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	<title>Daniele Semeraro &#187; DanieleSemeraro.it  » Archivio per la categoria &#8220;Repubblica.it&#8221;</title>
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	<description>Il sito ufficiale di Daniele Semeraro, giornalista</description>
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		<title>Google svela: &#8220;Ecco il nostro tablet&#8221;. Apple è avvertita</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Feb 2010 18:30:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Big G&#8221; pronta a entrare nel mercato delle tavolette elettroniche sensibili al tatto Il prodotto potrebbe avere tutto ciò che manca al dispositivo siglato Apple Google svela il suo Tablet e lancia la sfida all&#8217;iPad di DANIELE SEMERARO ROMA &#8211; Una mano sinistra tocca lo schermo di un tablet e con il tocco di un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><i>&#8220;Big G&#8221; pronta a entrare nel mercato delle tavolette elettroniche sensibili al tatto<br />
Il prodotto potrebbe avere tutto ciò che manca al dispositivo siglato Apple</i></p>
<p><b>Google svela il suo Tablet<br />
e lancia la sfida all&#8217;iPad</b></p>
<p><i>di DANIELE SEMERARO</i></p>
<p><b>ROMA</b> &#8211; Una mano sinistra tocca lo schermo di un tablet e con il tocco di un dito apre la posta elettronica di Gmail; contemporaneamente una mano destra fa partire la navigazione in rete, fa ricerche online, salva fotografie e organizza le finestre all&#8217;interno dello schermo. Non si tratta della dimostrazione del tanto discusso iPad di Apple, ma del &#8220;concept&#8221; del nuovo prodotto che Google potrebbe presto presentare, e che si pone come valida alternativa alla &#8220;tavoletta elettronica&#8221; sensibile al tatto appena lanciata dalla casa della Mela morsicata. Si apre, dunque, un nuovo episodio della &#8220;guerra&#8221; tra Google e Apple, dopo il lancio di Android, il sistema operativo per cellulari avversario dell&#8217;iPhone.</p>
<p>La notizia è stata pubblicata in sordina sul blog di Google dedicato allo sviluppo del sistema operativo Chrome addirittura due giorni prima della presentazione, in pompa magna, dell&#8217;iPad di Apple. Ma solo da qualche ora ha iniziato a fare il giro del mondo. Google, secondo le scarne informazioni ufficiali affiancate da alcune foto e da un video di quaranta secondi, starebbe pensando dunque a un tablet che potrebbe avere uno schermo grande tra i 5 e i 10 pollici, potrebbe supportare i gesti delle mani (quei movimenti delle dita che permettono, ad esempio, di fare lo zoom su una foto o andare avanti o indietro mentre si naviga in rete) e potrebbe avere un&#8217;interfaccia intuitiva con menu unificati che permettono, attraverso una grafica accattivante, di lanciare con pochi gesti una ricerca su internet, la consultazione delle ultime notizie, la posta elettronica o una pagina bianca su cui scrivere.</p>
<p><center><object width="480" height="295"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/debO2FroXA0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/debO2FroXA0&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;color1=0x3a3a3a&#038;color2=0x999999" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"></embed></object></center></p>
<p><span id="more-7309"></span></p>
<p>Non è tutto, perché la novità più grande potrebbe essere il &#8220;multitasking&#8221;, ovvero quella caratteristica tipica dei computer &#8211; ma non presente nell&#8217;iPhone e molto probabilmente neanche nell&#8217;iPad &#8211; che permette di lanciare diverse applicazioni nello stesso momento, navigando su internet e prendendo appunti, ad esempio, o consultando la posta elettronica mentre si guardano le foto dell&#8217;ultima vacanza e si ascolta musica.</p>
<p>Oltre a una gran velocità e alla fluidità di movimento, nel video si notano anche una grande tastiera virtuale, che l&#8217;utente può spostare o ridimensionare a proprio piacimento all&#8217;interno dello schermo, e barre di navigazione Web poste in luoghi insoliti, come il bordo sinistro dell&#8217;apparecchio. E c&#8217;è già chi scommette che il nuovo tablet potrebbe essere equipaggiato con tutte quelle funzioni che moltissimi utenti lamentano come mancanti nell&#8217;iPad: dal multitasking, di cui abbiamo già parlato, al supporto alle applicazioni Web in Flash (quelle, per intenderci, che ci permettono di guardare video, ascoltare musica o giocare online); dalla foto-videocamera a un&#8217;entrata Usb e quindi a sistema di gestione dei file; dalla possibilità di poter mostrare video in qualità Full Hd a un&#8217;uscita Hdmi compatibile con i più moderni schermi televisivi.</p>
<p>Google, considerato il clamore che la notizia ha avuto, si è affrettata a spiegare che l&#8217;interfaccia grafica mostrata è solamente un &#8220;concept&#8221;, un&#8217;idea, e che il design è soggetto a cambiamenti: si tratta, infatti, di un primo prototipo che ancora non esiste nella realtà. Ma sono in molti a pensare che il video e le foto sono stati diffusi per far parlare di sé, soprattutto tra gli appassionati del settore e nelle fila degli scontenti dell&#8217;iPad. &#8220;L&#8217;interfaccia grafica &#8211; ha spiegato &#8220;Big G&#8221; &#8211; è ancora in fase di sviluppo e continuerà a evolvere fino a quando non determineremo quale sarà più intuitiva e funzionale per i nostri utenti&#8221;.</p>
<p>Secondo numerosi analisti il progetto resterà però sulla carta almeno per un altro po&#8217; di tempo, probabilmente per studiare una vera e propria controffensiva al lancio di iPad, che in Italia dovrebbe arrivare a fine marzo. La notizia è stata anche confermata da Anthony Petts, direttore marketing di Htc per Australia e Nuova Zelanda, con cui Google potrebbe allearsi per la fabbricazione del prodotto: la progettazione sarebbe in fase avanzata, ma attualmente &#8220;si è fermata&#8221;. Altri segnali arrivano anche da ambienti editoriali secondo cui molto presto, oltre ad Apple, un nuovo &#8220;gigante&#8221; potrebbe affiancare i lettori di e-book e quindi fare competizione al &#8220;Kindle&#8221; di Amazon.</p>
<p>Di &#8220;Chromium&#8221;, il progetto open-source di Google che sovrintende a tutti i prodotti targati &#8220;Chrome&#8221;, dal browser per navigare in rete utilizzato quasi dal 10% degli utenti internet al sistema operativo con cui saranno equipaggiati i netbook a partire dalla seconda metà di quest&#8217;anno, si è parlato molto ultimamente. La caratteristica innovativa è che i prodotti non saranno equipaggiati con applicazioni, ma tutto &#8211; dai dati ai software &#8211; funzionerà online e sarà conservato in rete. Il vantaggio è che chiunque, inserendo le proprie credenziali di accesso, potrà accedere da qualsiasi apparecchio (telefonino, computer, tablet, netbook) ai propri dati personali e alle proprie impostazioni; inoltre, se il prodotto verrà smarrito o rubato non verrà perso alcun dato personale. Bisognerà, però, vedere come il tablet si comporterà in assenza di connessione a internet.</p>
<p>È indubbio, dunque, che è sul mercato dei tablet e dell&#8217;internet in mobilità che le aziende stanno puntando e continueranno a puntare nei prossimi anni. D&#8217;altronde, secondo gli analisti il mercato dei tablet dovrebbe raggiungere quota 57 milioni di prodotti venduti annualmente entro il 2015.</p>
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		<title>Guardare video mentre si &#8220;chatta&#8221;. Microsoft lancia Messenger Tv</title>
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		<pubDate>Tue, 13 May 2008 08:58:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repubblica.it]]></category>
