Burlone di Wikipedia: "Scusatemi". Aveva modificato una biografia


Per scherzo ha alterato la biografia di un famoso giornalista Usa
collegandolo all’assassinio dei Kennedy. Ma è stato scoperto

Burlone di Wikipedia: “Scusatemi”
aveva modificato una biografia

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Aveva pubblicato per scherzo su Wikipedia, la celebre enciclopedia online che vive del contributo degli utenti, notizie false sull’assassinio dei fratelli Kennedy, collegandoli a un famoso giornalista. Ora Brian Chase, impiegato in un’azienda di spedizioni a Nashville, chiede scusa: “È stato uno scherzo che è andato a finire terribilmente male”, ha dichiarato in un’intervista al quotidiano “The Tennessean”.

La vicenda è iniziata nel maggio 2005, quando Brian Chase aveva aggiunto alla biografia del giornalista John Seigenthaler delle notizie false sulla morte di John Fitzgerald Kennedy. Secondo quanto si poteva leggere fino a qualche settimana fa, il giornalista sarebbe stato direttamente collegato agli assassini di John e Robert Kennedy e avrebbe vissuto per oltre tredici anni nell’allora Unione Sovietica. Ma era tutto falso, ammette ora Chase: uno scherzo a un collega di lavoro che conosceva la famiglia del famoso editorialista.

Da parte sua Seigenthaler, rimasto sconvolto vedendosi collegare all’assassinio dei fratelli Kennedy, con i quali aveva anche lavorato, aveva scritto un articolo per Usa Today, il giornale per cui scrive, mettendo in dubbio la credibilità di Wikipedia. La notizia poi era stata subito corretta dai gestori dell’enciclopedia, ma l’evento aveva avuto un tale rilievo negli Stati Uniti da far nascere un vero e proprio dibattito attorno alla credibilità e all’autenticità delle notizie scritte nelle enciclopedie libere.

L’editorialista, comunque, ha annunciato di non voler intraprendere azioni legali nei confronti di Brian Chase, che ha anche rassegnato le dimissioni al proprio datore di lavoro.

Lo scherzo ha anche causato il cambiamento di rotta nella politica di Wikipedia: attualmente solo gli utenti registrati possono contribuire a inserire i nuovi articoli. C’è da dire però che nonostante le nuove restrizioni, il sistema di Wikipedia continua a essere potenzialmente vulnerabile: chiunque, infatti, può intervenire in modo anonimo e modificare gli articoli già pubblicati da altri.

(12 dicembre 2005)

(Nella foto: Il giornalista americano John Seigenthaler)

Ici, Savona la provincia più cara. Seguono Roma, Bologna e Venezia


Studio della Cgia di Mestre: nel capoluogo ligure l’imposta sugli
immobili è la più alta d’Italia. Vibo Valentia città più economica

Ici, Savona la provincia più cara
Seguono Roma, Bologna e Venezia

di DANIELE SEMERARO

VENEZIA – I cittadini della provincia di Savona sono i più vessati d’Italia in materia di Ici: avrebbero pagato, in media, al proprio comune 335,57 euro. Dopo di loro i cittadini della provincia di Roma (304,37 euro pro capite) e Bologna (298,34 Euro). È quanto emerge, a pochi giorni dalla scadenza del saldo dell’Imposta Comunale sugli Immobili prevista per il prossimo 20 dicembre, da uno studio realizzato dalla Cgia di Mestre. L’indagine riguarda i dati del 2004 e le variazioni di gettito tra il 2001 e il 2004.

Dopo Savona, Roma e Bologna tra le città più care anche Genova (291.84 euro pro capite) e Rimini (284,35 euro). Chiude la classifica Vibo Valentia, la provincia più “economica”, con 51,19 euro. La media nazionale si attesta sui 170,15 euro.

A registrare i maggiori incrementi, rivela ancora la ricerca, è stata la provincia di Pescara (tra il 2001 e il 2004 la variazione si attesta a +24,7%) seguita da Parma (+16,7%), Agrigento e Piacenza (+16,4%). A Cagliari, invece, il gettito è diminuito dell’1,3%.

“In molte città italiane – spiega il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi – le aliquote non sono state toccate e a livello nazionale l’aumento medio è stato del 4,6%”. Questo aumento è dovuto, continua Bortolussi, a un “effetto combinato di almeno tre fattori. Il primo: una lotta più serrata all’evasione; il secondo: l’aumento del valore catastale degli immobili; il terzo: l’espansione delle aree edificabili”.

(Nella foto: Cittadini in fila alle Poste per pagare l’Ici)

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Boom d'iscrizioni nelle università. Ma il 50% degli studenti è pendolare


Secondo l’indagine “Euro Student” ci sono oltre centomila nuove matricole nei nostri atenei. Sale però anche la richiesta di sussidi per il diritto allo studio

Boom d’iscrizioni nelle università
ma il 50% degli studenti è pendolare

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Sempre più ragazzi s’iscrivono all’università, allargando la base degli studenti con oltre centomila nuove matricole rispetto agli scorsi anni. La maggior parte di loro, però, è pendolare e viaggia costantemente da una città all’altra per studiare. Boom di richieste, inoltre, per sussidi di diritto allo studio. Sono i dati più interessanti che emergono dalla quarta indagine “Euro Student”, un’inchiesta a tutto campo sul mondo dell’università in Italia realizzata dalla Fondazione Rui.

Centomila nuovi iscritti. Con la riforma del cosiddetto “3+2” il numero degli iscritti nei nostri atenei è salito di oltre centomila unità. Le nuove matricole fanno parte di due tipologie di studenti: coloro che, appena diplomati, hanno deciso di entrare nelle università attratti dalle nuove offerte dei corsi di laurea triennali e coloro che, invece, avevano già conseguito il diploma negli anni precedenti ma non si erano iscritti ai vecchi corsi, e che la riforma ha fatto rientrare. Secondo l’indagine, l’effetto positivo dell’allargamento della base studentesca è la premessa per far crescere la quota di laureati in Italia, che costituiscono appena il 10% della popolazione (la media dei Paesi Ocse, invece, è del 15%). C’è da registrare, però, come gli studenti denuncino limiti e incongruenze del nuovo ordinamento universitario: il 70% di loro, infatti, considera insufficiente la preparazione della laurea triennale e pensa di continuare gli studi dopo aver conseguito il titolo di primo livello. Il boom d’iscritti, poi, non coincide con il numero dei laureati: secondo la ricerca infatti i ragazzi studiano con difficoltà e con risultati inferiori alla media, il che li espone al rischio abbandono.

