Fini e le minacce di Gheddafi: "Solo un'arringa da comizio"


Il ministro degli Esteri interviene nella polemica con la Libia
Le frasi del Colonnello, dice, non aiutano a risolvere la situazione

La risposta di Fini a Gheddafi
“Parole da comizio, non da posizione”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “Le parole del Colonnello Muhammar Gheddafi non devono impressionare più di tanto, perché è chiaro che si tratta più di un’arringa comiziale ai suoi fedelissimi che di una responsabile presa di posizione in campo internazionale”. È quanto ha affermato il vicepremier e ministro degli Esteri Gianfranco Fini in una dichiarazione, diffusa oggi, sul discorso tenuto ieri da Gheddafi, nel quale il leader libico ha spiegato gli attacchi al consolato di Bengasi con il risentimento nei confronti degli italiani. Aggiungendo che gli attacchi contro le sedi diplomatiche italiane potrebbero ripetersi se Roma si rifiuterà di risarcire a Tripoli i danni della guerra coloniale.

“Per quanto riguarda i rapporti tra Italia e Libia – spiega Fini – la posizione dell’Italia rimane quella enunciata in Parlamento e chiaramente indicata nella dichiarazione approvata dal Consiglio dei Ministri del 23 febbraio, nella quale veniva testualmente data priorità assoluta alla duplice esigenza di chiudere definitivamente il capitolo storico del passato coloniale, anche con misure altamente significative, oltre a quelle già eseguite o in corso di esecuzione, da concordare con la parte libica, che diano il segno dell’amicizia tra i due popoli, rinnovando nel contempo l’invito alle autorità libiche a dare seguito completo agli impegni sottoscritti, in particolare ai fini della concessione senza discriminazioni dei visti ai profughi italiani”.

Inoltre, prosegue Fini citando ancora la dichiarazione del Consiglio dei Ministri, bisogna “continuare a ricercare con la parte libica una soluzione accettabile del contenzioso economico sui crediti che vantano le aziende italiane, rappresentando nel contempo la necessità che si ponga termine alle limitazioni tuttora vigenti sul piano normativo e pratico in Libia a danno delle aziende italiane”, e su questa strada, spiega, “il governo intende proseguire”.

“È di tutta evidenza – conclude poi il comunicato del ministro degli Esteri – che l’impegno deve essere reciproco e che nessun aiuto viene in questa direzione dalle ultime parole del Colonnello Gheddafi”.

(3 marzo 2006)

(Nella foto: Il vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini)

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