitate uno loco permansurae; quae cum maiores fuerint, hoc minorem habebunt invidiam. Quid tamquam tuo parcis? procurator es. Omnia ista, quae vos tumidos et supra humana elatos oblivisci cogunt vestrae fragilitatis, quae ferreis claustris custoditis armati, quae ex alieno sanguine rapta vestro defenditis, propter quae classes cruentaturas maria deducitis, propter quae quassatis urbes ignari, quantum telorum in aversos fortuna conparet, propter quae ruptis totiens adfinitatis, amicitiae, conlegii foederibus inter contendentes duos terrarum orbis elisus est, non sunt vestra; in depositi causa sunt iam iamque ad alium dominum spectantia; aut hostis illa aut hostilis animi successor invadet. Quaeris, quomodo illa tua facias? dona dando. Consule igitur rebus tuis et certam tibi earum atque inexpugnabilem possessionem para honestiores illas, non solum tutiores facturus. Istud, quod suspicis, quo te divitem ac potentem putas, quam diu possides, sub nomine sordido iacet: domus est, servus est, nummi sunt; cum donasti, beneficium est”.

Matematica (liceo scientifico). Al candidato è richiesto di risolvere uno dei due problemi e rispondere a cinque dei dieci quesiti proposti. In particolare, il primo problema riguarda un triangolo; il secondo, invece, un cerchio, i poligoni inscritti e il problema della quadratura del cerchi. Nel questionario, poi, equazioni, teorema di Lagrange, funzioni reali dispari e sistemi di orientamento sulla Terra con coordinate geografiche terrestri.

Lingua straniera (liceo linguistico). Nei corsi sperimentali (progetti “Brocca”, “Proteo” e “Autonomia”) il candidato era tenuto a svolgere, nella lingua straniera da lui scelta, la prova di composizione su un tema specifico (in questo caso, il racconto, il capitalismo mondiale e la rivoluzione tecnologica degli ultimi trent’anni) oppure la prova di comprensione e produzione su uno dei testi proposti. In particolare, per la lingua francese proposti brani di Mauriac (da “Le baiser au lépreux”), di Doré (“Les robots sont parmi nous”). Per la lingua inglese, proposti testi di Archibald MacLeish (da “Collected Poems”), Rilke e Wordsworth e un articolo dal Daily Telegraph (“Robots hold key to eveolution of language”). Per la lingua spagnola, proposti un testo di Gonzalo Torrente Ballester (da “Dafne y ensueños”) e un articolo, pubblicato da Juan Manuel de Prada su “El País semanal” dal titolo “Tecnoestrés”. Per il tedesco, infine, un brano dal titolo “Eine Welt aus Geschichten” e un articolo dal titolo “Jenseits von Gold und Gas” pubbicato sul “Welt am Sonntag”.
Tra le lingue straniere (vedi Pdf) disponibili anche Russo, Arabo, Ebraico.

Figura disegnata (liceo artistico). “Dopo aver eseguito, mediante un elaborato al tratto, copia del vero modello vivente seduto e in atto di rivolgersi con la mano destra ad una composizione di frutta – si legge nella traccia – si propongano libere rielaborazioni del soggetto con tecniche a scelta, compreso l’eventuale utilizzo di attrezzature informatiche”. I candidati possono utilizzare tutti i materiali da disegno e tutta la strumentazione tecnica disponibile nel proprio istituto, ad esclusione di internet. Tempo massimo della prova: sei ore al giorno per un massimo di tre giorni.

Pedagogia (liceo pedagogico). Anche in questo caso tracce anticipate su internet già dalle prime ore del mattino. Il candidato poteva svolgere, a scelta, due temi tra quelli proposti. Il primo riguardava la figura di Maria Montessori (proposto un testo da “Uno sguardo alla vita del bambino”), il secondo le riflessioni provocate da un brano preso da “Lettera a una professoressa” di don Lorenzo Milani. Ancora, il terzo riguardava il concetto di integrazione (proposto un brano da “Alfabeti interculturali” di Favaro) e, infine, un tema sulle motivazioni nell’apprendimento da un testo di Edgar Morin (“La testa ben fatta”).