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		<description><![CDATA[Il servizio, gratuito, potrebbe rivoluzionare il modo di guardare i filmati in rete In Italia accordi con Mtv, Sony e Ansa. 95 milioni di utenti potenziali nel mondo ROMA &#8211; Guardare la televisione insieme, scegliere i programmi e commentarli, il tutto stando in due parti diverse del mondo. È possibile, da oggi, con &#8220;Messenger Tv&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img style="border:solid 1px silver;padding:5px;margin-right:10px" src="http://www.repubblica.it/2008/04/sezioni/scienza_e_tecnologia/microsoft-6/messenger-tv/este_72874_11570.jpg" width="250" align=left><i>Il servizio, gratuito, potrebbe rivoluzionare il modo di guardare i filmati in rete<br />
In Italia accordi con Mtv, Sony e Ansa. 95 milioni di utenti potenziali nel mondo</i></p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Guardare la televisione insieme, scegliere i programmi e commentarli, il tutto stando in due parti diverse del mondo. È possibile, da oggi, con &#8220;Messenger Tv&#8221;, un nuovo servizio internet lanciato da Microsoft che integra, all&#8217;interno del popolare client di messaggistica istantanea &#8220;Windows Live Messenger&#8221;, un vero e proprio canale televisivo. Il servizio, che da oggi è disponibile in oltre venti nazioni (ma non negli Stati Uniti), è frutto dell&#8217;accordo di Microsoft con reti televisive e multinazionali dell&#8217;intrattenimento, tra cui spiccano Mtv, Sony, Emi e Bbc.</p>
<p>Windows Live Messenger è un software gratuito, molto utilizzato soprattutto dai più giovani (in tutto il mondo ci sono oltre 95 milioni di utenti), che permette di &#8220;chattare&#8221;, cioè conversare a distanza utilizzando la tastiera del computer, con i propri amici collegati a internet dalle loro case o dai loro uffici. Fino ad oggi era possibile &#8220;chattare&#8221;, parlare e guardarsi attraverso una webcam, scambiare fotografie. Messenger Tv, invece, introduce una nuova funzione: quella, appunto, di guardare insieme e contemporaneamente uno stesso filmato, con la possibilità di metterlo in pausa o di commentarlo attraverso la chat, che rimane aperta sulla parte sinistra dello schermo del computer.</p>
<p>I video online sono esplosi in popolarità negli ultimi anni (basti guardare al fenomeno YouTube), ma fino ad ora non era possibile guardarli contemporaneamente da computer differenti; secondo Microsoft, la possibilità di guardare film insieme, anche da un capo del mondo all&#8217;altro, permetterà di creare una nuova &#8220;esperienza sociale&#8221; (fatta di reazioni e commenti) e attrarrà gli utenti che già spendono diverse ore al giorno guardando video online e conversando.</p>
<p><span id="more-556"></span></p>
<p>In Italia Messenger Tv, oltre a comprendere l&#8217;intero catalogo già presente all&#8217;interno del portale Msn di Microsoft, ha stretto un&#8217;alleanza con il canale musicale Mtv, e permetterà agli utenti di guardare spezzoni di diversi programmi, da &#8220;Very Victoria&#8221; a &#8220;Loveline&#8221;, a &#8220;Stasera niente Mtv&#8221; di Ambra Angiolini. Inoltre, grazie a una partnership con Mediaset, sarà possibile guardare i migliori programmi di Rete 4, Canale 5 e Italia 1. Su Messenger Tv si potranno anche vedere concerti in esclusiva, video musicali (grazie all&#8217;accordo, tra gli altri, con la Sony-Bmg), interviste e notizie dal mondo dello spettacolo, video divertenti e trailer cinematografici in collaborazione con Coming Soon Television. Spazio anche all&#8217;approfondimento, con i telegiornali Ansa e Agr e le notizie sportive di Sportal.</p>
<p>Una strategia, quella di Microsoft, che punta ovviamente a combattere lo strapotere di Google e di YouTube migliorando la propria raccolta pubblicitaria: già la Twentieth Century Fox e la Pepsi sarebbero interessate a pubblicizzare i loro prodotti su Messenger Tv. In particolare, il servizio ospiterà dei banner pubblicitari all&#8217;interno della finestra del software, e dei mini-spot (come già accade su Msn Video) prima dell&#8217;inizio di ogni filmato.</p>
<p>Per iniziare a guardare insieme la Tv bisogna avere l&#8217;ultima versione di Windows Live Messenger (il servizio almeno per il momento non è disponibile per gli utenti Mac); poi, in una qualsiasi finestra di conversazione, basterà fare click sul pulsante in alto &#8220;attività&#8221; e selezionare &#8220;Messenger Tv&#8221;.</p>
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		<title>Il prof è incapace? Segnalalo su internet</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Apr 2008 08:58:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[È boom per i siti che permettono di scrivere valutazioni sui propri docenti Il fenomeno esteso in tutta Europa: &#8220;Combattiamo per la meritocrazia&#8221; I diretti interessati: &#8220;Studenti pronti a dare giudizi senza conoscerci veramente&#8221; ROMA &#8211; Una volta c&#8217;erano le scritte nei bagni delle scuole e sui muri degli edifici; oggi, invece, per dare giudizi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img style="border:solid 1px silver;padding:5px;margin-right:10px" src="http://www.repubblica.it/2007/11/sezioni/scuola_e_universita/servizi/voti-prof/voti-ai-prof/este_10190851_11480.jpg" width="250" align=left><i>È boom per i siti che permettono di scrivere valutazioni sui propri docenti<br />
Il fenomeno esteso in tutta Europa: &#8220;Combattiamo per la meritocrazia&#8221;<br />
I diretti interessati: &#8220;Studenti pronti a dare giudizi senza conoscerci veramente&#8221;</i></p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Una volta c&#8217;erano le scritte nei bagni delle scuole e sui muri degli edifici; oggi, invece, per dare giudizi sui propri professori si utilizza la Rete. Una mania che, pionieri gli statunitensi con decine e decine di siti, si sta diffondendo anche in Europa e inizia a far tremare i diretti interessati: i docenti.</p>
<p>In Italia il sito attualmente più gettonato è VotaIlProf. it (rigorosamente in &#8220;versione beta&#8221;, cioè di prova, così come si usa ormai lanciare tutti i prodotti del Web). Si tratta di un servizio cosiddetto &#8220;social&#8221;, che permette a ogni studente di votare i propri docenti universitari (e, se non ci sono, di inserire i loro profili con tanto di foto) su voci come &#8220;comportamento all&#8217;esame&#8221;, &#8220;aggiornamento tecnologico&#8221;, &#8220;cortesia&#8221;, &#8220;disponibilità in orario di ricevimento&#8221;, &#8220;risposte via e-mail&#8221;, &#8220;presenza a lezione&#8221;. A fianco di ogni voto, gli studenti possono anche lasciare dei commenti: &#8220;Persona seria e corretta &#8211; si legge in una scheda &#8211; oltre ad essere un ottimo docente. Speriamo futuro preside&#8221;. Oppure: &#8220;Semplicemente il migliore prof che abbia mai avuto! Sempre disponibile e cortese, preparatissimo e simpatico. Magari fossero tutti come lui&#8221;.</p>
<p>Di certo più divertenti, ma sempre abbastanza corretti, i commenti negativi: &#8220;Da cacciare da tutte le facoltà&#8221;, si legge in una scheda; oppure: &#8220;Braccia tolte all&#8217;agricoltura&#8221;. E c&#8217;è anche chi racconta aneddoti: &#8220;Per lui &#8211; scrive un ragazzo a proposito di un docente di informatica &#8211; la sigla &#8216;Rgb&#8217; rappresentava red, green e il famosissimo colore primario beige!&#8221; (&#8216;Rgb&#8217; è in realtà un modello di colori &#8211; rosso, verde e blu &#8211; che viene usato nel digitale per trasmettere le immagini). E ancora: &#8220;Disastroso, il peggior professore della mia carriera universitaria. Argomenti totalmente sbagliati e obsoleti. Disponibilità e affidabilità nulle, nessuno lo vede mai in facoltà&#8221;.</p>
<p><span id="more-454"></span></p>
<p>Nella pagina principale del sito anche due speciali classifiche: la &#8220;Top10&#8243;, cioè quella dei prof più votati, e la &#8220;Flop10&#8243;, che racchiude i docenti che piacciono di meno. &#8220;L&#8217;intento di VotaIlProf &#8211; ci spiega l&#8217;ideatore Roberto Chibbaro, 32 anni e una laurea in Giurisprudenza &#8211; è quello di costruire un database nazionale per conoscere e valutare i docenti universitari, ridimensionando, eventualmente, i pregiudizi e confermando gli elogi degli studenti. L&#8217;idea è di superare il &#8216;sentito dirè con l&#8217;utilizzo di un algoritmo per sviluppare uno strumento di rating serio e affidabile&#8221;.</p>
