La miniera d'oro di Second Life

C’è chi ha lasciato il lavoro reale per dedicarsi solo a quello virtuale. C’è chi lavorava in banca per duemila euro al mese e ora ne guadagna il triplo vendendo vestiti e palazzi. Virtuali, ovviamente. Che Second Life fosse una miniera d’oro ormai non è più una novità. Ma fino a che punto ci si può arricchire giocando? A rispondere alla domanda è un’interessante inchiesta di Business Week, secondo cui il numero di residenti di Second Life che guadagna più di cinquemila euro al mese negli ultimi anni si è quadruplicato.

L’attività sicuramente più redditizia, spiegano dai Linden Labs di San Francisco (gli ideatori del gioco), è quella edilizia: il primo paperone della storia di SL è stato infatti Ailin Graef che ha costruito un impero sul cemento. Ma sono in ascesa anche le carriere di disegnatore di vestiti, avatar, accessori e animazioni.

Tra i paperoni segnaliamo Anshe Chung, che si occupa di vendite e affitti di immobili: conosciuta col nome di Rockfeller, ha guadagnato recentemente oltre un milione di dollari. C’è poi chi si è arricchito facendo il consulente di marketing, come Rueben Steiger (nel solo 2007 ha previsto sei milioni di dollari in guadagni) o chi invece ha fatto della sua passione di disegnatore un’imponente fonte di reddito, come Alyssa LaRoche. Partita come disegnatrice di vestiti e organizzatrice di party, ora aiuta le aziende (reali) che vogliono aprire un loro spazio su Second Life, guadagnando tra i trentamila e i centomila dollari (reali) per vestiti o palazzi.

E poi, ovviamente, non poteva mancare una delle industrie storicamente più redditizie, quella del porno. Kevin Alderman, ideatore di giochi per adulti e case chiuse ha venduto su eBay il quartiere (virtuale) a luci rosse di Amsterdam per 50mila dollari (reali). State pensando di cambiare lavoro?

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