Economia aziendale (istituti tecnici commerciali indirizzo giuridico-economico-aziendale). Il tema di Economia aziendale verteva su un commento ai sistemi di reporting, illustrandone i requisiti e descrivendo le fasi in cui si articola l’analisi degli scostamenti. Era poi chiesto anche di determinare lo stato patrimoniale e il conto economico di una società, presentando anche le relazioni contenenti l’analisi economica corredata degli indicatori finanziari più sigfnificativi e quella economico-finanziaria preventiva relativa all’acquisizione di nuovi impianti. I candidati potevano utilizzare il Codice civile non commentato e calcolatrici non programmabili.

Informatica generale ed applicazioni gestionali (istituti tecnici commerciali indirizzo programmatori). Per i programmatori un tema sul Codice della Privacy (anche questo pubblicato in rete intorno alle 9). Oltre a spiegare gli adempimenti per i soggetti pubblici e privati che trattano dati sensibili con supporti informatici, al candidato era richiesto di progettare e realizzare un database e una pagina web per uno studio medico associato.

Lingua straniera (istituti tecnici commerciali indirizzo periti aziendali e corrispondenti lingue estere). Al maturando era richiesto, nella lingua straniera scelta, di redigere una lettera completa dei requisiti propri di una lettera commerciale per lamentarsi con un fornitore che aveva inviato merce danneggiata e in quantità inferiore a quella richiesta.

Lingua straniera (istituti tecnici per il turismo). Lo studente doveva svolgere, in una lingua straniera a scelta, uno di due temi proposti. Il cadidato, immaginando di gestire un’agenzia specializzata nel turismo religioso, doveva realizzare un itinerario che avesse come meta almeno due dei più noti santuari europei. La seconda traccia, invece, proponeva di sviluppare l’argomento del sensibile incremento dei pacchetti last minute.

Topografia (istituti tecnici per geometri). Al candidato era richiesto di effettuare calcoli, progetti e stilare una carta in scala per un terreno dove si devono dovendosi realizzare lavori di natura planimetrica (frazionamenti) ed altimetrica (spianamenti).

Estimo ru
rale ed elementi di diritto agrario (istituti tecnici agrari, indirizzo generale).
Il candidato doveva determinare il valore del diritto dell’usufruttuario e della nuda proprietà al momento della cessione di un fondo pianeggiante ceduto in usufrutto a un collaboratore.

Tecnologie chimiche industriali, principi di automazione e di organizzazione industriale (istituti tecnici industriali indirizzo chimico). Gli studenti hanno realizzare il disegno dello schema descritto nella traccia (miscela di composti organici inviata in una colonna di rettifica continua al fine di separare i due componenti in prodotto di testa e di coda) e, a scelta, rispondere a due quesiti. Gli studenti dei corsi sperimentali del progetto “Sirio”, invece, si sono invece cimentati con domande sul biochimismo di un antibiotico e sulle fonti di energia alternative.

Topografia e disegno (istituti tecnici industriali indirizzo edilizia). I ragazzi, dati una livellazione geometrica e dei dislivelli, hanno dovuto calcolare coordinate planimetriche e volumi di scavo e di riporto necessari per sistemare un terreno in superficie orizzontale.

Telecomunicazioni (istituti tecnici industriali indirizzo elettronica e telecomunicazioni). Al candidato era richiesto, volendo campionare, digitalizzare e trasmettere su linea numerica seriale un segnale in tensione che passa ciclicamente da -2,5 [V] a +2,5 [V], di proporre uno schema a blocchi del sistema di acquisizione, trasmissione e ricostruzione del segnale, di analizzare le caratteristiche spettrali essenziali e di illustrare i vantaggi delle trasmissioni di segnali analogici per via numerica.

Informatica generale e applicazioni tecnico-scientifiche (istituti tecnici industriali indirizzo informatica). I maturandi hanno dovuto progettare un database per un negozio online di libri, che chiede una certa catalogazione dei libri e dei reparti (per ordine alfabetico, per caratteristiche, con i dati del libro e dell’autore), nonché degli utenti e degli ordini.

Disegno, progettazione ed organizzazione industriale (istituti tecnici industriali indirizzo meccanica). I candidati hanno dovuto analizzare un albero dato da un tamburo di un verricello ad asse orizzontale, sul quale si avvolge una fune metallica, con un diametro pari a 300 mm e una lunghezza di 600 mm, e realizzato con due dischi saldati sull’albero e con un tamburo cilindrico saldato su essi. L’albero in questione, che risulta essere solidale al tamburo, è sostenuto da due supporti con l%u2019interposizione di cuscinetti a strisciamento e presenta un’estremità per il collegamento al gruppo riduttore.