<p>Ma com&#8217;è nata l&#8217;idea? &#8220;Prima &#8211; continua Chibbaro &#8211; facevo l&#8217;avvocato, ma era un lavoro che non mi ha mai entusiasmato. Così con alcuni soci abbiamo deciso di aprire un quotidiano online dedicato al mondo universitario, Unimagazine. it. Poi, un giorno, l&#8217;arrivo di una strana e-mail da parte di un gruppo anonimo di docenti che, forse perché aveva apprezzato alcune nostre inchieste, ci proponeva di creare un progetto che si occupasse di meritocrazia e valutazione della didattica. L&#8217;idea ci sembrava molto interessante, e così sulla scia dello statunitense RateMyProfessor. com abbiamo creato VotaIlProf. it, online dallo scorso giugno&#8221;. Un progetto, prosegue, che &#8220;nasce dalla volontà di meritocrazia, per combattere lo schifo di favoritismi e mediocrità che c&#8217;è in Italia e cercare, in piccolo, di fermare l&#8217;inquietante fuga di cervelli verso paesi che valorizzano di più le persone.</p>
<p>Il sito racchiude al momento 700 schede con oltre 1.500 giudizi e riceve circa mille visite al giorno. La maggior parte degli utenti ha tra i 18 e i 21 anni e si comporta generalmente bene: basti pensare che la media generale è di sufficienza, e che l&#8217;alunno non si rivolge a noi solo per denunciare cattivi comportamenti, ma anche per testimoniare la bravura o la correttezza di questo o quel docente. &#8220;Abbiamo un codice di comportamento molto stretto &#8211; aggiunge Roberto Chibbaro &#8211; e cerchiamo di filtrare tutti i commenti che arrivano. Gli utenti stessi, non solo i professori, hanno anche la possibilità di segnalarci gli abusi&#8221;. E nel futuro? &#8220;Attualmente abbiamo avuto un&#8217;importante offerta di acquisto da un grande gruppo industriale. Ora siamo tre soci, ma la nostra speranza è quella di poter assumere del personale e creare occupazione proprio in Sicilia, dove vogliamo restare a operare&#8221;.</p>
<p>E i docenti, come si sentono ad essere giudicati sulla pubblica piazza virtuale? &#8220;Ci si sente male, molto male&#8221;, spiega Marco Lodoli, scrittore, giornalista e insegnante di Lettere. &#8220;È terribile per un professionista pensare di essere arrivato a una certa età e dover subire ancora processi, giudizi, valutazioni&#8230; rischiando di essere addirittura bocciato. Mi ricordo &#8211; continua &#8211; dei miei insegnanti, che umanamente erano un po&#8217; un disastro, pieni di difetti, ma che però mi hanno cambiato la vita. Il problema, in questo caso, è che un ragazzo magari comprende l&#8217;importanza degli insegnamenti ricevuti anni e anni dopo: come la mettiamo? Già adesso i prof sono una categoria di persone tendenzialmente insicure e depresse, la foto segnaletica su internet non è il massimo. Io, insomma, la vedo ancora di più come una telecamera che ci segue in continuazione pronta a dare giudizi senza conoscerci veramente&#8221;.</p>
<p>Fuori dall&#8217;Italia quasi ogni paese ha uno o più siti attraverso i quali dare giudizi ai professori, liceali o universitari. Negli Stati Uniti ci sono PickAProf.com, RateMyProfessors.com e RateMyTeacher.com, molti dei quali coprono anche tutto il mondo anglofono arrivando in Canada, Inghilterra, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. In Francia c&#8217;è Jenotemonprof.com, che punta tutto sullo &#8220;spirito di dialogo, rispetto e cambiamento&#8221;. In Germania, c&#8217;è Spickmich.de, sito molto completo dedicato a corsi e docenti di tutte le università tedesche. Tra le voci da votare, giustizia, comprensione, divertimento e sforzo dello studente per ottenere un buon voto. E addirittura è possibile commentare ogni singola lezione.</p>
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		<title>Marzo, tutti in gita scolastica. Tre milioni di studenti in viaggio</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Feb 2008 23:10:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Tra le mete preferite Spagna, Praga, Sicilia e Roma. Dimezzate le visite a Napoli Ma i docenti accusano: &#8220;Una responsabilità enorme per una paga vergognosa&#8221; &#187; GUARDA LA GALLERIA DELLE FOTO D&#8217;EPOCA SUI VIAGGI D&#8217;ISTRUZIONE ROMA – I viaggi d’istruzione, le “gite”, come sono più comunemente chiamati, sono probabilmente il periodo più atteso dell’anno da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img style="border:solid 1px silver;padding:5px;margin-right:10px" src="http://www.repubblica.it/2005/k/sezioni/scuola_e_universita/servizi/gitescol/gite-statistiche/este_657216_55190.jpg" width="250" align=left><i>Tra le mete preferite Spagna, Praga, Sicilia e Roma. Dimezzate le visite a Napoli<br />
Ma i docenti accusano: &#8220;Una responsabilità enorme per una paga vergognosa&#8221;</i></p>
<p>&raquo; <a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scuola/gite-scolastiche/1.html">GUARDA LA GALLERIA DELLE FOTO D&#8217;EPOCA SUI VIAGGI D&#8217;ISTRUZIONE</a></p>
<p><strong>ROMA</strong> – I viaggi d’istruzione, le “gite”, come sono più comunemente chiamati, sono probabilmente il periodo più atteso dell’anno da parte degli studenti, felici di trascorrere un po’ di tempo fuori casa, lontano dai genitori e con i propri amici. Si tratta forse delle esperienze più importanti per i ragazzi delle scuole medie e dei licei, che in molti casi proprio grazie alla scuola iniziano ad avere un primo rapporto con il turismo e con luoghi lontani dalla propria città. Un periodo che, al contrario, non è però molto atteso da parte dei docenti, spesso sottoposti a un controllo massacrante, costretti a non dormire la notte e con paghe vergognose.</p>
<p>Le gite riguardano da vicino oltre il cinquanta per cento degli studenti italiani, la maggior parte dei quali si appresta a partire proprio nelle prossime settimane: marzo, infatti, sembra essere il periodo prediletto per allontanarsi per qualche giorno dalle quattro mura della propria scuola. Nel 2007 si sono mossi in media 2,7 milioni di studenti pari a un totale di circa 130mila classi, con un giro di affari che supera i 350 milioni di euro.</p>
<p><span id="more-309"></span></p>
<p><strong>Le statistiche.</strong> Secondo un’indagine svolta su un campione di oltre 360 istituti scolastici superiori di secondo grado dall’Osservatorio sul turismo scolastico del Touring Club Italiano, la gita scolastica si conferma un appuntamento al quale non rinuncia oltre la metà delle classi italiane e più di due terzi degli studenti. Il periodo dell’anno in cui si concentrano maggiormente le partenze, dicevamo, è il mese di marzo (oltre la metà delle gite), cui seguono aprile, febbraio e maggio. Un dato, spiegano gli esperti del Touring, che se confrontato con quelli del 1999 fa emergere “una tendenza alla destagionalizzazione delle partenze: nel 1999, infatti, le partenze tra marzo e aprile si attestavano all’84 per cento del totale, mentre nel 2007 sono al 77,8 per cento”.</p>
<p><strong>Le mete.</strong> Parigi o luoghi manzoniani? Praga o la Grecia? La meta preferita, ovviamente, rimane l’estero, con oltre il 51 per cento delle partenze e con la Spagna al primo posto tra i paesi più gettonati: lì si concentra circa un quarto dei viaggi. A seguire, Francia, Repubblica Ceca e Germania. Tra le città, preferite Barcellona, Praga, Parigi e a sorpresa da qualche anno anche Berlino. In Italia, che pure ha tante meraviglie da scoprire, la regione preferita per i viaggi è la Sicilia, seguita da Lazio, Veneto e Toscana; tra le città, a stravincere è Roma, seguita da Firenze, Venezia e Napoli. A tal proposito, quest’anno a causa dell’emergenza rifiuti in Campania a perdere turisti sarà proprio il capoluogo partenopeo: “Non sono disponibili ancora i dati definitivi – spiegano dall’Unione Industriali di Napoli – ma secondo quanto ci riferiscono le principali strutture ricettive della città durante la primavera dovremmo avere una perdita di clienti pari a circa il cinquanta per cento”. </p>
