Ecco la scuola del "no contact". Usa, linea dura contro baci e risse


Singolare decisione in una scuola media di Los Angeles: gli studenti evitino ogni contatto fisico. Sarà vietato addirittura tenersi per mano

Ecco la scuola del “no contact”
Usa, linea dura contro baci e risse

di DANIELE SEMERARO

LOS ANGELES – Darsi la mano o, nel peggiore dei casi, un bacio appassionato può costare molto caro. Almeno in una scuola media di Culver City, quartiere di Los Angeles, dove da oggi effusioni in pubblico o scazzottate sono garanzia di richiami e convocazione dei genitori nell’ufficio del preside. La regola numero uno che gli studenti dovranno imparare appena entrati nella scuola, infatti, è il “no contact”: vietati tutti i tipi di contatti tra ragazzi.

La decisione, spiega il Consiglio d’Istituto, è stata presa per cercare di tenere sotto controllo gli oltre 1700 studenti della scuola ed impedire risse o effusioni troppo spinte. In questo modo preside e docenti hanno scelto una strada per obbligare i ragazzi a vivere in una sorta di “bolla virtuale”, facendogli mantenere le distanze l’uno dall’altro. I risultati? Per adesso sono difficili da valutare.

A detta di molti educatori questa politica insegna agli studenti qual è – e quale non è – il comportamento adeguato da tenere a scuola, il che è molto importante proprio durante l’età dell’adolescenza. “Un comportamento accettato al cinema o al centro commerciale – spiegano gli educatori – può non essere adeguato per una scuola, luogo privilegiato di studio e educazione”.

Il preside, Jerry Kosh, si trova in prima linea nella convinzione dell’importanza di questa regola: “Il numero delle sospensioni legate a risse o a molestie sessuali è drasticamente calato nella scuola da quando esiste la regola ‘no contact'”, anche se molti genitori sostengono che i ragazzi hanno solo cambiato le proprie abitudini: invece di pestarsi a scuola, rivelano, aspettano di uscire e si prendono a botte all’esterno.

E loro, i ragazzi, si arrangiano come possono: Matthew e la fidanzatina Stephanie da oggi in poi sono molto prudenti nel girare mano nella mano nel campus. Per Rachel, un’altra studentessa, la regola c’è ma è difficilmente applicata: “Se la infrangiamo riceviamo prima alcuni avvertimenti – spiega – e solo nei casi più gravi vengono convocati i genitori”. Lo conferma anche il vicepreside Hiram Celis: “Se sono in giro e vedo un comportamento inappropriato prima lo faccio presente ai ragazzi stessi, affinché loro capiscano che un gesto intimo come darsi la mano può portare a situazioni ben più intime”. “Si fa presto – gli fa eco il preside Kosh -: prima si danno la mano e poi li vedi sul prato a sbaciucchiarsi”.

Il caso della Culver City Middle School non è l’unico negli Usa. Altre scuole in Oregon e Texas, infatti, stanno attivando regole restrittive nei confronti dei contatti umani.

Tra i più restii alla regola è Michael Carr, portavoce dell’Associazione Nazionale Usa che riunisce i presidi delle scuole superiori: “Se i ragazzi si tengono per mano e non lo possono fare all’interno degli edifici scolastici, lo faranno quando escono e quindi il problema non è assolutamente risolto. Bisogna invece insegnare ai ragazzi quali sono i comportamenti appropriati e quali no, in modo tale che quando sono davanti a una scelta riescano a prendere quella giusta”. I dubbi sulla linea dura serpeggiano anche tra i docenti che dovrebbero applicarla. Claudette DuBois, insegnante di studi sociali, confessa di essere permissiva nei confronti della mano nella mano. “Baciarsi dietro un albero è qualcosa che esisterà sempre – spiega -. L’importante è vietare ogni modalità inappropriata di toccarsi”.

(27 dicembre 2005)

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