Porno-iPhone, porno-pizzaioli

L’iPhone è il cellulare preferito dai maniaci sessuali… mentre i bimbi cambiano sesso. Tutto vero!

IPHONE, IL CELLULARE PREFERITO DAI PENI
In Italia tutti conosciamo gli Mms. Si tratta di quei messaggini multimediali che possiamo inviare dal cellulare e al cui interno oltre al testo normale possiamo inserire fotografie, e spezzoni di audio e video. Negli Stati Uniti, invece, fino a poco tempo fa non erano per niente conosciuti. Ad introdurli è stato l’iPhone, il telefonino-palmare della Apple che si utilizza toccando lo schermo, con la sua ultima versione uscita in estate. Perché vi stiamo raccontando tutto questo? Perché durante le primissime ore in cui la società telefonica At&t ha reso disponibile l’invio di Mms, tutti eccitati gli utenti hanno iniziato a inviare messaggini multimediali agli amici, tanto che in un minuto la rete telefonica è stata inondata da più i 3,4 milioni di messaggi multimediali. Non ho utilizzato la parola “eccitati”, qualche riga più in su, a caso. Sì, perché secondo i tecnici di At&t durante i primi minuti oltre il 90 per cento (ripetiamo, il 90%!) dei messaggini avevano in allegato foto erotiche e foto, soprattutto, di peni. Solitamente i gestori telefonici non mettono (o non dovrebbero mettere) il naso all’interno dei sistemi per spiare i mesaggi dei propri utenti; l’At&t, invece, ha giurato di farlo solo per i primi minuti di attività, per vedere cosa succedeva e soprattutto se il servizio funzionasse bene e incontrasse i pareri favorevoli degli utenti. Chissà, mettendo il naso negli archivi dei gestori telefonici nostrani, cosa potremmo trovare!!!

 

MAMMA, IL MIO AMICHETTO ORA È DIVENTATO UN’AMICHETTA!
Dalla Gran Bretagna arriva una notizia molto molto particolare: un bimbo di nove anni, infatti, è probabilmente la più giovane persona nel mondo occidentale ad essersi sottoposta ad un’operazione di cambio di sesso. Il bambino – si legge in alcuni giornali britannici – ha lasciato la scuola da maschietto ed è tornato, qualche giorno dopo, da femminuccia. Con tanto di grembiulino rosa e orsacchiotto di peluche. Inevitabile lo scoppio di una forte polemica. Secondo fonti mediche, infatti, un bambino di quell’età non avendo ancora raggiunto lo sviluppo è troppo piccolo sia per un’operazione del genere, sia soprattutto per la terapia successiva a base di ormoni. Uno degli psicologi che hanno consigliato alla famiglia di effettuare l’operazione ha spiegato che, al giorno d’oggi, non bisogna più essere sorpresi davanti a scelte di questo tipo; anzi, è una gran fortuna che il bambino (anzi, la bambina) sia riuscito/a ad esprimere apertamente il proprio disagio nel vivere da maschietto a soli nove anni. Contrarie, invece, le associazioni omosessuali: secondo una delle più importanti in Gran Bretagna, la Beaumont Society, il piccolo (anzi, la piccola) adesso è molto vulnerabile davanti ai suoi amici e soprattutto davanti ai bulli della scuola: “Cambiamenti del genere – ha spiegato un portavoce – sono già molto traumatici negli adulti, figuriamoci tra i bambini”. Ad analizzare bene la situazione gran parte della colpa ce l’hanno i docenti della scuola, che non hanno svolto con i compagni di classe del bimbo un percorso di avvicinamento all’operazione né – una volta tornato a scuola – di spiegazione dell’accaduto. Si sono semplicemente limitati a lasciar correre la situazione, accettando di buon grado il parere di ben cinque specialisti, secondo cui l’operazione era altamente necessaria. Questi maestri, però, qualche piccolo problema di disorientamento l’hanno creato nei loro alunni, considerato che in molti sono sono corsi dai propri genitori a chiedere perché il loro amichetto era diventato una femminuccia.

