I nostri figli? "Vivono mangiando davanti alla tv"

Presentati a Roma i risultati di un’indagine Swg-Moige sulle abitudini dei ragazzi
Le aziende alimentari: disponibili a bloccare le merendine nelle scuole

E i genitori confessarono
“I figli passano il tempo mangiando”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “I ragazzi? Sono pigri e mangiano male”. Parola di genitore. È quanto emerge da una ricerca Swg per Moige (il Movimento italiano genitori) presentata oggi a Roma. Un’indagine che ha coinvolto oltre cinquemila tra mamme e papà di tutta Italia che hanno risposto a domande a tutto campo sulle abitudini alimentari e motorie dei propri figli. Una ricerca che rivela come i ragazzi siano pigri e mangino male, passino i pomeriggi “spizzicando” e si facciano tenere compagnia dal computer e dalla “tv-babysitter”. E a sorpresa l’Aidi, l’Associazione che raggruppa le industrie dolciarie italiane, annuncia: “Toglieremo i dolci dai distributori automatici presenti nelle scuole”.

Cattive abitudini. Molti tra bambini e ragazzi dimenticano di fare la prima colazione, mangiano fuori pasto e sono sempre più sedentari. Sono queste le principali “cattive abitudini” che andrebbero estirpate dai ragazzi. Non è tutto. Dall’indagine emerge anche una “geografia degli stili di vita”: molte abitudini, infatti, variano da regione a regione. La totalità dei bambini calabresi, ad esempio, fa la prima colazione mentre nel Lazio solo la fa solo il 76 per cento. Ancora, le verdure sono preferite dai bambini di Toscana, Emilia Romagna e Trentino Alto Adige, mentre sono maggiormente detestate nelle Marche, nel Molise e in Piemonte. “La ricerca – spiega Giuseppe Morino, pediatra nutrizionista del reparto di Dietologia clinica dell’Ospedale pediatrico “Bambin Gesù” di Roma – evidenzia abitudini alimentari caratterizzate da alimentazioni non eccessive in calorie, ma squilibrate in nutrienti e nella distribuzione dei pasti, in ragazzi in cui la sedentarietà rappresenta la caratteristica principale dello stile di vita”. L’unico dato forse confortante è il fatto che stia aumentando, anche se lentamente, il consumo di frutta e verdura.

Obesità e sedentarietà. Il problema dell’obesità e del cattivo rapporto con il cibo dei ragazzi è stato ultimamente molto dibattuto, tanto che sempre più scuole stanno installando al proprio interno distributori automatici di frutta al fianco (o al posto) di quelli di salatini e merendine. “Se i bimbi sono sempre più sedentari non è solo colpa loro – spiega Maria Rita Munizzi, presidente del Moige – perché devono fare i conti con la mancanza di spazi e di coetanei. Il tempo che dedicano alla tv sta diminuendo, ma l’attrattiva che un tempo era rappresentata da film e cartoon ora si è spostata sul web e sui videogiochi, non sul gioco di movimento”. I bambini, dunque, evitano sempre più spesso di fare sport (al quale, in media, dedicano un’ora a settimana) e la metà di loro non esce mai a giocare con i coetanei e ammette di trascorrere il pomeriggio in casa “seduto” a fare i compiti ma soprattutto a giocare al computer e ai videogiochi. Dalla ricerca emerge poi un dato positivo, il fatto che, pur essendo molto pigri, i bambini sono sempre più collaborativi: oltre 9 su 10 aiutano nelle faccende domestiche, e addirittura qualcuno cucina. Solo il sei per cento dei genitori ammette di non ricevere nessun aiuto.

“Alimentazione squilibrata e poco movimento – spiega ancora Morino – vanno a sommarsi, favorendo l’obesità. Il percorso d’intervento preventivo e o terapeutico ha ormai abbandonato l’impronta esclusivamente dietetica a favore di un intervento volto a motivare i soggetti ad acquisire un corretto e diverso stile alimentare e di vita. E per il buon esito il ruolo della famiglia è fondamentale”.

Stop ai dolci. L’annuncio, a sorpresa, dell’Aidi, l’Associazione che racchiude le industrie che producono merendine e dolciumi e che fa parte della Federalimentare, viene incontro alle richieste di numerosi tra medici e nutrizionisti: le aziende produttrici s’impegneranno a non rendere disponibili i prodotti dolciari nei distributori automatici installati nelle scuole elementari e medie inferiori. Si tratta certamente di una decisione molto importante e coraggiosa: “L’industria dolciaria – spiega Mario Piccialuti, direttore dell’Aidi – ha preso liberamente questa decisione perché è convinta che i genitori debbano poter controllare cosa mangiano i propri figli, compresa quindi la merenda consumata a scuola”.

“Giochi di sempre”. Per l’occasione il Moige ha presentato anche un progetto sperimentale, “Giochi di sempre”, che sarà svolto all’interno di venti scuole in tutta Italia per diffondere consigli di buona salute e alimentazione utilizzando la chiave dello spettacolo teatrale. “Il progetto, che si articola in due anni – spiega Susie Calvi, sceneggiatrice e attrice teatrale – prevede anche la realizzazione di una recita di fine anno così che i ragazzi possano apprendere corretti stili di vita e provino a metterli in scena per i propri genitori con l’aiuto degli insegnanti”.

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