Oltre il 50% è pendolare. Continua ad essere elevato il numero di studenti pendolari: attualmente sono il 50,5% della popolazione studentesca. La maggior parte di questi ragazzi, spiega l’indagine, ha scelto un’università vicino casa non potendosi permettere il trasferimento in altra città (cosa che ha potuto fare solo il 22% dei colleghi). La scelta della facoltà per i pendolari, infatti, è stata determinata dalla presenza degli atenei nelle città più vicine o meglio collegate più che dall’offerta didattica e dalla qualità dei docenti, che invece risultano determinanti per chi si trasferisce. La ricerca, poi, mette in luce anche come sia necessario migliorare le condizioni e i servizi per assicurare agli studenti la presenza all’interno degli atenei, come ad esempio l’insegnamento a distanza di tipo “Nettuno” e le forme di diritto allo studio (Dsu), che spesso risultano determinanti nella scelta di continuare gli studi: borse di studio e contributi per gli alloggi e i trasporti vengono utilizzati da oltre il 25% degli studenti, con una domanda spesso superiore all’offerta.

L’indagine, che verrà presentata mercoledì a Roma, è stata svolta nel 2004 su un campione di 5.023 studenti, in maggioranza all’inizio della carriera universitaria.

(12 dicembre 2005)

(Nella foto: Il 50,5% degli studenti è pendolare)

Parigi, operazione antiterrorismo. Decine di arresti nelle banlieue


Secondo gli investigatori si tratterebbe di persone “appartenenti alla criminalità comune” che finanziavano gli integralisti islamici

Parigi, operazione antiterrorismo
decine di arresti nelle banlieue

di DANIELE SEMERARO

PARIGI (Francia) – Tra le 20 e le 30 persone sono state arrestate, questa mattina, nella regione parigina e nell’Oise, a nord della capitale, nell’ambito di un’operazione antiterrorismo.

Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi nell’ambito di un’inchiesta sul finanziamento del terrorismo e su progetti di attentati. Secondo fonti della polizia, fra gli arrestati figurano “persone conosciute come appartenenti al grande banditismo” e sospettate di aver commesso rapine a mano armata per “finanziare la causa degli integralisti islamici”.

Secondo gli investigatori, che stavano indagando da settimane, una parte delle persone arrestate pensava di compiere “azioni violente” sul territorio francese. L’operazione, coordinata dal magistrato antiterrorismo Jean-Louis Bruguiere che sta indagando sull’ipotesi di accusa di “associazione a delinquere finalizzata al terrorismo”, è stata compiuta dal controspionaggio francese (Dts), in collaborazione con l’Ufficio centrale per la repressione del banditismo (Orcb) e la Brigata di ricerca e d’intervento (Bri).

(12 dicembre 2005)

(Nella foto: L’arresto di una donna, a Parigi, sospettata di aver preso parte a rapine a mano armata per finanziare il terrorismo islamico)

Cina, nuova esplosione in miniera. 96 dispersi nel nord-ovest


Il 27 novembre 171 minatori erano stati uccisi in un incidente
Oggi la nuova sciagura. E il bilancio è destinato a salire

Cina, nuova esplosione in miniera
96 dispersi nel nord-ovest

di DANIELE SEMERARO

PECHINO (Cina) – Almeno 96 persone sono disperse a causa di un’esplosione che si è verificata all’interno di una miniera di carbone nella provincia di Hebei, nella parte nord-occidentale della Cina, a 164 chilometri da Pechino. Si tratta del quarto grave incidente in un mese nell’industria mineraria.

L’esplosione è avvenuta alle 15.30 ora locale (le 8.30 italiane) nella miniera Liuguantun, nella città di Tangshan. Inizialmente l’agenzia di stampa Nuova Cina aveva indicato un bilancio di 123 dispersi. Poi la rettifica: dei 123 minatori presenti al momento dell’esplosione, 27 sono riusciti a mettersi in salvo e sono illesi. Degli altri 96 lavoratori, invece, non si hanno notizie. E le cifre, spiegano i responsabili dei soccorsi, non sono ancora definitive. Il vice-governatore provinciale Fu Shuangjian si è recato sul posto per coordinare le operazioni e avviare un’inchiesta sull’incidente.

Solo il 27 novembre scorso un’esplosione di grisù in una miniera di carbone dalla provincia di Heilongjiang (nel nord-est del Paese) aveva causato la morte di 171 persone, uno dei bilanci più pesanti per una sciagura mineraria negli ultimi anni in Cina.

(7 dicembre 2005)

(Nella foto: Il 27 novembre scorso 171 minatori persero la vita a causa di un esplosione)

Ore 3.20: il blitz contro i No-Tav. La lunga notte della Val di Susa


A sorpresa le forze dell’ordine irrompono nel presidio di Venaus
Sorpresi nel sonno i manifestanti. Decine di feriti. La Valle si sveglia bloccata

Ore 3.20: il blitz contro i No-Tav
La lunga notte della Val di Susa

di DANIELE SEMERARO

VENAUS (Torino) – È stato un blitz, un attacco improvviso e inaspettato. Almeno un migliaio di agenti di polizia e carabinieri, attorno alle 3.20 di questa notte, hanno accerchiato il presidio di Venaus, 70km dal capoluogo piemontese, istituito dai cittadini della Val di Susa per protestare contro la costruzione della ferrovia ad alta velocità tra Torino e Lione e hanno caricato i manifestantanti, molti dei quali dormivano nelle tende. Durante l’operazione sono rimaste ferite diverse persone tra i manifestanti e le forze dell’ordine.

