Pensieri sconnessi dopo la visione de “Il Grande Sogno”

Dopo aver visto “Il Grande Sogno” di Michele Placido, film ambientato durante gli anni della contestazione studentesca del ’68, continuo a pormi – sempre più – diversi interrogativi sull’Italia di oggi.

 


 

Dove sono finiti i valori e gli ideali per i quali, fino a quarant’anni fa, i miei coetanei si battevano?

Che ce ne facciamo di film come questi, (vedi Videocracy, per citare un’altra pellicola di questo periodo) se poi l’opinione pubblica non cambia mai e si continuano a guardare i vari X-Factor, Grande Fratello, Tg1 e Tg5, che annebbiano le menti ed eliminano i reali problemi del Paese?

Perché si continua a permettere a Berlusconi e ai giornalisti a lui compiacenti (vedi Vespa) di sfruttare il dolore della povera gente (vedi terremoto e fantomatica consegna delle prime case in diretta Tv) per fare propaganda?

Perché dobbiamo vergognarci, come italiani, a ogni uscita pubblica del nostro presidente del Consiglio?

Perché ancora nessuno (praticamente nessuno) parla dell’incredibile conflitto d’interessi economici che si sta creando con le tante alleanze politiche e finanziarie tra il gruppo Fininvest e la Libia?

E soprattutto: perché non c’è nessuno che fa una vera opposizione? Perché non c’è una forza credibile, capace di prendere in mano la situazione?

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