<p>Calabria, Molise e Abruzzo, poi, sono regioni che non sono state indicate come meta principale di un viaggio d’istruzione con pernottamento: “Un dato che ci sorprende – spiegano dal Touring Club – considerato che Calabria e Abruzzo hanno risorse ambientali coerenti con gli obiettivi didattici e formativi di un viaggio scolastico”.</p>
<p><strong>Mezzi di trasporto, durata e costi del viaggio.</strong> Il mezzo di trasporto più gettonato è senza dubbio il pullman (72,6 per cento), pratico per spostarsi anche una volta arrivati a destinazione, seguito dall’aereo, utilizzato quasi esclusivamente per i viaggi all’estero. Tra le strutture ricettive l’hotel fa la parte del leone, mentre la durata media del viaggio è di 3,1 pernottamenti in Italia e 4,9 all’estero. I costi, solitamente il punto più dolente soprattutto per i genitori, lo scorso anno si sono attestati mediamente sui 267 euro per studente (nel 2005 il prezzo medio speso dagli studenti italiani era di 259 euro).</p>
<p><strong>Episodi negativi. </strong>Il 17,6 per cento degli insegnanti intervistati ha segnalato che nel viaggio d’istruzione cui ha partecipato si è verificato un evento considerato negativo. Evento che si presenta più spesso nei viaggi all’estero (quasi il 20 per cento del totale) che in Italia (15,5 per cento). Gli eventi più segnalati riguardano la sistemazione alberghiera (servizio o pulizia scadenti, eccessiva distanza dal centro cittadino, isolamento), furti, infortuni agli studenti e problemi organizzativi in generale. Disguidi piccoli e grandi, che se sommati alle responsabilità che i docenti devono addossarsi per tutta la durata del viaggio, stanno portando ultimamente molti professori a negare la propria disponibilità ad accompagnare le classi in gita.</p>
<p>“I ragazzi ormai – spiega un docente di un liceo classico romano – intendono la gita scolastica come occasione di puro divertimento, di sballo, più che di arricchimento culturale. Capita sempre più spesso che si parta con il presupposto di non dormire la notte, e nella mia esperienza ho avuto alunni che sono stati capaci di non dormire anche per quattro notti di seguito, con il risultato che di giorno andavano in giro come ‘zombie’ senza seguire le spiegazioni. È capitato molto spesso, a me come a tanti miei altri colleghi – continua il docente – di aver dovuto soccorrere studenti ubriachi che si sono sentiti male, di essere stata richiamata e umiliata dai portieri d’albergo, di aver passato intere notti ‘in bianco’. Il tutto per cosa? Per una responsabilità di 24 ore su 24 con una diaria vergognosa e offensiva”. In effetti, facendo un po’ di ricerche non mancano racconti di alberghi che sono andati a fuoco a causa di ragazzi disattenti che fumavano nelle camere, di studenti portati all’ospedale per aver mischiato alcol e sostanze stupefacenti, di ambasciate mobilitate nel bel mezzo della notte per cercare questo o quel ragazzo “evaso” dalla finestra dell’albergo, per non parlare, ovviamente, di casi molto più gravi.</p>
<p>Cosa, infine, si potrebbe migliorare? Secondo la ricerca dell’Osservatorio sul turismo scolastico del Tci sicuramente la preparazione degli studenti, che in molti casi si rivela abbastanza scarsa. A seguire, le pratiche di co-finanziamento e le agevolazioni economiche per le famiglie, i rapporti con le agenzie, il numero di studenti che viaggiano insieme (spesso considerato troppo elevato). “Tra le proposte più interessanti – spiegano ancora i ricercatori – alcuni insegnanti rilevano l’opportunità di impostare il viaggio d’istruzione non solo sul ‘visitare e osservare’, ma anche sul ‘fare’, impegnando gli studenti in attività che li aiutino a prendere consapevolezza di cosa significhi un turismo responsabile e attento a non generare impatti negativi sul territorio”.</p>
<p><strong>Classe turistica.</strong> Proprio a proposito del turismo scolastico, il Touring Club Italiano in collaborazione con il ministero della Pubblica Istruzione ripropone anche quest’anno il concorso “Classe turistica – Festival del Turismo scolastico”, con l’obiettivo di selezionare i migliori elaborati inviati dalle classi delle scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia sul tema, ovviamente, del viaggio d’istruzione. Il concorso, riservato alle prime quattro classi delle scuole superiori, prevede la realizzazione di elaborati di ogni genere, dai racconti e i diari di viaggio a guide, da libri fotografici a reportage, da disegni a spot o corti cinematografici. Un appuntamento che lo scorso anno ha visto circa 700 classi iscritte, per un totale di 14mila studenti e duemila insegnanti.</p>
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		<title>Arricchirsi con un dominio internet. A Los Angeles la grande asta mondiale</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jan 2008 07:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In California la più grande fiera di compravendita di nomi di siti Web. L&#8217;indirizzo più pagato? www. porn. net, costato 400mila dollari ROMA &#8211; Se la crisi dei mutui americani continua a farsi sentire minacciando l&#8217;economia di tutto il mondo, le centinaia di persone che hanno partecipato martedì e mercoledì scorsi al &#8220;DomainFest&#8221; di Los [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img style="border:solid 1px silver;padding:5px;margin-right:10px" src="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/domini-asta/domini-asta/stor_2090664_56240.jpg" width="250" align=left><em>In California la più grande fiera di compravendita di nomi di siti Web. L&#8217;indirizzo più pagato? www. porn. net, costato 400mila dollari</em></p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Se la crisi dei mutui americani continua a farsi sentire minacciando l&#8217;economia di tutto il mondo, le centinaia di persone che hanno partecipato martedì e mercoledì scorsi al &#8220;DomainFest&#8221; di Los Angeles proprio non dovranno preoccuparsi di tassi d&#8217;interesse o imposte sugli immobili. Gli indirizzi che hanno acquistato all&#8217;asta, infatti, rischiano di trasformarsi in una vera miniera d&#8217;oro e in centinaia di dollari al giorno di guadagni pubblicitari: si tratta, infatti, di indirizzi internet.</p>
<p>Il &#8220;DomainFest&#8221; non è altro che un raduno mondiale di esperti del settore e, ovviamente, anche di privati cittadini con qualche soldo da investire, che discutono di economia e strategie di vendita, ma che soprattutto mettono mano al portafogli scambiando siti a centinaia di migliaia di dollari alla volta. Le aste si sono susseguite per tutta la giornata di martedì e mercoledì, con centinaia di uomini d&#8217;affari e esperti del settore che, dati e previsioni alla mano, hanno cercato di prevedere quali fossero i domini più convenienti da acquistare.</p>
<p>Il sito più ambito e più pagato? È &#8220;Porn.net&#8221;, venduto per 400mila dollari (l&#8217;equivalente di 276mila euro). A seguire, &#8220;Bookmarks.com&#8221; (&#8220;bookmark&#8221; in inglese significa &#8220;segnalibro&#8221; e con la stessa parola s&#8217;identifica la funzione presente nei browser per &#8220;appuntarsi&#8221; le pagine Web interessanti o di maggiore consultazione), venduto per 300mila dollari. A seguire anche &#8220;Alimony.com&#8221; (che significa &#8220;alimenti&#8221;, nel senso legale del termine, ed è un sito che dà consigli sulle pratiche di divorzio) per 75mila dollari, &#8220;Butcher.com&#8221; (che significa &#8220;macellaio&#8221;, ed è un sito attualmente non ancora costruito ma evidentemente con grandi potenzialità) per 50mila dollari e, infine, &#8220;Satinpanties.com&#8221; (che suona un po&#8217; come &#8220;mutande di raso&#8221;) venduto per 10mila dollari. Tra gli altri domini strapagati, anche &#8220;Dude.com&#8221;, &#8220;Natural.com&#8221;, &#8220;Authorize.com&#8221;, &#8220;Face.com&#8221;, &#8220;Checkout.com&#8221;, &#8220;Porn.net&#8221;, &#8220;Neighborhood.com&#8221; e &#8220;NewYork.net&#8221;.</p>