Alle 3.20 il presidente della Comunità montana Bassa Valle di Susa, Antonio Ferrentino lancia l’allarme: è partita l’offensiva delle forze dell’ordine per sgomberare il presidio di Venaus. Il fotografo Alessandro Contaldo racconta: “Sono arrivati circa trenta automezzi che hanno scaricato un migliaio tra agenti e carabinieri in assetto antisommossa. È iniziata subito una carica e anch’io sono stato colpito da alcune manganellate”.

Durante l’operazione, raccontano i manifestanti, le ruspe travolgono tutto ciò che incontrano sul loro passaggio: tende, barricate e anche una cucina da campo. I contusi sono più di venti tra i manifestanti, 12 tra le forze dell’ordine. Le ambulanze del 118 iniziano a fare la spola tra Venaus e Susa anche se, fanno sapere dalla sala operativa, “nessuna delle persone portate al pronto soccorso ha riportato gravi lesioni”.

All’alba la questura di Torino conferma: l’operazione è stata compiuta “per prendere possesso degli 82 lotti di terreno su cui la società Cnc, per conto della Ltf, dovrà compiere i lavori per la costruzione di un tunnel al servizio della futura linea Torino-Lione”.

Televisioni, radio e siti Internet dalle prime ore della mattina rilanciano la notizia degli scontri e inizia uno scambio frenetico di sms sui telefoni cellulari. Partono, così, blocchi spontanei di strade statali e stazioni ferroviarie ad opera dei manifestanti: moltissimi gli studenti, gli operai e i lavoratori che questa mattina non si sono recati sul posto di lavoro.

(6 dicembre 2005)

Ferilli: "Io e Cattaneo ci frequentiamo, e lui non è capace di corteggiarmi"


Per la prima volta, l’attrice romana, in una intervista
a “Gente”, ammette una simpatia per l’ex dg della Rai

Ferilli: “Io e Cattaneo ci frequentiamo
e lui non è capace di corteggiarmi”

E su una possibile candidatura per i Ds: “Non m’interessa”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Sabrina Ferilli, dopo che alla fine di agosto era stata vista in compagnia dell’ex direttore generale della Rai Flavio Cattaneo, adesso ammette: “È vero, ci frequentiamo”. L’attrice romana, in un intervista rilasciata al settimanale “Gente”, in edicola domani, aggiunge: “È stata la mia anima ‘maschile’ a mettersi in contatto con la concretezza lombarda di Flavio, che ha un pragmatismo esemplare, paradigmatico. Di lui – continua la Ferilli – mi hanno colpito la pazienza ferma, il carattere forte, la sua incapacità a corteggiarmi”. Sabrina è separata da Angelo Perone, che aveva sposato due anni fa.

Durante questo periodo, stando a quanto rivela l’attrice, non ci sarebbero stati né fiori né regali, perché “la seduzione in un rapporto paritario, come il nostro, è il rispetto delle promesse. Le relazioni vere e profonde – continua – non si possono impostare sul gioco, ma sulla voglia di costruire un futuro insieme. Flavio e io siamo in questa situazione, Dio solo sa cosa succederà domani. Gli amori, i matrimoni sono evoluzioni continue, non assiomi di indissolubilità. Però bisogna crederci e impegnarsi, perché i sentimenti possano crescere, mettere solide radici, provare a diventare eterni”.

“L’essere un po’ maschile – ammette poi Sabrina – cioè poco schiava della passione erotico-sentimentale, che divora molte donne e le rende fragili, è stata la mia salvezza. Ma non potrei mai diventare l’amante di un uomo, perché se decido di offrirmi lo faccio seriamente e in modo totale, non pongo limiti né confini”.

E a proposito di una candidatura nelle fila dei Ds alle politiche del 2006 la Ferilli risponde: “Rispetto troppo la politica per prenderla sotto gamba. La mia tradizione familiare e il mio cuore battono a sinistra, ma la mia carriera è un’altra. Gli attestati di stima dei Ds mi hanno fatto piacere, però la politica attiva non m’interessa”.

(6 dicembre 2005)

(Nella foto: Flavio Cattaneo e Sabrina Ferilli)

E gli studenti riscoprono la radio. Dall'Fm al Web, i network di ateneo


Ascoltate da migliaia di ragazzi: un boom in tanti atenei. E ieri il via all’ultima nata da un accordo tra “La Sapienza” e la Rai. Il caso storico di Siena

E gli studenti riscoprono la radio
dall’Fm al Web, i network d’ateneo

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Ne nasce una quasi ogni mese e sono ascoltate, ogni giorno, da migliaia di ragazzi in tutta Italia. Sono le radio di ateneo, realizzate spesso all’interno dei corsi di laurea in comunicazione. Negli ultimi anni, dopo un periodo di stallo, la radio ha ricominciato a far parte della vita di tutti i giorni dei giovani. E allora, si sono chiesti in tanti, perché non creare delle radio fatte dagli studenti per gli studenti? Le difficoltà nell’avere a disposizione un’intera frequenza Fm 24 ore su 24 sono ormai state superate, nella maggior parte dei casi, tramite accordi con radio locali per avere qualche ora di trasmissione o con le web radio: queste ultime sono le più gettonate, perché con un computer e un investimento minimo è possibile creare una vera e propria emittente.

Il panorama italiano delle radio d’ateneo è talmente vasto che a maggio a “Radioincontri”, il festival della radio di Riva del Garda, si è tenuto addirittura un congresso dal titolo “Università on air”. Andiamo ora a vedere quali sono le principali e più attive radio universitarie italiane. A cominciare dal nastro tagliato ieri a Roma, alla presenza di rettore e presidente della Rai.

Radio Sapienza (Roma). Radio Sapienza nasce da un accordo tra la Rai e la facoltà di Scienze della Comunicazione dell’Università “La Sapienza” di Roma. Le trasmissioni, che inizialmente partiranno sul web, andranno in onda anche su un canale Fm. Le attrezzature saranno fornite da Radio Rai, che offrirà non solo il know-how tecnologico, ma anche l’accesso all’archivio storico “Radioscrigno”. Gli studenti di Scienze della Comunicazione, invece, saranno i protagonisti, e cureranno palinsesti e programmi dalla redazione alla messa in onda. “L’accordo stipulato tra La Sapienza e la Rai è un accordo tra grandi realtà di massa”, ha detto ieri durante la presentazione dell’iniziativa il direttore di produzione di Radio Rai Francesco De Domenico. “Siamo due realtà totalmente affini, servizio pubblico e servizio di formazione”, gli fa eco il preside di Scienze della Comunicazione Mario Morcellini, che sottolinea come creare un network culturale reciproco sia un patrimonio importante soprattutto per i giovani. Pur essendo l’ultima arrivata nel panorama delle radio universitarie, l’iniziativa della Sapienza è unica nel suo genere proprio perché si avvale dell’esperienza della Rai.

