Cambia il clima, è allarme: "Specie animali a rischio"


Lo studio, pubblicato sulla rivista Nature, evidenzia come
il riscaldamento del globo stia minacciando la biodiversità

Cambia il clima ed è allarme
“Molte specie animali a rischio”

Lo zoologo Bruce Young: “Ma ora abbiamo a disposizione armi
più adeguate per difendere le popolazioni animali minacciate”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “Il cambiamento nel clima globale sta causando l’estinzione di specie” e “le epidemie pilotate dal clima costituiscono una minaccia immediata alla biodiversità”. A lanciare l’allarme è una ricerca pubblicata questa settimana sulla prestigiosa rivista scientifica Nature condotta da un gruppo internazionale, coordinato da Alan Pounds, e svolta al Centro Monteverde di scienze tropicali di Puntarenas, in Costa Rica. La dimostrazione che il riscaldamento globale sta favorendo la diffusione di epidemie e malattie infettive arriva dalle piccole rane arlecchino (Atelopus) dai colori vivacissimi: il riscaldamento, infatti, sta provocando la scomparsa di intere popolazioni di anfibi, minacciandole di estinzione.

Per la prima volta, lo studio approfondisce i motivi della progressiva scomparsa di almeno i due terzi delle 110 specie di rane arlecchino registrata fra il 1980 e il 1990. Dati alla mano, risulta infatti che il clima più caldo ha favorito la comparsa di un fungo patogeno che cresce sotto la pelle degli anfibi (Batrachochytrium dendrobatidis) e che ha aggredito il 67% delle 110 specie di rana arlecchino, praticamente ormai scomparse dai territori dell’America centrale e meridionale, loro habitat naturale. “La malattia è il colpo di grazia per le rane, ma a premere il grilletto è il cambiamento climatico”, sottolinea Pounds nella ricerca, lanciando l’allarme: “Se non s’interverrà velocemente il riscaldamento globale provocherà una seria perdita della biodiversità”.

Nel Sudamerica il riscaldamento globale starebbe accelerando la formazione di nubi nella zona dei tropici, riducendo le temperature durante il giorno e aumentandole durante la notte. Queste condizioni climatiche, osservano gli studiosi di Puntarenas, non soltanto sono ottimali per la crescita del fungo (che nasce e si riproduce in modo ideale a temperature comprese fra i 17 e i 25 gradi), ma lo rendono ancora più letale. “Lo studio – si legge su Nature – dimostra che il riscaldamento globale sta portando anche all’estinzione di alcune specie e che le epidemie pilotate dai cambiamenti climatici costituiscono un’immediata minaccia per la biodiversità”.

Le preoccupazioni dei biologi non nascono adesso: gli studi, infatti, vanno avanti dal 1990, quando fu segnalata per la prima volta la progressiva decimazione delle popolazioni di anfibi. Per gli scienziati si spiega così una parte consistente dei dati internazionali (pubblicati nel 2004) relativi alle specie di anfibi minacciate di estinzione e secondo i quali è a rischio circa un terzo delle seimila specie di anfibi esistenti nel mondo (un numero decisamente più esteso rispetto a quello finora registrato in qualsiasi altra specie).

Ma dagl esperti arriva anche una buona notizia: spiega infatti lo zoologo Bruce Young (che ha partecipato alla ricerca) che aver compreso il meccanismo all’origine della scomparsa degli anfibi “permette di avere a disposizione armi più efficaci per difendere le specie minacciate”.

(11 gennaio 2006)

(Nella foto: la rana arlecchino)

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