Repubblica: raggiunto l'accordo, sciopero sospeso

Accordo raggiunto a Repubblica tra direzione, Cdr, Azienda. Al quinto giorno di sciopero le parti hanno trovato un’intesa che si svilupperà nei prossimi giorni attraverso una trattativa sui temi sollevati dai giornalisti.

Ecco il commento del Comitato di redazione: “Abbiamo segnato una svolta fondamentale nelle relazioni sindacali all’interno di Repubblica. Ed è una svolta che, per le sue caratteristiche, avrà riflessi straordinari anche sulla vertenza per il rinnovo del Contratto Nazionale di Lavoro”.

“Dopo giorni difficilissimi, la compattezza della redazione che ha sostenuto i sette giorni di sciopero, ha consentito di raggiungere un risultato che non ha precedenti nelle trattative sindacali. Per la prima volta, si apre un tavolo negoziale a tre, in cui il Direttore ha assunto un ruolo di primo piano non come mediatore, ma come giornalista e come protagonista della trattativa. Un negoziato senza alcuna pregiudiziale, senza alcun “veto”, sempre con la presenza attiva del Direttore (garante della trasparenza del metodo di confronto) e che prevede, in ogni sua fase (la prima inizierà giovedì prossimo) anche la parte economica e di benefici per la redazione, in una scaletta di priorità già fissata e calendarizzata. Inoltre, il negoziato – per accordo tra le parti – avrà tempi ravvicinatissimi. La trattativa potrà anche avere momenti futuri di contrasto duro, ma non dovrà mai uscire – secondo il protocollo d’intesa – dal principio generale che è tutto negoziabile e che si baserà sul reciproco rispetto”.

“Ora si apre una nuova fase: quella dei risultati concreti. Ognuno dovrà fare la sua parte secondo la sua responsabilità e il suo ruolo. L’impegno sottoscritto è quello della massima correttezza reciproca”. “L’azienda si è impegnata a confermare la prassi delle sostituzioni per lunga malattia, ritirando la precedente decisione contraria”.

Ecco il testo del Protocollo d’intesa:

Accogliendo l’invito del Direttore di Repubblica, preoccupato per il punto di difficoltà delle relazioni sindacali, il Comitato di Redazione e l’Azienda si impegnano ad entrare in una nuova stagione che ridefinisca positivamente i loro rapporti, a beneficio di tutti.

A tal fine, Azienda e Comitato di Redazione si impegnano ad un mutuo riconoscimento, nell’autonomia reciproca e negli ambiti, nei ruoli e nelle competenze proprie.

In particolare, l’Azienda riconosce formalmente il ruolo ed il peso dei giornalisti di Repubblica nello sviluppo del giornale e nella crescita di autorevolezza del marchio “Repubblica”, e dà atto dell’impegno e dei risultati giornalistici e di qualità raggiunti in questi anni.

Il Comitato di Redazione riconosce che una sana e corretta gestione amministrativa, come quella condotta dall’Azienda, è elemento di forza e di sicurezza oltre che garanzia nell’esercizio quotidiano del lavoro giornalistico e dà atto agli azionisti di aver sempre garantito la libertà del giornale e dei suoi redattori, un’indipendenza che fa parte della storia di Repubblica.

Da qui può nascere un quadro di relazioni nuovo, improntato ad uno spirito di reciproco rispetto che nulla tolga all’autonoma definizione delle diverse posizioni e alla difesa dei legittimi interessi che Azienda e Comitato di Redazione rappresentano.
Questo non eliminerà i contrasti e nemmeno il conflitto. Ma potrà incanalarli dentro uno schema condiviso di relazioni con la possibilità di affrontare preventivamente e nel confronto anche i passaggi più difficili.

Si tratta di una forte novità nel metodo, che potrà produrre risultati di sostanza. Ed infatti Comitato di Redazione e Azienda aprono subito – in questo nuovo quadro di rapporti – un tavolo di confronto negoziale, al quale per la prima volta prenderà parte anche il Direttore.

Nel nuovo schema di relazioni non entrano né le piattaforme, né i rifiuti del recente passato. Ma entrano – in una nuova dinamica di confronto – tutti i problemi che sono stati affrontati, senza alcuna esclusione pregiudiziale; oltre a tutti gli altri temi che fanno capo al Direttore e all’organizzazione del lavoro, con l’esclusione dei contenuti giornalistici, non disponibili né per l’Azienda, né per il Comitato di Redazione.

Si parte con una ricognizione comune – a tre – di tutti i problemi, per arrivare ad una gerarchia di urgenza e di importanza nell’affrontarli. Su questo si avvierà il confronto a tre con l’obiettivo comune di concludere il negoziato in tempi ravvicinati, e con la disponibilità di ognuna delle tre parti a mettere in gioco porzioni della loro potestà in cambio di risultati concreti e di una soluzione generale dei principali nodi del giornale.

Il Direttore si dichiara disponibile a ridiscutere tutta la tematica dell’organizzazione del lavoro. Il Comitato di Redazione si dichiara pronto ad affrontare i temi della mobilità interna, della produttività e della flessibilità del lavoro. L’Azienda si dichiara consapevole che alcuni di questi nodi, una volta risolti, avranno una necessaria ricaduta economica.

