Caso Mladic, l'Ue sospende i negoziati con la Serbia


La decisione dopo la scadenza del tempo concesso per la cattura
Il commissario per l’allargamento: “Nessuno è sopra le regole”

Mancato arresto di Mladic
l’Ue rompe con la Serbia

L’ex generale è accusato di genocidio dal tribunale Onu
La replica da Belgrado: “Abbiamo fatto il possibile”

di DANIELE SEMERARO

BRUXELLES – L’Unione Europea ha interrotto i negoziati di avvicinamento con la Serbia, colpevole di non aver arrestato l’ex generale Ratko Mladic, accusato di genocidio dal tribunale Onu per i crimini di guerra.

Il commissario per l’allargamento europeo Olli Rehn ha confermato la decisione, dopo essersi consultato telefonicamente con il procuratore capo del tribunale dell’Aja, Carla Del Ponte. Durante il colloquio, la Del Ponte ha informato Rehn sulla “deludente cooperazione di Belgrado” in merito alla consegna dell’ex generale serbo-bosniaco ricercato da dieci anni. “La sua valutazione è stata negativa – ha riferito Rehn – la Commissione deve quindi bloccare i negoziati per l’accordo di stabilizzazione e associazione”.

Il commissario ha poi spiegato che “una delle ragioni chiave della mancata consegna di Ratko Mladic è il fatto che i servizi di sicurezza e intelligence non sono sotto il pieno controllo civile e democratico” delle autorità di Belgrado. “Siamo disposti a riprendere i negoziati, ma a questo punto – ha concluso – ci deve essere un grande miglioramento della cooperazione con il Tribunale penale internazionale per riprendere il negoziato. La Serbia deve capire che nessuno è al di sopra della legge”.

Il ministro degli investimenti serbo, Velimir Ilic, ha risposto all’Unione Europea che il governo di Belgrado ha fatto “tutto il possibile” negli ultimi tempi per cercare di arrestare Mladic, ma di non averlo ancora trovato. Il ministro ha quindi invitato il “boia di Srebrenica” ad “arrendersi spontaneamente” e a “comportarsi da buon soldato, senza nascondersi dietro le spalle del proprio popolo”.

Parlando a sua volta da Salonicco, in Grecia, il ministro degli esteri di Serbia e Montenegro Vuk Draskovic aveva preannunciato già da stamattina, rammaricandosi, che l’Ue questa volta non avrebbe concesso altre proroghe: “La Serbia e il popolo serbo sono le più grandi vittime del fatto che alcune persone non siano state consegnate al Tpi”.

La decisione di Bruxelles arriva dopo la scadenza del termine ultimo del 30 aprile concesso alla Serbia per catturare Mladic. Ufficialmente, il militare è latitante, ma la Del Ponte aveva accusato più volte le autorità serbe di essersi date poco da fare per catturarlo.

(3 maggio 2006)

(Nella foto: Il generale Radko Mladic)

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