Facoltà di Frequenza (Siena). La prima e più importante radio italiana interamente gestita dagli studenti è “Facoltà di Frequenza” dell’Università di Siena. L’emittente – organizzata come un vero e proprio network – è unica in Italia perché va in onda tutti i giorni, oltre che su Internet, anche su una frequenza Fm (99.40 Mhz, nell’area di Siena e provincia). Il progetto, sperimentato fin dal 1998, è partito nel 2000 da un’idea di un docente, Maurizio Boldrini, che ha creato un laboratorio di comunicazione fatto dalla comunità universitaria per la comunità stessa, con informazione, approfondimenti culturali, notiziari di servizio per la comunità e intrattenimento. Il tutto realizzato totalmente dagli studenti. “Noi siamo parte di un’entità universitaria – spiega Mattia Nocchi, 26 anni e una laurea in Scienze della Comunicazione, che da semplice studente è diventato il direttore dei programmi della radio – e i contenuti e le trasmissioni hanno una duplice funzione: quella di parlare alla comunità studentesca, di informarla, e quella di far partecipare la comunità alla radio.
In questi 5 anni oltre 400 studenti si sono avvicendati al mixer e al microfono – spiega – e i nostri programmi piacciono anche perché puntano sempre a un pprofondimento culturale, elemento spesso mancante nelle altre emittenti”. La radio vanta ben otto notiziari di servizio e locali al giorno con finestre informative sull’attualità dall’Italia e dal mondo. Punto forte sono anche le tramissioni musicali, nelle quali gli studenti possono dar vita alle loro propensioni: la musica che viene trasmessa è infatti alternativa rispetto alle altre emittenti, e c’è un rapporto costante con la scena della musica indipendente italiana, degli artisti emergenti. “Abbiamo diversi tipi di programmi – spiega ancora Mattia – come ad esempio ‘L’operaio’, un programma che parlava di opera lirica da un punto di vista fresco e ironico, oppure un programma sulle musiche sudamericane”. L’elemento più interessante di questa radio è anche il fatto che non vi siano professori o “tecnici” che aiutano i ragazzi, ma tutto viene spiegato e tramandato tra gli studenti da un anno all’altro.

Radio Frequenza (Teramo). Un’altra radio d’ateneo particolarmente attiva nel panorama italiano è “Radio Frequenza”, l’emittente dell’Università di Teramo. La radio è in onda tutti i giorni dalle 8 alle 10 e dalle 18 alle 20 sul sito dell’ateneo, e sulle frequenze abbruzzesi (102.00 Mhz) di una radio locale, e vanta una grande offerta con venti rubriche settimanali, due notiziari quotidiani e trentacinque studenti impegnati nella conduzione e venti nella redazione. Anche in questo caso i ragazzi seguono tutto il percorso del confezionamento di ogni singolo programma. Tra gli appuntamenti più seguiti “Pausa caffè”, programma storico che svolge la funzione di approfondimento su argomenti sociali, “Discrepanze cinematografiche”, “La fasenda”, programma satirico, “F come fumetto”, “Ver, veterinari in prima linea”, ma anche programmi di musica, viaggi, sport, controinformazione, diritti dei consumatori. “L’idea dei fondatori della radio – spiega Alessandra Campanile, 27 anni, conduttrice fin dal primo anno di ‘Pausa caffè’ – è stata quella di creare uno studente che non si fermasse al libro, ma che mettesse in pratica quello che studiava. E così abbiamo svolto prima dei corsi teorici, tra cui anche quello secondo me molto importante di dizione, e poi siamo partiti. I programmi nascono giorno per giorno, e i responsabili cercano di offrire a tutti gli spazi che desiderano. Il mio sogno era quello di lavorare in radio, e devo dire che grazie a quest’iniziativa l’ho realizzato. Sono stata anche inviata al concerto del Primo Maggio a Roma, ho imparato anche cosa singnifichi lavorare ‘sul campo’ e interagire con i personaggi del mondo dello spettacolo”.

RadioLumsa (Roma). L’esperienza del laboratorio di radiofonia ha portato alla creazione, già dallo scorso anno, di Radio Lumsa. Il progetto “è un’opera collettiva – spiega il responsabile del laboratorio e già inviato della Rai Francesco Mattioli – e risponde a un’esigenza fortissima della popolazione studentesca: quella di mettere in pratica le nozioni studiate all’interno delle singole lezioni. Non vogliamo darci delle arie, anzi invitiamo sempre i nostri ragazzi a leggere il giornale, ascoltare le altre radio, anche universitarie, a guardare la Tv. E così nascono gli argomenti”. Per adesso la radio va in onda sul sito dell’Università, ed è costituita da un notiziario informativo, nel quale, attraverso lo slogan “Gli studenti per gli studenti. E non solo”, si parla delle notizie “must”, che tutti devono sapere, che provengono dal mondo dell’attualità, della cultura, della cronaca. Poi ci sono gli approfondimenti, gli interviste, il filo diretto con il campus, attraverso il quale gli studenti possono telefonare e interagire con la radio, gli appuntamenti universitari da non dimenticare e, non poteva mancare, la musica. “Credo che sia molto importante – continua Mattioli – anche il rapporto con gli studenti Erasmus, di cui ci occupiamo spesso n
elle nostre trasmissioni. Ultimamente ci siamo collegati con la Spagna e abbiamo intervistato gli studenti del nostro stesso corso di laurea, e abbiamo confrontato i due sistemi universitari. E poi, giornalmente, ci occupiamo dei piccoli problemi degli studenti, dalle sedute di laurea troppo affollate al caro affitti e alla carenza di alloggi. Ci presentiamo come servizio pubblico universitario”. Appena entrerà in vigore il Dab, la radio digitale, la Lumsa richiederà una frequenza per ospitare la sua emittente.

