Ecco l'antica Roma: la storia si studia con un videogame

Dal 28 luglio l’esperimento con un gruppo di 30 studenti milanesi che studieranno la vita nell’età imperiale dimenticando i compiti tradizionali

Scuola, la storia dell’antica Roma
si impara giocando al videogame

Addio libri, le lezioni durante l’estate le fa il “professor” mouse

di DANIELE SEMERARO

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ROMA – Lo sapevate che il bagno, nell’antica Roma, si trovava nello stesso ambiente della cucina? Non lo abbiamo letto su un libro di testo, ma lo si può scoprire giocando a “Civ City: Roma”, un videogioco di strategia in tempo reale che spazia dalla nascita dell’antica Roma al suo progressivo sviluppo fino all’impero e che sarà dato come compito estivo ad alcuni studenti di un liceo milanese. La scuola è finita ormai da alcune settimane e di compiti per le vacanze i ragazzi non vogliono proprio sentirne parlare. “Li facciamo tra fine agosto e inizio settembre”, sembra essere la frase ricorrente. Ma se, invece, i compiti a casa potessero diventare più leggeri e accattivanti? È questa la sfida lanciata dalla casa di produzione di videogame Take Two Interactive, che darà la possibilità a un gruppo di trenta studenti dell’Istituto Opere Sociali Don Bosco di Milano di imparare divertendosi.

Il procedimento è molto semplice: dal 28 luglio arriverà sul mercato italiano il nuovo gioco “Civ City: Roma”. I produttori – d’accordo con i docenti dell’istituto – consegneranno le copie del gioco ai ragazzi, che potranno provarlo per tutta l’estate. Al ritorno dalle vacanze, poi, racconteranno con un tema quello che il videogioco ha insegnato loro. L’idea è nata per caso, spiegano gli organizzatori: “Abbiamo fatto vedere il videogame a un docente, che ne è rimasto impressionato perché al suo interno sono presenti delle valenze storiche molto alte”.

La storia inizia sulle sponde del Tevere, con un piccolo insediamento, che il giocatore crea e allarga. Per far progredire la città bisognerà però impegnarsi, ad esempio, a creare l’alfabeto o a realizzare scoperte scientifiche (possono essere sviluppate più di 70 diverse tecnologie), passaggi che sono fondamentali per evolvere e andare avanti nel gioco. “La cosa bella – aggiungono – è che all’interno del software c’è anche la cosiddetta ‘Civipedia’, una specie di enciclopedia che racconta la storia di Roma sotto ogni angolatura. Qualche esempio: si può approfondire il perché Roma faceva la differenza rispetto agli altri stati o in che modo funzionavano l’igiene o gli acquedotti. Tutto è spiegato in ogni minimo dettaglio: basta solo che il giocatore sposti il mouse su una casa, un personaggio della città o un edificio (ce ne sono tantissimi tra cui scegliere, tra cui scuole di gladiatori, anfiteatri, il Circo Massimo, fortini di legionari, depositi di armi) per avere tutte le informazioni storiche”. Il team di sviluppatori ha studiato in modo molto accurato la civiltà romana, sia attraverso i libri sia facendo sopralluoghi sulle rovine della Città eterna. L’obiettivo, infatti, è stato quello di ricreare lo scenario più dettagliato possibile sulla vita dell’antica Roma.

Il gioco è ispirato al Sid Meier’s “Civilization”. Per portare al massimo splendore Roma sarà necessario edificare strutture, assecondare i bisogni dei cittadini (magari, perché no, costruendo locande e non alzando troppo le tasse). Non è tutto, perché si dovranno anche diffondere l’istruzione e le più svariate tecniche (come la pesca, la coltivazione dei campi e l’allevamento) non dimenticando la politica e la religione, ripercorrendo, così, l’espansione della città. Chiaramente, maggiore sarà lo sviluppo del gioco, più numerose saranno le richieste, dalla disposizione di una rete urbana funzionale ed intelligente alla costruzione di luoghi di culto alla necessità di divertire i cittadini.

“Il nostro esperimento – raccontano gli organizzatori – non intende sostituire l’insegnamento tradizionale, ma semplicemente usufruire di un gioco che può insegnare diversi aspetti dell’antica Roma che spesso non si leggono sui libri, utilizzando un ‘mondo naturale’ per un ragazzo, quello dei videogiochi. Alla fine dell’estate, poi, gli studenti scriveranno le proprie riflessioni in un tema-relazione che dovrà prendere in esame anche la profondità e l’accuratezza del videogame, oltre alla sua valenza didattica. La nostra iniziativa non vuole essere una rivoluzione nel campo dell’insegnamento – continuano – ma potremmo andare ad anticipare un futuro non troppo lontano, in cui può darsi che la stessa scuola andrà a richiedere un videogioco per insegnare. È bello poter andare in controtendenza a ciò che si dice di solito per i videogame, che fanno perdere tempo e non sono educativi”. Ai ragazzi che meglio esprimeranno, tramite il tema, il loro pensiero, andranno in regalo computer e altre componenti. La valutazione sarà affidata a un team di professori di storia e di italiano supportati da alcuni esperti di videogiochi.

Tra i più entusiasti c’è proprio uno dei docenti che partecipa all’iniziativa, il prof. Andrea Maino: “Non è la prima volta che mi chiedono di verificare videogiochi per i ragazzi. In particolare, questo mi sembra un gioco che insegni molto, soprattutto perché negli studenti delle scuole medie e superiori c’è una grande curiosità per tutti quelli che sono gli agganci con la storia al di fuori del classico libro di testo. L’utilizzo che se ne può fare è certamente quello di suscitare una curiosità per le materie oggetto di studio. Io – ammette – da piccolo mi appassionavo molto per la lettura dei fumetti di Asterix, che suscitavano in me la curiosità e la voglia di andare ad approfondire. Anche in questo caso il videogame oggi può avere la stessa funzione che ha avuto il fumetto o il libro di lettura diversi anni fa, perché rende meno pesante e più accattivante l’insegnamento”. Attenzione, però, a non calcare troppo la mano, perché si tratta sempre di videogiochi: “Sicuramente un’iniziativa del genere va molto bene, ma quello che c’è sui manuali non potrà mai essere sostituito”.

(6 luglio 2006)

(Nella foto: Un’immagine del Colosseo contenuta nel videogioco)

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