8 e 9 novembre sciopero


(Per problemi alla connessione Internet in questi giorni il Blog potrebbe non essere aggiornato. Mi scuso per l’inconveniente).

L’8 e il 9 novembre sciopero dei giornalisti.

“I giornalisti italiani sono nuovamente costretti alla mobilitazione e allo sciopero a causa dell’atteggiamento di netta chiusura degli editori della Fieg, dell’Associazione dell’emittenza locale Aeranti-Corallo e dell’Agenzia per il Pubblico impiego Aran nelle vertenze per i rinnovi contrattuali della categoria.
La Giunta esecutiva della Fnsi e i rappresentanti dell’Associazioni regionali di stampa hanno tentato oggi, fino in fondo, di trovare un’intesa con la Fieg per un accordo sulla proposta degli stessi editori di far slittare di due anni la trattativa per il rinnovo quadriennale del contratto.

Le proposte della Fieg sulla parte economica biennale, sul lavoro autonomo e sul recepimento della Legge 30 relativa alle flessibilità del mercato del lavoro, purtroppo non hanno consentito al Sindacato di trovare spazi di trattativa credibili. In particolare, sulla Legge 30 la Fieg si è dichiarata disponibile a discutere solo su quei pochi punti che la stessa legge demanda alla trattativa fra le parti. Per aspetti decisivi come il distacco, il trasferimento di rami di azienda o le cessioni, il lavoro in appalto, la Fieg ha escluso qualunque ipotesi di impegno meramente politico a contenere l’efficacia delle norme, preannunciando invece la piena applicabilità delle misure più pericolose per la professione giornalistica e l’autonomia della categoria.

Per il lavoro autonomo, la Fieg ha confermato di non ritenere il tema dei freelance e dei collaboratori un possibile oggetto di qualsivoglia trattativa futura. Gli editori hanno confermato di non essere controparte per regolare il lavoro autonomo e si sono limitati a confermare quanto è già scritto nel contratto per un esame del fenomeno di tipo statistico, respingendo quindi qualunque ipotesi di negoziato.

La Fnsi ritiene che un’intesa per un accordo biennale, una volta verificata l’attuale impossibilità di un contratto quadriennale per la distanza tra le due piattaforme, fosse possibile nel confronto di oggi e sia ancora raggiungibile se gli editori fossero disponibili a formulazioni avanzate e trasparenti. Il Sindacato dei giornalisti ha purtroppo dovuto verificare la rigidità della posizione della Fieg e quindi l’assenza di condizioni minime e credibili per un’intesa ragionevole.

Il Sindacato dei giornalisti deve inoltre registrare la totale assenza di un avanzamento delle posizioni di netta chiusura dell’associazione delle emittenti locali Aeranti-Corallo. Questa organizzazione, che oggi rappresenta aziende che occupano oltre mille giornalisti quasi tutti contrattualizzati, si ostina e respingere la piattaforma della Fnsi tendente a migliorare le condizioni di vita e di lavoro delle colleghe e dei colleghi uniformando, in particolare, il regime dell’orario di lavoro a quello degli altri giornalisti.

Il Sindacato non ha ancora ottenuto risposta dall’Aran alla richiesta di apertura delle trattative per il contratto dei giornalisti degli Uffici Stampa della Pubblica amministrazione. Una mancata risposta che contrasta con la recentissima sentenza del Tribunale del Lavoro di Roma che ha sancito la legittimità contrattuale della Fnsi peraltro chiaramente prevista dalla Legge 150/2000. Nei prossimi giorni il Sindacato dei giornalisti formalizzerà nuovamente all’Aran la richiesta di fissare la data di inizio delle trattative.”

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana

Si riportano di seguito le modalità dello sciopero dei giornalisti:

i giornalisti dei quotidiani del mattino e dei quotidiani free press si asterranno dal lavoro nelle giornate di martedì 8 e mercoledì 9 novembre per impedire l’uscita dei quotidiani nelle giornate di mercoledì 9 e giovedì 10;

i giornalisti dei quotidiani del pomeriggio si asterranno dal lavoro in modo da impedire l’uscita dei quotidiani nelle giornate di mercoledì 9 e giovedì 10 novembre;

i giornalisti delle agenzie di stampa, dei service, delle strutture sinergiche nazionali e locali, dei giornali telematici, dei siti web e dei portali internet si asterranno dal lavoro dalle ore 07.00 di martedì 8 alle ore 07.00 di giovedì 10 novembre;

i giornalisti free-lance, i collaboratori ed i corrispondenti e i giornalisti degli uffici stampa si asterranno dal lavoro per le intere giornate di martedì 8 e mercoledì 9 novembre;

i giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva pubblica e privata analogica e digitale, nazionale e locale, e dei canali tematici satellitari legati o no a network terrestri si asterranno dal lavoro a partire dalle ore 06.00 di mercoledì 9 sino alle ore 06.00 di venerdì 11 novembre;

i giornalisti dei periodici settimanali si asterranno dal lavoro in modo da impedire l’uscita del primo numero utile raggiungibile;

i giornalisti dei periodici mensili parteciperanno all’azione sindacale nei modi e nelle forme decisi dai Comitati di redazione d’intesa con le rispettive redazioni.
Non sono previste deroghe di alcun tipo.

