Calipari, Letta contro Martino: "Niente fato, cercare la verità"


La cerimonia un anno dopo la morte dello 007 a Bagdad
Il ministro aveva parlato di una “tragedia greca”

Letta, polemica con Martino
“Calipari, non è stato il fato”

Il sottosegretario: “La retorica contiene sempre qualche insidia”
Il sindaco Veltroni: “Troppe incertezze, vogliamo la verità”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Un anno dopo, scoppia una polemica interna al governo sulla morte di Nicola Calipari. “È un eroe, e Giuliana Sgrena vive grazie a lui”. Con queste parole il ministro della Difesa, Antonio Martino, ha aperto a Roma la cerimonia di commemorazione alla sede del Sismi. “Il suo gesto ha quasi i lineamenti di un’antica tragedia greca ed è stato il tentativo di portare a termine quella missione che tanto lo aveva impegnato, nel silenzio della difficile e rischiosa indagine, della paziente mediazione”.

Non crede all’idea della tragedia, però, Gianni Letta: per il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, “la teoria del fato è cosa passata, e bisogna agire per conoscere la verità. Nelle cerimonie ufficiali – continua Letta – capita spesso che ci si abbandoni anche a un pizzico di retorica, e la retorica contiene sempre qualche piccola insidia. È capitato anche stamani, e me ne spiace perché forse per il desiderio di una metafora letteraria è stata evocata la tragedia greca. E nella tragedia greca è vero, è il fato che spiega tutto ciò che accade come conseguenza ineludibile di qualcosa che non è né conoscibile, né influenzabile dall’uomo. Ma la tragedia greca – ha continuato poi Letta rivolgendosi alla moglie dello 007 – è cosa antica, lontana, passata. C’è stato poi il cristianesimo che ha riscattato quella teoria. La responsabilità impone all’uomo di conoscere e agire coerentemente e conseguentemente. Anzi, di agire per conoscere. È quello che abbiamo fatto, che continueremo a fare per rendere onore alla memoria di Nicola, per rendere giustizia e verità alla sua famiglia e al nostro Paese”.

Alla cerimonia, insieme alla vedova Rosa e alle figlie, hanno partecipato anche il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini e le più alte cariche militari.

Per ricordare lo 007 ucciso a Bagdad, è stata inaugurata quella che è stata definita una scultura della natura: un monolite di travertino di 160mila anni fa. Il cippo commemorativo si trova ora all’interno della sede del Sismi. Durante l’inaugurazione, il direttore dei Servizi segreti militari, Niccolò Pollari, ha parlato di Nicola come un “amico, un eroe dal volto umano. A Nicola – continua – sono stati tributati i giusti onori, ed è stato indicato come un eroe borghese dei nostri tempi, una delle figure più simboliche in questi tempi difficili”.

Anche la città di Roma questa sera ha celebrato la figura di Nicola Calipari: “Spero che si arrivi il più presto possibile alla verità – ha detto il sindaco Walter Veltroni parlando in Campidoglio – perché ci sono troppe incertezze sulle circostanze della sua morte e sulle condizioni in cui si è verificata”.

(3 marzo 2006)

(Nella foto: Ciampi con i familiari di Nicola Calipari)

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