<p><span id="more-274"></span></p>
<p>Gli intervenuti, che sono arrivati a pagare anche la bellezza di 995 dollari (l&#8217;equivalente di 690 euro) per partecipare a tutte le giornate della conferenza, hanno avuto anche l&#8217;occasione di poter assistere a una lezione di Frank Shilling, guru dell&#8217;acquisto di domini internet. Un uomo che ha iniziato a collezionare indirizzi Web quasi per gioco e ora ne ha accumulati oltre trecentomila, valutati in più di cento milioni di dollari. Una storia, la sua, che affascina molti tra ingegneri, manager, consulenti e altri &#8220;esperti del settore&#8221; che vorrebbero tentare la fortuna attraverso la compravendita di domini: si dice che Shilling lavori nella veranda della propria casa alle Cayman Islands con davanti il mar dei Caraibi e al lato uno dei più grandi televisori del mondo.</p>
<p>Ma come si fa a diventare un esperto in compravendita di domini? Le basi del mestiere non sono cambiate. Basta avere un po&#8217; di fantasia nel comporre nomi o fiutare l&#8217;affare, pensando ad esempio a un prodotto nuovo di un&#8217;azienda. Poi, con pochi euro, basta registrare il dominio, creare un sito anche molto rudimentale e metterci sopra la pubblicità. Se siamo fortunati, qualche azienda interessata all&#8217;acquisto ci contatterà per trovare un eventuale accordo; se, invece, siamo meno fortunati, possiamo comunque sfruttare i proventi della pubblicità e dei navigatori che capiteranno &#8220;per caso&#8221;, grazie ai motori di ricerca, sul nostro dominio.</p>
<p>Ci sono, inoltre, due teorie contrapposte su come guadagnare da un dominio internet e renderlo più &#8220;appetitoso&#8221;: la prima è quella di utilizzare al meglio il sito, curandolo, inserendoci oltre alla pubblicità tanto materiale, video e informazioni: gli utenti saranno attratti dalle informazioni e accorreranno in massa. L&#8217;altro, invece, è quello di lasciare il sito completamente vuoto mettendo una grande pubblicità al centro della pagina. Gli utenti capitati sul sito, così, non potranno fare altro che fare click proprio sulla pubblicità, facendoci guadagnare qualche soldino. Ovviamente, più il dominio è costituito da una parola comune, più saranno le possibilità di guadagno o di vendita.</p>
<p>Un&#8217;altra pratica largamente utilizzata, e altrettanto condannata, è quella dell&#8217;&#8221;assaggio del dominio&#8221;. Secondo la legge, le aziende che offrono servizi di registrazione di nuovi domini devono dare all&#8217;utente cinque giorni di tempo per ripensarci (in fase di registrazione, ad esempio, potrebbero verificarsi degli errori di ortografia). Così, trafficanti di domini senza scrupoli approfittano di questa clausola per registrare ogni giorno decine e decine di siti inserendo al loro interno semplicemente un banner pubblicitario; dopodiché analizzano il tipo di guadagno che riescono ad ottenere in quei cinque giorni e alla fine rimandano indietro i domini che non soddisfano il loro interesse, mantenendo ovviamente i più remunerativi. Addirittura, secondo una statistica dell&#8217;Icann, l&#8217;ente internazionale che ha l&#8217;incarico della gestione della Rete, nel 2006 circa il 90 per cento dei domini registrati ogni giorno era di questa natura.</p>
<p>Ma quali sono i siti che storicamente hanno fruttato di più? Ovviamente &#8220;Sex.com&#8221;, venduto per più di dodici milioni di dollari (l&#8217;equivalente di 8,2 milioni di euro) nel 2006. A seguire &#8220;Porn.com&#8221;, venduto lo scorso anno per 9 milioni di dollari, e ancora Beer.com, Diamond.com e Business.com, scambiati per 7 milioni di dollari.</p>
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		<title>Il principe Carlo come Star Trek. Il suo ologramma in una conferenza</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jan 2008 08:15:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il reale Gb a un summit negli Emirati Arabi Uniti con una sua rappresentazione 3D. Ha risparmiato denaro e, soprattutto, l&#8217;emissione di tonnellate di biossido di carbonio ROMA &#8211; Viaggiare da un continente all&#8217;altro risparmiando migliaia di euro ed evitando l&#8217;emissione nell&#8217;ambiente di decine di tonnellate di biossido di carbonio? Si può. Facendo viaggiare, al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img style="border:solid 1px silver;padding:5px;margin-right:10px" src="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/ambiente/carlo-gb-ologramma/carlo-gb-ologramma/este_22144859_50081.jpg" width="250" align=left><em>Il reale Gb a un summit negli Emirati Arabi Uniti con una sua rappresentazione 3D. Ha risparmiato denaro e, soprattutto, l&#8217;emissione di tonnellate di biossido di carbonio</em></p>
<p><strong>ROMA</strong> &#8211; Viaggiare da un continente all&#8217;altro risparmiando migliaia di euro ed evitando l&#8217;emissione nell&#8217;ambiente di decine di tonnellate di biossido di carbonio? Si può. Facendo viaggiare, al proprio posto, un ologramma. È quello che ha fatto il principe Carlo d&#8217;Inghilterra, che ieri ha tenuto un discorso, sotto forma di ologramma, nell&#8217;ambito del summit mondiale sul futuro dell&#8217;energia ad Abu Dhabi, negli Emirati Arabi Uniti.</p>
<p>Di certo il principe non è conosciuto come il più moderno degli uomini, scherza già la stampa britannica, ma sicuramente l&#8217;interesse verso la salvaguardia del pianeta l&#8217;ha catapultato nel ventunesimo secolo, decidendo di partecipare al vertice sull&#8217;energia senza viaggiare (né lui né i suoi collaboratori né la scorta) ed evitando così lo sprigionamento nell&#8217;aria di circa 15 tonnellate di gas serra, proprio quello che sta causando il surriscaldamento globale del pianeta.</p>
<p>&#8220;Ho voluto apparire alla conferenza &#8211; ha spiegato &#8211; per congratularmi con Abu Dhabi per il suo progetto di creazione di una città, chiamata Masdar, con il massimo sfruttamento delle risorse naturali e a zero emissioni di carbonio. Gli scienziati &#8211; ha aggiunto &#8211; ci dicono che il problema dei cambiamenti climatici è così urgente che abbiamo meno di dieci anni per rallentare e fermare le emissioni di gas serra&#8221;. E il suo discorso finale, ovviamente, ha lasciato tutti senza parole: mentre la sua immagine spariva lentamente, il principe ha detto: &#8220;Ora svanirò nell&#8217;aria, non lasciando alcuna traccia di carbonio dietro di me&#8221;.</p>
<p><span id="more-271"></span></p>
<p>Il discorso, della durata di sei minuti, era stato registrato lo scorso novembre utilizzando una tecnologia creata da un&#8217;azienda britannica di Highgrove. Una tecnologia che in realtà esiste già da diversi anni e che è costata all&#8217;amministrazione britannica poco più di un collegamento video. &#8220;Usando un proiettore ad alta luminosità &#8211; ha spiegato Ian O&#8217;Connol, direttore dell&#8217;azienda che ha realizzato l&#8217;ologramma &#8211; e creando uno speciale strato di polimeri invisibile per la platea è possibile proiettare un immagine bidimensionale che diventa un&#8217;immagine virtuale a tre dimensioni. Una tecnologia molto semplice &#8211; ha aggiunto &#8211; che utilizza solamente una telecamera e un proiettore. E che lascia tracce di carbonio equivalenti a quelle di una lampadina&#8221;. E così sembrava davvero che il principe si trovasse sul palco: non solo la sua figura e la sua voce erano chiare, ma anche i movimenti delle braccia e del corpo sembravano assolutamente reali.</p>
<p>Fino ad ora gli ologrammi sono stati utilizzati nella maggior parte dei casi solo con messaggi videoregistrati; la novità è che però oggi è già possibile creare proiezioni olografiche in diretta, con una persona che parla da un capo del mondo e una platea di ascoltatori dall&#8217;altro capo. Ci sono già stati numerosi test che sono andati molto bene, assicurano gli esperti, e che hanno portato un segnale in alta definizione da San José, negli Stati Uniti, a Bangalore, in India (oltre 17.700 chilometri). E l&#8217;ologramma riusciva, attraverso speciali schermi, addirittura a interagire con i presenti.</p>
