I (primi) 15 anni del termine “spam”

→ D@di per Geekissimo.com

Non tutti gli anniversari sono belli da ricordare, e quello di cui parliamo oggi ricade certamente in questa categoria. Stiamo parlando del termine“spam”, la posta elettronica indesiderata, che in questi giorni sta compiendo quindici anni di “onorata” attività. Il termine sembra sia stato coniato da Joel Furr, amministratore di un gruppo di discussione Usenet per riferirsi, appunto, a un messaggio pubblicitario.

Il primo vero e proprio messaggio di spam (quando ancora non si chiamava spam) è stato inviato, però, nel 1978 da un rappresentante marketing di un’azienda di computer a tutti gli utenti Arpanet della West Coast Usa. Nella mail si invitavano gli utenti a partecipare a un “open day” durante il quale l’azienda avrebbe mostrato i propri prodotti. Da quel momento, e soprattutto da qualche anno a questa parte, il trend è salito esponenzialmente, tanto che ad oggi sembra che circa il 90 per cento di tutti i messaggi e-mail scambiati ogni giorno (si tratta di miliardi di missive) faccia parte di questa categoria.

E basti pensare che circa 200 spammer sono esponsabili dell’80 per cento delle mail in circolazione! Una piaga che oltre a infastidire l’utente finale, blocca mail server, rallenta le reti, infetta computer di milioni di persone con virus, facendo diventare centinaia di utenti internet degli utenti delusi dal mezzo. Un mezzo meraviglioso, che permette alle persone di mettersi in contatto tra loro da un lato all’altro del globo, che però deve sopportare un problema di fronte al quale, al momento, non c’è soluzione.

Basti pensare che fino a poco tempo fa i messaggi e-mail provenivano prevalentemente da persone di cui ci si poteva fidare; ora con i furti di personalità non ci si può fidare nemmeno della propria casella di posta. E nel futuro, cosa dobbiamo attenderci? Secondo gli esperti non ci sono dubbi: è irrealistico pensare di bloccare del tutto lo spam perché la tecnologia antispam avanza, ma purtroppo avanza anche la tecnologia che permette di “fregare” gli antispam.

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