Nel corso dello sciopero, nelle emittenti radiotelevisive nazionali, saranno assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta previsti da eventuali accordi aziendali. Le Associazioni Regionali di Stampa potranno, in casi particolari, autorizzare le emittenti locali a trasmettere una finestra informativa, di non più di 5 minuti, nel corso della quale dovrà essere data lettura dei comunicati sindacali. Pertanto, non andrà in onda nessuna trasmissione o rubrica giornalistica, né andranno in onda trasmissioni registrate in giornate precedenti, che abbiano come conduttori o protagonisti giornalisti, né avvenimenti sportivi con la cronaca di giornalisti. In ogni caso sarà assicurata la presenza dei Cdr in tutte le redazioni al fine di predisporre notiziari straordinari in presenza di eventi di particolare gravità e interesse per l’utenza.
Per impedire recuperi di produttività i Comitati di redazione potranno proclamare, ove necessario, lo stato di agitazione ed il blocco degli straordinari nei giorni precedenti e successivi agli scioperi.

Licei e università, ancora proteste da Milano a Napoli contro la Moratti

Non si placano manifestazioni e occupazioni nel mondo dell’istruzione. A Milano occupata l’Università Statale, a Venezia ottocento studenti in corteo

Licei e università, ancora proteste
da Milano a Napoli contro la Moratti

A oltre una settimana di distanza dall’approvazione dei Ddl Moratti sullo stato giuridico della docenza universitaria e sul riordino della scuola superiore, non solo le proteste degli studenti non sono cessate, ma sembra invece che, in diverse città del Paese, stiano riprendendo vigore.

A Milano da venerdì scorso gli studenti dell’Università statale continuano ad occupare la sede dell’Ateneo per protestare contro il ministro Moratti. Il senato accademico, con in primis il rettore Decleva, ha chiesto di “porre fine a un’azione illegale” perché “la sede centrale non può diventare in alcun modo un porto franco per comportamenti impropri e avventuristici”, riferendosi soprattutto alle decine di “ragazzi esterni” che sono entrati in ateneo e avrebbero derubato diversa merce dai bar. La protesta degli studenti, però, continua: “Va bene non essere d’accordo con le nostre inizaitive, ma non accettiamo le falsità”, hanno detto, ricordando, a chi li accusava di essere poche decine, di essere oltre duecento. Questa mattina, insieme ai colleghi “più piccoli” delle scuole superiori hanno sfilato per le vie della città occupando per alcuni minuti l’anagrafe e interrompendo, sempre per breve tempo, la circolazione di alcune linee tramviarie. Gli studenti sono stati tenuti sotto controllo da un piccolo cordone di polizia e tutto si è svolto in modo tranquillo.

Una manifestazione anche a Venezia. Circa 800 studenti hanno partecipato al corteo che, attraversate le calli, ha sfilato fino al palazzo della Prefettura. Qui una delegazione è salita a parlare con il capo di gabinetto della Prefettura, illustrando le ragioni della protesta contro la riforma Moratti, ma anche contro l’intervento delle forze dell’ordine che, una decina di giorni fa, avevano sgomberato con la forza un istituto occupato. Anche qui, comunque, la manifestazione si è svolta senza incidenti.

A Pozzuoli, nel napoletano, continuano le proteste degli studenti delle scuole medie superiori. Mercoledì è stata attuata un’occupazione simbolica dell’Istituto professionale per il turismo e il commercio “Falcone” e dell’Istituto polispecialistico di Toiano. Gli studenti – circa mille – hanno bloccato con un sit in i cancelli di accesso all’istituto e bloccato l’adiacente strada con i cassonetti della spazzatura. Le proteste stanno andando avanti con assemblee d’istituto e riunioni tra i rappresentanti delle diverse scuole.

A Bari, invece, continua l’occupazione della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università. “Occuperemo a oltranza, fino ad arrivare alla completa autogestione della facoltà”, dicono i manifestanti. Le lezioni dunque sono sospese e i docenti hanno sostenuto, insieme agli studenti, la protesta contro il Ddl Moratti. D’accordo con la protesta anche il presidente Corrado Petrocelli.

Singolare occupazione, infine, al liceo Tasso di Roma, dove la protesta si è intrecciata anche con alcune vicende interne all’istituto.

(4 novembre 2005)

Migliaia in corteo a Locri. Oggi la "marcia della legalità"

La manifestazione, nel giorno dell’Unità Nazionale, toccherà i luoghi simbolo della città calabrese. Arrivano giovani da tutti Italia. I ragazzi sul blog: “Saremo tantissimi”.

Migliaia in corteo a Locri
Oggi la “marcia della legalità”

LOCRI (RC) – Migliaia di persone, soprattutto ragazzi, si stanno riversando a Locri per partecipare alla “marcia della legalità” (o “marcia della speranza”, come tanti ormai iniziano a chiamarla) che si svolgerà questa mattina a partire dalle 12. L’evento, proposto dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catissone, e rilanciato sul blog dei ragazzi di Locri, ospitato da Repubblica Scuola&Giovani, è nato come un’iniziativa simbolica per manifestare il dissenso nei confronti delle piccole e grandi mafie che affliggono la Calabria (ma anche le altre regioni italiane) e ha visto, giorno dopo giorno, i suoi obiettivi ampliarsi. La stessa Iervolino si è detta sorpresa del numero di consensi e ha aggiunto: “Questa iniziativa è ricchezza che cresce, la gente di Locri non immaginava e non si aspettava tanta solidarietà”.

Di sicuro agli ottocento studenti inizialmente previsti da Napoli e Caserta (sono stati organizzati oltre 20 pullman) si aggiungeranno i tantissimi ragazzi che arriveranno anche da altre parti d’Italia: Trenitalia ha infatti organizzato un treno speciale, partito ieri sera alle 23.30 da Bologna, che, durante la notte, ha toccato anche Firenze, Roma, Napoli, Lamezia, Catanzaro. Ai ragazzi in corteo saranno distribuite cinquemila gerbere gialle, il fiore simbolo della lotta alla mafia.