<p>Per risparmiare denaro già ad oggi in molti utilizzano il sistema della videoconferenza, a bassissimo costo o addirittura gratuita grazie a software (come Skype, solo per fare un esempio) che permettono di collegarsi attraverso una semplice webcam e una connessione a internet. Ora, la tecnologia dell&#8217;ologramma potrebbe dare una marcia in più a quanti credono nel risparmio energetico: è stato calcolato che il 3,5 per cento dei gas serra immessi nell&#8217;atmosfera sono dovuti agli spostamenti quotidiani dei grandi manager e dei politici. E c&#8217;è già chi fantastica che un giorno le rock-star, attraverso questa tecnologia, possano tenere concerti essendo presenti contemporaneamente in diverse parti del mondo.</p>
<p>Il principe Carlo non è stato il primo ad utilizzare questa tecnologia. Al Gore, ad esempio, la utilizzò nel luglio dello scorso anno quando tenne il suo discorso di apertura al Live Earth a Tokyo. Tra gli altri anche Richard Branson, proprietario della Virgin, e il calciatore David Beckham, con messaggio registrato a Los Angeles e ritrasmesso a Londra.</p>
<p>Chissà, dicono i maligni, se il principe Carlo ha voluto davvero salvaguardare l&#8217;ambiente, o se invece ha voluto semplicemente &#8220;salvare la faccia&#8221;, dopo le forti proteste degli ambientalisti, che lo scorso anno lo avevano accusato di aver emesso 20 tonnellate di CO2 per essere volato negli Stati Uniti a ricevere un premio sulla salvaguardia dell&#8217;ambiente dalla Harvard Medical School. Tra l&#8217;altro, tutto l&#8217;impegno del principe Carlo è stato inutile: suo fratello il principe Andrea, già soprannominato &#8220;Air Miles Andy&#8221; per la sua propensione al volo e ai viaggi &#8220;mondani&#8221;, ha partecipato alla conferenza di Abu Dhabi di persona.</p>
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		<title>Lost, arriva il videogioco ufficiale. Cosa porteresti su un&#8217;isola deserta?</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Jan 2008 08:54:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ROMA &#8211; Vi siete mai chiesti come vi comportereste se, sopravvissuti a un disastro aereo, vi trovaste su un&#8217;isola deserta e piena di misteri insieme a decine di sconosciuti? Se lo sono chiesto, di sicuro, i milioni di appassionati alla serie Tv &#8220;Lost&#8221;, giunta in Italia alla terza stagione (negli Stati Uniti inizierà fra qualche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="left"><img style="border:solid 1px silver;padding:5px;margin-right:10px" src="http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/scienza_e_tecnologia/videogame-lost/videogame-lost/este_17180651_34410.jpg" width="250" align=left>ROMA &#8211; Vi siete mai chiesti come vi comportereste se, sopravvissuti a un disastro aereo, vi trovaste su un&#8217;isola deserta e piena di misteri insieme a decine di sconosciuti? Se lo sono chiesto, di sicuro, i milioni di appassionati alla serie Tv &#8220;Lost&#8221;, giunta in Italia alla terza stagione (negli Stati Uniti inizierà fra qualche giorno la quarta). Fan che popolano decine e decine di siti internet e blog su cui si discute quotidianamente del destino di Jack, Kate e Sawyer e dei tanti misteri, tra il reale e il metafisico, che i personaggi si trovano ad affrontare.</p>
<p>Per conoscere e approfondire meglio la serie Tv che appassiona milioni di telespettatori in tutto il mondo e che ha vinto premi come l&#8217;Emmy Award e il Golden Globe, la Ubisoft lancerà in Italia a partire dal mese prossimo il videogioco ufficiale di Lost. Un videogame scritto insieme agli sceneggiatori della fortunata serie, che consentirà a tutti gli appassionati di immergersi ancora di più nei misteri e negli intrighi dell&#8217;isola.</p>
<p>Protagonista del gioco è un fotografo di guerra, Elliot Maslov, passeggero dell&#8217;aereo non presente nel telefilm (&#8220;Un personaggio fittizio &#8211; spiegano gli sviluppatori &#8211; che interagisce con quelli della serie proprio per non alterare gli equilibri della storia&#8221;), che si troverà a dover risolvere enigmi superando con astuzia i nemici, combattendo contro la &#8220;creatura di fumo&#8221; e affrontando numerose altre sfide, tra botole e muri di cinta elettrificati, tra strani animali e bizzarre comunicazioni via radio. Nel videogioco, una vera e propria avventura grafica, il giocatore dovrà interpretare proprio Maslov, interagendo, parlando e confrontandosi con tutti i personaggi, esplorando l&#8217;isola e approfondendo aspetti della trama che per esigenze televisive sono stati trascurati. Solo capendo il proprio passato, il fotografo riconoscerà i propri errori e scoprirà la via per tornare a casa (il gioco è infatti sottotitolato &#8220;Via Domus&#8221;).</p>
<p><span id="more-254"></span></p>
<p>L&#8217;inizio del videogame è lo stesso di quello della fortunata serie televisiva: il volo Oceanic 815 esplode in aria e precipita su un&#8217;isola del Pacifico apparentemente deserta. I sopravvissuti, spesso in contrasto tra loro, sono costretti a organizzare una vera e propria società primordiale in cui ognuno ha un suo compito, e dovranno collaborare per contrastare e superare le tante avversità.</p>
<p>&#8220;Il videogioco di Lost &#8211; racconta Stefano Rigattieri, group brand manager di Ubisoft &#8211; si propone come un momento in cui i fan della serie potranno scoprire alcuni dei segreti che non sono stati rivelati nelle due precedenti stagioni, ma rassicuriamo tutti che non svelerà nulla della terza e quarta serie. La potenzialità del gioco sta anche nelle immagini e nei video: si tratta di riproduzioni fedelissime del telefilm, così come anche le tecniche dei flashback o degli intermezzi (i celebri &#8216;previously on Lost&#8217;) sono riproposte in maniera perfetta&#8221;.</p>
<p>Il gioco è orientato sia ai fan della serie, che potranno approfondire e dare risposta ad alcuni dei tanti misteri rimasti irrisolti, sia a chi non ha mai visto il telefilm, che potrà iniziare ad appassionarsene entrando direttamente nel gioco e vivendo con ancora maggiore intensità le vicende di Sayid, Locke, Hurley, Sun, e così via. &#8220;È un videogame molto semplice e piuttosto intuitivo &#8211; prosegue Rigattieri &#8211; rivolto anche a un pubblico di giocatori non abituali, e che non deluderà i fan della serie, perché i personaggi, le caratterizzazioni, le atmosfere e le musiche sono riproposte in maniera assolutamente fedele&#8221;.</p>
<p>Il videogame sarà disponibile sul mercato italiano per Pc-Dvd Rom, PlayStation 3 e Xbox 360 a partire dal 28 febbraio.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2006/05/gallerie/scienzaetecnologia/videogioco-lost/1.html"><b>VAI ALLA GALLERIA DI IMMAGINI (su Repubblica.it)</b></a></p>
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		<title>I libri costano troppo? Scambiateli in rete</title>
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		<pubDate>Thu, 30 Aug 2007 10:17:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[istruzione]]></category>
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		<description><![CDATA[Molti i siti internet che offrono la possibilità di vendere e comprare testi usatiComodi e veloci nelle risposte, sono un buon punto di partenza per risparmiare I libri scolastici costano troppo?Quest&#8217;anno scambiateli in rete di DANIELE SEMERARO ROMA - Dopo le polemiche degli ultimi giorni sui rincari di libri e materiale scolastico, che quest&#8217;anno secondo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">Molti i siti internet che offrono la possibilità di vendere e comprare testi usati<br />Comodi e veloci nelle risposte, sono un buon punto di partenza per risparmiare</span></p>
<p><span style="font-weight:bold;">I libri scolastici costano troppo?<br />Quest&#8217;anno scambiateli in rete</span></p>