Fuori Aula Network (Verona). Un’altra importante realtà radiofonica universitaria è “Fuori Aula Network” dell’ateneo veronese. Il palinsesto della radio, che trasmette sul web dal proprio sito, prevede una serie di trasmissioni in diretta dal lunedì al venerdì su tematiche diverse tra cui l’informazione, la tecnologia, il cinema, la letteratura, lo sport (ma non il calcio, tengono a precisare gli studenti!), l’arte, la storia della musica,senza dimenticare le band emergenti della musica italiana. “L’esperienza è nata nell’aprile del 2002 – spiega la coordinatrice Tiziana Cavallo -, e fino al 2004 abbiamo fatto esperienze radiofoniche appoggiandoci a una radio locale. Gli studenti, però, sentivano sempre più l’esigenza di autoprodursi e di non sottostare ai paletti degli editori, e così abbiamo creato una vera e propria web-radio, attiva tutti i giorni dalle 10 alle 24. Tra i programmi più seguiti c’è la rassegna stampa dei quotidiani online, un programma di fiabe, uno di scoperte e invenzioni e un programma di cucina”. I programmi vanno quasi sempre in diretta e, anche in questo caso, sono completamente prodotti dagli studenti.

F2 (Napoli). C’è da segnalare che da gennaio 2006 partirà un’altro network, quello dell’Università Federico II di Napoli. “La radio, che si chiamerà ‘F2’ – spiega la preside della facoltà di Sociologia Enrica Amaturo – sarà gestita interamente dagli studenti, che inizialmente seguiranno un corso di formazione per fonici, speaker, addetti alla produzione e alla postproduzione e programmatori musicali, poi passeranno alla pratica vera e propria, guidati da un giornalista professionista e da un team di docenti”. Anche in questo caso la radio andrà in onda sul sito dell’università e poi, una volta avviata, anche in Fm.

Esistono ovviamente anche altre categorie di radio universitarie, tra cui quelle gestite direttamente dai settori comunicazione degli atenei, e che fungono, nella maggior parte dei casi, da canali di servizio istituzionali rivolti all’autopromozione. È il caso, ad esempio, dell’Università di Torino, in cui si sono avviati dei progetti per spiegare all’esterno del mondo universitario tutte le attività dell’ateneo, per divulgare le ricerche scientifiche, le testimonianze degli studenti e dei docenti. Stessa iniziativa è stata avviata all’Università di Camerino, nella quale viene prodotto un appuntamento settimanale di 40 minuti (chiamato “Gr Unicam”) in cui vengono raccontate le attività degli studenti, le notizie sull’ateneo, le iniziative extracurriculari ricreative. La radio va in onda su Radio C1 del Network Inblu. A Pisa dall’aprile scorso è nato “Quarto d’ora accademico”, in cui il personale dell’università e gli studenti collaborano per realizzare un programma, della durata di 15 minuti, sull’attività dell’ateneo. Anche qui dall’anno prossimo sarà creata una vera e propria redazione in cui i ragazzi produrranno da soli un notiziario.

Infine c’è da considerare come la proliferazione delle radio d’ateneo sia stata anche promossa da un’iniziativa della Rai chiamata UNIRai, un progetto di sperimentazione radiofonica, attivo anche in quest’anno accademico, che permette agli studenti universitari che frequentano corsi di laurea in comunicazione di poter realizzare programmi originali che verranno poi ritrasmessi all’interno di alcune trasmissioni di Radio2.

(6 dicembre 2005)

(Nella foto: “Radio Frequenza”, l’emittente dell’Università di Teramo)

Bimbo sbranato dai cani a Zurigo. Omicidio colposo per il proprietario


Il padrone, un quarantunenne italiano, era proprietario di sei pitbull; tre di essi ieri mattina, vicino a un asilo, hanno sbranato un bambino

Bimbo sbranato dai cani a Zurigo
omicidio colposo per il proprietario

di DANIELE SEMERARO

ZURIGO (Svizzera) – Il proprietario italiano dei tre pitbull che ieri hanno attaccato e ucciso un bambino di sei anni a Oberglatt, in Svizzera, è indagato per omicidio colposo. Il procedimento è stato avviato anche contro un conoscente e la compagna dell’uomo. Attualmente i due, proprietario e conoscente, si trovano in detenzione preventiva.

Secondo la ricostruzione del giudice istruttore Susanne Steinhauser, l’italiano di 41 anni proprietario dei cani aveva lasciato i suoi sei pitbull in uno sgabuzzino provvisorio sul terrazzo di un conoscente nella cittadina di Oberglatt, cinquemila abitanti, nei pressi di Zurigo, mentre assieme alla compagna puliva il locale in cui allevava gli animali.
Ma tre dei cani sono riusciti a scappare e hanno poi attaccato il bambino, sei anni, di origine turca. Subito dopo l’attacco mortale i tre cani sono stati soppressi.

Questa mattina il ministro dell’Economia Joseph Deiss ha annunciato un inasprimento dei requisiti per possedere cani pericolosi.

(2 dicembre 2005)

La vela entra negli atenei. "In regata con i nostri prototipi"


L’iniziativa, della facoltà di Architettura di “Roma Tre”, permetterà agli studenti di costruire interamente una barca e di gareggiare con le altre università

La vela entra negli atenei
“In regata con i nostri prototipi”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Dal prossimo anno potrebbe nascere una nuova gara tra gli atenei italiani e del Mediterraneo. Non stiamo parlando di una competizione su una materia prettamente di studio, ma su uno sport, la vela, che non ha mai trovato grande spazio all’interno delle università. Non solo, una competizione che unisce sport, appunto, alla tecnica ingegneristica e architettonica degli studenti. Il Laboratorio Plastici della facoltà di Architettura del terzo ateneo romano ha presentato oggi “Una barca a vela per Roma Tre”, l’iniziativa che si propone di far realizzare agli studenti una barca a vela di limitate dimensioni, con tecnologie accessibili e costi contenuti, facilmente trasportabile via terra e manovrabile in acqua. Il natante, della lunghezza di 4,30 metri, dovrà essere progettato e costruito in legno (che è un prodotto ecologico, facilmente lavorabile dagli studenti), con l’obiettivo finale di far gareggiare barche di diversi atenei in una regata.

