Ecco lo spam all'italiana: più sesso che affari


Le esperienze dei lettori di Repubblica.it e alcuni consigli su come liberarsi
dai messaggi indesiderati che ogni giorno compaiono nella nostra posta

Dalle “casalinghe disperate” al Viagra
sesso e truffe nello spam degli italiani

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “Ciao sono Sonia. Sono stufa di fare la mogliettina casta e pura come vuole mio marito! Io non sono così, dentro di me arde un fuoco di passione che, da quando sono sposata, pian piano si sta affievolendo. Non voglio! Desidero un uomo che mi faccia ritrovare le vede emozioni che col matrimonio ho perso… ho pensato a te, ti prego contattami!”. Se ricevete un messaggio del genere, magari indirizzato proprio al vostro nome, non illudetevi. Si tratta, infatti, di uno degli ultimi ritrovati in materia di spam, la pubblicità spesso non richiesta che ogni giorno diciotto milioni di italiani, tanti sono nel nostro Paese i possessori di una casella e-mail, ricevono.

Dopo la classifica pubblicata da Aol, Repubblica.it ha chiesto ai lettori di segnalare i messaggi di spam più curiosi.

Sesso sempre al primo posto. Dai messaggi, corredati di fotografie che lasciano ben poco all’immaginazione, di giovani fanciulle che offrono i filmini delle proprie “acrobazie” a quelli di ragazzi che cercano di attirare la vittima di turno con consigli per fare impazzire a letto lui o lei. Ci scrive Diego, ad esempio: “Non riesco a liberarmi di e-mail che portano su siti porno assolutamente non richiesti. È un disastro”; poi c’è Francesco, che da anni cerca di rimuovere questi fastidiosi messaggi, senza riuscirci: “Quando sono a lavoro e mi capita di dover aprire la casella e-mail davanti a un mio superiore ho sempre paura che escano fuori messaggi erotici con conseguente brutta figura nei suoi confronti”. E poi non mancano i messaggi che invitano a sottoporsi a terapie per l’allungamento del pene o per il potenziamento dello stesso (ovviamente corredati da fotografie del “prima” e del “dopo”).

Le pillole. Ultima frontiera, segnalataci da numerosi lettori, è quella della vendita, da parte di società statunitensi, di pillole e medicinali spesso vietati nel nostro Paese. In cima alla lista figurano il Viagra, il Cialis, il Levitra (tutti farmaci che migliorano la potenza sessuale dell’uomo), ma anche aspirine, antibiotici, anticoncezionali, anticolesterolo, antidepressivi. Inutile dire che questi messaggi sono anche molto pericolosi, perché inducono all’acquisto di farmaci, che vengono venduti e consegnati entro pochi giorni, senza alcuna prescrizione medica.

Dagli investimenti finanziari alle lauree. Tra le altre categorie di spam, ci sono la vendita di azioni, di carte di credito, di orologi e gioielli di marca, di iscrizioni a lauree, master o dottorati online. Ma non mancano le truffe e l’uso improprio degli indirizzi e-mail dei propri conoscenti. Scrive Sergio: “Che ne dite dei filippini e dei nigeriani che hanno 13,8 milioni di dollari da far passare sul vostro conto corrente, facendovi guadagnare un milione di dollari?”. Oppure, scrive Edoardo: “Mi è pervenuta l’e-mail di un mio amico che mi invitava a vedere un filmato simpatico, e mi forniva anche un link. Io ho inutilmente provato ad aprire il file, senza riuscirci. Sento il mio amico e mi dice che lui non mi ha mandato nessun messaggio”. E in effetti, scrive Rita, i messaggi di spam sembrano mimetizzarsi sempre di più: “Usano come oggetto frasi ricorrenti nel mio lavoro o come mittente quello di un mio conoscente”.

Alcuni consigli per difendersi. Giuseppe da Lucca lancia un grido d’allarme: “Mi stanno stressando a duemila con lo spam. Mi era stato insegnato come liberarmene, ma ogni tentativo è stato inutile. Secondo me questa gente va messa in galera”.

I rimedi. Non è molto semplice riuscire a liberarsi di questa “spazzatura virtuale”. Si possono, però, seguire alcuni consigli. Innanzitutto bisognerebbe avere due indirizzi e-mail, uno “pulito”, da fornire solo ai propri conoscenti, per la corrispondenza personale o lavorativa, e uno, invece, da fornire su internet ogni volta che ci abboniamo a una newsletter o ci iscriviamo a un sito. E poi, soprattutto per chi controlla la posta attraverso un client (come Outlook, Thunderbird, Eudora), consigliamo di installare un software antispam: se ne trovano moltissimi in giro per la rete, sono quasi tutti gratuiti e filtrano i messaggi pubblicitari. Ultimo consiglio: cercare di evitare che il proprio indirizzo compaia su siti web. In rete, infatti, girano numerosissimi “spider”, cioè dei “ragnetti invisibili” sguinzagliati dalle agenzie pubblicitarie specializzate in spamming che scandagliano le pagine e inseriscono nel proprio database tutti gli indirizzi che trovano.

L’origine del termine “spam”. Il termine che ormai comunemente sta ad indicare un messaggio e-mail pubblicitario indesiderato sembra avere origine da un divertente sketch del Monty Python’s Flying Circus (una serie televisiva molto famosa in Inghilterra negli anni Settanta, che prendeva spesso di mira lo stile di vita “british”) ambientato in un ristorante in cui ogni cibo proposto dalla cameriera era a base di Spam, una marca di carne in scatola. Man mano che lo sketch avanza, l’insistenza della cameriera nel proporre piatti con Spam (uova e Spam, salsicce e Spam) si contrappone alla riluttanza degli avventori per questo tipo di carne. A questo indirizzo (http://www.spamterminator.it/orig_en.asp) è possibile ascoltare e leggere, in italiano e in inglese, un estratto dello sketch.

(29 dicembre 2005)

(Nella foto: Una scatoletta di carne “Spam”)

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