La marcia, che partirà da piazza del Lungomare, si snoderà per le vie cittadine e passerà da tre luoghi simboli della città: palazzo Nieddu (dove è stato ucciso, il 16 ottobre, il vicepresidente della Calabria Francesco Fortguno), il palazzo del Comune e il tribunale. La conclusione è prevista in Piazza dei Martiril, dove prenderanno la parola gli studenti di Cosenza, Locri e Napoli insieme ai sindaci delle tre città. Chiuderà la manifestazione il presidente della Regione Calabria Loiero.

(4 novembre 2005)

Cresce la "community della legalità" in attesa della marcia del 4 novembre


In tanti su Repubblica con i giovani di Locri. I ragazzi (e i messaggi) del blog a “Primo Piano” del Tg3. Dall’Anci ai sindacati molti appelli per la manifestazione

Cresce la “community della legalità”
in attesa della marcia del 4 novembre

di DANIELE SEMERARO

ROMA – A tre giorni dalla “marcia della legalità” del 4 novembre continuano a ritmo incessante le manifestazioni di solidarietà, i commenti e, in generale, il grande dibattito sulla mafia che si è aperto sul blog “Ammazzateci tutti”, il diario online dei ragazzi di Locri ospitato da Scuola&Giovani di Repubblica.it, tanto che si sta creando una vera e propria “community della legalità”, a cui partecipano lettori da ogni parte d’Italia e dall’estero. E, insieme,- iniziano a parlarsi direttamente e a pensare ad una “rete” i ragazzi protagonisti di associazioni di “resistenza” alla mafia, soprattutto dalla Sicilia.

Tant’è che Primo Piano del Tg3 in onda questa sera alle 23.20 dedicherà parte della trasmissione, in collegamento con Locri, ai “ragazzi del blog”. Al programma, durante il quale saranno letti i messaggi più significativi tra gli oltre mille inviati dai lettori, parteciperà anche il Procuratore Antimafia Piero Grasso.

Il blog in queste ore è stato anche un punto d’incontro tra i ragazzi della Locride e le centinaia di persone, sparse per l’Italia, che volevano avere maggiori informazioni sulla marcia della legalità che si terrà a Locri il 4 novembre. Tanti i messaggi di solidarietà da Comuni, associazioni o singoli cittadini che non potranno essere fisicamente in Calabria; altrettanto numerose, però, le promesse di partecipazione. Singolare il messaggio di un lettore: “Prenderò un giorno di ferie per essere lì con voi”.

La “marcia”, nata come una testimonianza dei giovani, si sta trasformando in una grande manifestazione antimafia. L’Anci della Calabria ha invitato tutti i sindaci della regione a partecipare “massicciamente, con fascia tricolore e gonfaloni”, per dimostrare che “i Comuni restano in prima fila nella difficile e delicata battaglia contro la mafia”. Enzo Carra, esponente della Margherita e componente della Commissione di Vigilanza Rai e Carlo Rognoni, consigliere di amministrazione di Viale Mazzini, hanno chiesto inoltre ai direttori di rete e tg di prevedere dirette e finestre informative affinché “la Rai tenda la mano ai ragazzi e alle ragazze di Locri e della Calabria che insieme a molte istituzioni si stanno mobilitando in modo straordinario contro la criminalità organizzata”.

Una manifestazione che si prevede dunque numerosissima e che è stata promossa, fra gli altri, dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catizzone. E proprio l’on. Iervolino si è rivolta, tramite le nostre pagine, ai ragazzi del blog: “Sono felice – ha detto – che il mio invito ad aderire alla marcia pacifica a Locri stia raccogliendo un forte consenso che cresce di ora in ora, non soltanto nella nostra città, ma in vaste aree del Mezzogiorno e del Paese. Quando venerdì partiremo per Locri – dice ancora la Iervolino – saremo in centinaia, da ogni parte d’Italia, e sarà per voi tutti e per noi stessi. Perché la vostra indignazione è anche la nostra, la voglia di reagire è la stessa e saremo in tanti, il 4 novembre, a stringerci intorno a voi per lanciare insieme, ed ancora più forte, la nostra sfida contro la malavita”. Ma sono tante le adesioni che iniziano ad arrivare, tra queste Francesco Rutelli e Piero Fassino.

Oggi, infine, quattro sigle sindacali (Cgil, Cisl, Cisal e Snals) dell’Università della Calabria hanno inviato al Rettore una lettera chiedendo che si realizzi nel Campus universitario di Arcavacata “una giornata di lotta alla criminalità e di promozione della legalità nella regione”. Con questa giornata di lotta le associazioni vogliono dare “un segno tangibile di grande civiltà, moralità, solidarietà e impegno civile della più importante istituzione culturale regionale che vuole assumere il ruolo di soggetto che stimoli la mobilitazione forte e compatta della società calabrese, con in primo piano i giovani ed il loro spirito di libertà”.

(31 ottobre 2005)

(Nella foto: il procuratore nazionale antimafia Piero Grasso)

"Solo insieme vinceremo". E si lancia la marcia di Locri

In tanti dialogano online su Repubblica con i ragazzi calabresi. Il 4 novembre manifestazione nella cittadina. Messaggio del sindaco di Napoli, Iervolino

“Solo insieme vinceremo”
E si lancia la marcia di Locri

di DANIELE SEMERARO

ROMA – 700 messaggi in 24 ore, praticamente uno ogni due minuti. È davvero grande l’affluenza di lettori nel blog “Ammazzateci tutti”, il diario online dei ragazzi di Locri ospitato da Scuola&Giovani di Repubblica.it. Tra dibattiti sulla mafia, messaggi di solidarietà e proposte di iniziative si sta creando una vera e propria “community della legalità”, a cui partecipano lettori da ogni parte d’Italia e dall’estero.
E, insieme, iniziano a parlarsi direttamente e a pensare ad una “rete” i ragazzi protagonisti di associazioni di “resistenza” alla mafia, soprattutto dalla Sicilia.