“Il progetto è nato per caso – spiega Maurizio Ranzi, architetto, responsabile del Laboratorio Plastici -. Mi piace dare delle alternative agli studenti e inserire nella loro formazione la progettazione e la manualità. Credo sia importante, considerato che al giorno d’oggi nessuno lavora più con le mani e sembra che tutto sia più facile perché si usa il computer, e noi architetti subiamo molto l’influsso della virtualità”.

All’iniziativa, che è già alla fase della progettazione, partecipano una quarantina di studenti suddivisi in otto gruppi di lavoro. Una volta ultimati i progetti, una giuria di esperti sceglierà la barca fatta meglio, ma anche più competitiva, e una squadra di venti studenti, da gennaio, inizierà la realizzazione vera e propria. Il tutto sotto la guida esperta di Massimo Paperini, velista e progettista di barche, che coordina le diverse fasi di realizzazione e che ha anche stilato un regolamento preliminare. “Quella che proponiamo è una sfida nuova – ha detto Paperini – perché vogliamo costruire una barca competitiva di alto livello, andando così a far sviluppare nei ragazzi l’aspetto tecnico e anche quello sportivo”. Dello stesso avviso anche Mauro Pelaschier, skipper noto in tutto il mondo che ha partecipato numerose volte all’America’s Cup e che ha patrocinato l’iniziativa: “Credo che per noi uomini, soprattutto per i ragazzi e le ragazze di questa età, sia molto importante l’aspetto della sfida, perché crea degli obiettivi forti e, soprattutto, fornisce un risultato del modo in cui si è lavorato”.

“Dal prossimo anno accademico vorremmo organizzare una vera e propria regata interuniversitaria – continua ancora Ranzi – e abbiamo già avuto l’adesione di tanti atenei tra cui in primis Genova, ma anche Firenze e Napoli. Noi forniremo il regolamento come base sulla quale costruire la barca in modo che tutti potranno gareggiare con le stesse potenzialità, poi passeremo all’addestramento dell’equipaggio (che sarà formato da un ragazzo e una ragazza della stessa università) e poi organizzeremo la gara vera e propria. Il mio sogno – conclude – è quello di una regata del Mediterraneo nel quale poter sfidare altri importanti atenei come Barcellona, Marsiglia, Il Cairo, Tel Aviv, Istanbul”.

(2 dicembre 2005)

(Nella foto: il prototipo della barca)

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Le donne studiano di più e meglio, ma sono insoddisfatte nel lavoro


Secondo il Rapporto Censis 2005 sulla situazione del Paese cresce, tra i laureati, la conoscenza delle lingue e aumenta il “marketing” tra gli atenei

Le donne studiano di più e meglio
ma sono insoddisfatte nel lavoro

ROMA – Le donne italiane studiano di più, e spesso con risultati migliori, dei coetanei dell’altro sesso. Il segmento di popolazione con il maggior peso nella componente formativa è quello correlato alla formazione post-laurea. E, ancora, la quasi totalità degli universitari conosce almeno una lingua straniera. È la fotografia del mondo universitario italiano che emerge dall’annuale Rapporto sulla situazione sociale del Paese stilato da Censis.

Per quanto riguarda le donne, analizzando la forza lavoro femminile tra i 25 e i 64 anni si scopre che il 12,1% è in possesso della laurea, contro l’11,1% degli uomini. Ma non è tutto, perché tra le fasce giovanili la maggior propensione femminile allo studio si fa ancora più evidente: la quota di donne laureate si attesta al 17,4% contro il 12,2% degli uomini. Decisamente migliori anche le performance universitarie: il 20,4% delle ragazze si laurea in corso, contro il 16,7% dei ragazzi.

Nel mondo del lavoro, poi, si registra una presenza più consistente delle donne nelle aree umanistiche: a sorpresa al primo posto nella classifica delle donne laureate compaiono le “dottoresse” in giurisprudenza, seguite dalle colleghe laureate nel settore economico-statistico e letterario. A fronte di percorsi così brillanti, però, rileva ancora il Censis, i destini occupazionali e di carriera non sono troppo soddisfacenti, spesso a causa della laurea conseguita, che non permette numerosi sbocchi nel mondo del lavoro.

Altro dato importante è quello della formazione post-laurea, che sembra essere ad appannaggio quasi esclusivo dei giovani tra i 25 e i 44 anni. Ragazzi, quelli che hanno finito l’università, che si trovano ad avere un buon rapporto con la lingua straniera, perché, a fronte del 61,5% della popolazione che ammette di non conoscerne alcuna, la quasi totalità di loro (il 92,4%) ne padroneggia almeno una.

Una curiosità, infine, dal mondo degli atenei: la competitività tra le diverse università ormai si gioca attraverso le strategie di marketing. Negli ultimi anni, infatti, sono cresciute le risorse investite per la pubblicità e per le iniziative promozionali con un incremento (dal 1999 al 2003) del 221,5%. Questa “novità” entra a pieno titolo a far parte di quel “circolo vizioso” che si instaurerebbe tra incremento dei finanziamenti, maggiore produttività scientifica, maggiore possibilità di reclutare i migliori docenti disponibili.

(2 dicembre 2005)

"Tra noi oltre 76mila precari". Personale Ata in piazza a Roma


La protesta dei collaboratori scolastici, tra precariato (che, in alcuni settori, supera anche il 100% degli occupati) e tagli di organico

“Tra noi oltre 76mila precari”
personale Ata in piazza a Roma

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Ancora uno sciopero e una manifestazione nel mondo della scuola. Questa volta a scendere in piazza è il personale Ata (amministrativo, tecnico, ausiliario). Al centro della protesta i tagli di organico, la richiesta di immissione in ruolo degli oltre 76mila precari e la stabilità di organico.

