Bombardato il villaggio dei Puffi. Dall'Unicef il cartone-shock


Belgio, campagna per la riabilitazione dei bambini in zone di guerra
Il messaggio: “Non lasciate che i conflitti influiscano sulle vite dei vostri figli”

Bombardato il villaggio dei Puffi
Dall’Unicef ecco il cartone shock

Ma il video non sarà trasmesso in tv prima delle ore 21

BELGIO – I puffi cantano allegramente facendo girotondo, circondati da uccellini azzurri e coniglietti saltellanti. All’improvviso una minaccia si abbatte su di loro. Ma questa volta non si tratta del malvagio Gargamella: dal cielo vengono sganciate numerose bombe che distruggono il villaggio di Puffolandia e decimano gli ometti blu. Non è l’ultima puntata del celeberrimo cartoon, ma uno spot con il quale Unicef Belgio pubblicizzerà la sua campagna “Laissez les enfants en paix”, per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei bambini nelle zone di guerra.

Le immagini sono impressionanti, soprattutto per i più piccoli: “Baby puffo” con la tutina lacera che singhiozza disperatamente tra cadaveri e macerie, il corpo senza vita di Puffetta riverso in terra, con una sola scarpa, casette distrutte e incendiate. Tanto impressionanti che è stato deciso di non mandare in onda il filmato prima delle 21.

“È un’iniziativa controversa – ha ammesso Philippe Henon, portavoce di Unicef Belgio -. È la prima volta che facciamo una cosa del genere, ma col passare degli anni ci siamo resi conto che la reazione alle campagne di tipo più consueto è limitata”.

Lo spot ha l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sulla condizione dei bambini ex-soldato in Burundi, e per raccogliere fondi per la loro riabilitazione. Per l’Unicef belga questa è la prima di diverse inziative, e si configura come punto di partenza per raccogliere almeno 120 mila Euro.

Julie Lamoreaux, responsabile della campagna Unicef per l’agenzia pubblicitaria Publicis, ammette che il risultato finale è molto meno “forte” di quello pensato inizialmente: “Volevamo qualcosa – ha detto – che desse il senso della guerra vera, come puffi mutilati, puffi decapitati, ma ci hanno detto di no”.
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I puffi sono stati inventati nel 1958 proprio in Belgio da un’icona della cultura popolare, Peyo, e proprio il fan club ufficiale ha approvato quest’iniziativa. Oggi una sequenza dello spot è andata in onda in anteprima: 25 secondi nei telegiornali nazionali. Il video ha suscitato diverse reazioni: mentre gli adulti ne hanno apprezzato la drammatica efficacia, qualcuno è rimasto colpito negativamente, ma non è difficile immaginare che saranno sicuramente i bambini a subire il contraccolpo dello spot-shock.

(10 ottobre 2005)

(Nella foto: Un fotogramma dello spot-shock dell’Unicef)

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  • C’era da aspettarselo dai belgi un qualcosa di così forte. La pensata non è negativa, anche se effettivamente avrebbero potuto indagare prima gli effetti su gruppi di bambini. Va bene non mentire, ma nemmeno raccontare le brutture della vita coinvolgendo un mondo amico per i più piccoli, quello delle fiabe, l’unico in cui si possono “rifugiare”. Comunque…dopo mesi trascorsi in belgio posso dire che nella loro tv assolutamente spazzatura (credetemi…peggio che in italia) avranno per lo meno un prodotto originale e creativo!

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