Il blog, aperto a due settimane di distanza dall’uccisione del vicepresidente della Calabria Francesco Fortugno, è diventato un punto di incontro per l’Italia che non vuole arrendersi alla mafia, e per i tanti calabresi che vogliono, in qualche modo, reagire.

Tra le richieste più pressanti che vengono dai lettori c’è quella di organizzare una grande manifestazione nazionale contro tutte le mafie. Magari a Roma, propone qualcuno. E mentre il popolo della Rete si organizza, dal comune di Locri fanno sapere che è tutto pronto per la grande marcia della speranza del 4 novembre, promossa, fra gli altri, dal sindaco di Napoli Rosa Russo Iervolino e da quello di Cosenza Eva Catizzone. E proprio l’on. Iervolino si rivolge oggi, tramite le nostre pagine, ai ragazzi del blog: “Sono felice – ha detto – che il mio invito ad aderire alla marcia pacifica a Locri stia raccogliendo un forte consenso che cresce di ora in ora, non soltanto nella nostra città, ma in vaste aree del Mezzogiorno e del Paese. Quando venerdì partiremo per Locri – dice ancora la Iervolino – saremo in centinaia, da ogni parte d’Italia, e sarà per voi tutti e per noi stessi. Perché la vostra indignazione è anche la nostra, la voglia di reagire è la stessa e saremo in tanti, il 4 novembre, a stringerci intorno a voi per lanciare insieme, ed ancora più forte, la nostra sfida contro la malavita”. Ma sono tante le adesioni che iniziano ad arrivare, tra queste Francesco Rutelli e Piero Fassino.

Tra gli altri temi dibattuti sul blog c’è anche quello dell’omertà. Sono molti i navigatori che si chiedono perché sia così difficile denunciare la malavita. Tra le tante voci c’è anche chi, con forza, chiede che i cittadini inizino a ribellarsi, che inizino a fare i nomi.
E intanto la notizia dell’apertura di questo spazio online per confrontarsi sui problemi di tutte le mafie sta facendo letteralmente il giro della rete. Sono già moltissimi, infatti, i blog che rimandano a quello ospitato da Repubblica.it.

(28 ottobre 2005)

"Vietato ai maggiori" compie 2 giorni. Ed è già blog-mania tra i giovanissimi

Centinaia i diari web aperti grazie all’iniziativa di Repubblica Scuola&Giovani
e Kataweb. Viaggio all’interno delle pagine più interessanti

“Vietato ai maggiori” compie 2 giorni
ed è già blog-mania tra i giovanissimi

L’innamorato, l’indipendentista sardo. E i ragazzi del collettivo…
di DANIELE SEMERARO

ROMA – Dall’indipendentista sardo al romanticone, dall’appassionato di cinema al rappresentante d’istituto. È un bilancio decisamente positivo quello dei primi due giorni di vita di “Vietato ai maggiori”. Repubblica.it e Kataweb offrono a tutti i ragazzi la possibilità di creare il proprio blog, una sorta di “diario online” in cui esprimere opinioni, discutere di temi vari, raccontare le proprie giornate o magari chiedere consiglio sui propri problemi. Il tutto senza bisogno di particolari nozioni tecniche: basta sceglierne il nome, la veste grafica e l’argomento. Il gioco è fatto.

L’idea è quella di dare ai ragazzi uno spazio in cui si possano esprimere con una relativa libertà e non si sentano costretti, come spesso accade su altri siti, a dover dire le cose che gli adulti vogliono sentirsi dire.

E così già dalle prime ore spuntano i primi blog. Come quello di Adalberto, un patito di cinema, che scrive: “Anche se ho 14 anni non significa che non sia capace di tenere in mano una telecamera, scrivere storie, o semplicemente di montare un metraggio”, proponendo ai suoi coetanei appassionati della macchina da presa di iniziare una collaborazione. Oppure c’è chi, senza rivelare il proprio nome, ha trovato un modo innovativo di dimostrare il proprio amore alla fidanzata: “Quella che vedete qui sotto è la mia ragazza – dice riferendosi a una fotografia -, dire che è stupenda è riduttivo. La devo ringraziare ogni istante per essere entrata nella mia vita”.

Poi c’è chi racconta, secondo un format già sperimentato in moltissimi altri blog, le proprie giornate di lavoro, cercando di trovare uno spiraglio per evadere, anche per qualche istante, dal proprio ufficio e dalla propria scrivania. E chi, invece, come “KoLLetTivo KONTESTO” racconta l’emozione per la creazione di un collettivo nella propria scuola: “Eravamo pochi, è vero, ma eravamo davvero carichi e abbiamo passato due ore e mezzo di fiato a discutere dei problemi della nostra scuola e della scuola italiana”.

Uno dei blog più singolari è certamente “Indipendentzia Repubblica de Sardignia”, creato da Vilfredo, che invita tutti a partecipare a una discussione sull’indipendentismo sardo: “Non pensate a un indipendentista come a uno che va in giro col costume a cantare ‘Nanneddu Meu'”, dice, proponendo un confronto democratico con i coetanei. Il suo prossimo obiettivo? Creare, sempre sul blog, un piccolo dizionario sardo-italiano.

Le idee non mancano, come si può vedere, e siamo ancora agli inizi. Entro qualche giorno dalla creazione i blog cominceranno anche a essere indicizzati nei più importanti motori di ricerca (da Google a Yahoo! a Technorati) e da allora saranno ancora di più sotto gli occhi di tutti, e i commenti e i link incrociati aumenteranno a dismisura, creando una vera e propria community.