Secondo i dati diffusi dallo stesso ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2004/2005, infatti, su un totale di oltre 258mila posti di lavoro, ben 74mila lavoratori, quasi il 30% del totale, sono precari, con punte del 103%, ad esempio, tra gli addetti alle aziende agrarie, 52% tra i cuochi, 31% tra gli assistenti tecnici e ben 32% tra i collaboratori scolastici. A questi numeri va aggiunto un ulteriore taglio di 3200 posti nell’anno 2005.

A portare in piazza il personale, al quale è di fatto affidato il funzionamento pratico della scuola, hanno spiegato Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola, promotori della protesta, “le disfunzioni nei servizi scolastici, che aggravano le condizioni di lavoro del personale amministrativo tecnico e ausiliario, aumentano i livelli di precarizzazione e impovertiscono la scuola dell’autonomia”. Il corteo, caratterizzato da numerosissimi cappellini rossi, è partito questa mattina dal piazzale della Stazione Trastevere a Roma ed è arrivato dopo due ore davanti alla sede del ministero dell’Istruzione.

(1 dicembre 2005)

"La politica contrasti le mafie". E Veltroni indossa la t-shirt del blog


Incontro in Campidoglio tra il sindaco di Roma, il presidente della Regione Calabria Loiero e gli studenti. Alcuni ragazzi di Locri bloccati dalla neve

“La politica contrasti le mafie”
E Veltroni indossa la t-shirt del blog

ROMA – “Cosa può fare il mondo della politica per contrastare la mafia? Penso che se si candida alle elezioni gente che non è sospettata di collusione sia meglio”. Lo ha detto il sindaco di Roma Walter Veltroni in un incontro, in Campidoglio, con i ragazzi di alcune scuole romane e il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero, aggiungendo: “Se a me spettasse di fare le liste elettorali cercherei persone che possono dare garanzie di contrasto nei confronti del potere mafioso”. Durante l’incontro il sindaco ha anche indossato, insieme ad alcuni studenti, la magliette dei ragazzi del blog con la scritta “E adesso ammazzateci tutti”.

All’iniziativa odierna avrebbe dovuto partecipare anche una delegazione di studenti calabresi, che però, a causa della neve e delle avverse condizioni meteorologiche, è rimasta bloccata sull’A3 Salerno-Reggio Calabria. Al posto loro sono comunque intervenuti altri due ragazzi già presenti a Roma, che hanno parlato di “momento bellissimo ed esaltante, perché la volontà della Calabria di agire, dai giovani alle istituzioni, ha trovato un alto momento di confronto”.

Il discorso di Veltroni sulle commistioni tra mafia e politica (nel quale il sindaco ha anche confermato che, anche se bisogna “mantenere sempre alta la guardia”, la mafia a Roma non attecchisce) arriva a pochi giorni di distanza dalle parole di Romano Prodi, che ha espresso un fermo no nei confronti di possibili contaminazioni: “Troppe volte, in passato – ha detto il leader dell’Unione -, abbiamo letto sui giornali analisi che denunciavano la capacità di queste organizzazioni di influenzare i flussi elettorali. Noi diciamo a voce alta ai mafiosi che preferiamo perdere consensi se i voti sono contaminati dal vostro consenso”.

(23 novembre 2005)

(Nella foto: Il sindaco di Roma Walter Veltroni con il presidente della Regione Calabria Agazio Loiero “indossano” la maglietta del blog)

Cuochi scolastici, al via il campionato. "Ecco le ricette che tutti ci copiano"


“Per cucinare per i bambini c’è bisogno di tanta attenzione e soprattutto fantasia”. I segreti degli chef e alcuni piatti semplici da preparare

Cuochi scolastici, al via il campionato
“Ecco le ricette che tutti ci copiano”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Cuochi, chef ma anche giovani apprendisti degli istituti alberghieri si daranno battaglia, da oggi e per tre giorni, a colpi di forchette, cucchiai, mattarelli e farina. Non si tratta di una “normale” gara di cucina, ma del primo Campionato Nazionale della Refezione Scolastica. L’iniziativa, ospitata all’interno della Fiera di Genova, è uno dei tasselli di Abcd, la manifestazione che presenta ogni anno un panorama di strumenti innovativi, tecnologie e servizi per i diversi ambiti del sapere, dal salone delle tecnologie e delle attrezzature per l’istruzione e l’impresa alla borsa del turismo scolastico a quello, appunto, della ristorazione e dell’educazione alimentare.

“L’obiettivo della gara è quello di valorizzare la figura dei cuochi impegnati in questo importante settore – spiegano gli organizzatori – e di valorizzare i prodotti della nostra cucina tradizionale, dando la possibilità ai cuochi di esprimere creatività in un settore, quello della refezione scolastica, che nell’immaginario collettivo non è considerato creativo. Le mense scolastiche italiane, spesso e sempre più affidate a società esterne che preparano i piatti in “punti di cottura” e poi li distribuiscono sul territorio, stanno diventando negli ultimi anni dei veri e propri centri di eccellenza per la qualità dei prodotti utilizzati. Basti ricordare che in questi giorni in Italia alcuni rappresentanti del ministero dell’Istruzione inglese sono in trasferta per osservare, e poi cercare di imitare, il modo in cui i bambini italiani mangiano a scuola.

La gara è stata suddivisa in tre giornate, in cui si alterneranno le diverse figure professionali provenienti dal mondo della refezione scolastica. Ad aprire “le ostilità” saranno i cuochi comunali, che si cimenteranno con i primi piatti, sul tema “Grano, riso e verdure: dalla campagna al piatto”; domani, invece, sarà la volta dei cuochi provenienti da aziende private che lavorano per conto di scuole statali e comunali, che prepareranno i secondi piatti sul tema “Dalla stalla all’orto”. Chiuderanno, venerdì, gli allievi degli istituti alberghieri, che a colpi di creme, cioccolato e zucchero gareggeranno su torte, dolci e dessert a base di frutta tra tradizione e innovazione (e infatti il tema è “Dal mattarello della nonna al ricettario web”).

