E ora la Cina se la prende pure con le mappe online

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Non bastano le denunce e gli articoli dei blogger e giornalisti di tutto il mondo contro la censura cinese e le grandi chiusure condite da piccole aperture, da parte del governo di Pechino, nei confronti di internet e dell’occidente. Questa volta la Cina se la prende, addirittura, con i servizi di mappe online.

Per preservare l’integrità del Paese e i segreti di stato, infatti, il governo di Pechino ha annunciato di aver aperto un’inchiesta nei confronti di Google e Sohu, titolari di due tra i più importanti siti di mappe online.

Secondo quanto riferito da Min Yiren, vice capo dell’Ufficio statale per la mappatura e i sondaggi, le autorità vogliono eliminare le mappe online che disegnano in modo errato i confini cinesi o che rivelino segreti militari. Secondo fonti governative, l’inchiesta, iniziata in aprile, continuerà almeno fino alla fine dell’anno.

Secondo Min ci sarebbero cinque principali aree d’interesse all’interno delle quali bisognerebbero rivedere i confini statali e soprattutto dalle quali bisognerebbe eliminare i territori contesi: tra questi Taiwan, le isole Spratyls e Paracels nel Mar cinese meridionale e le isole Diaoyu, nel Mar cinese orientale.

Addirittura, secondo il governo cinese ci sarebbero, addirittura, oltre diecimila servizi illegali di mappe online che andrebbero adeguate al volere di Pechino.

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