(28 ottobre 2005)

"Ora una costituente sull'università". Ma Fini insiste: "Stop ai privilegi"


Le critiche della Conferenza dei Rettori: “Subito una proposta da presentare al prossimo Governo”. La Moratti: “Legge fraintesa”. Fini: “Pone fine ai privilegi”

“Ora una costituente sull’università”
ma Fini insiste: “Stop ai privilegi”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – A due giorni dall’approvazione del Ddl Moratti sulla riforma dell’ordinamento giuridico dei professori universitari non si placa la polemica e la protesta all’interno del mondo accademico.

Per il presidente della Conferenza dei Rettori Piero Tosi “il provvedimento è stato purtroppo approvato lasciando irrisolte questioni fondamentali per il rilancio concreto del sistema universitario. Ora – continua Tosi – dobbiamo subito valorizzare quanto è emerso da cuore delle università e della società civile in questi ultimi mesi, in termini di dibattito e di concreta elaborazione, per trasformarlo in una proposta da affidare al prossimo Parlamento. Per questo la Crui, con tutte le componenti del sistema, realizzerà quanto prima quell’assise nazionale sull’Università, già proposta con la relazione al Paese lo scorso 20 settembre, che determini la più ampia partecipazione e condivisione”. Per Tosi, dunque, la “Costituente dell’Università” avrà l’obiettivo di individuare proposte per mettere “la ricerca al centro dei diritti e doveri dei docenti” e garantire “agli Atenei un finanziamento adeguato alle risposte che da loro giustamente il Paese pretende”.

E intanto i Ds rendono noto che creeranno un Forum per discutere ed elaborare le politiche per la ricerca e l’università, in vista “di scadenze importanti: l’opposizione alle scelte governative, la definizione del programma per la prossima legislatura, le elezioni e una nuova opportunità di governo del Paese”.

Ieri durante una conferenza stampa il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti aveva detto che la riforma non è stata capita: “Temo che questo decreto non sia stato neppure letto e che la riforma sia stata strumentalizzata. Non capisco a che fine – continua la Moratti, che martedì è stata fortemente contestata da studenti, ricercatori e docenti con l'”assedio pacifico” a Montecitorio -, visto che l’istruzione e la formazione superiore sono un bene comune del Paese”.

D’accordo con il ministro anche il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini, secondo cui il provvedimento “determina reazioni perché pone fine, in prospettiva, a tutta una serie di privilegi e di baronati che non hanno alcun senso in questo periodo. Non è vero – ha detto Fini – che si introduce il precariato, e per quanto riguarda i ricercatori, se uno è bravo credo che la meritocrazia e la competizione finiscano per stimolare la ricerca”.

(27 ottobre 2005)

(Nella foto: Il ministro dell’Istruzione Letizia Moratti)

Palma d'oro all'Harvard University. La top-20 degli atenei premia gli Usa


La ricerca del Times di Londra. Nessuna università italiana tra le migliori del mondo. Nella classifica delle prime venti Inghilterra, Francia e Cina

Palma d’oro all’Harvard University.
La top-20 degli atenei premia gli Usa

LONDRA – L’Università americana di Harvard è la più prestigiosa del mondo. Anche quest’anno nessun ateneo italiano, invece, figura tra i 20 più quotati. Lo rivela una ricerca del quotidiano londinese Times.

Secondo la classifica, redatta grazie alla valutazione di 2375 docenti universitari, l’ateneo del Maryland è seguito a breve distanza dal Mit, il Massachussets Institute of Technology. Non potevano poi mancare le due storiche università inglesi, Cambridge e Oxford. E ancora, Stanford, l’università californiana con sede a Palo Alto, nel cuore della Silicon Valley, l’Università Berkeley della California e Yale, a New Haven, nel Connecticut. Tra i primi sette atenei, dunque, ben cinque sono statunitensi.

Oltre a Cambridge e Oxford, il primo ateneo europeo che si incontra è la francese École Polytechnique, al decimo posto, mentre a sorpresa al quindicesimo posto compare l’università di Pechino.

Tra i fattori che hanno influenzato la classifica, il numero di studi citati dagli altri atenei, il rapporto numerico tra docenti e studenti e il numero di professori, alunni e ricercatori provenienti dall’estero che lavorano nelle diverse facoltà e dipartimenti.

(Nella foto: L’Università di Harvard, a Cambridge, nel Maryland)

La sfida dei ragazzi della Locride. "Ammazzateci tutti" diventa un blog

Sarò io a curare, per i primi giorni, il blog dei ragazzi della Locride. Un’iniziativa fortemente voluta dalla redazione Scuola&Giovani di Repubblica.it


Avevano sfilato, senza parole, dopo l’assassinio di Francesco Fortugno.
Ora hanno la possibilità di esprimersi attraverso un diario online

La sfida dei ragazzi della Locride
“Ammazzateci tutti” diventa un blog

di DANIELE SEMERARO

Avevano fatto riflettere e commuovere l’Italia, il 19 ottobre scorso, in occasione dei funerali del vicepresidente della Calabria Francesco Fortugno, barbaramente ucciso a Locri in un agguato fuori da un seggio delle Primarie dell’Unione. Avevano portato in piazza, in una manifestazione silenziosa, diversi striscioni, tra cui quello che poi è diventato l’emblema del rifiuto dei ragazzi ad arrendersi al terrorismo: “E adesso ammazzateci tutti”. Repubblica.it, a due settimane di distanza, offre da oggi l’occasione ai giovani della Locride di non restare soli, ma di rimanere in contatto con quell'”Italia che non li abbandona”, come ha affermato il presidente Ciampi, attraverso un blog, in cui esprimere i propri pensieri e confrontarli con tutti.