I piatti presentati (i cui ingredienti base dovranno essere di origine controllata o protetta) verranno poi giudicati da una giuria composta dai cuochi delle altre categorie, dai dirigenti dei settori ristorazione di alcuni comuni italiani e da dirigenti di aziende che operano nel settore. I premi per i vincitori non saranno in denaro, ma sono costituiti da “ferri del mestiere”: dalle pentole di ultima generazione alle attrezzature professionali da chef.

C’è chi pensa che far da mangiare ai bambini sia cosa semplice, ma spesso non è così. “I bambini prediligono piatti non elaborati – spiega Stefano Silvestri, uno dei cuochi impegnati nella gara – e sono molto felici quando mangiano pasta al pomodoro, pasta in bianco, pizza”. Aggiunge però Luca Corli, altro cuoco in gara: “È cambiata la maniera in cui i bambini mangiano. Oggi prediligono la pasta all’olio, gli spezzatini, la carne… ma è difficile dar loro da mangiare e far sì che tutti siano soddisfatti. Forse – spiega – perché i bambini ora sono più viziati e difficili da accontentare. Ad esempio tutto ciò che è verde loro non lo mangiano, e soprattutto in questo periodo che ci sono i cavolfiori o i cavoli che fanno molto bene, ma che hanno un odore molto forte, sono problemi. Stessa cosa con i piselli, che spesso vengono scartati a priori”. E allora, raccontano, la soluzione può essere quella di abituarli a mangiare le verdure in casa fin da piccoli, oppure di nascondere le verdure all’interno delle pietanze: “I bambini della scuola dell’infanzia – continua ancora Corli – quando vedono una minestra di fagioli oppure un piatto di spinaci lo lasciano lì e non lo mangiano. Se però frulliamo i fagioli e ne facciamo un passato, oppure cuciniamo una frittata di verdure, allora li mangiano e chiedono anche il bis”. I bambini, dunque, come conferma anche un altro collega, Andrea Nori, vanno nutriti dando loro i cibi che più si adattano all’età della crescita utilizzando un po’ di fantasia, accostando i colori (“unendo – per fare un esempio – le rape con il pure di patate”) o tagliando gli ingredienti in forme strane e divertenti.

Ai cuochi in gara è stato dato ordine tassativo di non divulgare le ricette prima della gara. Noi abbiamo chiesto a tre di loro, però, di consigliare alcune ricette nutrienti, semplici da preparare e, naturalmente, gustose. Buon appetito!

Stefano Silvestri, Genova. “La ricetta che propongo è quella delle crocchette di merluzzo, presente nel menu invernale delle scuole del Comune di Genova e particolarmente gradita ai bambini, soprattutto ai più piccoli”. Ingredienti per 6 persone: filetti di merluzzo (500 gr.); patate (400 gr.); uova pastorizzate (200 gr., equivalenti a 4 uova con guscio); parmigiano reggiano grattugiato (50 gr.); carote, sedano, cipolla (per brodo vegetale); pane grattugiato (50 gr.); olio extravergine (50 gr.); succo di 1 limone; aglio, prezzemolo, maggiorana, sale. Preparazione: Preparate un brodo vegetale con carota, cipolla e sedano. Aggiungete il succo di limone e lessate il pesce nel brodo preparato. A parte lessate le patate in acqua salata e a fine cottura passatele al setaccio. Scolate i filetti di pesce, verificate e eventualmente eliminate la presenza di lische e amalgamateli alle patate, alle uova e al parmigiano. Aggiungete un trito di aglio, prezzemolo e foglie di maggiorana, correggete di sale se necessario. Formate delle crocchette di media grandezza, passatele nel pane grattugiato, adagiatele in una teglia precedentemente unta, cospargete le crocchette di olio e infornate a 180° per 20 minuti. Servite caldo.

Andrea Nori, Brescia. “Un piatto stagionale che piace molto, soprattutto al Nord, è la millefoglie di zucca, una specie di lasagna al forno con zucca e formaggio”. Ingredienti per 4 persone: zucca di qualità “lunga” (500 gr.); ricotta (300 gr., da stemperare con 100 gr. di mascarpone); formaggio grattugiato (200 gr.); crosta di pane grattugiato (100 gr.) da tostare in 150 gr. di burro con aggiunta di timo, rosmarino, salvia tritata finemente; verza (200 gr.); sale, pepe e olio d’oliva. Preparazione: Tagliate la zucca a fette e disponetela su una teglia di alluminio con carta da forno cosparsa di olio, sale e pepe; fatela cuocere in forno per 30 minuti a bassa temperatura (100-110 gradi) con la valvola del forno aperta per eliminare l’umidità. A fine cottura mantenetela tiepida e nel frattempo preparate un ripieno con ricotta fresca, formaggio grattugiato e servitelo molto soffice con del burro o delle erbe sminuzzate finemente assieme alla crosta di pane grattugiato. Il piatto può essere accompagnato da purea di verza, frullata in 50 gr. di acqua di cottura e olio extravergine.

Luca Corli, Genova. “La ricetta che posso proporre ai lettori è un piatto semplice, sostanzioso ma soprattutto della tradizione. Si tratta della pasta al pesto con patate e fagiolini, un classico della nostra regione che piace molto soprattutto ai più giovani”. Ingredienti per 4 persone: 10 mazzi di basilico; mezzo spicchio d’aglio; pinoli (10 gr.); parmigiano reggiano (100 gr.); patate pulite (50 gr.); fagiolini (50 gr.); trenette (350 gr.); sale e olio e
xtravergine di oliva. Preparazione: Frullate insieme aglio, pinoli, basilico e olio extravergine. Una volta che la salsa è diventata densa, aggiungete il parmigiano e rifrullate il tutto in modo da rendere cremoso. Aggiungete il sale e abbiamo ottenuto il pesto. Nel frattempo fate bollire fagiolini e patate e tenete il tutto al caldo. Mettete a cottura le trenette in abbondante acqua salata e ritiratele fuori dopo 10-12 minuti, in modo che la cottura sia “al dente”. Aggiungete patate e fagiolini e condite col pesto.

(23 novembre 2005)

(Nella foto: Un momento del laboratorio di cucina nella scorsa edizione di Abcd)