L’Ordine dei Giornalisti: “No agli stagisti in produzione”. Ma ogni estate è la stessa cosa

Come ogni anno, il Comitato Esecutivo del Consiglio nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (evviva la burocrazia!) ribadisce che gli stagisti delle scuole di giornalismo “non possono essere utilizzati in alcun modo in produzione, né tanto meno impiegati al posto di personale mancante”. In pratica, gli studenti delle scuole che ogni estate vanno ad affollare le redazioni di tutta Italia possono solo limitarsi a “guardare” o sperimentare, senza però lavorare attivamente alla produzione di giornali, telegiornali, siti internet e così via.

Purtroppo ogni anno è la stessa storia e la regola non viene quasi mai rispettata. Tanti professionisti rimangono “a spasso” (io ne so qualcosa, visto quello che sto passando questo periodo) perché le aziende editoriali, invece di fare contratti di sostituzione per l’estate, preferiscono prendere manodopera a costo zero.

Siccome sono stato anch’io stagista, per diversi anni, e so quant’è importante imparare e iniziare a mettere un piede nelle redazioni… non sarebbe meglio prendere metà stagisti (che all’azienda non costano nulla) e metà professionisti? Quando le aziende editoriali italiane inizieranno a capirlo sarà troppo tardi. E i migliori cervelli – come sempre più spesso accade – saranno già all’estero ad arricchire con la propria cultura altri paesi.

PS: Il nuovo Quadro di indirizzi dell’Odg “dispone l’apertura di procedimenti disciplinari nei confronti di quei responsabili giornalistici – giornalistici??? – dai direttori ai capi settore, che utilizzino gli stagisti in maniera impropria”. Mah.

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