Berlusconi contestato a Palazzo Chigi


Nell’ultimo giorno della legislatura, il premier si affaccia alla finestra
di Palazzo Chigi per salutare alcuni ragazzi di Forza Italia che lo aspettavano

Berlusconi, saluto con imprevisto
dalla piazza arrivano anche insulti

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Romano Prodi non perde occasione, durante le trasmissioni televisive, per ricordare il suo addio a Palazzo Chigi, quando dalle finestre (che danno sul cortile interno) gli impiegati della presidenza lo salutarono con tanto di applausi. E così anche Berlusconi, nell’ultimo giorno della Legislatura, non ha voluto mancare questa grande occasione: si è affacciato, infatti, dalla finestra del terzo piano della presidenza del Consiglio, quella che dà all’esterno, su piazza Colonna.

In strada, in quel momento, ad attenderlo, una cinquantina di giovani di Forza Italia con striscioni e bandiere, che lo hanno accolto con un boato e applausi di sostegno. Tra gli slogan, “Presidente, presidente” e “Silvio, Silvio, grazie Silvio”.

Il premier, però, ha dovuto anche fare i conti con una scolaresca proveniente dal sud Italia, che si trovava a passare proprio in quel momento in piazza. Cinque ragazze dal marcato accento campano hanno cominciato a cantare a squarciagola lo slogan “Berlusconi pezzo di m…”.

Immediatamente è intervenuta la polizia, che ha chiesto loro di allontanarsi. “Ma in Italia c’è libertà di espressione, ha risposto una delle ragazze”. “Espressione sì, insulti no”, ha replicato l’agente, che ha aggiunto: “Siete maggiorenni o avete con voi un accompagnatore maggiorenne?”. A quel punto le ragazze hanno capito che le cose potevano finire male e sono ritornate sui propri passi: “Siamo minorenni, è vero, abbiamo esagerato, ce ne andiamo”.

Ma prima di “volatilizzarsi” verso via del Corso, una di loro non ha perso l’occasione per salutare il poliziotto: “Comunque abbiamo detto ciò che pensiamo”.

(11 febbraio 2006)

(Nella foto: Il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi)

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