Progettazione (istituti d’Arte). I candidati hanno dovuto sviluppare una proposta per cottage da montare, durante la stagione estiva, in un campeggio sul mare in prossimità di una pineta. La struttura doveva essere pensata per ospitare piccoli nuclei familiari, con una cucina-tinello, due stanze da letto, i servizi igienici e una piccola veranda. Per fare schizzi preliminari, progetto esecutivo e relazione illustrativa, i ragazzi hanno a disposizione da tre a cinque giorni.

Economia d’azienda (istituti professionali per il Commercio, indirizzo tecnico gestione aziendale informatico). Il candidato doveva illustrare il principio della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta della sicutazione patrimoniale, finanziaria e del risultato economico. Era richiesto, inoltre, di esporre i principi contabili internazionali mettendo in evidenza i principali punti d’interesse consegtuenti all’aodzione degli Ias/Ifrs. Poi, doveva sviluppare alcuni argomenti proposti.

Inglese (istituti professionali per il Commercio, indirizzo tecnico gestione aziendale linguistico). Proposto un testo che spiegava come diventare analista di rete. Al candidato era richiesto di rispondere ad alcune domande e di scrivere una lettera di risposta all’inserzione, componendo un curriculum.

Economia e gestione delle aziende ristorative (istituti professionali alberghieri e turistici, indirizzo tecnico dei servizi di ristorazione). “Solo le aziende ristorative basate su un chiaro e solido programma aziendale riescono a sopravvivere nel lungo periodo”. Inizia così il brano presentato su cui, poi, il candidato doveva sviluppare uno di due temi proposti.

Economia e tecnica dell’azienda turistica (istituti professionali alberghieri e turistici indirizzo tecnico dei servizi turistici). Al candidato era richiesto di svolgere due tra i tre temi proposti che vertevano sull'”acume e la capacità innovativa dei responsabili del settore”, elementi chiave per il turismo di successo.

Tra suspence e falsi indizi, la giornata sul web

Argomenti dei temi online già poco dopo l’inizio degli esami
Sui forum molte le critiche al Ministero e agli aiuti “illeciti” via sms

Alle 8.37 le tracce già in rete
Il web tra falsi e nervosismo

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Come ampiamente previsto, anche quest’anno centinaia di parenti, genitori, fidanzati e amici dei ragazzi che hanno svolto la prima prova si sono riversati su internet già dalle prime luci dell’alba per cercare informazioni sulle possibili tracce. Informazioni concrete che hanno iniziato a circolare, su blog e forum di siti specializzati, poco dopo le 8.30. E subito è scattata anche la gara, dati alla mano, tra chi avesse pubblicato per primo i temi tra Studenti.it, Scuolazoo, Skuola.net e Matura.it. Minuto più minuto meno, in ogni caso, tra le 8.37 e le 8.46 (quindi pochi minuti dopo l’inizio della prima prova scritta) l’Ansa ha pubblicato la notizia che erano usciti Dante, la Costituzione e il Villaggio globale. Durante la giornata, poi, sono iniziate a circolare anche notizie false, come quelle (riprese anche da alcuni telegiornali) che davano il caso Welby o il bullismo come tema di attualità).

Il sito Skuola.net, inoltre, alle 9 ha iniziato a pubblicare tesine e appunti sugli argomenti delle tracce, tant’è che durante la mattina è andato numerose volte in tilt per i troppi contatti. E mentre i ragazzi iniziavano a uscire alla spicciolata dalle scuole sono iniziati a spuntare numerosi messaggi che chiedevano aiuto sulla seconda prova scritta di domani.

I forum. In rete, come sempre, molto nervosismo e messaggi a pioggia per cercare di ottenere più informazioni possibile. Alle domande insistenti di una mamma che voleva aiutare il figlio via sms, un navigatore risponde: “Mi stupisco che ci siano mamme che vogliono mandare il tema svolto ai figli. Invece di educarli alla cultura li educate all’imbroglio? Vergognatevi”. Poi numerosi “andate a zappare la terra” e “è vietato copiare, vi denuncio tutti”.

