E gli studenti riscoprono la radio. Dall'Fm al Web, i network di ateneo


Ascoltate da migliaia di ragazzi: un boom in tanti atenei. E ieri il via all’ultima nata da un accordo tra “La Sapienza” e la Rai. Il caso storico di Siena

E gli studenti riscoprono la radio
dall’Fm al Web, i network d’ateneo

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Ne nasce una quasi ogni mese e sono ascoltate, ogni giorno, da migliaia di ragazzi in tutta Italia. Sono le radio di ateneo, realizzate spesso all’interno dei corsi di laurea in comunicazione. Negli ultimi anni, dopo un periodo di stallo, la radio ha ricominciato a far parte della vita di tutti i giorni dei giovani. E allora, si sono chiesti in tanti, perché non creare delle radio fatte dagli studenti per gli studenti? Le difficoltà nell’avere a disposizione un’intera frequenza Fm 24 ore su 24 sono ormai state superate, nella maggior parte dei casi, tramite accordi con radio locali per avere qualche ora di trasmissione o con le web radio: queste ultime sono le più gettonate, perché con un computer e un investimento minimo è possibile creare una vera e propria emittente.

Il panorama italiano delle radio d’ateneo è talmente vasto che a maggio a “Radioincontri”, il festival della radio di Riva del Garda, si è tenuto addirittura un congresso dal titolo “Università on air”. Andiamo ora a vedere quali sono le principali e più attive radio universitarie italiane. A cominciare dal nastro tagliato ieri a Roma, alla presenza di rettore e presidente della Rai.

Radio Sapienza (Roma). Radio Sapienza nasce da un accordo tra la Rai e la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma. Le trasmissioni, che inizialmente partiranno sul web, andranno in onda anche su un canale Fm. Le attrezzature saranno fornite da Radio Rai, che offrirà non solo il know-how tecnologico, ma anche l’accesso all’archivio storico “Radioscrigno”. Gli studenti di Scienze della Comunicazione, invece, saranno i protagonisti, e cureranno palinsesti e programmi dalla redazione alla messa in onda. “L’accordo stipulato tra La Sapienza e la Rai è un accordo tra grandi realtà di massa”, ha detto ieri durante la presentazione dell’iniziativa il direttore di produzione di Radio Rai Francesco De Domenico. “Siamo due realtà totalmente affini, servizio pubblico e servizio di formazione”, gli fa eco il preside di Scienze della Comunicazione Mario Morcellini, che sottolinea come creare un network culturale reciproco sia un patrimonio importante soprattutto per i giovani. Pur essendo l’ultima arrivata nel panorama delle radio universitarie, l’iniziativa della Sapienza è unica nel suo genere proprio perché si avvale dell’esperienza della Rai.

Facoltà di Frequenza (Siena). La prima e più importante radio italiana interamente gestita dagli studenti è “Facoltà di Frequenza” dell’Università di Siena. L’emittente – organizzata come un vero e proprio network – è unica in Italia perché va in onda tutti i giorni, oltre che su Internet, anche su una frequenza Fm (99.40 Mhz, nell’area di Siena e provincia). Il progetto, sperimentato fin dal 1998, è partito nel 2000 da un’idea di un docente, Maurizio Boldrini, che ha creato un laboratorio di comunicazione fatto dalla comunità universitaria per la comunità stessa, con informazione, approfondimenti culturali, notiziari di servizio per la comunità e intrattenimento. Il tutto realizzato totalmente dagli studenti. “Noi siamo parte di un’entità universitaria – spiega Mattia Nocchi, 26 anni e una laurea in Scienze della Comunicazione, che da semplice studente è diventato il direttore dei programmi della radio – e i contenuti e le trasmissioni hanno una duplice funzione: quella di parlare alla comunità studentesca, di informarla, e quella di far partecipare la comunità alla radio.
In questi 5 anni oltre 400 studenti si sono avvicendati al mixer e al microfono – spiega – e i nostri programmi piacciono anche perché puntano sempre a un pprofondimento culturale, elemento spesso mancante nelle altre emittenti”. La radio vanta ben otto notiziari di servizio e locali al giorno con finestre informative sull’attualità dall’Italia e dal mondo. Punto forte sono anche le tramissioni musicali, nelle quali gli studenti possono dar vita alle loro propensioni: la musica che viene trasmessa è infatti alternativa rispetto alle altre emittenti, e c’è un rapporto costante con la scena della musica indipendente italiana, degli artisti emergenti. “Abbiamo diversi tipi di programmi – spiega ancora Mattia – come ad esempio ‘L’operaio’, un programma che parlava di opera lirica da un punto di vista fresco e ironico, oppure un programma sulle musiche sudamericane”. L’elemento più interessante di questa radio è anche il fatto che non vi siano professori o “tecnici” che aiutano i ragazzi, ma tutto viene spiegato e tramandato tra gli studenti da un anno all’altro.

