Effetto codice. Seicentomila visitatori in più al Louvre


Sempre più i turisti che visitano Francia e Inghilterra spinti dalla curiosità
di visitare i luoghi dov’è ambientato il best-seller. E i tour-operator si attrezzano

Boom per i tour del “Codice da Vinci”
al Louvre 10% in più di visitatori

E ora il fenomeno inizia a diffondersi anche nel nostro Paese

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Luoghi apparentemente sconosciuti diventano pellegrinaggio di migliaia di turisti, luoghi molto conosciuti aumentano di centinaia di migliaia di unità i propri visitatori. Accade sempre più in Francia, come in Scozia o in Italia, che i flussi turistici siano influenzati da libri o film.

È il caso, ad esempio, del museo parigino del Louvre, visitato, nel corso del 2005, da oltre sette milioni e trecentomila persone: un aumento di seicentomila visitatori in un solo anno (nel 2004 erano stati sei milioni e settecentomila). Un record, spiega l’amministratore generale del museo Didier Selles, “di cui è positivamente responsabile, in parte, Dan Brown”, autore del thriller best-seller “Il Codice Da Vinci”. “E il museo – ammette Selles – si aspetta un ulteriore e vertiginoso aumento di visitatori a partire dalla prossima primavera, quando uscirà nelle sale il film ispirato al libro”, girato in un’ala del museo, con Tom Hanks e Audrey Tautou e diretto da Ron Howard

Si attende un successo talmente eclatante che i produttori del film stanno prendendo in considerazione l’idea di proiettare la prima europea del film proprio all’interno del museo parigino. “Per far fronte alla crescita di visitatori – ammette l’amministratore generale – la direzione del Louvre ha aumentato il personale all’ingresso (le file per entrare non sono più lunghe di 15 minuti) e ha aperto nuove sale, portando quelle chiuse dal 25 al 13% del totale”.

I tour del Codice. Il successo straordinario del libro ha indotto moltissimi tour operator (alcuni, addirittura, sono nati appositamente) a creare viaggi organizzati e visite delle città con tappe nei luoghi principali della vicenda. Se ci si reca a Parigi, ad esempio, si potrà alloggiare all’hotel Ritz (dove dorme il protagonista della vicenda), e dopo una visita al Louvre si potrà noleggiare una Smart (tutto secondo copione) e percorrere gli Champs-Élysées, visitare la Gare Saint-Lazare e il Bois de Boulogne, senza dimenticare di fare un giro alla chiesa di Saint-Suplice.

Stessa situazione se ci si reca a Londra (tour guidati a Fleet Street, alla chiesa circolare Temple Church e al King’s College). Fino ad arrivare alla Rosslyn Chapel, una stupenda chiesa gotica a forma di U che si trova in un villaggio di minatori in Scozia. La chiesa, fino a pochi anni fa sconosciuta al grande pubblico, è uno dei luoghi dove il protagonista cerca il Sacro Graal. E così, fiutato l’affare, anche i responsabili della chiesetta si sono attrezzati, e hanno creato un sito internet molto funzionale in cui si può leggere la storia della chiesa, i riferimenti alle vicende del libro, ma anche un negozio virtuale in cui comprare, senza muoversi da casa, i numerosi souvenir, anch’essi ideati appositamente per l’occasione.

E così, da Londra a New York, si moltiplicano i tour, di 3, 7 ore o anche di diversi giorni per seguire le tracce che portano al Sacro Graal. Per un giro guidato di una giornata a Parigi si arrivano a spendere anche 400 euro. Poco più economico quello londinese: 300 euro per due persone. 3000 euro (viaggio incluso) per i viaggiatori d’oltrealtlantico. E si è attrezzato pure il castello di Villette, anch’esso un luogo chiave della storia di Robert Langdon, che propone un pacchetto con pernottamento per sei giorni e cinque notti all’interno del castello, la visita all’ala Denon del Louvre, un pranzo all’hotel Ritz, la visita di Saint-Sulpice, e un pomeriggio di discussione per rileggere insieme i passi più importanti del libro e guardare alcuni documentari. Il tutto per 4300 euro a persona.

Tutti (o quasi) contenti, a sentirli, i turisti. “È stato incredibile – ammette Luisa di Bergamo in trasferta nella capitale francese -. Sono finalmente riuscita a vedere dal vivo tutte le opere citate nel libro, e ho anche cercato di percorrere i luoghi dove è iniziata la vicenda”. Dello stesso parere anche Bill, dal Minnesota, in fila per entrare al Louvre: “Ho visitato Parigi almeno sei volte e la conosco molto bene. Ma ammetto che non sarei mai tornato qui al museo se non avessi letto il libro”.

Ma non tutti sono felici di questa moda, soprattutto i francesi, che spesso si vedono “depauperati” della propria tradizione storica. “È per questo che siete venuti a visitare la Francia? Solo per seguire i luoghi riportati in un libro di fantasia?” continuano a ripetere molti intellettuali d’oltralpe. E c’è anche chi, come il parroco della chiesa di Saint-Sulpice, “combatte” tutti i giorni contro l'”assalto” dei turisti: “Vengono qui a chiedermi dov’è avvenuto l’assassinio, e io continuo a dire a tutti che qui non è avvenuto alcun fatto di sangue. E poi quello che c’è scritto nel libro è tutto sbagliato, la descrizione dell’architettura, delle opere d’arte, dei documenti e dei rituali segreti che sono custoditi qui… qui non c’è proprio alcun segreto!”.

I tour anche in Italia. Una “moda” che si sta diffondendo anche tra i visitatori del nostro Paese. A Roma, ad esempio, è ambientato “Angeli e Demoni”, altro fortunato libro di Dan Brown, la cui vicenda si svolge tra il Vaticano e numerose chiese della Capitale. Ebbene, già dopo pochi mesi dalla pubblicazione del libro sono fiorite diverse società, tra cui la “Tour ufficiale di Angeli e Demoni”, che promette di far visitare la chiesa di Santa Maria del Popolo, piazza San Pietro, il Pantheon, Piazza della Minerva, Castel Sant’Angelo e il Passetto di Borgo: 4 ore per 49 euro a persona. Ma c’è anche la possibilità di soggiornare all’Hotel Bernini, altro luogo simbolo della vicenda. Il tour è disponibile – e immaginiamo che avrà molto successo – anche per le gite scolastiche: 35 euro a persona.

E sulla scia dei boom letterari, anche i film ora creano nuovi “luoghi turistici”: è successo, ad esempio, ad Agliè Canavese, in provincia di Torino. Nel Castello Ducale, fino a pochi anni fa sconosciuto, è stata girata la fiction “Elisa di Rivombrosa”, e da diversi mesi ormai si registra un aumento vertiginoso di visite: sono passati da 100 (prima della popolarità) a quasi mille i biglietti staccati ogni giorno. “Quando i visitatori capiscono che il castello e il comune di Rivombrosa non esistono – spiega Cinzia Michelizza, una delle guide – ci rimangono decisamente male. Per la maggior parte delle persone che si sono appassionate alla storia d’amore risulta difficile pensare che questa sia stata solo il frutto della fantasia di un autore”.

(5 gennaio 2006)

(Nelle foto: L’entrata del museo del Louvre, a Parigi; La Rosslyn Chapel, in Scozia; Il Castello Ducale di Agliè Canavese (TO), dov’è stato girato “Elisa di Rivombrosa”)

»GALLERIA DI FOTO: I LUOGHI DEL “CODICE DA VINCI”

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