“È illegale quello che state facendo!”, si sfoga un lettore. “Pensate a fare l’esame invece di scambiarvi i temi. Voi siete il futuro dell’Italia, c’è da mettersi le mani tra i capelli”. Poi un ragazzo che voleva aiutare la fidanzata, risponde: “Evidentemente siete solo un gruppo di secchioni frustrati che gli brucia il mazzo che noi cerchiamo di cavarcela meglio ed aiutarci tra di noi perché tutti copiano all’esame. Non dite che siete tutti onesti e buoni e magari credete che la scuola sia veramente fondata sulla meritocrazia!”.

Tra le curiosità dobbiamo segnalare che c’è stato anche chi ha voluto sfruttare la situazione economicamente: “Ciao a tutti – ha scritto un utente – mi offro per svolgere il tema di attualità, previo pagamento tramite Postepay, studente laureando in giurisprudenza”. E tra i tanti messaggi “disperati” di aiuto, anche una ragazza che ha offerto “tutta se stessa” per ottenere aiuto nel tema di Dante.

Proteste tema di Dante. Tema di Dante che, in realtà, ha suscitato anche in rete numerose polemiche. “Non si può far uscire – scrive un utente – dopo solo due anni di nuovo Dante… e se uno ha smesso di farlo in terzo ma puntava tutto sull’analisi del testo che fa?”. “Non ho parole, che tracce assurde – scrive un altro – come si possono proporre certe tracce ora? Magari uno si prepara su argomenti più attuali, anche informandosi dalla tv e dai giornali… e invece ecco comparire Dante. Ma si può?!? Mi dispiace enormemente per i ragazzi di Ragioneria e istituti tecnici e professionali… quanta assurdità!”. “Basta privilegiare il classico alla prima prova! È ora di finirla, i tempi son cambiati!” scrive un altro.

Un ragazzo, poi, invita a organizzarsi per inviare una mail collettiva di protesta al ministro Fioroni. “Credo che Dante nel 2007 – recita la missiva – sia una presa in giro per tutti gli studenti degli istituti tecnici che trattano poco e male, e negli anni precedenti, ‘il sommo Poeta’. Ma le tracce della prima prova non dovrebbero essere ugualmente fattibili da tutti?”.

Infine, c’è anche chi è andato controcorrente rispetto ai tanti commenti negativi: “Ho sostenuto l’esame di maturità due anni fa. Ma non è per niente vero che le tracce sono difficili. Cavolo sono troppo belle!!! Dalla dittatura alla Costituzione repubblicana, cosa avete da ridire su tale argomento? E poi… quella di attualità è la traccia che mi è piaciuta di più: le conseguenze dell’avvento del neocolonialismo (flussi migratori). Ma cosa volete di più?”.

Spam. Quest’anno i forum si sono anche riempiti di “spam”, con numerosi messaggi inutili, senza senso, pubblicitari o pieni di volgarità. Inoltre, numerosi post erano pieni di rimandi ad altri siti (che puntualmente non presentavano notizie sulla maturità): rimandi che servivano solo ad attirare visitatori e, quindi, a guadagnare con le pubblicità.

Infine, la mattinata ha visto nei forum anche numerosi elementi di distrazione: per tutta la durata della prima prova alcuni navigatori hanno continuato a sostenere che le tracce (soprattutto quella di Dante) fossero false e che servissero solo a “depistare” coloro che volevano aiutare gli studenti. Messaggi che non si sono fermati nemmeno di fronte all’evidenza dell’ufficialità del Ministero.

Maturità: così le tracce d'italiano. Temi su Dante e Costituzione

Ore 8.36: a tempo di record l’Ansa e i forum web diffondono indiscrezioni sulle tracce
Tra gli argomenti anche la scienza moderna e il rapporto diritto-legalità

Dante, Costituzione, villaggio globale
Ecco le tracce ufficiali del tema d’Italiano

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Il ministero della Pubblica Istruzione ha diffuso, confermando le indiscrezioni online già dalle 8.36, le tracce della prima prova scritta degli esami di Maturità.

Analisi di un testo letterario. Argomento di Letteratura è l’undicesimo canto del Paradiso (versi 43-63 e 73-87), in cui Dante, nel cielo del Sole, incontra San Tommaso d’Aquino che gli narra la vita di San Francesco e ne esalta l’opera. La prima domanda richiede al candidato d’individuare nei versi proposti le tre parti della ricostruzione dell’evento: l’ambiente geografico, la scena iniziale della dedizione di San Francesco alla vita religiosa e l’effetto di trascinamento sugli altri. Poi, viene richiesta una parafrasi distinta delle tre parti, in non più di venti righe complessive.