 

I PORNO-PIZZAIOLI IRLANDESI
In Irlanda i lavoratori della fabbrica di pizza congelata “Green Isle Foods” di Kildare sono stati in sciopero tutta la settimana. Lo sappiamo, direte voi, e la ragione è sempre la stessa: c’è crisi, l’Irlanda sta affrontando questo periodo di ristagno economico peggio di molti altri paesi, le aziende non investono e i cittadini non spendono. No… niente di tutto questo! I pizzaioli, gli imbustatori, gli addetti al controllo di qualità hanno tutti protestato per sostenere la causa di tre colleghi, licenziati perché durante il lavoro stavano guardando su un monitor di servizio un film a luci rosse. Sì, avete capito bene, questa sì che è solidarietà: tutti a protestare per il diritto dei lavoratori di guardare film porno durante l’orario di ufficio. Ci permettiamo, per una volta, di prendere le difese dell’azienda, perché il licenziamento (e la scoperta del film porno) sono arrivati dopo che gli operai in questione per ben sette volte avevano fallito nel loro lavoro, una volta lasciando un coltellino sopra una pizza (ritrovato poi sulla tavola di un’ignara famiglia di Cork), un’altra volta – solo per fare qualche esempio – condendo la pizza solo per metà. Un accordo sindacale noi de lo Stivale Bucato possiamo proporlo: perché non permettere ai lavoratori di guardare film a luci rosse… durante la pausa pranzo?

 

COME SI ESCE DI PRIGIONE?
Lunghi tunnel scavati nel muro? Niente affatto. Lenzuola annodate tra loro a mo’ di corda? Figuriamoci, solo nei film! Per uscire di prigione c’è un metodo molto più semplice: basta chiedere alle guardie qual è l’uscita. Non ci credete? Il fatto, come sempre incredibile ma vero, è accaduto a New York. Il detenuto in questione – vestito non come tutti gli altri, ma in giacca e cravatta perché doveva presentarsi a un’udienza in tribunale – ha semplicemente assecondato una guardia penitenziaria un po’ distratta che, incontratolo per i corridoi, l’ha confuso per un avvocato. “Signor avvocato, cosa ci fa qui?”, avrebbe chiesto la guardia. “Mi sono perso, dov’è l’uscita?”, ha subito risposto a tono il prigioniero, sfruttando la situazione. Così – in barba alla sicurezza, ai tesserini da visitatore, alle telecamere e chissà a quali altre diavolerie elettroniche – l’uomo è uscito ed è andato a casa della madre; si è cambiato i vestiti, dopodiché è uscito per fare un giro. “Pensavo fosse stato scarcerato – ha subito dichiarato la madre ai poliziotti accorsi in massa – perché è venuto a casa con una bottiglia, abbiamo festeggiato e ha detto che voleva fare un viaggio per togliersi dalla testa il brutto periodo passato in galera”. L’uomo, che si trovava dietro le sbarre per numerosi furti in negozi del centro cittadino, non è stato ancora ritrovato. E potrebbe essere – chissà – persino sotto casa vostra. Quando si dice che per risolvere un problema… basta chiedere!

 

POSTINO RUBA 30MILA DVD
Ci lamentiamo tanto delle Poste Italiane, dei pacchi che non arrivano, delle buste aperte e delle bollette sparite. Ma in realtà dovremmo considerare anche quello che avviene negli altri paesi. Spostiamoci, ad esempio, a Springfield nel Massachusetts, dove a casa di un postino (anzi, di un ex-postino) sono stati trovati ben 30mila Dvd rubati. Il dipendente delle Poste, secondo la ricostruzione degli agenti, ogni volta che trovava una spedizione proveniente da una importante società di vendita online di film, prendeva il suo contenuto e lo rubava, portandolo a casa e, di conseguenza, non consegnando mai la merce ai legittimi destinatari. Ad allertare proprio le Poste di Springfield è stata la stessa società di vendita online, che si è trovata improvvisamente con centinaia di reclami a settimana per spedizioni non arrivate. L’uomo, licenziato, ora dovrà trascorrere 16 mesi in prigione e dovrà risarcire, tra Poste e ditta di vendita online, oltre 38mila euro. Beh, guardiamo il lato positivo, caro postino: in prigione, se riesci ad ottenere un lettore Dvd per la tua cella, potrai finalmente guardarti tutti e 30mila i film che hai rubato!

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