Questo nuovo schema di confronto rappresenta una svolta importante per il nostro giornale che non va dispersa, proprio perché può diventare la base per un nuovo sistema di relazioni interne.

Cdr Direzione Azienda

Repubblica, proclamato sciopero di sette giorni

I giornalisti hanno deciso di astenersi dal lavoro dal 16 al 22 aprile. Repubblica.it riprenderà le pubblicazioni il 23, il quotidiano sarà in edicola il 24.

Ecco il comunicato del Comitato di redazione:

Il Comitato di Redazione di Repubblica ha deciso sette giorni di sciopero dei giornalisti a partire da oggi, 16 aprile, fino a domenica 22. Il sito di “Repubblica.it” riprenderà dunque le pubblicazioni lunedì 23, il quotidiano tornerà in edicola da martedì 24.

Il Cdr comunica che alla base della protesta c’è la decisione dell’azienda di non procedere a sostituzioni di giornalisti assenti per malattia lunga, in quanto non previste dal contratto. Il Cdr inoltre contesta la decisione dell’azienda di respingere qualsiasi proposta di confronto sull’organizzazione del lavoro, come pure qualsiasi ipotesi di accordo aziendale. Inoltre, c’è sempre in piedi la vertenza per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei giornalisti, scaduto da oltre due anni.

Il Cdr di Repubblica con questa protesta intende sollecitare il coinvolgimento del mondo della politica, sinora apparso sostanzialmente assente – dice il sindacato – sui temi contrattuali della categoria.

Repubblica senza firme

COMUNICATO DEL CDR

Cari lettori, oggi troverete il vostro giornale sostanzialmente “spoglio” delle firme dei suoi giornalisti e dei suoi collaboratori. È una forma civile di protesta che la redazione di “Repubblica” (e con essa tutte le testate del Gruppo Espresso) ha deciso di attuare dopo l’ennesimo no degli editori ad avviare un tavolo di trattative per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro scaduto ormai da quasi due anni.

Si tratta di una prima risposta all’inaccettabile posizione della Fieg che tenta, evitando il confronto sul contratto e utilizzando nelle redazioni e nelle nuove iniziative forme spurie e non regolamentate di rapporti di lavoro, di mettere il bavaglio ai giornalisti e alla libera informazione garantita dalla Costituzione.

I giornalisti si sono dichiarati disponibili a trattare, senza alcun pregiudizio, l’intera problematica dell’editoria italiana, consapevoli delle incognite future di un settore in profonda trasformazione, ed è per questo che hanno partecipato, convinti, al tavolo sulla riforma dell’editoria. Ma allo stesso tavolo, governo e Federazione Nazionale della Stampa hanno ribadito che il cambiamento non poteva essere scisso dal negoziare anche un contratto equo, garantista e avanzato per la categoria. Agli editori interessa oggi soltanto allargare il fronte del precariato, avere mano libera nella realizzazione di tutte le nuove iniziative multimediali, ridurre drasticamente il costo del lavoro utilizzando forme contrattuali sostanzialmente fuori dalle normative vigenti.

Se da una parte chiedono al governo una riforma dell’editoria che fornisca loro anche congrui finanziamenti, dall’altra vogliono gestire le aziende editoriali senza alcun controllo e regole. Un solo esempio: chiedono più potere nell’INPGI, l’istituto di previdenza della categoria, che controlla l’operato delle imprese editoriali per quanto riguarda l’applicazione del contratto. Come dire: i controllati che vogliono diventare controllori di se stessi.

Il Comitato di redazione di Repubblica

Notte della ricerca da boom

da REPUBBLICA BARI – pag. IX

La magia della chimica, il restauro in diretta di un reperto con la tecnologia al laser: sul palco chimici e fisici
Esperimenti alternati da concerti hanno attirato fino alle 3 persone di tutte le età che solitamente non frequentano musei

di DANIELE SEMERARO

Migliaia di persone di tutte le età tra studenti, anziani e genitori con bambini hanno affollato il Politecnico di Bari aperto eccezionalmente, nella notte tra venerdì e sabato, fino alle tre. Organizzata dalla Commissione europea in contemporanea con altri trenta atenei, la Notte bianca dei ricercatori ha attirato da ogni parte della Puglia tante persone che solitamente non frequentano musei e mondo accademico. Il segreto? Un ampio cartellone di iniziative, dalle dimostrazioni scientifiche ai concerti. «Non ci aspettavamo così tanta gente – racconta ancora emozionato Roberto Sandulli, ricercatore di Biologia e membro del comitato organizzatore». «Siamo riusciti a mettere in piedi decine di eventi contemporaneamente pur avendo un budget abbastanza limitato di circa 20mila euro. Per questo ringraziamo i tanti ricercatori, studenti e docenti che, fino a tarda notte, si sono trattenuti negli stand e nei musei per rendere la scienza interessante al grande pubblico».

Tra gli eventi più seguiti La magia della chimica, uno spettacolo organizzato dagli studenti nell’ atrio centrale del Politecnico per mettere in luce il lato “umano” di atomi e molecole. Sul palco, poi, si sono avvicendati anche i fisici, che hanno presentato uno spettacolo sul restauro conservativo dei beni culturali: tramite una tecnologia laser hanno dimostrato che è possibile riportare allo splendore i reperti archeologici senza minimamente danneggiarli. Tra le conferenze, la più apprezzata è stata quella sulle ricercatrici, in cui è stato affrontato il tema della difficoltà di fare ricerca se si è donna. Poi, fino alle 2, spazio alla musica, con l’esibizione di gruppi emergenti e il concerto del pianista Davide Santorsola. In Puglia, oltre a Bari, sono stati coinvolti anche gli atenei di Foggia e di Lecce e la Lum.

