Stazione Termini, scene di ordinaria follia

Chi frequenta la metropolitana di Roma sa bene che da diversi mesi ormai cambiare da una linea all’altra alla stazione Termini è un’odissea. Tutta “colpa” dei lavori di ammodernamento della stazione, che sono fondamentali ma che obbligano i poveri passeggeri a farsi il segno della croce prima di intraprendere il tanto temuto “cambio di linea”. Nei corridoi già stretti e angusti si mischiano tutti i passeggeri che proseguono verso tutte le direzioni, i sensi di marcia cambiano in continuazione, le scale sono un vero e proprio cantiere e a volte ci si mettono anche 10 minuti per andare da una parte all’altra, tutti stretti e compressi.

Oggi pomeriggio l’incredibile. Durante l’ora di punta i passeggeri della linea A – tra questi c’ero anch’io – si sono trovati davanti a una situazione surreale: a Termini non si poteva uscire dal treno. In pratica, di quattro scale mobili che permettono l’uscita dalle banchine ne funzionavano soltanto due, che però non riuscivano ad assorbire tutti i passeggeri in arrivo sia dalla direzione Anagnina che da Battistini.

Risultato: un fiume di gente compressa sulle banchine che non sapeva dove andare e interminabili minuti di attesa per poter uscire dai tunnel e quindi “evadere” dalla difficile situazione. E se qualcuno si fosse sentito male? E se qualcuno avesse avuto una crisi di panico per l’eccessivo affollamento? Di controllori e vigilanti, ovviamente, neanche l’ombra. E Roma sarebbe candidata alle olimpiadi del 2020?

Le immagini che sono riuscito a scattare non riescono neanche lontanamente a mostrare il panico e il disagio.

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