La seconda domanda pone allo studente sei questiti di analisi del testo: rilevare la frequenza dei nomi di luogo e dei termini geografici e climatici, commentare il ruolo del Sole, interpretare l’espressione con la quale Dante indica la posizione topografica di Assisi. Ancora, viene richiesto un commento sull’utilizzo dell’uso della forma locale antica del nome di Assisi, cioè “Ascesi”. Segue una domanda sulla particolare terminologia con cui viene illustrata la povertà come ideale di vita e, infine, un commento sui termini con i quali Dante descrive l’ardore ascetico che genera foga e concitazione di movimenti.

La terza parte della traccia ha richiesto allo studente di esprimere le proprie considerazioni sull’importanza degli ordini regligiosi, francescano e domenicano, nella storia della Chiesa e nella diffusione del messaggio evangelico nel mondo.
Un Dante molto criticato e senza dubbio inaspettato, perché era stato proposto già agli esami di due anni fa: nelle previsioni, pochi ipotizzavano sarebbe uscito anche quest’anno.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento storico-politico. Il tema di carattere storico-politico verteva sulla nascita della Costituzione repubblicana: “Il laborioso cammino della dittatura ad una partecipazione politica compiuta nell’Italia democratica”. Proposti testi dello storico Norberto Bobbio (da “Profilo ideologico del Novecento”), del giurista Piero Calamandrei (Discorso all’Assemblea Costituente del 4 marzo ’47 e “Costruire la democrazia. Premesse della Costituente”), Poi, ancora, “La Storia politica e sociale” da “Storia d’Italia, volume IV” dello storico Ernesto Ragionieri e “Gli anni della Costituente, fra politica e storia” dello storico Pietro Scoppola.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento socio-economico. Anche in questo caso, la traccia, trapelata già dalle prime ore del mattino, è stata confermata dal Ministero. Titolo, “Alle basi della convivenza civile e dell’esercizio del potere: giustizia, diritto, legalità”. Proposti numerosi brani: dalla “Politica” di Aristotele (libro I) a “Dei delitti e delle pene” di Cesare Beccaria (capitolo II); da “Giustizia politica” del filosofo tedesco Otfried Höffe a “I metodi dell’etica” del filosofo inglese Henry Sidwick; da “Una teoria della giustizia” del filosofo contemporaneo John Rawls a “La Giustizia” del giurista e politico Giorgio Del Vecchio fino a “Diaologo intorno alla Repubblica” dello storico Norberto Bobbio e del docente di Teoria politica Maurizio Viroli.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento artistico-letterario.
Titolo della traccia, “I luoghi dell’anima nella tradizione artistico-letteraria”. Al candidato sono stati proposti alcuni documenti dal “Canzoniere” di Petrarca (CXXVI), da “Giulietta e Romeo” di Shakespeare (atto III, scena III), da “I Sepolcri” di Ugo Foscolo. Ancora, da “L’Infinito” di Giacomo Leopardi, dai “Promessi Sposi” di Alessandro Manzoni (“Addio, monti sorgenti dalle acque”), da “Myricae” di Giovanni Pascoli, dai “Malavoglia” di Verga. Proposti anche alcuni stralci di opere contemporanee: “L’Isola di Arturo” di Elsa Morante, “Ragazzi di Vita” di Pier Paolo Pasolini, “La collina” (dall'”Antologia di Spoon River”) di Masters. A corredare i testi, anche l’opera pittorica “Il violinista sul tetto” di Marc Chagall.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento tecnico-scientifico. La traccia verte sulla nascita della scienza moderna, partendo dalla frase di Galileo Galilei “Sensata esperienza e dimostrazione certa”. Oltre al “Saggiatore”, vengono proposti brani del matematico Ivar Ekeland (“Il migliore dei mondi possibili. Matematica e destino”), dei fisici Albert Einstein e Leopold Infeld (“L’evoluzione della fisica”), del filosofo e matematico ingliese Alfred North Whitehead (“La scienza e il mondo moderno”). Ancora, dello storico e filosofo della Scienza Alexandre Koyré (“Dal mondo del pressappoco all’universo della precisione”), del fisico e chimico Ilya Prigogine e della filosofa Isabelle Stengers (“La nuova alleanza: metamorfosi della scienza”) e, infine, del filosofo e storico Paolo Rossi “I filosofi e le macchine”.

