La processione del Corpus Domini a Campobasso


Fai click sull’immagine per guardare le mie fotografie, scattate il 14 giugno 2009, su Flickr

Nel giorno del Corpus Domini sfilano per le strade di Campobasso, lungo un percorso rituale che inizia dal centro storico, le 13 Macchine dei Misteri, portate a spalla da circa 200 uomini. Sono macchine viventi costituite da una piattaforma di legno su cui è una ossatura metallica variamente conformata, sui cui terminali prendono posto i personaggi viventi che compongono un «quadro» nel quale le figure sembrano sospese nel vuoto.

Durante il percorso i portatori, con ritmo cadenzato dalla banda musicale, procedono velocemente; la disposizione particolare delle stanghe di sostegno (tre per ogni piattaforma) conferisce alle Macchine un movimento sussultorio di particolare effetto.

I Misteri, il cui termine nell’uso locale indicava «ogni tipo di apparato o di costruzione scenografica festiva che veniva approntato nelle chiese o nei luoghi intorno ad esse, in occasione di cerimonie religiose particolari», raffigurano scene ed episodi biblici e di vita dei santi: Isidoro, S. Crispino, S. Gennaro, Abramo, Maria Maddalena, S. Antonio Abate, l’Immacolata Concezione, S. Leonardo, S. Rocco, l’Assunta, S. Michele, S. Nicola, SS.mo Cuore di Gesù.

Le Macchine furono create nel 1748 dall’artista campobassano Paolo Saverio Di Zinno, (1718-1781), formatosi a Napoli; in questa città trasse probabilmente gli spunti per le figurazioni delle Macchine, dagli “apparati festivi mobili di concezione spagnolesca, che a Napoli durante il periodo vicereale ed oltre venivano costruite a ricordo durevole di particolari avvenimenti civili e religiosi” (Di Iorio). Nel 1805 le Macchine dei Misteri rimasero danneggiate dal terremoto; al loro restauro provvide Giuseppe Di Zinno, il secondogenito dell’artista.

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