Gelo, uccelli e palle di neve

C’è chi con la lingua rimane attaccato a un palo, chi viene arrestato per aver tirato una palla di neve e chi per aver rubato lecca-lecca. E poi vi sveleremo il mistero degli uccelli morti: erano ubriachi! Notizie incredibili ma vere dal mondo

 

VA IN PRIGIONE DOPO AVER TIRATO UNA PALLA DI NEVE A UNA VIGLESSA
Succede anche questo quando le città sono bloccate dal ghiaccio: che si vada in prigione per aver tirato una piccola e innocente palla di neve – per noia o per scherzo – a un pubblico ufficiale. È accaduto a Swadlincote, nell’Inghilterra centrale, dove una 31enne ha pensato bene, durante una passeggiata per i negozi, di allontanarsi dalla propria famiglia per tirare una palla di neve a una vigilessa. Ebbene, il tribunale di Derby la ha condannata a ben quattordici giorni di arresti domiciliari! “Quando alcuni giorni dopo la vigilessa che avevo ‘aggredito’ ha bussato alla mia porta non volevo crederci – ha raccontato poi la donna, una volta scontata la pena – pensavo si trattasse di uno scherzo televisivo. Invece era tutto vero. Quanto deve costare la mia detenzione ai contribuenti inglese?”. Il tribunale ha giudicato la signora Smith colpevole per aver agito in maniera aggressiva e, soprattutto, perché non era la prima volta che creava problemi alla legge: alcuni anni prima, infatti, si era rifiutata di fornire le generalità a un poliziotto durante una lite per futili motivi di traffico, e così è risultata recidiva. Beh ammettiamolo: questa donna non deve avere un buon rapporto con la legge!

 

SVELATO IL MISTERO DEGLI UCCELLI MORTI, ALMENO IN ROMANIA
Ultimamente abbiamo letto di numerosi uccelli trovati morti nelle strade degli Stati Uniti, della Germania, dell’Italia ma anche della Romania. Ebbene, per quest’ultimo paese sembra che il problema sia stato risolto dagli esperti dell’Istituto Zooprofilattico “Romeu Lazar” di Bucarest. Gli uccelli trovati morti a decine a Costanza, nella parte sud-orientale del Paese, sono deceduti per “intossicazione etilica”. In pratica, erano ubriachi. Nell’analisi della carcasse, infatti, l’autorità sanitario-veterinaria romena Dsvsa ha rinvenuto delle tracce di vinaccia. Sabato scorso gli abitanti di Costanza avevano allertato le autorità dopo aver scoperto su un terreno una trentina di storni morti, e il timore dei residenti era che avessero l’influenza aviaria. Dove gli uccelli possano aver “bevuto qualche bicchiere in più”… è però ancora un mistero!

 

RIMANE CON LA LINGUA ATTACCATA AL PALO DELLA FERMATA DELL’AUTOBUS
Era successo nel film “A Christmas Story” ed è accaduto realmente a un bimbo di otto anni dell’Oklahoma: a causa del freddo la sua lingua è rimasta attaccata al palo metallico della fermata dell’autobus, che il ragazzo, per pagare una scommessa, era stato obbligato dai suoi amici a leccare. I sanitari di Woodward, arrivati a sirene spiegate a bordo di un’ambulanza, non volevano credere alla chiamata d’emergenza. Ma quando sono arrivati si sono trovati davanti questa incredibile scena: il bimbo era in punta di piedi, semi-congelato e con la lingua attaccata al palo. I paramedici sono riusciti a liberarlo spruzzando sul palo dell’acqua tiepida. Il ragazzo, portato in ospedale per osservazioni, se la caverà con un paio di giorni di prognosi. Il problema ora è un altro: quanti batteri avrà dovuto ingerire con la lingua attaccata per due ore al palo della fermata del bus? Oppure erano congelati anche i batteri?

 

ARRESTATI PER INCREDIBILI COINCIDENZE
La rubrica del “Follini ma Vero” de lo Stivale Bucato ospita almeno una volta al mese storie di ladri strampalati. Perché prima di commettere un reato, bisogna conoscere bene il mestiere. Altrimenti si rischia di incappare in errori grossolani. Com’è accaduto nel Barese o a Salerno. Ad Adelfia, in provincia di Bari, tre rapinatori sono stati arrestati poco dopo aver messo a segno un colpo in una tabaccheria, traditi incredibilmente da una scatola di lecca-lecca. È andata più o meno così: una pattuglia di carabinieri, incuriosita da tre ragazzi che camminavano veloci con un ingombrante cartone contenente lecca-lecca, ha deciso di inseguirli. Si trattava di due pregiudicati, uno di 19 e uno di 18 anni, che avevano minacciato il tabaccaio con due pistole, facendosi dare stecche di sigarette e tremila euro; con loro vi era anche un diciassettenne, che però al posto delle sigarette si era fatto consegnare… i lecca-lecca! Da Capaccio, in provincia di Salerno, arriva un’altra incredibile storia: un pregiudicato extracomunitario irregolare di 32 anni è stato arrestato dopo essere stato “beccato” a rubare pigne da un albero di una pineta demaniale. Fermato dai carabinieri, arrestato ed espulso gli sono stati sequestrati quattro sacchi di pigne appena raccolte. Per arrampicarsi sui pini, tra l’altro, l’uomo si era aiutato con dei ramponi, una tecnica che danneggia gravemente gli alberi.

 

COME IMPORTARE ANIMALI PROIBITI? SEMPLICE: BASTA INVIARLI PER POSTA
È stata ribattezzata “Spiderman” l’operazione della polizia di frontiera statunitense che ha bloccato un’importazione illegale di tarantole provenienti dalla Germania. Il trucchetto, inventato da un 37enne, era semplice: invece di portare con sé in una valigia gli animali “vietati”, preparava dei pacchi postali e li spediva, incurante dei gravissimi rischi cui venivano sottoposti gli addetti allo smistamento dei diversi centri postali che il pacco attraversava. L’uomo è stato arrestato dopo essere riuscito a spedire negli Stati Uniti ben 247 tarantole vive. Tra queste, anche 22 tarantole rosse messicane, che oltre ad essere letali per l’uomo sono anche a rischio di estinzione e quindi ancor più protette dalle leggi internazionali. L’uomo adesso rischia fino a 20 anni di prigione. La scoperta è avvenuta grazie a un’ispezione casuale avvenuta all’interno di un centro di smistamento postale di Los Angeles. Grazie al trucchetto l’uomo aveva ricavato già 300mila dollari, l’equivalente di oltre 220mila euro.

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