Tema di argomento storico. L’argomento storico, anche qui un po’ a sorpresa, verteva sulla fine del colonialismo moderno e l’avvento del neocolonialismo tra le cause del fenomeno dell’immigrazione nei paesi euiropei. La traccia richiedeva al candidato di illustrare le conseugenze della colonizzazione nel cosiddetto Terzo Mondo, soffermandosi sulle ragioni degli imponenti flussi di immigrati nell’odierna Europa e sui nuovi scenari che si aprono nei rapporti tra i popoli.

Tema di ordine generale. Confermate anche qui le voci di corridoio: il tema di ordine generale prendeva spunto da un brano del sociologo Giuseppe Tamburrano: “L’industrializzazione ha distrutto il villaggio, e l’uomo, che viveva in comunità, è diventato folla solitaria nelle megalopoli. La televisione ha ricostruito il ‘villaggio globale’, ma non c’è il dialogo corale al quale tutti partecipavano nel borgo attorno al castello o alla pieve. Ed è cosa molto diversa guardare i fatti del mondo passivamente, o partecipare ai fatto della comunità” (da “Il cittadino e il potere”, in “In nome del Padre”). La traccia chiedeva di discutere l’affermazione citata, precisando se in essa potesse ravvisrasi un senso di nostalgia per il passato l l’esigenza di inteessere un dialogo meno formale con la comunità circostante.

Maturità, impazza il tototema

A caccia di indiscrezioni e confronti sulla prima prova di domani
E Fioroni sfata una leggenda: le scuole all’estero hanno temi diversi…

Pirandello, ambiente, bullismo
La notte prima degli esami è sul web

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Ormai ci siamo: tra poche ore i cancelli di licei e istituti si apriranno per consentire a circa 497mila studenti di sostenere l’Esame di Stato 2007. E come ogni anno il primo ostacolo da affrontare sarà quello dello scritto di Italiano. Confermate, come gli anni scorsi, le diverse tipologie di tema: analisi di un testo letterario, produzione di un saggio breve o di un articolo di giornale (a scelta tra diversi ambiti di riferimento: storico-politico, socio-economico, artistico-letterario, tecnico-scientifico), tema di argomento storico, tema di ordine generale.

Come ormai consuetudine da qualche anno, la notte prima degli esami la si passa ormai più sul web che con gli amici, a cercare indiscrezioni per un ripasso dell’ultim’ora. Magari sperando in qualche soffiata di dipendenti del ministero della Pubblica istruzione o nelle tracce in arrivo dalle scuole italiane in Australia (lì i ragazzi sostengono l’esame otto ore prima di noi, ma il ministro Fioroni conferma: “È una leggenda metropolitana, le tracce sono diverse”). Ovviamente le possibilità di indovinare i temi sono molto basse ma, in ogni caso, dare un’occhiata al tam-tam di previsioni che ogni anno nasce sul web già dalla fine di aprile può tornare comodo per capire come la pensano gli altri studenti. Senza perdere tempo prezioso nei meandri della rete, riassumiamo di seguito tutti gli argomenti più prevedibili.