“A noi giovani – avevano detto – interessa trovare un modo per reagire e per capire quali siano gli strumenti da adottare per liberarci dal giogo mafioso. Il sacrificio di Franco Fortugno è stata una frustata che ha colpito tutte le genti della Calabria. Noi giovani ci siamo svegliati dal torpore in cui vivevamo e abbiamo riscoperto la capacità di indignarci”. Il blog, una sorta di “diario online”, permetterà a chiunque lo desideri di commentare ciò che scriveranno i ragazzi, esprimendo un pensiero, un’opinione, o anche semplicemente un gesto di solidarietà.

Uno slogan importante, quello “Ammazzateci tutti”, che darà anche il titolo a una campagna di sensibilizzazione a livello nazionale per la legalità, promossa dalla Regione Calabria, a cui hanno dato l’adesione numerosi noti esponenti, calabresi di nascita, del mondo dello sport, dello spettacolo e della moda. Al loro contributo si affiancherà anche la produzione e distribuzione gratuita di oltre ventimila magliette.

(27 ottobre 2005)

(Nella foto: Lo striscione esposto durante la manifestazione del 19 ottobre scorso)

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"L'Enel paghi quello studente". Un dipendente vince in Cassazione

La sentenza della Corte suprema dà ragione a un universitario-lavoratore
che si era visto rifiutare il diritto ai permessi retribuiti per studio

“L’Enel paghi quello studente”. Un dipendente vince in Cassazione

ROMA – “Incoraggiare e agevolare” il più possibile gli studenti lavoratori, perché il loro arricchimento culturale “si riverbera positivamente sulla collettività”. È l’invito rivolto alle aziende dalla Corte di Cassazione. Con una sentenza della sezione Lavoro, il tribunale ha dato ragione a uno studente, Aldo, che lavorava presso l’Enel Distribuzione, e che si era visto negare dalla Corte d’Appello de L’Aquila il pagamento dell’indennità corrispondente alla mancata concessione dei permessi retribuiti in ragione degli esami sostenuti presso una scuola speciale, all’interno della Facoltà d’Ingegneria dell’Universita aquilana, per il conseguimento del diploma di Esperto in Tutela Ambientale.

Nonostante il Giudice del Lavoro del Tribunale di Sulmona, nel dicembre ’99, avesse imposto all’Enel di concedere allo studente i permessi “retribuiti nella misura di due ore giornaliere, per un periodo massimo di dieci giorni per ogni esame universitario”, la Corte d’Appello glieli aveve revocati, sostenendo che il diploma di esperto ambientale conseguito da Aldo non era paragonabile a un “diploma universitario”, e che “allo stato della legislazione in materia, i diplomi rilasciati dalle scuole dirette a fini speciali non hanno ancora avuto una loro collocazione giuridica, tant’è che può dubitarsi anche del valore legale del diploma”.

Il giovane si è quindi appellato in Cassazione e ha vinto il ricorso. Secondo la Suprema Corte, infatti, è compito delle aziende aiutare e stimolare chi impiega le “residue energie”, dopo il lavoro, nel raggiungimento di un titolo di studio. “I lavoratori studenti – si legge nella sentenza – iscritti e frequentanti corsi regolari di studio in scuole di istruzione primaria, secondaria e di qualificazione professionale, statali, pareggiate o legalmente riconosciute o comunque abilitate al rilascio di titoli di studio legale, hanno diritto a turni di lavoro che agevolino la frequenza ai corsi e la preparazione agli esami e non sono obbligati a presentazioni di lavoro straordinario o durante i riposi settimanali”. Un principio che “riguarda tutti i lavoratori studenti, compresi quelli universitari”, in nome del “diritto allo studio garantito dall’articolo 34 della Costituzione e dall’articolo 10 dello Statuto dei Lavoratori”.

Ma non è tutto: i permessi giornalieri retribuiti per studio, continua la Cassazione, spettano anche “al lavoratore studente autodidatta, candidato all’esame in qualità di privatista”, che intenda dedicarsi allo studio “per conseguire la possibilità di affrontare, senza remore di carattere economico, gli esami per ottenere titoli riconosciuti dall’ordinamento giuridico statale”.

Ora a stabilire l’esatta retribuzione per lo studente lavoratore, in ragione degli esami sostenuti, sarà la Corte d’Appello di Perugia, alla quale la Cassazione ha passato il caso.

(26 ottobre 2005)

Casini: "Condanno le provocazioni". E sugli scontri scoppia la polemica


Il riferimento all’atteggiamento dei deputati di An fino al “dito medio alzato” della Santanchè. Ds: “Non si può infangare una bella giornata di democrazia”

Casini: “Condanno le provocazioni”. E sugli scontri scoppia la polemica

Pisanu venerdì alla Camera. La Mussolini difende le forze
dell’ordine, ma non c’è ancora chiarezza sul motivo degli scontri

ROMA – In uno Stato democratico “la libertà di manifestazione è intangibile, ma non può sfociare in violenza”. Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini torna sugli incidenti accaduti ieri nei pressi di Montecitorio durante le manifestazioni contro la riforma universitaria. E bacchetta chiunque “voglia cavalcare episodi violenti, nell’opposizione come nella maggioranza”.

“Se c’è una manifestazione – continua Casini – non mi ci vado a ficcare in mezzo per il gusto di provocare perché questo è assolutamente sbagliato”. Ieri infatti alcuni deputati di An, in primis Ignazio La Russa, durante le prime fasi dell'”assedio” degli studenti a Montecitorio erano scesi in piazza con l’intento di provocare.
E ancora: “Credo che bisogna avere grande intelligenza. C’è un proverbio molto saggio che dice: chi ha più intelligenza la usi”. Chiaro il riferimento al gesto di Daniela Santanchè, “beccata” da diversi giornalisti mentre col braccio alzato mostrava ai manifestanti il dito medio alzato, sorridendo.
Pronta la replica della deputata di An: “È vergognoso che si metta in risalto un gesto irrilevante, mi urlavano cose irripetibili”.