Radio Frequenza (Teramo). Un’altra radio d’ateneo particolarmente attiva nel panorama italiano è “Radio Frequenza”, l’emittente dell’Università di Teramo. La radio è in onda tutti i giorni dalle 8 alle 10 e dalle 18 alle 20 sul sito dell’ateneo, e sulle frequenze abbruzzesi (102.00 Mhz) di una radio locale, e vanta una grande offerta con venti rubriche settimanali, due notiziari quotidiani e trentacinque studenti impegnati nella conduzione e venti nella redazione. Anche in questo caso i ragazzi seguono tutto il percorso del confezionamento di ogni singolo programma. Tra gli appuntamenti più seguiti “Pausa caffè”, programma storico che svolge la funzione di approfondimento su argomenti sociali, “Discrepanze cinematografiche”, “La fasenda”, programma satirico, “F come fumetto”, “Ver, veterinari in prima linea”, ma anche programmi di musica, viaggi, sport, controinformazione, diritti dei consumatori. “L’idea dei fondatori della radio – spiega Alessandra Campanile, 27 anni, conduttrice fin dal primo anno di ‘Pausa caffè’ – è stata quella di creare uno studente che non si fermasse al libro, ma che mettesse in pratica quello che studiava. E così abbiamo svolto prima dei corsi teorici, tra cui anche quello secondo me molto importante di dizione, e poi siamo partiti. I programmi nascono giorno per giorno, e i responsabili cercano di offrire a tutti gli spazi che desiderano. Il mio sogno era quello di lavorare in radio, e devo dire che grazie a quest’iniziativa l’ho realizzato. Sono stata anche inviata al concerto del Primo Maggio a Roma, ho imparato anche cosa singnifichi lavorare ‘sul campo’ e interagire con i personaggi del mondo dello spettacolo”.

RadioLumsa (Roma). L’esperienza del laboratorio di radiofonia ha portato alla creazione, già dallo scorso anno, di Radio Lumsa. Il progetto “è un’opera collettiva – spiega il responsabile del laboratorio e già inviato della Rai Francesco Mattioli – e risponde a un’esigenza fortissima della popolazione studentesca: quella di mettere in pratica le nozioni studiate all’interno delle singole lezioni. Non vogliamo darci delle arie, anzi invitiamo sempre i nostri ragazzi a leggere il giornale, ascoltare le altre radio, anche universitarie, a guardare la Tv. E così nascono gli argomenti”. Per adesso la radio va in onda sul sito dell’Università, ed è costituita da un notiziario informativo, nel quale, attraverso lo slogan “Gli studenti per gli studenti. E non solo”, si parla delle notizie “must”, che tutti devono sapere, che provengono dal mondo dell’attualità, della cultura, della cronaca. Poi ci sono gli approfondimenti, gli interviste, il filo diretto con il campus, attraverso il quale gli studenti possono telefonare e interagire con la radio, gli appuntamenti universitari da non dimenticare e, non poteva mancare, la musica. “Credo che sia molto importante – continua Mattioli – anche il rapporto con gli studenti Erasmus, di cui ci occupiamo spesso n
elle nostre trasmissioni. Ultimamente ci siamo collegati con la Spagna e abbiamo intervistato gli studenti del nostro stesso corso di laurea, e abbiamo confrontato i due sistemi universitari. E poi, giornalmente, ci occupiamo dei piccoli problemi degli studenti, dalle sedute di laurea troppo affollate al caro affitti e alla carenza di alloggi. Ci presentiamo come servizio pubblico universitario”. Appena entrerà in vigore il Dab, la radio digitale, la Lumsa richiederà una frequenza per ospitare la sua emittente.