REPORTAGE

Folla all’ osservatorio sismologico e intorno ai fossili: viaggio tra i visitatori del Museo della terra

Non sapevamo di tutti questi tesori, sembrava di essere nel mondo di Quark

«Vedere così tante persone interessate alla scienza ci riempie il cuore di gioia». Non poteva andare meglio, a detta di docenti e ricercatori, la Notte bianca della ricerca, con migliaia di persone che, in un orario insolito, si sono accostate a materie solitamente ostiche. «Frequento la facoltà di Lettere – racconta Anna – e sono venuta qui attirata dal concerto di Davide Santorsola. Poi mi sono imbattuta in un professore che spiegava l’evoluzione della terra e sono rimasta affascinata dalla materia». Tra i luoghi più visitati, il Museo della terra del dipartimento di Geologia e Geofisica ha fatto la parte del leone. Qui si sono riversate oltre quattrocento persone, accolte da studiosi e laureandi che li hanno guidati attraverso un percorso affascinante.

«Il bilancio è stato assolutamente positivo» commenta Nicola Venisti, uno dei ricercatori. «Fino all’una di notte continuavano ad arrivare persone e siamo rimasti colpiti soprattutto dal fatto che, tra le 18.30 e le 20, sono arrivate cinque scolaresche, segno di una certa sensibilità da parte di studenti e docenti». Tra le tante attrattive del museo c’era un osservatorio sismologico, dove un computer collegato alle cinque stazioni di rilevamento pugliesi (Bari, Castel del Monte, Altamura-Sgolgore, Pezze di Greco-Fasano, Monte Sant’ Angelo) offriva in tempo reale la possibilità di vedere i movimenti della terra. A disposizione dei visitatori anche le registrazioni di grandi eventi sismici, da quello di San Giuliano del 2002 a quello che ha scatenato lo tsunami del dicembre 2004. Grande attenzione, poi, per i macrofossili e per l’ enorme scheletro di balena risalente a un milione e 700mila anni fa ritrovato nel Canalone di Bari.

«Oggi – racconta Giovanna, insegnante di storia in una scuola media che ogni anno porta al museo i suoi ragazzi – sono venuta qui con mio marito e mio figlio, e come i miei alunni anche loro sono rimasti colpiti». «Sembrava di vedere dal vivo una puntata di Quark», aggiunge un’ ltra coppia con bambino al seguito. Grande pubblico anche al museo di Zoologia, pieno di persone che facevano domande sugli scheletri di vertebrati e le tartarughe marine. Presenze, quelle della notte bianca, che non sono nemmeno lontanamente comparabili a quelle delle normali giornate di apertura dei musei.

Molto soddisfatti i rettori dell’università di Bari, Giovanni Girone, e del Politecnico, Salvatore Marzano, per una serata diversa dal solito che ha offerto l’occasione a tantissimi, grandi e piccoli, di visitare i musei cittadini e capire l’importanza del lavoro degli “uomini di scienza”. «Ieri notte – spiega Girone – al campus c’era una quantità di gente mai vista prima. Speriamo che questo grande interesse verso musei e stand possa indurre i giovani a iscriversi alle facoltà scientifiche, che sono il vero motore dello sviluppo del Paese». «Il bilancio è straordinario – aggiunge Marzano – soprattutto per il coinvolgimento di grande parte della popolazione e dei tanti che, per la prima volta, si avvicinavano ai problemi della scienza. La chiave del successo è stata la semplicità di comunicazione».

I nuovi poveri? Il vicino di casa

da REPUBBLICA BARI – pag. V

In aumento il numero di coloro che non riescono ad avere i soldi nemmeno per il pranzo: “Ma abbiamo un aiuto”
La struttura vive di tanti benefattori che fanno offerte anonime, di chi porta vestiti usati e di chi compra provviste di cibo

di DANIELE SEMERARO

A Bari vecchia nella piazza della Cattedrale e a fianco alla chiesa di San Giacomo c´è una piccola porta in legno. Lì, il giovedì, il venerdì e il sabato si raduna, intorno a mezzogiorno, una piccola folla. È il popolo silenzioso e invisibile dei “nuovi poveri”, in fila per un pasto alla mensa della Caritas. Ormai, ogni giorno, non arrivano meno di 60, 70, a volte anche 80 persone. Il servizio a Bari è ben organizzato: oltre alla mensa di San Giacomo sono attive anche quella di Pio X (il lunedì), di piazza Garibaldi (il martedì e il mercoledì), del Sacro Cuore a corso Cavour e di San Nicola a Carbonara (domenica). La sera, invece, si può mangiare dalle suore di Madre Teresa.