“Poiché questi episodi – conclude Casini – toccano in parte la Camera dei Deputati, ma in larga parte toccano il Paese, ciascuna forza politica deve assumersi la responsabilità di condanne, ferme se sono necessarie perché ambiguità o equidistanza su questi fatti non ci possono essere”.

Dello stesso parere il segretario Ds Piero Fassino: “Quella di ieri – ha detto – è stata una grandissima manifestazione che non può essere offuscata da episodi, tutto sommato, marginali. Penso anche – aggiunge, in riferimento alle provocazioni – che sarebbe una buona cosa che i parlamentari si dedicassero in primo luogo all’attività legislativa ed evitassero, come hanno fatto ieri alcuni parlamentari di An, di farsi coinvolgere in episodi che potevano essere evitati”.

Ieri in Aula l’opposizione aveva chiesto al governo di chiarire la dinamica dei tafferugli. “Una lunga giornata di democrazia, sia all’interno che all’esterno del Parlamento – avevano detto Grignaffini e Tocci dei Ds – non deve essere macchiata da problemi di ordine pubblico”. E mentre per Alessandra Mussolini “non si possono mettere sul banco degli imputati le forze dell’ordine”, oggi si apprende che il ministro dell’Interno Pisanu riferirà sugli incidenti venerdì alla Camera.

Nella tarda serata di ieri, al termine degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, che hanno visto anche alcuni feriti tra studenti e giornalisti, era arrivata anche la precisazione della Questura di Roma, che parla di provocazioni degli studenti ma, afferma: “I due agenti intervenuti in via del Corso, dando il via al contatto con i manifestanti e i conseguenti tafferugli, hanno deciso di agire di loro iniziativa”.

(26 ottobre 2005)

(Nella foto: Il presidente della Camera Pierferdinando Casini)

Atenei, ultimo scontro sulla legge. La protesta di scuole e università


Oggi la riforma Moratti approda alla Camera: già annunciato uno scontro sulla costituzionalità. Atenei mobilitati. La manifestazione di domani a Roma

Atenei, ultimo scontro sulla legge. La protesta di scuole e università

di DANIELE SEMERARO

ROMA – È iniziata oggi una due giorni che vede una grande mobilitazione del mondo della scuola, dell’università e della ricerca nei confronti del Ddl Moratti sul riordino dell’intero settore. Dopo l’approvazione, la scorsa settimana, della riforma della scuola secondaria, approda oggi pomeriggio a Montecitorio la discussione del disegno di legge sullo stato giuridico dei docenti universitari. Ed è scontro anche tra i due poli.

Venerdì scorso la commissione parlamentare Affari Costituzionali aveva infatti rinviato l’articolo 1 del Ddl ritenendolo “incostituzionale”. A sorpresa, poi, nel pomeriggio, lo strappo della commissione Cultura della Camera, che ha approvato un ordine del giorno del presidente Ferdinando Adornato con il quale è stato deciso che la votazione sarebbe stata portata in aula anche in presenza di dubbi di costituzionalità, ignorando così i ripetuti appelli provenienti dal mondo universitario e dei sindacati di cogliere l’occasione per ridiscutere parti della riforma. Durissimo lo scontro con il centro-sinistra: i Ds hanno fatto sapere che in Aula chiederanno di “ripristinare la legalità parlamentare, eliminando l’assurdo colpo di mano effettuato sul parere di costituzionalità”.

Oggi dunque l’inizio della discussione, per domani è prevista l’approvazione definitiva. In concomitanza è stato organizzato un corteo di protesta che si snoderà a partire dalle 9.30 da Piazza della Repubblica per percorrere poi alcune strade del centro di Roma, fino a piazza Navona. È prevista un’altissima adesione: da tutte le università d’Italia stanno partendo delegazioni di studenti e ricercatori che prenderanno parte al corteo. Alla protesta parteciperanno anche gli studenti delle scuole medie superiori, scesi già in piazza venerdì scorso, per protestare contro la “loro” riforma. Una manifestazione, dunque, che vedrà coinvolto tutto il mondo dell’istruzione: studenti e ricercatori ma anche docenti e genitori per dire no a una legge che non risolve i problemi del mondo della scuola.

Durante le scorse settimane in agitazione tutto il mondo dell’università: ci sono stati diversi blocchi della didattica, soprattutto a Roma dove sono state occupate molte facoltà della “Sapienza” e la facoltà di Architettura di “Roma Tre”, mentre a Bologna le dimissioni di numerosi ricercatori hanno bloccato l’inizio delle lezioni. Proteste che si sono unite con gli studenti medi, che al grido di “aiutateci a fermarla” hanno occupato numerose scuole in tutto il Paese.

(24 ottobre 2005)

Un piccolo aiutino :)

MESSAGGIO IMPORTANTE

Per la mia tesi sto conducendo un’inchiesta sull’utilizzo e l’attendibilità delle nuove tecnologie nel mondo dell’informazione. Ho bisogno di contattare 250 persone, e purtroppo non è cosa semplice.
Ho fatto un piccolo questionario (per compilarlo bastano 2 minuti, giuro!) che potete scaricare QUI. Una volta compilato lo dovreste rimandare al mio indirizzo, d.semeraro @ libero.it. Ovviamente vi sarei molto grato se, oltre a voi, lo poteste rigirare anche ai vostri parenti e amici e dire loro, poi, di inviarmelo via e-mail.
Il funzionamento è molto semplice: basta aprire il file (è un semplice documento Word) e inserire una X accanto alla vostra risposta.

