“Olivetti” in soffitta, per gli esami (da giornalista) arriva il Pc

Non potevano deciderlo un paio di anni fa? Anche se – ammettiamolo – scrivere e impratichirsi un po’ con la vecchia macchina da scrivere faceva molto Montanelli… Da quanto ho capito da questo comunicato, al candidato che si presenterà per sostenere l’esame scritto dell’Ordine dei Giornalisti verrà fornito un cd-rom (immaginiamo con una distribuzione ad hoc e “live” del sistema operativo Linux) che permetterà al computer solo di scrivere; poi il candidato salverà il proprio lavoro su un’apposita “pennetta” Usb. Non male come sistema. Speriamo solo non s’inceppi :).

(dall’Ansa)

Vecchia macchina da scrivere addio. Il personal computer sostituisce l”Olivetti” di un tempo e rivoluziona, dopo tanta attesa, l’esame per diventare giornalista professionista. Il Consiglio dei ministri ha infatti varato oggi, su proposta del Guardasigilli, Angelino Alfano, il provvedimento che modifica il regolamento della prova scritta e offre ai candidati la possibilità di cimentarsi con lo strumento aggiornato che li accompagnerà per tutta la carriera, siano essi nella redazione di quotidiano o alla radio o, ancora, in tv. L’aumentato numero di aspiranti – ben 816 nella sessione del 31 ottobre scorso – la difficoltà di trovare macchine da scrivere vecchio tipo, da anni fuori produzione, la necessità di adeguarsi a tecnologie diffuse ovunque, sono alla base della scelta di cambiare.

Dalla prossima sessione – sottolinea il ministero in una nota – la commissione consegnerà al candidato il cd-rom con il sistema operativo e la penna usb con il programma, dando modo al candidato di avviare il pc con cui si dovrà presentare all’esame e che potrà essere usato unicamente per scrivere, senza poter essere di supporto alle conoscenze dell’esaminando perché privo di memoria o collegamento alla rete internet. Completata la redazione dei tre testi previsti per lo scritto il candidato consegnerà alla commissione il cd e la penna usb che gli erano state assegnate per consentire di stampare l’elaborato che verrà quindi messo in busta chiusa per non essere in alcun modo riconoscibile prima della correzione.

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