Mezz´ora prima dell´apertura c´è già il pienone. I primi che arrivano, a turno, iniziano a predisporre i tavoli e le sedie, altri apparecchiano, altri, ancora, aspettano in una sorta di sala d´attesa. La formula della mensa è che per avere un pasto tutti devono collaborare, in una sorta di «cammino di rieducazione». L´ambiente è spoglio; sui muri sono affisse le regole di igiene e di comportamento, tra cui si legge, a caratteri grandi, «rispettare il prossimo». C´è chi chiacchiera, chi dorme, chi, ancora, scrive un sms con il cellulare. Già, perché i “nuovi poveri”, così li chiamano i volontari, sono persone assolutamente normali: sono madri e padri di famiglia, ragazzi che sono andati via di casa, anziani abbandonati dai propri figli, ragazze sole in attesa di un bambino. Persone che s´incontrano tutti i giorni per strada. C´è anche qualche extracomunitario, ma ormai sono in minoranza. «Tra di loro – racconta F., il volontario-capo della struttura – c´è anche chi ha un lavoro ma, a fine mese, è costretto a dare tutto lo stipendio alle finanziarie con le quali si è indebitato. C´è chi invece il lavoro non ce l´ha e chi, ancora, è stato salvato dal barbonismo domestico. Ogni giorno c´è una storia nuova».

Ore 12.30. Gli uomini (che sono in maggioranza) vengono fatti sedere nella sala più grande; le donne, una decina, in una stanza più piccola. Hanno il sorriso sulle labbra, non vogliono essere riprese ma sembra abbiano tanta voglia di scambiare quattro chiacchiere con qualcuno. Ci sono una mamma e una figlia, alcune ragazze, tante signore anziane che prendono il cibo e lo conservano in un contenitore che poi porteranno a chissà chi. «Mi raccomando – scherza una ragazza – niente fotografie altrimenti mio marito viene a sapere che sono qui». Due signore, invece, ricordano con commozione il trigesimo di una loro «amica» che si è celebrato alcuni giorni fa: «La cerimonia si è tenuta nella cappella della stazione. C´era gente dappertutto, gente come noi, sembrava scoppiare». Piccoli gesti che dimostrano un grande senso di solidarietà e amicizia reciproca.

Dopo una semplice preghiera i volontari iniziano a servire il pranzo: per primo pasta e lenticchie, per secondo mozzarella e pomodoro. Le porzioni sono abbondanti, non ci si può lamentare. All´interno della cucina, sistemato in uno spazio a cui gli ospiti non possono accedere, sono in dieci tra cuoche e camerieri. Alcuni sono pensionati, altri donano il tempo della pausa pranzo del lavoro. Sono gli “angeli” della mensa. «Ho cominciato 17 anni fa – racconta il capo della struttura – e per me si tratta di un vero e proprio cammino di fede. Credo che tutti dovrebbero, almeno una volta, provare: non si può sbandierare la pace nel mondo senza aiutare le persone in difficoltà che si trovano vicino a noi. Questa avventura arricchisce giorno dopo giorno».

A Bari vecchia in molti conoscono la mensa Caritas. Una signora viene a portare alcune provviste di cibo, e racconta: «Siamo orgogliosi di questa struttura, siamo orgogliosi di poter aiutare gli altri», e spiega che ogni giorno in tanti fanno a gara per poter cucinare e dare una mano. La mensa vive soprattutto di benefattori che fanno offerte anonime, di chi porta i propri vestiti usati e di chi, invece, offre provviste di cibo. A dare una mano, poi, anche il Comune e i servizi sociali.
Alle fine del pranzo qualcuno spazza per terra, qualcun altro lava i piatti. «Il nostro – conclude F. – è soprattutto un lavoro educativo, cerchiamo di far percorrere ai nostri amici un cammino di rieducazione per farli uscire definitivamente da questa difficile situazione. Il nostro successo è non vederli più qua». Nel primo pomeriggio, alla spicciolata, gli ospiti della mensa s´incamminano, silenziosi e invisibili, da dove sono venuti. Torneranno domani. Stesso posto, stessa ora.

Vietate le preghiere nelle classi. L'Udc attacca: "È terrorismo"

da REPUBBLICA BARI – pagg. I e IV

Il direttore Preneste Anzolin: nessuno ha protestato, questa è solo propaganda politica
Si trattava ormai di una consuetudine obsoleta e ai docenti ho chiesto solo di applicare la legge

di DANIELE SEMERARO

CROCIFISSO nelle aule scolastiche, è ancora polemica. Questa volta accade a Palagiano, in provincia di Taranto, dove il consigliere regionale dell´Udc Antonio Scalera ha denunciato il direttore della scuola materna e elementare “Giovanni XXIII” perché colpevole di aver tolto il simbolo cristiano dalle aule e aver cancellato la preghiera del mattino. Per Scalera si tratta di una «sopraffazione terroristica», lesiva dei diritti della maggioranza e del valore culturale e di vita della cristianità. Nella denuncia si legge anche che per protesta alcune famiglie avrebbero impedito ai figli di frequentare le lezioni.

«Macché polemiche», risponde infastidito il dirigente scolastico Preneste Anzolin. «Quella di Scalera è solo un´operazione per mettersi in mostra in vista delle prossime scadenze elettorali. La questione invece non sussiste, perché nella nostra scuola si applicano le leggi della Repubblica italiana. I crocifissi ci sono e sono rimasti nelle aule. L´unica cosa che è stata abolita – aggiunge – è la preghiera all´inizio delle lezioni, che qualche maestra ancora faceva».

