Enna, si allarga l'inchiesta: una quinta persona indagata


Si tratterebbe della mamma dei due minori già
indagati per omicidio insieme ai loro due “padrini”

Enna, si allarga l’inchiesta
una quinta persona indagata

di DANIELE SEMERARO

ENNA – Una quinta persona è indagata per l’omicidio di Francesco Ferreri, il tredicenne di Barrafranca (EN) ucciso a colpi di spranga venerdì scorso. Secondo fonti attendibili si tratta della madre dei due minori già indagati per l’omicidio insieme ai loro due “padrini”.

Il testimone segreto. La donna non è comunque la persona sentita in questi giorni nel massimo riserbo al comando provinciale dei Carabinieri di Enna (lontano dalla caserma di Barrafranca, dove si svolgono tutti gli interrogatori).

Violenza sessuale o spedizione punitiva. “L’inchiesta prosegue” è l’unico commento del sostituto procuratore di Enna Antonio Calaresu, e ciò lascia intendere che la pista della pedofilia rimane in piedi, anche se l’autopsia avrebbe escluso che Francesco ha subito violenze sessuali. Il ragazzo, però, potrebbe essere venuto a conoscenza di un giro di pedopornografia o addirittura aver subito tentativi di approccio, e quindi la sua morte sarebbe stata decisa per evitare che raccontasse quanto a sua conoscenza. D’altra parte sembra accreditata anche l’ipotesi della spedizione punitiva, che sarebbe scattata dopo che il fratello maggiore della vittima aveva rimproverato il compagno di doposcuola con il quale Francesco aveva litigato per un telefonino.

I risultati dell’autopsia. Francesco è stato ucciso con brutalità, diciassette colpi di spranga al capo, anche se l’arma del delitto non è stata comunque ancora trovata. I colpi sono stati inferti con violenza, quindi probabilmente da un adulto, dal quale il ragazzino avrebbe vanamente tentato di difendersi. Il numero dei colpi, tuttavia, potrebbe anche indicare che a colpire sia stata una persona non particolarmente forte, come un ragazzo che ha infierito per essere certo di avere ucciso.

Accusa infondata. È priva di fondamento, invece, la notizia secondo la quale in una delle auto sequestrate a due quarantenni di Valguarnera (EN), “padrini” dei due minorenni con i quali Francesco aveva litigato, i Ris avrebbero trovato tracce di sangue della vittima. In questo caso infatti ci sarebbe stata quella “prova schiacciante” che gli inquirenti cercano, e sarebbero già scattati provvedimenti cautelari.

Rimane da individuare, ora, il ragazzo o la persona che avrebbe chiamato Francesco la sera stessa in cui è scomparso, attirandolo forse inconsapevolmente in trappola. Francesco Ferreri si dice avesse paura del compagno di doposcuola con il quale aveva litigato, quanto del fratello quindicenne di questi, e difficilmente sarebbe uscito se uno dei due lo avesse invitato a raggiungerlo in strada.

(23 dicembre 2005)

(Nella foto: I rilievi dei Carabinieri sul luogo in cui è stato rinvenuto il cadavere di Francesco Ferrera)

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