<p><span style="font-style:italic;">di DANIELE SEMERARO</span></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-acquisti/libri-usati-online/stor_11067071_53270.jpg"><img src="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-acquisti/libri-usati-online/stor_11067071_53270.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="font-weight:bold;">ROMA </span>- Dopo le polemiche degli ultimi giorni sui rincari di libri e materiale scolastico, che quest&#8217;anno secondo le associazioni che tutelano i consumatori si aggirano intorno all&#8217;11 per cento, genitori e studenti corrono ai ripari, e per cercare di risparmiare scelgono i mercatini dell&#8217;usato, presenti praticamente in ogni città, e le cartolibrerie che acquistano e rivendono testi.</p>
<p>In molti hanno iniziato, da giorni, ad &#8220;assaltare&#8221; negozi e bancarelle per cercare di trovare i libri usati nel migliore stato possibile, sopportando lunghe file, spesso sotto il sole cocente.<br />L&#8217;ultima frontiera degli acquisti intelligenti di libri scolastici quest&#8217;anno passa per numerosi siti internet. Comodi da consultare e veloci nel fornire risposte, possono essere un buon punto da cui partire per cercare i libri di testo per il nuovo anno. Effettuando una ricerca in rete e scrivendo ad esempio &#8220;libri scolastici usati&#8221;, sono moltissimi i siti che promettono nuove edizioni a prezzi scontati o libri usati &#8220;come nuovi&#8221;.</p>
<p>Uno dei più gettonati è Comprovendolibri.it, un vero e proprio mercatino dell&#8217;usato online con 350mila libri in vendita. Il sito non fa altro che mettere in contatto chi vuole vendere un testo e chi lo sta cercando. Chi vende dovrà compilare una scheda in cui dovrà indicare quante più informazioni possibile sul libro (titolo, autore, casa editrice, scuola in cui è stato utilizzato, codice Isbn e così via, in modo che sia più semplice da trovare) e lo stato in cui è conservato (ad esempio &#8220;come nuovo&#8221;, &#8220;mai usato&#8221;, &#8220;ben tenuto&#8221;, &#8220;copertina staccata&#8221;, &#8220;sottolineato a matita&#8221;, e così via).</p>
<p><span id="more-2486"></span></p>
<p>Chi, invece, cerca il libro dovrà semplicemente scegliere se effettuare una ricerca su tutto il territorio nazionale (e quindi farsi poi spedire i libri e pagarli con carta di credito), oppure restringere il campo solo alla propria provincia, in modo da risparmiare anche i soldi della spedizione. Stesso funzionamento per Libridea.it e Testiusati.com (qui è possibile indicare, nell&#8217;annuncio, anche il proprio numero di telefono), solo per citarne alcuni. La strategia migliore, sia per vendere che per acquistare, è ovviamente quella di consultare il maggior numero di siti anche più volte al giorno, perché sono in continuo aggiornamento e può capitare che un testo cercato di mattina sia disponibile (e magari già prenotato) di sera.</p>
<p>Oltre ai siti specializzati, tanti altri libri usati sono presenti su eBay e sui principali siti internet di compravendita. E per chi non avesse voglia di andare a scuola a ritirare la lista dei libri, l&#8217;Aie, l&#8217;Associazione italiana editori, ha pubblicato sul proprio sito (selezionando &#8220;Area Scuola&#8221;) la lista dei libri adottati per l&#8217;anno scolastico 2007-2008 in tutti gli istituti scolastici italiani.</p>
<p>(30 agosto 2007)</p>
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		<title>Torna il caro-scuola. Per libri e diari aumenti dell&#039;11%</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Aug 2007 15:37:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<description><![CDATA[La denuncia delle associazioni dei consumatori: le scuole ignorano i tetti di spesaMaglia nera a Napoli: alla media &#8220;Falcone&#8221; per i testi si spenderanno 394 euro Il salasso di libri, zaini e diarinel nuovo anno rincari fino all&#8217;11% Per evitare la stangata, meglio gli ipermercati e i mercatini del libro usato di DANIELE SEMERARO ROMA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">La denuncia delle associazioni dei consumatori: le scuole ignorano i tetti di spesa<br />Maglia nera a Napoli: alla media &#8220;Falcone&#8221; per i testi si spenderanno 394 euro</span></p>
<p><span style="font-weight:bold;">Il salasso di libri, zaini e diari<br />nel nuovo anno rincari fino all&#8217;11%</span></p>
<p><span style="font-style:italic;">Per evitare la stangata, meglio gli ipermercati e i mercatini del libro usato</p>
<p>di DANIELE SEMERARO</span></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-acquisti/caro-libri/stor_8843018_53270.jpg"><img src="http://www.repubblica.it/2006/09/sezioni/scuola_e_universita/servizi/scuola-acquisti/caro-libri/stor_8843018_53270.jpg" border="0" alt="" /></a><span style="font-weight:bold;">ROMA</span> &#8211; Le vacanze stanno ormai per terminare e per migliaia di genitori italiani si riaffaccia il problema dell&#8217;acquisto dei libri e del materiale scolastico. E anche quest&#8217;anno dalle ricerche delle associazioni che tutelano i consumatori emergono aumenti, nell&#8217;ordine dell&#8217;11 per cento circa, sia per l&#8217;acquisto dei libri che per il cosiddetto corredo scolastico (astucci, diari, zaini).</p>
<p>Un&#8217;indagine di Altroconsumo su 355 classi di 55 scuole medie a Milano, Roma e Napoli dimostra che, pur avendo il ministro dell&#8217;Istruzione Fioroni indicato un tetto di spesa di 280 euro per alunno, questo non venga quasi mai rispettato, con aumenti che possono arrivare anche a 394 euro, cifra che dovranno sborsare i genitori degli alunni che frequenteranno la sezione &#8220;D&#8221; della scuola &#8220;Giovanni Falcone&#8221; di Napoli. E proprio al capoluogo campano, con circa 300 euro di spesa media per la dotazione libraria (e di conseguenza uno sforamento dei limiti imposti dal Ministero) spetta la maglia nera. Un po&#8217; meglio a Milano e Roma, con 275 euro di spesa media. Inoltre, in una classe su quattro si spenderà di più di quanto si è speso lo scorso anno.</p>
<p>La ricerca mette poi in luce che a sforare il tetto di spesa sono poco meno della metà delle classi considerate, con una percentuale che sale al 65 per cento nel capoluogo partenopeo. Le classi che superano il tetto rimanendo al di sotto del 10 per cento (con una spesa fino a 308 euro) sono il 29 per cento, mentre quelle che superano i 308 euro sono 54 (quindi il 15 per cento del totale), di cui la maggior parte, ancora, a Napoli. Deludente anche il monitoraggio effettuato presso le scuole medie che l&#8217;anno scorso avevano sforato: 20 su 35 lo hanno fatto anche quest&#8217;anno.</p>
<p><span id="more-2463"></span></p>
<p>Il Ministero dell&#8217;Istruzione il 22 maggio scorso aveva fissato i tetti per la dotazione libraria per il 2007-2008, confermando sostanzialmente quelli decisi per il 2006: 280 euro per la prima media, 180 per la seconda, 124 per la terza. Il decreto permette uno sforamento dei tetti del 10 per cento, se quello che si paga in più viene poi recuperato gli anni successivi (situazione che però puntualmente poi non si verifica). I risultati dell&#8217;inchiesta, fa sapere Altroconsumo, sono stati inviati al ministro Fioroni &#8220;affinché provveda a rivalutare le scelte di manica larga degli istituti scolastici&#8221;, vigilando di più sulle adozioni dei testi.</p>
<p>I rincari non si fermano però solo ai libri di testo: secondo Federconsumatori quest&#8217;anno la spesa delle famiglie italiane per mandare i figli a scuola (considerati anche per astucci, zaini e diari) è cresciuta dell&#8217;11 per cento rispetto al 2006. A lievitare maggiormente sono i costi del corredo scolastico: gli accessori come quaderni e matite colorate incideranno, a seconda dell&#8217;età del ragazzo, fino al 7,2 per cento rispetto allo scorso anno. A far crescere i prezzi, come sempre, le pubblicità, che consigliano a ogni inizio d&#8217;anno di acquistare nuovi articoli, nonostante sia possibile nella maggior parte dei casi riutilizzare quelli dell&#8217;anno precedente.</p>