«La mia opinione – prosegue il dirigente scolastico – è che in questo tipo di questioni bisogna sempre intervenire in punta di piedi, ma la pratica della preghiera prima di iniziare le lezioni è ormai obsoleta, si trattava di vera e propria stranezza. Per questo ho semplicemente cercato di far capire ai docenti che bisogna applicare la normativa: a prescindere dalla filosofia di vita di ognuno, nel lavoro bisogna attenersi alla legge».

«I crocifissi sono rimasti al loro posto e la preghiera è stata abolita: il direttore ha fatto bene, ha agito in base alla normativa». Così Nicola Colaianni, già magistrato della Corte di Cassazione e ordinario di diritto ecclesiastico all´università di Bari, commenta la vicenda. «Per quanto riguarda la preghiera del mattino – spiega – questa era prevista dalla Legge del 1955 sulla scuola elementare. Nel 1984, però, il ministero dell´Istruzione e la Conferenza episcopale hanno rivisto alcune norme del Concordato e hanno stabilito che le pratiche religiose non devono essere discriminanti. Per questo la preghiera prima delle lezioni non è più prevista».

Situazione diversa, invece, sul ruolo del crocifisso: «Un vecchio regolamento dell´epoca fascista sugli arredi scolastici – aggiunge Colaianni – prevede che questo venga esposto. Nel febbraio scorso, poi, il Consiglio di Stato aveva stabilito che il simbolo cristiano non deve essere rimosso dalle aule perché portatore di valori come tolleranza e rispetto reciproco, presenti anche nella nostra Costituzione. Una decisione che però è stata molto criticata in dottrina. A luglio, infine, la Cassazione ha stabilito che è competenza del Tar e del Consiglio di Stato fare piena luce sulla questione. Saranno i giudici amministrativi, dunque, a mettere la parola fine ai tanti processi in corso di genitori che vorrebbero il simbolo religioso fuori da scuole e licei. Per adesso, però, togliere il crocifisso è ancora contro la legge».

La Laterza anche di notte con i versi di John Giorno

da REPUBBLICA BARI – pag. XI

Oggi la prima volta a Bari del poeta della beat generation
L´intellettuale amico di Andy Warhol e William Burroughs alle 21 in libreria terrà un reading letterario inedito

di DANIELE SEMERARO

John Giorno torna in Puglia e inaugura, questa sera alle 21, il primo di una serie di incontri letterari alla rinnovata libreria Laterza di via Sparano a Bari. Durante la serata “beat”, l´autore newyorkese di origine pugliese (il padre era tarantino) presenterà il suo nuovo libro, La saggezza delle streghe (edizioni Stampa alternativa).

Il testo raccoglie i suoi ultimi poemi dal 1994 al 2004 e il pubblico avrà l´occasione di assistere ad un vero e proprio reading di poesia, una modalità declamatoria sorta e resa celebre proprio col beat. All´incontro parteciperanno anche Vito Amoruso, docente di Lingua e letteratura inglese all´università di Bari, il giornalista Francesco Monteleone e il poeta e traduttore Domenico Brancale. Nel corso della serata Mario Fiorentino proporrà una selezione di filmati del periodo beat e underground (dalla Factory di Andy Warhol ai Velvet Underground) con una selezione musicale a cura di Gianluigi Trevisi.

Domani sera alle 19, poi, John Giorno e Manlio Capaldi inaugureranno la mostra Wordsdrawing, allestita presso la Galleria Bonomo di via Nicolò dell´Arca. All´interno dell´esposizione sarà possibile scoprire disegni, acquerelli e inchiostri che l´artista barese Capaldi ha elaborato nel corso degli ultimi anni. I lavori sono caratterizzati dall´utilizzo di strumenti primari della tradizione artistica (carboncini e grafite su carte di riso, filigranate, fogli d´album). Si tratta di fogli di piccolo formato che costituiscono quasi delle lettere, in una sorta di dialogo in dittico realizzatosi simultaneamente fra i due autori durante i periodi del loro incontro.

Nato nel 1936, Giorno è uno degli ultimi sopravvissuti di una generazione di artisti che, dalla beat alla pop art letteraria, ha tenuto le redini delle avanguardie americane. Tra i suoi lavori più importanti, oltre alla fondazione di un cartello di artisti chiamato Giorno Poetry Systems, l´esperimento di comunicazione multimediale Dial-A-Poem e oltre 40 album su vinile e compact disc. Ha lavorato per anni con Andy Warhol ed è diventato famoso per essere stato il protagonista del film Sleep, in cui veniva filmato per oltre cinque ore durante il sonno. Il prossimo appuntamento alla libreria Laterza è fissato per il 27 settembre, quando Marco Travaglio presenterà il suo ultimo libro, Onorevoli wanted. All´incontro interverranno Stefano Costantini, caporedattore di Repubblica Bari, e il giurista Nicola Colaianni.

Un puma da giardino

da REPUBBLICA BARI – pag. XVI

Senza parole

di DANIELE SEMERARO

Si chiamava Kimba ed era trattata dalla sua padrona come un normalissimo animale domestico con cui giocare nei momenti liberi e da portare a spasso la sera dopo cena. Solo che non si trattava di un cane, né di un gatto: era un puma. È accaduto a Manduria. Qui gli agenti del locale commissariato di polizia hanno sequestrato un esemplare di quindici anni in una villa alla periferia della città. L´animale, un puma di montagna, era stato allevato da quand´era cucciolo dalla sua proprietaria, una donna di 44 anni, che lo teneva in una gabbia di dimensioni ridotte all´interno della villa. La scoperta è avvenuta durante un normale giro di ispezione del territorio, quando i poliziotti sono stati richiamati dai ruggiti del felino.

