E tu, ti senti male interpretato?

Sta facendo discutere una ricerca di Kristin Byron, docente alla Whitman School of Management dell’Università di Syracuse, New York, e ripresa dalla Reuters, secondo cui spesso il vero significato delle e-mail non “arriva” al destinatario. Il fatto che non esiste la possibilità di fare gesti, usare il linguaggio del corpo e le espressioni facciali, si legge nella ricerca, rende soggetti i messaggi di posta elettronica a facili incomprensioni.

“Le emozioni – aggiunge la professoressa – potrebbero essere facilmente essere espresse attraverso particolari tecniche di punteggiatura… queste, però, rischiano di confondere ulteriormente il messaggio. L’uso di punti esclamativi, asterischi o lettere maiuscole, la lunghezza del messaggio e persino le emoticon: si può utilizzare tutto per comunicare o comprendere le emozioni. Tuttavia, tutti questi segni possono risultare anche ambigui nella comunicazione e pertanto possono essere male interpretati”.

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