<p>Adusbef e Federconsumatori consigliano di effettuare le proprie spese presso i supermercati e gli ipermercati, dove il risparmio rispetto alle cartolerie può arrivare anche al 25 per cento. Per i libri, invece, dove possibile è sempre meglio comprarli usati: ormai ogni città ha il suo mercatino, e muoversi in tempo può portare a fare dei veri e propri affari.</p>
<p>(20 agosto 2007)</p>
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		<title>Fuori sede, casa senza ricatti. &quot;Così proviamo ad aiutarli&quot;</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2007 06:40:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Daniele Semeraro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repubblica.it]]></category>
		<category><![CDATA[affitti]]></category>
		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Università]]></category>

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		<description><![CDATA[Il servizio, gratuito, mette in comunicazione studenti e proprietari d&#8217;immobiliL&#8217;ente è frutto di un accordo tra Comune, Regione e associazioni di categoria &#8220;Così troviamo casa agli studenti fuori sede&#8221;A Roma nasce l&#8217;Agenzia degli affitti di DANIELE SEMERARO ROMA &#8211; Case fatiscenti, che non rispondono alle aspettative, lontane dagli atenei, con contratti di affitto in nero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-style:italic;">Il servizio, gratuito, mette in comunicazione studenti e proprietari d&#8217;immobili<br />L&#8217;ente è frutto di un accordo tra Comune, Regione e associazioni di categoria</span></p>
<p><span style="font-weight:bold;">&#8220;Così troviamo casa agli studenti fuori sede&#8221;<br />A Roma nasce l&#8217;Agenzia degli affitti</span></p>
<p><span style="font-style:italic;">di DANIELE SEMERARO</span></p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universita-affitti/universita-affitti/stor_5947520_58400.jpg"><img src="http://www.repubblica.it/2007/07/sezioni/scuola_e_universita/servizi/universita-affitti/universita-affitti/stor_5947520_58400.jpg" border="0" alt="" /></a>ROMA &#8211; Case fatiscenti, che non rispondono alle aspettative, lontane dagli atenei, con contratti di affitto in nero e prezzi folli. Come ogni anno sta per ricominciare, per gli studenti che frequentano l&#8217;università lontano da casa e i loro genitori, la caccia all&#8217;alloggio. Innumerevoli telefonate, giri da un capo all&#8217;altro della città con in mano il fedelissimo giornale degli annunci, consultazione di bacheche e di agenzie immobiliari. Un problema comune a tutta Italia, che però diventa una vera e propria emergenza a Roma, con più di dieci università tra pubbliche e private e una popolazione studentesca di oltre 275mila persone, di cui 83mila ogni anno alla ricerca di un&#8217;abitazione.</p>
<p>Un&#8217;emergenza che, almeno in parte, potrebbe essere risolta grazie all&#8217;&#8221;Agenzia degli Affitti&#8221;, un&#8217;iniziativa congiunta di Regione Lazio, Comune di Roma, Laziodisu (l&#8217;Azienda regionale per il diritto allo studio) e Consorzio polifunzionale Pegaso. Si tratta di un&#8217;agenzia immobiliare riservata esclusivamente agli studenti universitari e ai proprietari che vogliono affittare la propria casa ai fuori sede. Un luogo, dunque, dove s&#8217;incrociano domanda e offerta d&#8217;immobili e dove si offrono, grazie anche alla presenza delle associazioni sindacali di proprietari immobiliari e inquilini (Uppi, Sicet, Sunia, Unifit), consulenza e informazioni in merito ai contratti di locazione. Il tutto gratuitamente.</p>
<p>Il funzionamento dell&#8217;Agenzia è molto semplice. Lo studente fuori sede che sta cercando casa deve fornire all&#8217;ente i propri dati anagrafici, le informazioni sul ciclo di studi (con certificato dell&#8217;università attestante l&#8217;iscrizione) e tutte le caratteristiche che la casa dovrebbe avere: distanza massima dall&#8217;università, metri quadrati, fascia di prezzo, stanza singola o doppia. Addirittura, è possibile anche specificare la necessità di servizi aggiuntivi, come l&#8217;aria condizionata, il telefono, la linea Adsl. I proprietari, dal canto loro, devono fornire una documentazione dettagliata della casa che vogliono dare in affitto, indicando il numero di stanze, il numero massimo di inquilini, l&#8217;arredamento presente, i servizi a disposizione e, ovviamente, i limiti (come ad esempio solo uomini o solo donne o solo studenti non fumatori).</p>
<p><span id="more-2383"></span></p>
<p>Una volta inseriti nel database, sia gli studenti che i proprietari di case vengono poi ricontattati dall&#8217;Agenzia nel momento in cui viene trovata una corrispondenza. La graduatoria è stilata esclusivamente in base alla data di presentazione della domanda: non esistono, infatti, altri criteri (come ad esempio il reddito). L&#8217;agenzia, oltre a fare da intermediaria, offre anche altri servizi: grazie alla presenza in sede dei rappresentanti delle associazioni di categoria, i contratti vengono verificati uno per uno e, se necessario, viene offerta anche una consulenza di tipo legale. &#8220;Non possiamo fare ispezioni a sorpresa &#8211; spiega Claudia Zampetti, responsabile dell&#8217;Agenzia &#8211; ma in casi straordinari lo studente o il proprietario possono chiedere sopralluoghi. E se ci fossero problemi &#8211; continua &#8211; è nostra facoltà eliminare l&#8217;uno o l&#8217;altro dai database&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Agenzia, lo dicevamo, accompagna studente e proprietario fino alla firma del contratto, che avviene in sede. &#8220;Ormai affittare case in nero non conviene più&#8221;, spiega un rappresentante di un&#8217;associazione di proprietari d&#8217;immobili. &#8220;Assenza di contratto &#8211; continua &#8211; significa, ad esempio, andare incontro ad anni di cause giudiziarie nel caso in cui l&#8217;inquilino sia moroso. Ora, invece, con i nuovi contratti di locazione agevolati creati ad hoc per queste esigenze, affittare una casa anche per pochi mesi diventa davvero conveniente&#8221;. In effetti, questo tipologia di affitto, ancora poco conosciuto, permette di stipulare contratti di breve durata, di rientrare nel giro di poco tempo (se ce ne fosse l&#8217;esigenza) in possesso della propria casa e, soprattutto, di ottenere numerosi vantaggi fiscali. Regolati dalla legge 431/98 e da accordi territoriali, i contratti agevolati prevedono, per i proprietari, sconti del 40,5 per cento sul canone da denunciare sulla dichiarazione dei redditi, una riduzione dell&#8217;Ici (che a Roma si attesta al 4,6 per mille) e un&#8217;imposta di registro tagliata fino al trenta per cento. La nuova tipologia prevede poi, per i genitori, anche la possibilità di dedurre dalla dichiarazione dei redditi fino al 19 per cento della spesa. Senza dimenticare che i servizi offerti dall&#8217;Agenzia sono completamente gratuiti, andando così a eliminare i costi d&#8217;intermediazione.</p>
<p>Nata il primo giugno (un periodo relativamente tranquillo, prima del sicuro assalto che avverrà tra fine agosto e inizio novembre), in due settimane l&#8217;Agenzia degli Affitti conta già una ventina di appartamenti per un totale di 46 posti letto e 110 studenti iscritti. Sono già in progetto la realizzazione di un portale che permetta a studenti e proprietari di case di visualizzare in tempo reale su internet la domanda e l&#8217;offerta e l&#8217;introduzione di schede di soddisfacimento, che potranno essere utilizzate come parametro ulteriore per la classificazione degli alloggi.</p>
<p>Attualmente l’Agenzia, che si trova in via Ostilia 38 (zona Celio), è aperta il lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10 alle 13.30. Per informazioni si può scrivere all’indirizzo e-mail agenzia.affitti@laziodisu.it o chiamare il numero 06/49707657-8.</p>
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