Molti di voi l’hanno già fatto, e per questo vi ringrazio davvero tanto!

Che altro aggiungere?

Grazie ancora dell’aiuto che vorrete darmi, davvero!

D@di

Sfregiata a scuola per vendetta. Dodicenne vittima del bullismo


La storia di Shanni Naylor aggredita da una coetanea in una scuola di Sheffield. Il padre: “Mia figlia aveva difeso un compagno di classe”

Sfregiata a scuola per vendetta. Dodicenne vittima del bullismo

SHEFFIELD (Inghilterra) – Shanni Naylor, una ragazzina di dodici anni, è stata ripetutamente accoltellata all’interno della sua scuola a Sheffield, nell’Inghilterra Centrale, a una cinquantina di chilometri da Manchester, dopo aver cercato di difendere un altro ragazzino che da giorni veniva continuamente preso in giro. È accaduto ieri alla Myrtle Springs school.

Il padre ha riferito che Shanni per poco non ha perso un occhio: “È stato un miracolo – ha detto – che non sia rimasta accecata”. Secondo alcune testimonianze, durante la colluttazione, la sua avversaria l’ha accoltellata urlando e dicendo parolacce. Un’insegnante, sentite le urla è accorsa immediatamente a dividere le due ragazzine, sotto lo sguardo terrorizzato degli altri alunni.
“Un’aggressione davvero immorale – continua il padre – perché mia figlia non è stata sfregiata solo una volta, ma ripetutamente. Non riesco ancora a credere che è successa una cosa del genere nel bel mezzo di un normale giorno di scuola. Mia figlia è traumatizzata”.

Shanni, subito ricoverata, è stata medicata con 30 punti di sutura, e sarà sottoposta a un intervento di plastica facciale. Secondo quanto riferiscono i medici, potrebbe rimanere sfregiata a vita.
“La mia Shanni non aveva possibilità di difendersi, il suo volto era dilaniato e soffriva”. ha riferito la nonna di Shanni, Kathleen Naylor, annunciando che la famiglia intende denunciare i dirigenti dell’ufficio scolastico cittadino e chiederanno spiegazioni ben precise: “Non è possibile – ha detto – che si lascino dei ragazzini portare con sé delle armi dentro le aule scolastiche. Mandiamo i nostri figli a scuola per educarli, non per sfregiarli a vita”.

Questo è solo l’ultimo clamoroso esempio di una violenza crescente nelle scuole britanniche. Tant’è che il governo di Londra ha recentemente approvato una legge per imporre una più ferrea disciplina delle scuole.
Il segretario inglese all’Educazione Ruth Kelly, infatti, ha affermato che “saranno introdotte nuove possibilità, legalmente riconosciute, per punire i ragazzi e reprimere i loro comportamenti, quando questi diventano estremamente scorretti”.

(21 ottobre 2005)

(Nella foto: Il volto di Shanni Naylor)

Innocente, 11 anni in carcere. E ora la Cassazione lo assolve.


Giuseppe Lastella era stato condannato a 30 anni di reclusione
Ad accusarlo era stato un pregiudicato in fin di vita nel ’90

Innocente, 11 anni in carcere e ora la Cassazione lo assolve

La sentenza della suprema corte dopo nove giudizi, una sentenza definitiva e un processo di revisione

ROMA – Era stato condannato a trent’anni per concorso in omicidio volontario ma, dopo undici anni passati dietro le sbarre, è stato assolto. È la storia di Giuseppe Lastella, barese di 41 anni, che dopo nove giudizi, una sentenza definitiva ed il processo di revisione, si è visto riconoscere dalla Corte di Cassazione l’assoluzione perché “estraneo ai fatti”.

La vicenda cominciò nell’aprile del 1990, quando nei pressi di Cosenza il pregiudicato Domenico Chironna, che si scoprì poi essere coinvolto in un traffico di stupefacenti, fu ucciso in un agguato sull’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Chironna prima di morire fece il nome dei suoi aggressori, indicando anche Lastella. La vicenda, così, si è trascinata per undici anni tra processi, appelli e annullamenti di sentenze.

Giuseppe Lastella, rinviato a giudizio, fu processato a Cosenza in Corte d’Assise ma fu assolto. Poi ci fu l’appello del Pm e il processo di secondo grado davanti alla Corte d’Assise d’Appello di Catanzaro, che si concluse con la condanna a trent’anni di reclusione. La sentenza, subito impugnata in Cassazione, arrivò alla Corte d’Assise di Reggio Calabria che confermò la condanna. Nel dicembre del 2001 i difensori di Lastella presentarono alla Corte di Appello di Catanzaro una richiesta di revisione del processo, sulla base di nuove testimonianze. La domanda, inizialmente respinta, approdò di nuovo in Cassazione, che dispose il processo di revisione davanti alla Corte d’Appello di Salerno. Qui i due presunti complici di Lastella dichiararono che questi era completamente estraneo all’uccisione di Chironna e così, nell’aprile dello scorso anno, la Corte d’Assise d’Appello di Salerno concluse il giudizio di revisione dichiarando l’innocenza di Lastella. Ancora una volta la sentenza venne impugnata, ma l’11 ottobre scorso è arrivata la decisione dei supremi giudici: assoluzione definitiva.

La Corte di Cassazione, così, ha messo la parola fine alla vicenda riconoscendo una volta per tutte l’estraneità dell’imputato ai fatti contestati. Lastella ora si accinge a chiedere un sostanzioso risarcimento per ingiusta detenzione.

(18 ottobre 2005)

(Nella foto: il Palazzo di Giustizia a Roma)