Dall’università di Pisa uno studio innovativo per evitare gli ingorghi sulla rete

Quando progetti e studi italiani raggiungono l’eccellenza e suscitano clamore nel mondo scientifico internazionale è sempre un piacere parlarne. Accade all’università di Pisa, dove uno studio coordinato dal professor Stefano Giordano (docente di Telecomunicazioni del dipartimento di Ingegneria dell’informazione) è stato premiato nel corso dell’International Conference on Communications 2008 di Pechino. Lo studio è tutto incentrato ad avverare il sogno di ogni operatore di rete. Quale? La possibilità di “saltare gli ingorghi telematici della rete nel trasferimento dei dati, stimando i punti critici dei sistemi trasmissivi”.

Il lavoro dell’équipe toscana è stato scelto come “Best paper awards” insieme al altri dieci progetti tra oltre tremila lavori presentati nel corso del congresso delle telecomunicazioni organizzato dall’Institute of Electrical and Electronic Engineers. Focus del lavoro, dunque, la possibilità di riuscire a stimare i punti critici dei sistemi trasmissivi saltando le informazioni di network management degli apparati della rete stessa.

Lo studio, spiegano dall’ateneo toscano, è intitolato “PingPair: a lightweight tool for measurement noise free path capacity estimation“, ovvero “come fare la Tac alla rete e individuare i suoi punti malati studiandola, per così dire, dall’esterno e senza avere accesso alla stanza dei bottoni”. Si tratta di un importante progetto: conoscere i punti critici della rete, infatti, equivale a regolare il traffico in maniera ottimale, il che per gli operatori “può significare servizi migliori e in crescita, un numero maggiore di clienti, riduzione di costi legati alla gestione delle problematiche tecniche, fatturati in lievitazione”.

“Fissato un percorso di rete – ha spiegato il professor Giordano – è di grande interesse per gli operatori riuscire a stimare il punto più strozzato, senza naturalmente poter confidare su informazioni di network management degli apparati della rete stessa”. Complimenti dunque al team di lavoro dell’università di Pisa; come sempre vi terremo informati sugli sviluppi di questa interessantissima tecnologia.

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