Cafebabel.com: studenti in redazione, il giornale è europeo

Ventidue redazioni, quattordici Paesi collegati e articoli in sette lingue
“Il nostro sogno? Un giornalismo di qualità con un sito creato dagli studenti”

Parigi, effetto Cafebabel.com
l’informazione è senza frontiere

La sfida di Adriano, il direttore 26enne partito dalla Campania
“Tutto è cominciato con Erasmus. L’Italia? Sempre in ritardo….”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Ventidue redazioni locali, quattordici Paesi europei, sette lingue, oltre trecento tra giornalisti e traduttori. E un sogno: fare un giornalismo partecipativo di qualità in una rivista scritta da europei per gli europei. È Cafebabel. com, il primo sito internet creato da un gruppo di studenti, Erasmus e francesi, all’Institut d’études politiques di Strasburgo. Dal 2001 il sito si è velocemente trasformato in un grande portale con una media di trecentomila visitatori al mese.

“Un giorno una persona mi ha detto che siamo il più bel progetto che l’Erasmus ha fatto scaturire”, spiega il direttore Adriano Farano, 26 anni e originario di Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno, che dal 2001 insieme ai suoi tanti collaboratori sparsi per l’Europa racconta l’attualità europea. E in effetti senza l’Erasmus, che in questi giorni ha festeggiato i vent’anni di età, l’idea non sarebbe mai partita. “Nella primavera del 2000 – racconta Farano – studiavo Scienze politiche alla Luiss di Roma e avevo fatto una domanda per poter studiare un anno a Strasburgo. All’epoca avevo già il mio piccolo giornale e una volta a Strasburgo ho iniziato, insieme a un altro ragazzo, Nicola dell’Arciprete, attuale presidente dell’associazione, a incontrare persone della mia stessa età e con i miei stessi interessi. Avevamo pensato – continua – di fare dell’Erasmus non solo un anno di feste, ma anche di costruzione di qualcosa d’importante. E così abbiamo avuto una piacevole sorpresa: il direttore dell’Institut d’études politiques ha accettato subito di riceverci e dopo aver ascoltato le nostre idee per un quarto d’ora ci ha mostrato una sala con un computer, dicendo: ‘Ecco la vostra redazione’. Da allora tutti i nostri pregiudizi sull’università sono svaniti: non si trattava più solamente di studio e esami, ma di una dimensione di approfondimento cultrale che avremmo dovuto sfruttare a fondo”.

“Tornati a Roma – continua – abbiamo molto sofferto dell’immobilismo e dell’appiattimento italiano. In sei mesi di lavoro ci è stata offerta solamente una piccola stanza, che avremmo dovuto condividere con altre associazioni. Guardando all’estero, soprattutto in Scandinavia, dove ai giovani vengono date moltissime possibilità, abbiamo capito che in Italia non c’era altro da fare e abbiamo gettato la spugna. Ci siamo trasferiti a Parigi e abbiamo deciso, con altri ragazzi, di fare del progetto studentesco la nostra vita. Anche lì all’inizio non è stato facile, basti pensare che abbiamo lavorato nove mesi gratis. Piano piano, però, siamo riusciti a trovare i finanziamenti e dal settembre del 2003 abbiamo potuto stipendiarci in dieci”.

“Il nostro giornale è andato in linea per la prima volta il primo febbraio del 2001, e da lì è iniziato a crescere sempre di più”. Attualmente il sito è pubblicato in sette lingue (catalano, francese, inglese, italiano, polacco, tedesco e spagnolo) e propone approfondimenti dell’attualità in una prospettiva transnazionale: “Nel momento in cui si assiste all’allargamento dell’Unione Europea e alla crescita dell’importanza delle sue istituzioni – si legge su Cafebabel. com – la costruzione di un’identità europea non è che agli inizi. Noi invitiamo i lettori in un sito che non è solo una realtà istituzionale, ma anche un luogo di scambio, di scoperta di culture, di scoperta dell’attualità dei differenti paesi dell’Unione, in uno spazio di analisi e riflessione senza frontiere”. La redazione centrale, cosiddetta “europea”, si trova a Parigi, ed è il fulcro del network. Lì c’è il vero e proprio desk che coordina le redazioni locali e gli articoli. Durante le riunioni i responsabili delle varie lingue mettono sul tavolo le differenti idee che arrivano dai collaboratori sparsi sul territorio, che sono il vero motore della rivista. Nella capitale francese, poi, si effettua anche il lavoro di controllo sulle traduzioni, anch’esse svolte da altri ragazzi.

Chiunque può scrivere (in modo volontario) su Cafebabel, sia giornalisti che ragazzi predisposti a parlare ad altri ragazzi europei. L’importante è che i pezzi proposti non siano completamente radicati in una realtà nazionale, ma che abbiano un ampio respiro. “Come media aperto – si legge nel sito – incoraggiamo e rispettiamo le divergenze d’opinione, anche se l’angolo europeo per affrontare i differenti temi è indispensabile”. Gli articoli di Cafebabel non sono dei semplici articoli d’informazione, ma tendono ad offrire un approccio critico e un’analisi approfondita dell’attualità. Si passa, per fare qualche esempio, dalla letteratura europea (attualmente in linea c’è un articolo sull'”Uomo europeo secondo Villepin & Semprún”) alle interviste (come “Masha, la ribelle siberiana”: colloquio con una giovane giurista che si scaglia contro lo stereotipo della donna russa sexy e materna), dai reportage (“Avere figli in India. A dodici anni”, scritto in occasione del sessantesimo anniversario dell’Unicef) alle discussioni sulle politiche europee.

Cafebabel può contare su partner, pubblici e privati, di rilevante importanza, come il ministero degli Esteri francese, il Comune di Parigi, la Commissione europea – direzione generale educazione e cultura.

(18 dicembre 2006)

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