Da Galileo il primo segnale. "Presto le frequenze"


Parte bene il nuovo sistema europeo di navigazione satellitare
Che sta inviando dati a una potenza definita “inaspettata”

Galileo invia il primo segnale
“Entro 10 giorni le frequenze”

A fine aprile il lancio del secondo satellite pre-operativo
In tutto saranno 30. Copertura 10 volte più precisa del Gps

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Il satellite pre-operativo del sistema europeo di navigazione satellitare Galileo ha inviato il suo primo segnale alla Terra. “Il segnale è di una potenza che non ci aspettavamo, sta funzionando molto bene”, ha dichiarato soddisfatto il direttore dei programmi europei per l’Agenzia spaziale europea, Giuseppe Virgilio. E se “Giove A” (questo il nome) continuerà a funzionare correttamente, l’assegnazione delle frequenze per il sistema dovrebbe avvenire nei prossimi dieci giorni.

“Giove A” (Galileo Array Validation Element) è stato lanciato il 28 dicembre scorso dal cosmodromo russo di Baikonur. Attualmente si trova in orbita a un’altezza di di 23.260 chilometri dalla Terra. Il primo segnale è stato ricevuto in Gran Bretagna, dall’antenna della Chilbolton Observatory Facilities for Atmospheric and Radio Research e in Belgio dalla stazione dell’Esa a Redu. I segnali ricevuti verranno ora analizzati nel dettaglio per assicurarsi che soddisfino i criteri concordati con l’Unione internazionale delle telecomunicazioni.

Il lancio del secondo satellite pre-operativo, “Giove B”, è previsto per il prossimo 30 aprile. “Se qualcosa non dovesse funzionare in modo ottimale con ‘Giove A’ – ha spiegato Jean Jacques Dordain, direttore generale dell’Esa – ‘Giove B’ permetterà di ottenere comunque l’assegnazione delle frequenze entro il prossimo giugno”.

Sviluppato dall’Esa e dall’Unione Europea, Galileo è il primo sistema di navigazione satellitare al mondo realizzato e gestito in ambito civile con l’obiettivo di assicurare un controllo preciso e costante per la sicurezza del traffico ferroviario e aereo, o per il controllo ambientale, con un mercato stimato in 850 milioni di utenti e centinaia di miliardi di euro entro il 2020. Il progetto, costato 3,4 miliardi di Euro, offrirà la possibilità di ottenere un posizionamento dieci volte più accurato dell’attuale Gps (utilizzato in modo massiccio dai navigatori satellitari delle auto e delle navi).

Galileo sarà interconnesso anche con gli altri due sistemi di posizionamento, il Gps e il Glonass, e l’utente avrà la possibilità, con lo stesso ricevitore, di utilizzare a proprio piacimento i diversi sistemi. In questo modo si potrà avere una precisione stimata fino al metro.

Il sistema completo è composto da 30 satelliti (27 operativi e 3 di riserva) e, una volta messo a punto, permetterà di avere una copertura di navigazione fino a oltre 75 gradi di latitudine nord (che corrisponde, ad esempio, a Capo Nord). Il grande numero di satelliti utilizzati insieme e l’ottimizzazione informatica del loro posizionamento assicurerà all’utente un margine di errore praticamente inesistente.

(16 gennaio 2006)

(Nella foto: Il satellite pre-operativo “Giove A”)

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