Usa, rubati (altri) due milioni di dati medici

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Ennesimo furto d’identità negli Stati Uniti. Questa volta siamo alle prese con il furto di due milioni di dati medici e sanitari avvenuto nella facoltà di Medicina dell’università di Miami. Secondo una prima ricostruzione sei nastri magnetici utilizzati per il backup sarebbero stati rubati a marzo (ma la notizia è uscita solo qualche giorno fa) da un camion che li stava trasportando da un edificio all’altro.

Secondo quanto riferito da Jaqueline Menedez, vice-responsabile delle comunicazioni dell’ateneo, il veicolo della società Archive America Ltd. è stato letteralmente assaltato da un gruppo di ladri (un po’ come succede, di solito, per i furgoncini blindati) ben organizzati che sono andati dritti all’obiettivo, rubando solo le valigette che contenevano i sei nastri.

Le autorità universitarie hanno rassicurato che non trasporteranno più, per il momento, nastri di backup fin quando la situazione non sarà chiarita. Ma perché è così grave che siano stati rubati dei dati medici?

Perché purtroppo, all’interno c’erano nomi, cognomi, indirizzi, numeri di telefono, numeri di sicurezza sociale e informazioni sulla salute dei pazienti ricoverati nella struttura dal 1999 ad oggi; inoltre, c’erano anche informazioni finanziarie (assicurazione, carta di credito, reddito, etc) di circa 47mila (!) pazienti.

Queste informazioni potrebbero essere utilizzate in molte maniere, dal fare pubblicità ai medicinali fino all’utilizzo dei numeri di carta di credito per frodi online. In ogni caso, spiegano gli esperti, i nastri di backup sono protetti da algoritmi di compressione difficili da decifrare, e nel frattempo tutti i pazienti sono stati avvertiti, in modo da bloccare le proprie carte di credito e sporgere denuncia.

E pensare che la pratica di trasportare fuori dall’università i nastri di backup è stata intrapresa già da qualche tempo per evitare che questi venissero distrutti a causa di disastri naturali come uragani, terremoti e incendi.

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