Adsl, l'Italia ancora sotto la media europea

Ieri si è tenuta a Roma l’annuale relazione dell’Agcom, l’Autorità garante delle telecomunicazioni. Oltre a parlare di telefonia e digitale terrestre, il presidente Calabrò si è soffermato anche sull’accesso alla rete e sul problema del digital divide.

Nella relazione, in particolare, si evidenzia un “rafforzamento della componente dati e una decisa crescita della banda larga sia come abbonati che per capacità trasmissiva, con una crescente attenzione ai contenuti video”.

Ma non è tutto oro quello che luccica. In particolare, gli accessi alla banda larga nel 2006 “hanno raggiunto quota 8,4 milioni e nel primo trimestre del 2007 si registra un’ulteriore crescita di circa 550mila accessi”, ha spiegato Calabrò, aggiungendo che si tratta di un andamento che “pone comunque l’Italia al di sotto della media europea”. Nella relazione, infine, è stato anche evidenziato come nella banda larga “siamo ancora indietro”, mentre sul Wimax “lo Stato si tiene troppe frequenze e ne limita lo sviluppo”.

Notizie che in realtà sapevamo già. Che vengano evidenziate nella sempre attesa relazione annuale dell’Agcom, in ogni caso, fanno ben sperare per il futuro, auspicando che le aziende italiane (Telecom in primis) e le autorità statali e locali facciano il massimo per annullare il fastidiosissimo gap in termini di accesso alla banda larga che c’è tra città e piccoli paesi.

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