Ti sei mai “sballato” con la “cyber-droga”? Secondo la Guardia di Finanza si tratta di un fenomeno molto pericoloso

L’ultima moda del momento? Secondo molti giornali e soprattutto secondo la Guardia di Finanza sarebbe la “cyber-droga”. Si tratta di file mp3 contenenti particolari onde sonore (comprese tra i 3 e i 30 Hertz, ovvero le frequenze percepite dal cervello umano) in grado di innescare le più diverse reazioni e sollecitare in maniera intesa l’attività cerebrale. Secondo la Guardia di Finanza, che ha annunciato di monitorare, da tempo, un fenomeno che potrebbe rapidamente dilagare, sarebbero già centinaia le pagine Web dedicate a questo sballo con migliaia di appassionati che si scambiano impressioni e consigliano modalità e tecniche di somministrazione. Tra i siti più gettonati (ma per carità, statene alla larga!) ci sarebbe www.i-doser.com.

A differenza delle “normali” cocaina ed eroina, il cyber-sballo è accessibile a tutti e i file sono scaricabili gratuitamente o comunque dopo il pagamento di una piccola cifra di denaro. Il capo del Nucleo Speciale della Guardia di Finanza che si sta occupando della problematica, Umberto Rapetto, ha spiegato all’agenzia Ansa che ci sono particolari onde, come le onde alfa (dai 7 ai 13 Hertz), ad esempio, che hanno un potenziale effetto rilassante, ma ce ne sono altre che ottengono l’effetto opposto, cioè euforizzante o eccitante. Addirittura, all’estero questo particolare tipo di ultrasuoni viene utilizzato dalle forze dell’ordine per “calmare gli animi” in situazioni complicate; inoltre, sembra che l’uso di questa tecnica sia “documentato storicamente anche in campo militare”.

Non tutti, ovviamente, credono nella potenza di questo nuovo tipo di droghe. Secondo il neurofarmacologo Felice nava, direttore del Comitato scientifico nazionale di Federserd, “non ci sono studi scientifici o report anche aneddotici che possano far pensare che alcune musiche possono determinare fenomeni neurobiologici del tutto simili a quelli prodotti dalle più pericolose sostanze d’abuso”. Secondo il neurofarmacologo, insomma, si tratterebbe esclusivamente di una trovata commerciale “ideata da astuti e loschi personaggi, con il solo scopo di arricchirsi sfruttando la credulità e la voglia di sballo a ogni costo di alcuni ingenui giornali cibernauti”.

Sarà: in ogni caso secondo altri, invece, le “cyber-droghe sono destinate ad avere una diffusione di massa e non è escluso che in futuro i programmi si perfezionino e le droghe virtuali diventino più potenti”. Secondo Daniele La Barbera, direttore della clinica psichiatrica dell’università di Palermo, le droge virtuali non hanno lo stesso effetto su tutti i consumatori, ed è quindi impossibile, per ora, dire se queste causino dipendenze. Non ci sono, insomma, casi su cui basarsi e probabilmente non c’è nemmeno un vero alto livello di pericolosità reale. Eravate a conoscenza di questa “nuova moda”? E secondo voi ci sono possibilità che diventi la droga del futuro? Io sono assolutamente scettico.

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