Fuori Aula Network (Verona). Un’altra importante realtà radiofonica universitaria è “Fuori Aula Network” dell’ateneo veronese. Il palinsesto della radio, che trasmette sul web dal proprio sito, prevede una serie di trasmissioni in diretta dal lunedì al venerdì su tematiche diverse tra cui l’informazione, la tecnologia, il cinema, la letteratura, lo sport (ma non il calcio, tengono a precisare gli studenti!), l’arte, la storia della musica,senza dimenticare le band emergenti della musica italiana. “L’esperienza è nata nell’aprile del 2002 – spiega la coordinatrice Tiziana Cavallo -, e fino al 2004 abbiamo fatto esperienze radiofoniche appoggiandoci a una radio locale. Gli studenti, però, sentivano sempre più l’esigenza di autoprodursi e di non sottostare ai paletti degli editori, e così abbiamo creato una vera e propria web-radio, attiva tutti i giorni dalle 10 alle 24. Tra i programmi più seguiti c’è la rassegna stampa dei quotidiani online, un programma di fiabe, uno di scoperte e invenzioni e un programma di cucina”. I programmi vanno quasi sempre in diretta e, anche in questo caso, sono completamente prodotti dagli studenti.

F2 (Napoli). C’è da segnalare che da gennaio 2006 partirà un’altro network, quello dell’Università Federico II di Napoli. “La radio, che si chiamerà ‘F2’ – spiega la preside della facoltà di Sociologia Enrica Amaturo – sarà gestita interamente dagli studenti, che inizialmente seguiranno un corso di formazione per fonici, speaker, addetti alla produzione e alla postproduzione e programmatori musicali, poi passeranno alla pratica vera e propria, guidati da un giornalista professionista e da un team di docenti”. Anche in questo caso la radio andrà in onda sul sito dell’università e poi, una volta avviata, anche in Fm.

Esistono ovviamente anche altre categorie di radio universitarie, tra cui quelle gestite direttamente dai settori comunicazione degli atenei, e che fungono, nella maggior parte dei casi, da canali di servizio istituzionali rivolti all’autopromozione. È il caso, ad esempio, dell’Università di Torino, in cui si sono avviati dei progetti per spiegare all’esterno del mondo universitario tutte le attività dell’ateneo, per divulgare le ricerche scientifiche, le testimonianze degli studenti e dei docenti. Stessa iniziativa è stata avviata all’Università di Camerino, nella quale viene prodotto un appuntamento settimanale di 40 minuti (chiamato “Gr Unicam”) in cui vengono raccontate le attività degli studenti, le notizie sull’ateneo, le iniziative extracurriculari ricreative. La radio va in onda su Radio C1 del Network Inblu. A Pisa dall’aprile scorso è nato “Quarto d’ora accademico”, in cui il personale dell’università e gli studenti collaborano per realizzare un programma, della durata di 15 minuti, sull’attività dell’ateneo. Anche qui dall’anno prossimo sarà creata una vera e propria redazione in cui i ragazzi produrranno da soli un notiziario.

Infine c’è da considerare come la proliferazione delle radio d’ateneo sia stata anche promossa da un’iniziativa della Rai chiamata UNIRai, un progetto di sperimentazione radiofonica, attivo anche in quest’anno accademico, che permette agli studenti universitari che frequentano corsi di laurea in comunicazione di poter realizzare programmi originali che verranno poi ritrasmessi all’interno di alcune trasmissioni di Radio2.

(6 dicembre 2005)

(Nella foto: “Radio Frequenza”, l’emittente dell’Università di Teramo)

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