Casini: "Condanno le provocazioni". E sugli scontri scoppia la polemica


Il riferimento all’atteggiamento dei deputati di An fino al “dito medio alzato” della Santanchè. Ds: “Non si può infangare una bella giornata di democrazia”

Casini: “Condanno le provocazioni”. E sugli scontri scoppia la polemica

Pisanu venerdì alla Camera. La Mussolini difende le forze
dell’ordine, ma non c’è ancora chiarezza sul motivo degli scontri

ROMA – In uno Stato democratico “la libertà di manifestazione è intangibile, ma non può sfociare in violenza”. Il presidente della Camera Pier Ferdinando Casini torna sugli incidenti accaduti ieri nei pressi di Montecitorio durante le manifestazioni contro la riforma universitaria. E bacchetta chiunque “voglia cavalcare episodi violenti, nell’opposizione come nella maggioranza”.

“Se c’è una manifestazione – continua Casini – non mi ci vado a ficcare in mezzo per il gusto di provocare perché questo è assolutamente sbagliato”. Ieri infatti alcuni deputati di An, in primis Ignazio La Russa, durante le prime fasi dell'”assedio” degli studenti a Montecitorio erano scesi in piazza con l’intento di provocare.
E ancora: “Credo che bisogna avere grande intelligenza. C’è un proverbio molto saggio che dice: chi ha più intelligenza la usi”. Chiaro il riferimento al gesto di Daniela Santanchè, “beccata” da diversi giornalisti mentre col braccio alzato mostrava ai manifestanti il dito medio alzato, sorridendo.
Pronta la replica della deputata di An: “È vergognoso che si metta in risalto un gesto irrilevante, mi urlavano cose irripetibili”.

“Poiché questi episodi – conclude Casini – toccano in parte la Camera dei Deputati, ma in larga parte toccano il Paese, ciascuna forza politica deve assumersi la responsabilità di condanne, ferme se sono necessarie perché ambiguità o equidistanza su questi fatti non ci possono essere”.

Dello stesso parere il segretario Ds Piero Fassino: “Quella di ieri – ha detto – è stata una grandissima manifestazione che non può essere offuscata da episodi, tutto sommato, marginali. Penso anche – aggiunge, in riferimento alle provocazioni – che sarebbe una buona cosa che i parlamentari si dedicassero in primo luogo all’attività legislativa ed evitassero, come hanno fatto ieri alcuni parlamentari di An, di farsi coinvolgere in episodi che potevano essere evitati”.

Ieri in Aula l’opposizione aveva chiesto al governo di chiarire la dinamica dei tafferugli. “Una lunga giornata di democrazia, sia all’interno che all’esterno del Parlamento – avevano detto Grignaffini e Tocci dei Ds – non deve essere macchiata da problemi di ordine pubblico”. E mentre per Alessandra Mussolini “non si possono mettere sul banco degli imputati le forze dell’ordine”, oggi si apprende che il ministro dell’Interno Pisanu riferirà sugli incidenti venerdì alla Camera.

Nella tarda serata di ieri, al termine degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine, che hanno visto anche alcuni feriti tra studenti e giornalisti, era arrivata anche la precisazione della Questura di Roma, che parla di provocazioni degli studenti ma, afferma: “I due agenti intervenuti in via del Corso, dando il via al contatto con i manifestanti e i conseguenti tafferugli, hanno deciso di agire di loro iniziativa”.

(26 ottobre 2005)

(Nella foto: Il presidente della Camera Pierferdinando Casini)

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