Video sulle scuole violente

Dopo la mia segnalazione, ecco il pezzo scritto dalla collega Clotilde Veltri su Repubblica.it.

Non solo il pestaggio del ragazzo disabile nella scuola di Torino
Internet pullula di video in cui gli studenti italiani si danno al teppismo in classe

“Prof, ti punto la pistola alla tempia”
Video-storie di ordinario bullismo

Vandalismi, angherie, docenti impotenti. Tutto rigorosamente filmato

di CLOTILDE VELTRI
ha collaborato DANIELE SEMERARO

C’È un gruppo di studenti che arraffa il giornale del professore lo arrotola e glielo lancia addosso. Lui, il prof, resta seduto al suo posto, immobile, spaurito, ritirato e impotente davanti a quella che non è più neanche maleducazione. È violenza. Poi ci sono alcuni liceali o comunque vicini alla maggiore età che, chiusi in un’aula, a un segnale prestabilito, lanciano sedie contro un muro rischiando anche di colpire un compagno. Il tutto tra urla di incitamento e imprecazioni, in un crescendo di rabbia che ha poco di infantile. Che fa paura.

E poi c’è lui, maglia bianca e sguardo strafottente che buca il videofonino. Impugna una pistola passa dietro al professore e gliela punta alla tempia. La classe ride mentre il docente tenta disperatamente di ignorare il “pistolero”, concentrandosi su un salvifico registro di classe. Prende tempo il professore, poi si gira, lento e si trova la pistola in faccia. Sorride disorientato. L’altro insiste, si volta verso i compagni e punta la pistola contro la camera. Tutti ridono. Il professore è paralizzato al suo posto, a testa china.

Storie di ordinaria violenza nella scuola italiana. Non è Bowling for Columbine, ma qualcosa comincia a rompersi, qualche limite, forse, sta pericolosamente crollando. Il caso del ragazzo disabile maltrattato dai compagni nella scuola di Torino e ripreso dal telefonino, è solo uno dei tanti a disposizione della Rete. Dove proliferano – e cronologicamente, da prima – immagini e filmati degli studenti italiani trasformati in una specie di orda barbarica. C’è sempre un sodàle che riprende tutto, divertendosi un mondo: sedie che volano, grida furiose e autoeccitate, droga, calci, pugni, bullismo all’ennesima potenza. Poi ci pensano Google e Youtube a fare il resto. Così, qualcuno potrà dire “io sono su internet”, i video circoleranno e i protagonisti penseranno di essere diventati famosi perché quel filmato avrà scalato la classifica di gradimento del sito.

La casistica è disparata e amplissima. Come se ormai fosse una moda, una tendenza. D’altra parte negli Stati Uniti – dai quali importiamo sempre il meglio – da anni in Rete hanno grande successo i video denominati school fighter dove si vedono studenti che fanno a botte fuori dalla scuola.

I ragazzi italiani prediligono invece il danno al bene pubblico, la devastazione di tavoli, sedie, lavagne e tutto quanto riescono a trovare nelle aule. Senza dimenticare le persone. Così è normale far esplodere delle micce sotto la cattedra ed è altrettanto normale tirare un banco contro una finestra e farlo a pezzi. O far esplodere un accendino creando un vero e proprio falò. Ancora: prendere il registro di classe e picchiarlo in testa al compagno di scuola che in quel momento sta serenamente conversando con un altro. E si spaventa il poverino, ma tace perchè l’altro è il bullo e si vede.

Molestare i più deboli fa parte dei giochi. E i docenti, in questo gioco al massacro, davanti alla tivvù, sembrano proprio i più deboli. Per lo meno impotenti. Il professore redarguisce lo studente. Quello invece di incassare e andare al posto comincia a urlare, a dimenarsi, a inveire. Alla fine parte un vaffa e il prof che fa? Zitto. Commenti dalla Rete: bravi, bene, bis. “I prof sono degli schifosi”. E a chi tenta di riportare il tutto in un alveo di decenza la risposta non manca mai: “Taci tu, scemo, ci stiamo solo divertendo un po’”.

(17 novembre 2006)

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