In strada con un cartello umiliante. E negli Usa scoppia la polemica


Coretha, 14 anni, obbligata dai genitori a esporre una scritta in cui ammette di
comportarsi male e non fare i compiti. Ma i suoi voti sono subito migliorati

In strada con un cartello umiliante
e negli Usa scoppia la polemica

di DANIELE SEMERARO

EDMOND, Oklaoma (Usa) – “Non faccio i compiti, mi comporto male a scuola e così i miei genitori mi stanno preparando al futuro: sono disposta a lavorare in cambio di cibo”. È il curioso cartello che Coretha Henderson, 14 anni, ha dovuto indossare ed esibire, per oltre un’ora, su un marciapiede all’angolo di un incrocio molto trafficato di Oklaoma City. Ed esplode la polemica mentre la notizia rimbalza sul web.

I genitori infatti, non contenti dei pessimi voti scolastici e del comportamento scorretto nei confronti loro e degli insegnanti, dopo averle provate tutte, hanno così deciso di dare alla ragazza una punizione eclatante. “Potrebbe anche non funzionare, non sono un’educatrice di professione – ha detto la madre, trentaquattrenne – ma credo che per il bene dei miei figli almeno devo provare a fare qualcosa”. La notizia ha suscitato molto scalpore nell’opinione pubblica e ha fatto subito il giro degli Stati Uniti, tanto che i media locali sono stati sommersi da lettere di protesta di cittadini che non erano d’accordo con questa sorta di punizione pubblica.

“I genitori della ragazza hanno bisogno di maggiore educazione di quella che vogliono impartire, se non riescono a capire che, distruggendo psicologicamente la propria figlia, otterranno l’effetto contrario”, scrive un lettore dell'”Oklaoman”, il quotidiano locale. Un passante, invece, dopo aver visto la scena ha chiamato la polizia e ha denunciato la donna per abuso psicologico, anche se, ammettono dalla locale stazione di polizia, non ci sono gli estremi per un reato.

Ma la reazione più inaspettata è stata proprio quella della figlia, che in pochi giorni ha cambiato improvvisamente condotta, diventando una studentessa modello. “È stata una punizione umiliante – ha commentato la ragazza – ma ho capito la lezione”.

(17 novembre 2005)

(Nella foto: Coretha Anderson insieme alla madre Tasha)

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