Italia, i fumatori sono in calo. Ma cresce l'allarme adolescenti

I dati emergono da una ricerca condotta dalla Doxa per l’Iss
Nel Belpaese hanno il “vizio” 1,6 milioni di uomini e 800mila donne

Italia, cala il numero dei fumatori
2,5 milioni in meno in 5 anni

Dati allarmanti arrivano dai giovani: sotto i 15 anni fuma il 20%

di DANIELE SEMERARO

MILANO – Nel nostro Paese cala il numero dei fumatori, come pure l’ammontare delle sigarette accese ogni giorno. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Doxa per conto dell’Istituto Superiore della Sanità in collaborazione con la Lega contro i tumori e l’Istituto Mario Negri di Milano su un campione di oltre tremila persone.

“In cinque anni – si legge nella ricerca – sono 2,5 milioni in meno i fumatori nel Belpaese: 1,6 milioni di uomini e 800mila donne. Che, in media, oggi accendono 13,6 sigarette al dì, contro le 16,8 del 2002”.

C’è da aggiungere inoltre che mentre si moltiplicano i luoghi pubblici in cui la sigaretta è bandita, gli italiani iniziano ad apprezzare anche il divieto di fumo sui posti di lavoro: “Oggi – dicono i ricercatori – il 76,1% dei fumatori promuove a pieni voti l’iniziativa, contro il 68,8% dei favorevoli nel 2005”.

Dallo studio emerge poi che il 18,9% degli italiani assaggia la prima sigaretta prima dei 15 anni, il 40% circa tra i 15 e i 17 anni, il 37,5% tra i 18 e i 20 anni e solo il 14,1% dopo i 20 anni. Le donne iniziano a fumare più tardi degli uomini; inoltre, cominciano a dire addio alle sigarette, dopo anni in cui sembravano non ascoltare gli allarmi degli esperti.

Dati interessanti anche per quanto riguarda la “cultura del non fumo”, che inizia a prendere piede soprattutto all’interno delle famiglie, come spiega Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’Iss: “Agli ospiti nel 54,6% delle case non è consentito fumare se non in terrazza o in balcone, nello 0,9% dei casi si fuma solo in cucina e nell’1,5% non c’è mai nessuno che accende una sigaretta indisturbato”.

Numeri, quelli di cui abbiamo parlato, che “descrivono una riduzione significativa dei fumatori in pochi anni, con risultati superiori rispetto a tutti i vicini europei, grazie soprattutto alla legge Sirchia: in un anno – sottolinea Silvio Garattini, direttore dell’Istituto Mario Negri di Milano – 500mila italiani hanno deciso di dire addio al vizio. Ma esistono ancora problemi importanti”, in special modo quelli legati al fumo tra i giovanissimi.

I ricercatori che oggi a Milano hanno presentato la ricerca hanno messo in evidenza un dato molto allarmante: il 20% dei ragazzi con meno di 15 anni fuma, con un forte rischio di epidemie di malattie da fumo in età precoce. Lo studio, inoltre, sottolinea anche una maggiore tolleranza dei genitori nei confronti dei figli fumatori: nel 44,6% delle famiglie i ragazzi sotto i 25 anni possono fumare dove vogliono. Aumentano contestualmente i consigli anti-sigaretta dei medici di famiglia: al 22,3% dei fumatori, infatti, è capitato negli ultimi 12 mesi che il proprio medico suggerisse di smettere.

“Dobbiamo puntare – spiega ancora Garattini – a ridurre del 20% il numero degli italiani col vizio entro il 2010. Un obiettivo importante per la salute”. Il farmacologo ha inoltre ricordato che un fumatore vive in media dieci anni in meno di una persona senza il vizio: “Chi smette a 40 anni guadagna 9 anni di vita, chi lo fa a 50 ne guadagna 6 e chi lo fa a 60 ben 4”. Ogni anno il tabagismo causa circa 85mila morti, con una spesa sanitaria pari a 35 milioni di euro.

(17 maggio 2006)

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