La donna, durante l´interrogatorio, ha anche ammesso di aver portato il puma a guinzaglio e di avergli fatto la toelettatura presso un centro per animali. Il felino, in effetti, si trovava in ottime condizioni di salute ma non era stato denunciato alla Prefettura e non aveva il certificato Cites (il servizio istituito nel 1973 dalla Convenzione di Washington sul commercio internazionale delle specie di fauna e flora minacciate di estinzione). In ogni caso, però, la detenzione dell´animale è vietata proprio a causa della sua pericolosità. Kimba ora si trova in un luogo sicuro all´interno dello Zoo safari di Fasano. Chissà se si trova bene con i suoi nuovi amichetti oppure se sente già nostalgia di casa e delle coccole della sua padrona.

La rivoluzione dei codici postali

da REPUBBLICA BARI – pag. VI

Novità anche per le strade di recente istituzione. “Servirà a velocizzare la consegna della corrispondenza”
Da oggi cambiano i Cap nei quartieri e nelle ex frazioni

di DANIELE SEMERARO

Rivoluzione nei Cap, i codici di avviamento postale. Da questa mattina, infatti, per oltre 79 comuni e 2400 frazioni italiane parte un piano di riorganizzazione che prevede l´entrata in vigore di nuovi codici di avviamento, in modo tale, spiega Poste italiane, «da ottimizzare la qualità del servizio di recapito in linea con i cambiamenti toponomastici e amministrativi avvenuti negli ultimi anni in Italia».
A Bari, che fino a ieri aveva sei diversi codici di avviamento (da 70121 a 70126), oggi se ne aggiungeranno altri 4: 70127, 70128, 70129 e 70131.

In particolare, i cambiamenti maggiori si registreranno in alcuni quartieri e frazioni del capoluogo pugliese, tra cui Carbonara (70131), Ceglie del Campo e Loseto (70129), Palese (70128), Mungivacca (70125), San Giorgio e Torre a Mare (70126), San Paolo e Santo Spirito (70127). Non è tutto: a essere modificati saranno anche i Cap di alcune strade della città, da viale Gabriele d´Annunzio (70128) a via Montello (70125), da piazza Giuseppe Garibaldi (70122 ma per un civico scatta il 70123) a viale Don Luigi Sturzo (70125), da via Modugno (70128) a via della Pace (70126).

Per ottenere l´elenco completo delle strade coinvolte, Poste italiane consiglia di rivolgersi al proprio ufficio postale oppure di chiamare il numero gratuito 803.160 o, ancora, di collegarsi al sito internet www.poste.it. I residenti delle zone interessate, in ogni caso, riceveranno entro poco tempo nella propria cassetta delle lettere un opuscolo informativo.

«Il Cap, che è stato istituito nel 1967 – spiega Domenico Mazzilli, della sede barese di Poste italiane – è un elemento fondamentale per il trattamento automatico della corrispondenza, sia nella fase di smistamento sia al momento della distribuzione finale a opera del portalettere. Il cambiamento odierno è strettamente legato all´utilizzo delle nuove tecnologie: la corrispondenza da tempo ormai viene ripartita con impianti automatizzati: più il codice di avviamento postale è preciso, minore tempo ci mette la lettera o il pacco ad arrivare».

Ma a cosa serve esattamente questo codice? Una volta ritirate le lettere da una buca, spiegano da Poste italiane, queste arrivano nel Centro di meccanizzazione postale (in Puglia si trova nella zona industriale di Modugno e smista tutte le lettere in partenza e in arrivo dalla regione e dalla Basilicata). Qui un lettore ottico legge su ogni busta il codice di avviamento (che sia scritto a mano o al computer sulla busta, non importa) e automaticamente la lettera prende la destinazione finale. L´uomo sostituisce la macchina solamente nel caso in cui il Cap sia scritto in modo scorretto o sia illeggibile. Una volta arrivata nel centro meccanizzato di destinazione, poi, accade la stessa cosa: un lettore ottico individua il Cap e indirizza la lettera verso la destinazione finale.

Scure dell´Asl sulle visite private. La Cgil medici: "Scelta sacrosanta"

da REPUBBLICA BARI – pag. VI

Mazzarella: una volta tanto d´accordo con il dg Domeniconi
“Sono anni che combattiamo questa distorsione”

di DANIELE SEMERARO

«Non sempre ci troviamo in sintonia con quello che dice e che fa il direttore generale della Asl Bari/4 Walter Domeniconi, ma questa volta non possiamo non congratularci con lui per la decisione che ha preso riguardo alla libera professione». È soddisfatto Antonio Mazzarella, segretario provinciale della Cgil medici, in merito al nuovo regolamento adottato dalla direzione sanitaria della Bari/4: i medici, tra i quali figurano molti primari, da ora in poi non potranno più ricevere i pazienti negli studi privati, ma dovranno farlo necessariamente all´interno delle strutture predisposte nelle aziende ospedaliere.