Analisi di un testo letterario. È la tipologia di tema su cui s’incentra la maggior parte delle indiscrezioni, forse perché da sempre una delle più gettonate. Tra le previsioni che vanno per la maggiore c’è l’analisi di un testo di Pirandello. Ma in pole-position tra gli argomenti più ricorrenti figurano anche Moravia e il Neorealismo (quest’anno si celebra il centenario della nascita dell’autore che, secondo molti, è “molto leggibile perché propone tematiche moderne”). Seguono Foscolo, Svevo, Leopardi, Pascoli, Carducci (in questo caso siamo di fronte al centenario della morte, ma per molti è “troppo scontato”). Un ragazzo, poi, ammette: “Spero proprio che quest’anno non esca Carducci: la prof ce l’ha fatto saltare, ‘tanto non esce mai'”. Un collega, invece, rassicura: “È poco probabile che esca D’Annunzio: sta sulle palle a quasi tutti gli insegnanti di Lettere”.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento storico-politico. Sulle categorie del saggio e dell’articolo fare previsioni è più semplice, e nella maggior parte dei casi ci si affida all’attualità e agli argomenti più discussi degli ultimi mesi. Ad esempio, nella categoria storico-politica vanno per la maggiore la Seconda rivoluzione industriale e le sue conseguenze e il confronto tra totalitarismi (Comunismo e fascismi). Gettonato anche Primo Levi (di cui ricorre il ventesimo anniversario della morte), che secondo alcuni “potrebbe riallacciarsi alle esternazioni del presidente iraniano Ahmadinejad su Israele”. Da non sottovalutare nemmeno gli argomenti della pena di morte, di cui si è parlato spesso negli ultimi mesi, e dei diritti umani. Difficile, invece, che esca una traccia su Europa e integrazione.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento socio-economico. Su questo settore sono quasi tutti d’accordo: l’indiscrezione più ricorrente è quella del declino della famiglia tradizionale e delle nuove scelte di vita. Alcuni si sbilanciano e citano anche i testi che si dovranno commentare: papa Ratzinger, la Bibbia e il nostro direttore Vittorio Zucconi. In effetti, dopo le grandi manifestazioni del Family day, del coraggio laico e del Gay pride, il rapporto tra Chiesa e Stato e i Pacs/Dico sono tutti argomenti molto probabili, con cui gli studenti si sono misurati durante gli ultimi mesi, parlandone con i propri insegnanti e facendo esercitazioni. Da non sottovalutare anche il tema sullo sviluppo economico di paesi come Cina e India.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento artistico-letterario. In rete, purtroppo, non si trova molto su questo argomento, che sembra essere uno dei meno prediletti dagli studenti italiani. L’indiscrezione più frequente, in ogni caso, è quella dell’arte come risoluzione dei conflitti giuridici, politici ed economici.

Saggio breve o articolo di giornale di argomento tecnico-scientifico. Qui sono tutti d’accordo: usciranno molto probabilmente i disastri ambientali e climatici. Ultimamente sembra che l’opinione pubblica e i media si siano finalmente accorti delle gravissime condizioni in cui versa il nostro pianeta. E così tra gli argomenti di cui si è parlato di più nei licei e negli istituti figurano il risparmio energetico, idee per una nuova politica ambientale, energia verde, passaggio all’eolico, rischio desertificazione per l’Italia. Meno probabile, invece, gli argomenti della democrazia digitale portata da internet e delle nuove tecnologie, ormai già trattati negli anni passati.

Tema di argomento storico. Altra tipologia che va per la maggiore. Calendario alla mano, quest’anno cadono il sessantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione repubblicana, il cinquantesimo della firma dei Trattati di Roma, il bicentenario della nascita di Garibaldi. E se argomenti del genere rischiano di essere un po’ troppo prevedibili, un ragazzo ammette: “Sul tema storico io ho il prof di Religione che è una bomba. Ha detto – continua – che è molto probabile che esca come argomento il 1968 con le rivolte studentesche. Infatti fino ad ora il tema storico si è fermato alla Seconda Guerra Mondiale”. Non passa mai di moda, infine, il tema del terrorismo.

Tema di ordine generale. “Se proprio non sai che fare – è il consiglio che viene da più parti – bùttati sul tema di attualità”. Tuttavia, non è sempre così semplice, e anche in questo caso occorre aver un minimo seguito, durante l’anno, le tematiche più discusse. Tra i temi più gettonati, spicca in assoluto quello del bullismo e dell’uso sconsiderato, di cui si è molto parlato, dei servizi di video-sharing come ad esempio YouTube. Tra le tematiche che riguardano più da vicino gli studenti anche la violenza negli stadi (con i fatti di Catania), la legalità (“argomento che non tramonta mai”, secondo alcuni), la pedofilia (anche se poco probabile). Molti consensi anche sull’argomento dell’eutanasia (con il caso Welby) e su un tema che interpreti la società contemporanea dal punto di vista del senso della vita e del ruolo dell’uomo nell’universo.

Il clima in testa alle paure degli italiani. Preoccupa più di terrorismo e droga

Presentato il rapporto di Legambiente sulla percezione dei problemi climatici
Tutti pronti a risparmiare, ma solo se non s’intaccano le comodità quotidiane

Il clima in testa alle paure degli italiani
Preoccupa più di terrorismo e droga

di DANIELE SEMERARO

ROMA – I problemi ambientali? Preoccupano più di terrorismo e droga. Finalmente, soprattutto nell’ultimo anno, si registra una forte attenzione dell’opinione pubblica nei confronti dei cambiamenti climatici causati dal surriscaldamento del Pianeta e della situazione, grave, in cui esso si trova. Una situazione che, se non si mettono in atto politiche atte a contrastare l’inquinamento e l’emissione di sostanze nocive nell’ambiente, potrebbe in un futuro non troppo lontano diventare irreparabile. Il clima sta cambiando, la natura a volte si comporta in modo inaspettato e così, anche grazie all’interesse dei media, la percezione che i cittadini hanno del problema è diventata molto alta.

