Ansa, quattro giorni di sciopero

Biancheri: “Il 15% dei giornalisti è in più”. E l’Ansa proclama 4 giorni di sciopero.

Il comunicato dell’Ansa:

Il Comitato di redazione dell’Ansa ha proclamato uno sciopero dei giornalisti dalle 15 di lunedi’ 28 alle 7,00 di venerdi’ 1 giugno. Il Cdr, in una nota, esprime “sconcerto, disappunto e preoccupazione per le dichiarazioni del presidente Boris Biancheri sui giornalisti dell’Ansa, sullo stato occupazionale dell’agenzia e sul contratto di lavoro dell’intera categoria”. “Dichiarazioni -prosegue la nota- che appaiono tanto piu’ allarmanti perche’ alla vigilia di un piano di ri-orientamento dell’Ansa e lasciano presagire, in presenza di risposte gia’ insoddisfacenti e dilatorie sul tema del turn over, un consistente taglio dell’occupazione del 15 per cento del personale giornalistico”.

“Il CDR –conclude la nota- ritiene che una trasmissione televisiva sia una sede impropria, che le dichiarazioni del presidente dell’Ansa, che e’ anche presidente della Fieg, siano inaccettabili nella loro estemporaneita’ , criticabili nel merito e incompatibili con un clima di relazioni sindacali corrette”.

Leggi anche il pezzo di Repubblica.it.

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  • LO SPECCHIO DEL GIORNALISTA E IL CONO D’OMBRA ITALIANO
    Giacomo Montana

    “Il Comitato di redazione dell’Ansa ha proclamato uno sciopero dei giornalisti dalle 15 di lunedi’ 28 alle 7,00 di venerdì 1 giugno. Il Cdr, in una nota, esprime “sconcerto, disappunto e preoccupazione per le dichiarazioni del presidente Boris Biancheri sui giornalisti dell’Ansa, sullo stato occupazionale dell’agenzia e sul contratto di lavoro dell’intera categoria”. “Dichiarazioni -prosegue la nota- che appaiono tanto più allarmanti perché alla vigilia di un piano di ri-orientamento dell’Ansa e lasciano presagire, in presenza di risposte già insoddisfacenti e dilatorie sul tema del turn over, un consistente taglio dell’occupazione del 15 per cento del personale giornalistico”.
    ……Fonte: http://dadiontheweb.blogspot.com/2007/05/ansa-quattro-giorni-di-sciopero.html

    Il giornalista può apparire un testimone imparziale, un osservatore cinico, un personaggio senza scrupoli travisatore, o un soggetto tutto servile, sottomesso al sistema e a qualsiasi comandante messo di turno. Si tratta di una categoria di lavoratori divisa in due gruppi: i venali intrallazzatori che sfruttano ogni occasione da cui trarre beneficio economico e i semplici, particolarmente disinteressati ai loschi interessi dei primi.

    E’ chiaro che i semplici ad un certo punto sono indotti a dovere protestare, per avere un trattamento economico dignitoso, chi invece già gode di trattamenti migliori, se non da favola, per motivi che si possono ben immaginare, a questo punto per mascherare la propria diversità, deve fingere di stare al gioco e si presta anch’esso ad aderire allo sciopero.

    A mio modesto parere, credo che quando un giornalista, per non dispiacere a qualche “amico politico” non pubblica un articolo, dal punto di vista deontologico della sua professione, è come se commettesse un furto alla cultura italiana!

    C’è da dire che i giornalisti sono anche molto legati a due differenti categorie di cittadini, coloro che prendono l’informazione come un sistema di partecipazione alla vita civile del Paese e altri che fanno parte del mondo degli affari, che utilizzano a proprio vantaggio le informazioni a loro utili, come mezzo di profitto da utilizzare sui mercati.

    Sappiamo tutti quanto beneficerebbe la cultura italiana con una vera informazione senza corruzioni, manipolazioni e censure, particolarmente di comodo. Invece accade che parecchi bellimbusti continuano ad impiantare false opere da maestri gonfiati, ma di fatto come conigli appartati.

    Nessuno di loro forse si chiede mai quanta popolazione distrugge, non facendo il proprio lavoro a regola d’arte e in modo davvero deontologico-professionale. Scrivere prevalentemente quello che fa comodo, ora a questo e ora a quello, trascurando gli interessi dei più sfruttati, emarginati, raggirati e indifesi è davvero quanto di più ignobile si possa esercitare in campo giornalistico.

    Gli aumenti di stipendio andrebbero concessi soltanto a coloro che intendono ossequiare la linea dell’informazione giornalistica trasparente e cristallina e non a coloro che da come mi è stato ampiamente dimostrato, sono solo da ritenersi dei servi “stendi tappeti” negli ambienti della politica.

    I giornalisti veri meritano seriamente un miglior trattamento economico per i loro inequivocabili esempi di carattere, d’indipendenza e soprattutto di dignità che contano più di qualsiasi furbizia, quella furbizia che qualcuno vuole persino fare passare come intelligenza, merito apparente sfruttato in inviate e avviate facili carriere.

    “L’assediante vizio di chi simula una professione che rientra in un servizio pubblico, distrugge i più deboli, come la tempesta in alto mare una vecchia imbarcazione” Giacomo Montana

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