«La Cgil – spiega Mazzarella – da anni combatte questa distorsione dei medici che ricevono i pazienti nelle proprie strutture. Adesso entro un anno tutti si dovranno adeguare, perché l´intramoenia si potrà fare soltanto all´interno dell´azienda. Il nuovo regolamento – continua – risolverà per i medici i problemi derivanti dai costi di gestione. I pazienti, inoltre, saranno tutelati e non saranno più costretti a dover scegliere tra un´attesa di trenta giorni per una prestazione pubblica e di poche ore per una privata. Adesso ci auguriamo – conclude – che anche gli altri direttori generali facciano lo stesso».

Rischio chiusura della Rinascente: la Regione convoca i vertici aziendali

da REPUBBLICA BARI – pag. VI

Ricevuti i lavoratori. A metà gennaio la fine delle attività
La società ha venduto la licenza e l´immobile

di DANIELE SEMERARO

Continua il braccio di ferro tra sindacati e direzione della Rinascente per cercare di evitare la chiusura definitiva dello storico punto vendita di via Sparano, prevista per il 15 gennaio 2007. Nella trattativa è entrata anche la Regione Puglia che ha annunciato di voler chiedere ai vertici aziendali della Rinascente un incontro «per esaminare attentamente la situazione e tentare di risolvere la vertenza». La decisione è arrivata al termine di una riunione, svoltasi ieri, tra il vicepresidente della Regione, Sandro Frisullo, l´assessore al Lavoro, Marco Barbieri, e una delegazione di dipendenti del grande magazzino.

«La chiusura dei punti vendita di Bari e di Torino Grugliasco – accusano Cgil, Cisl e Uil – è molto grave perché stravolge le impostazioni e i progetti formulati a novembre dello scorso anno dall´amministratore delegato nell´ambito del piano industriale». I dipendenti da alcuni giorni sono in stato di agitazione e hanno proclamato uno sciopero per tutti i magazzini del gruppo per l´intera giornata di sabato 30 settembre. A Bari la società aveva annunciato alcuni giorni fa la vendita dell´intero palazzo e della licenza commerciale. Al posto della Rinascente, molto probabilmente, arriverà il megastore di abbigliamento H&M.

Ferito un operaio, condannati dirigenti dell'Ilva

da REPUBBLICA BARI – pagg. I e VI

Sentenza a Taranto per omessa vigilanza

di DANIELE SEMERARO

La seconda sezione del tribunale di Taranto ha condannato un dirigente di area, Roberto Pensa, un capo turno, Giuseppe Armentano e un capo squadra dell´Ilva, Giuseppe Ungaro, per lesioni ai danni di un operaio. Lo ha annunciato ieri il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Francesco Fiusco. Per il dirigente d´area la pena è di due mesi di reclusione, mentre per gli altri due imputati è di 40 giorni. Raffaele Lattarulo, l´operaio ferito in un incidente avvenuto all´interno dello stabilimento, si era costituito parte civile.

Secondo la ricostruzione fornita dal sindacato, il lavoratore, che era stato assunto all´Ilva con un contratto di formazione-lavoro, mentre entrava nell´abitacolo di una macchina operatrice chiamata bob cat, aveva toccato inavvertitamente il pedale di comando della benna (un apparecchio costituito da due grandi valve a cerniera apribili a comando che serve per rimuovere materiali), che si era innalzata schiacciandogli la testa. Il legale di uno degli imputati, spiega la Fiom, aveva chiesto inizialmente la condanna dell´operaio per falsa testimonianza. Per il sindacato, però, con la sentenza del tribunale «si afferma il dovere dell´azienda di proteggere il lavoratore innanzitutto dalla sua inesperienza, cosa che è stato accertato non essere avvenuta».

La decisione dei magistrati, aggiungono i rappresentanti della Fiom, «sembra contraddire il recente orientamento del giudice del lavoro di Taranto che, in una pronuncia, aveva avallato la decisione dell´Ilva di licenziare tre dipendenti in quanto colpevoli di essersi ripetutamente infortunati». Intanto lo Slai-Cobas di Taranto ha chiesto un incontro alla direzione dell´impianto siderurgico «per discutere di questioni molto sentite dai lavoratori», tra cui il ripristino della timbratura del cartellino alle portinerie, la rimodulazione dell´orario della mensa, «per consentire ai lavoratori normalisti di uscire alle 15», e il passaggio di livello automatico dopo cinque anni di permanenza al livello inferiore. «In caso di mancata risposta – rende noto lo Slai-Cobas – dal 26 settembre verrà indetto uno stato di agitazione con blocco degli straordinari, sciopero della mensa e presìdi».

Internet: lavoro, pace e sessualità le parole più ricercate dai pugliesi

da REPUBBLICA BARI – pag. XI

Viaggio fra i termini più gettonati su Google che vedono primeggiare Bari in Italia
I naviganti della rete regionali scelgono di cliccare sull’Inter e Sabrina Ferilli

di DANIELE SEMERARO

Cercano lavoro, ma anche informazioni sull’universo femminile, sulle tematiche della pace e sulle tradizioni della propria terra. Senza dimenticare calcio e celebrità. È la fotografia dei navigatori internet pugliesi, che è possibile scattare utilizzando un nuovo servizio offerto dal motore di ricerca Google: Trends. Google, il motore di ricerca più utilizzato in Italia e nel mondo, con 380 milioni di utenti al mese e oltre 15 miliardi di pagine web indicizzate, da pochi mesi permette, indicando un termine, di ottenere la città da cui questa parola è stata più richiesta dal 2004 a oggi. Non solo, approfondendo la ricerca è anche possibile ricavare, su scala temporale, i picchi di interesse per il termine.

