I rettori: "Tra riforma e manovra il governo affonda l'università"


Un documento della Crui chiede “modifiche integrali” alla legge
Piero Tosi: “Un testo che non risolve i problemi e lede la nostra autonomia”.

I rettori: “Tra riforma e manovra il governo affonda l’università”

ROMA – “Fermate la riforma sullo stato giuridico dei docenti universitari”. Oggi la Conferenza dei Rettori, presieduta dal rettore dell’Università di Siena Piero Tosi, ha confermato le critiche al Ddl Moratti.
Nel documento firmato all’unanimità dai 77 rettori si chiede a tutti i parlamentari, soprattutto a quelli della commissione Cultura della Camera, dove il testo verrà discusso la prossima settimana, di “modificare integralmente il testo del decreto, che lede l’autonomia degli atenei sancita dalla Costituzione, e perché non risolve e non affronta il problema ufficiale della figura del ricercatore. I numerosi mutamenti introdotti nel testo originario – si legge nel documento – hanno soltanto ridotto gli aspetti più controproducenti senza modificarne l’impianto di fondo”.

Il Ddl sullo stato giuridico, secondo la Conferenza dei Rettori, fa infatti ricadere sugli Atenei tutti gli oneri finanziari aggiuntivi, indispensabili per dare un seguito effettivo alle norme, come le integrazioni delle retribuzioni del personale docente e il finanziamento di un numero adeguato di posti di professore associato ed ordinario da bandire.

I rettori hanno inoltre criticato anche la legge Finanziaria, che “di fatto taglia i fondi e crea una miscela esplosiva che metterà a repentaglio l’equilibirio del sistema uiniversitario”.

Il presidente Tosi ha poi annunciato che scriverà una lettera al presidente del Senato Pera “per stigmatizzare il comportamento tenuto da alcuni parlamentari, che nel dibattito in aula hanno insultato i docenti universitari e i rettori”.

Per il 19 ottobre è stata indetta una giornata di mobilitazione generale di tutti gli organi accademici per discutere e ribadire, all’interno dei singoli atenei, la posizione della Conferenza, con l’ipotesi di comprare anche una pagina sui principali quotidiani nazionali per esprimere il proprio dissenso nei confronti del Ddl e della Finanziaria.

Già da lunedì, la Crui aveva denunciato che la riforma dell’università “non risolve i problemi del personale universitario, e soprattutto non offre ai giovani reali prospettive di adire a ruoli stabili e di essere valutati in modo continuativo per il loro effettivo valore”.

(13 ottobre 2005)

(Nella foto: Piero Tosi, Presidente della Crui)

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