Dopo la disoccupazione, al secondo posto tra le paure degli italiani (prima ancora di terrorismo e droga) compare l’inquinamento, seguito a non molta distanza dall’effetto serra. Problemi temuti da quasi il sessanta per cento della popolazione (che, però, come vedremo, spesso si tira indietro quando il risparmio energetico intacca le comodità personali).

A rivelarlo è la ricerca “Effetto ambiente: come cambia il nostro stile di vita?” condotta da Lorien Consulting in collaborazione con la rivista “Nuova ecologia”, il quotidiano di Legambiente, e presentata questa mattina a Roma all’interno del forum “Qualenergia?”, una giornata di dibattito per dare una risposta agli interrogativi legati ai problemi energetici. Un rapporto che punta l’attenzione sulla percezione che i cittadini hanno riguardo agli equilibri climatico-ambientali, l’utilizzo di risorse naturali critiche (come ad esempio l’acqua) e l’impegno di privati e istituzioni per preservare macroequilibri ad oggi in serio rischio.

“È coscienza diffusa – spiegano i ricercatori – che la risoluzione delle problematiche ambientali chiami in causa un insieme di attori, come privati cittadini, istituzioni, agenzie di formazione, che sono corresponsabili nel cercare di evitare ulteriori amplificazioni del problema. Questo si accompagna, tuttavia, a un giudizio di bocciatura trasversale per l’operato insufficiente di tali soggetti”. La valutazione, in particolare, è critica soprattutto “verso l’inattività di enti locali e governo centrale, sia globalmente che nel dettaglio dei singoli interventi”.

Il dato principale della ricerca è che tre cittadini su quattro ritengono “fondamentale” il rispetto delle norme ai fini della tutela climatico-ambientale. Tra questi, la metà crede che il livello di rispetto sia rimasto inalterato rispetto al passato; l’altro cinquanta per cento, invece, è diviso in parti uguali tra chi denuncia un minor rispetto della normativa e chi, invece, considera tale livello aumentato. La metà degli italiani ritiene di possedere un livello di conoscenza elevato della problematica ambientale (solo un venti per cento ammette una conoscenza limitata del problema) e sono quasi tutti d’accordo che la responsabilità della situazione attuale è da attribuire a fattori umani, tra cui principalmente traffico, impianti industriali, riscaldamento domestico.

Secondo lo studio, gli italiani sarebbero “molto disposti” a mettere in pratica alcune regole elementari per il risparmio energetico, a cominciare dalla raccolta differenziata dei rifiuti, da un comportamento responsabile nei consumi domestici e dall’installazione di lampadine a basso consumo. Alta, inoltre, la disponibilità all’adozione di pratiche quotidiane volte a ridurre gli sprechi d’acqua (la cui scarsità è un problema percepito dalla quasi totalità del Belpaese).

La propensione a risparmiare, però, inizia a calare quando si deve mettere mano al portamonete o si devono limitare le proprie comodità giornaliere: scende, ad esempio, se si inizia a parlare di spostamenti con i mezzi pubblici, di utilizzo di capi d’abbigliamento realizzati con fibre naturali e di abbassare la temperatura del riscaldamento nelle abitazioni. Crollo di consensi, poi, nei confronti della limitazione dell’uso dell’auto privata, la tassazione dei parcheggi auto in proporzione alle emissioni inquinanti e, soprattutto, verso il pagamento di un ticket per circolare nei centri cittadini.

In un momento di crisi della politica, anche la soddisfazione nei confronti dell’operato dei governi in tema di ecologia non è molto alta, e si attesta intorno al cinquanta per cento (rappresentando, in piccolo, la spaccatura politica italiana). Pareri positivi si riscontrano soprattutto per l’uso di fonti rinnovabili e verso gli incentivi e le detrazioni per l’acquisto di elettrodomestici più efficienti, auto Euro 4 o Euro 5 e carburanti “verdi”. Più scetticismo, lo dicevamo, per un’elevata tassazione dei veicoli che inquinano di più (come i Suv) e dei voli aerei.