La parola lavoro, ad esempio, in tutta Italia è cercata maggiormente proprio dagli utenti pugliesi. Sta a significare innanzitutto quanto la mancanza di un’occupazione sia uno dei problemi che più affligge la regione; non solo, evidenzia anche come al giorno d’oggi una delle strade più utilizzate per cercare lavoro sia proprio internet, tra siti che offrono la consultazione gratuita delle banche dati e la possibilità di inviare alle aziende il proprio curriculum in formato elettronico. Sempre collegati al tema dell’occupazione, la Puglia è prima anche per i termini guadagno, scommesse e povertà. I picchi della ricerca per questi argomenti si registrano sempre nei mesi di settembre e ottobre.

Anche i termini tipici che si riferiscono alla Puglia sono cercati prevalentemente dagli abitanti della regione: cozze in primis, ma anche orecchiette (numerose le ricette e i pastifici che offrono la vendita online), ulivi, trulli, masseria, grotte e Mezzogiorno, tutti gettonatissimi nei mesi estivi. Grande attenzione anche per i temi della femminilità, da sposa a donna, da mamma a matrimonio.

Per quanto riguarda la sfera sessuale, da sempre tra gli argomenti più gettonati su internet, a sorpresa gli utenti pugliesi sono quelli che cercano di più la parola sessualità (in rete Google propone siti di educazione sessuale, problemi di coppia, consigli e risposte degli esperti) con un picco molto alto nel primo trimestre 2005. Per il più banale sesso la Puglia è al secondo posto dopo la Campania. Nell’autunno scorso, nel periodo in cui l'”influenza dei polli” terrorizzava il Paese, il termine aviaria è stato ricercato maggiormente proprio dai pugliesi, che volevano maggiori informazioni sui sintomi della malattia e gli eventuali vaccini da acquistare.

Boom di richieste anche per la pace (poesie, articoli di giornale, canzoni, discussioni) e le problematiche legate ai disabili. Per quanto riguarda l’arte, invece, i pugliesi spiccano in Italia per il grande interesse verso la storia, le religioni, la danza, la letteratura, la radio e, a sorpresa, il crimine (con un picco altissimo a marzo 2005). Interesse particolare anche per i temporali, la natura e la macchia mediterranea.

A sorpresa, un termine prettamente milanese ha il primato in Puglia: l’Inter. La squadra nerazzurra è seguita di poco anche da altri due team del nord: la Juventus e il Milan. Tra i personaggi famosi, sempre molto cliccati sul web, la Puglia primeggia per la ricerca di Antonio Cassano, Al Bano, Domenico Modugno, Renzo Arbore, Raffaele Nigro ma anche Sabrina Ferilli. Boom di contatti per Letizia Moratti, Benedetto XVI, Paolo Bonolis e Eros Ramazzotti.

Google Trends permette anche, inserendo più termini insieme, di costruire dei piccoli “duelli”. E così, scrivendo Nichi Vendola e Raffaele Fitto si scopre che il presidente della Regione durante la campagna elettorale ha ricevuto il quadruplo dei contatti dell’avversario. Stessa cosa per le due squadre di serie B: il Lecce supera di gran lunga il Bari. Interessante anche la comparazione tra le cinque province pugliesi (la sesta provincia, Bat, non ha ancora raggiunto un numero di contatti tale da essere indicizzata in Google Trends): ebbene, Bari distacca tutti con il doppio dei risultati degli altri. Segue Lecce e poi, a poca distanza tra loro, Taranto, Foggia e Brindisi.

Cannoli alla tedesca

da REPUBBLICA BARI – pag. X

Senza parole

di DANIELE SEMERARO

Lo stand della Germania, nei pressi della Galleria delle nazioni, è uno dei luoghi più frequentati dalle migliaia di visitatori che affollano la Fiera del Levante di Bari. Soprattutto all’ ora di pranzo. All’ interno è possibile gustare, tutto il giorno e per pochi euro, il famoso mega-panino con wurstel e crauti. Quello che, per intenderci, va “domato” con due mani, stando attenti a non far scolare senape, ketchup e maionese sulla camicia bianca.

I tanti clienti che affollavano lo stand, oltre a enormi hot-dog e litri di birra, quest’ anno hanno potuto anche gustare un ottimo dessert. Strudel di mele? Torta di nocciole? Ciambelline di marzapane? No, niente di tipicamente teutonico. I dolci in questione erano cassate dal classico colore bianco e verde e cannoli ripieni di ricotta. Con tanto di ciliegina sopra.

Niente di strano, se non fosse che erano in bella mostra all’ interno dello spazio dedicato alla Germania. Cosa c’ entrassero cannoli e cassate non è dato saperlo. Forse una joint-venture dell’ ultimo minuto tra Palermo e Berlino con risvolti baresi? Emigranti tornati in Italia che avevano nostalgia della propria terra? Fatto sta che i dolci erano molto buoni e sono andati a ruba. Alla faccia di chi temeva che nei cannoli ci fosse la mayonese e nelle cassatine una crema ai crauti.