"La Sapienza" sotto accusa s'infuria

Un’inchiesta del settimanale americano lancia l’allarme sul sistema
educativo europeo. E attacca l’ateneo romano: “È tra gli ultimi”

“Fate le lezioni in tendoni da circo”
La Sapienza s’infuria con Newsweek

La replica del rettorato: “Macché tendoni…”. Gli studenti contestano la rivista

di DANIELE SEMERARO

ROMA – L’Università “La Sapienza”? È uno dei peggiori atenei europei. A lanciare l’accusa è il settimanale americano Newsweek, che ha stilato un preoccupante ritratto delle università e del sistema educativo del Vecchio Continente. L’attacco, respinto al mittente dagli organi accademici, mette sullo stesso livello dell’ateneo romano solo la “Rutli School” di Berlino. Dall’inchiesta, inoltre, non ne esce bene nemmeno la Francia, dove l’insoddisfazione degli studenti per le prospettive di precariato ha innescato di recente una pericolosa rivolta.

La Sapienza. Scarsi investimenti, insegnamenti dequalificati e iperburocratizzazione sono tra i problemi principali che, secondo l’inchiesta del settimanale, affliggono l’ateneo (che con 150mila studenti è il più grande d’Europa). Le lezioni si tengono “in tende da circo perché non ci sono soldi per restaurare le mura fatiscenti delle aule”. Non è tutto. Segue un’accusa durissima anche se non documentata: “I professori sono arrivati a vendere esami in cambio di prestazioni sessuali”. Poi la conclusione: “C’è chi con una laurea in psicologia è costretta a guadagnarsi da vivere come baby sitter a 6 euro l’ora”.

La replica del Rettore. “Macché tende da circo, sono tensostrutture, moderne e costruite appositamente per ospitare lezioni”. Così l’università “La Sapienza” ha replicato al servizio del Newsweek. E il rettore aggiunge: le tensostrutture sono “dotate di parquet, banchi e riscaldamento, acquistate al fine di far fronte alla carenza di aule, finché non sarà completata la dislocazione degli atenei federati nelle nuove sedi. È stata una scelta meditata: questo ha chiuso la stagione delle lezioni nei cinema, scomode e molto costose”.

La replica degli studenti. “Le aule in cui facciamo lezione sono dotate delle attrezzature e del comfort ottimale per lo svolgimento delle lezioni”. Inizia così la lunga lettera che decine di iscritti dell’Università “La Sapienza”, e in primis Massimilano Rizzo, Nicola Azzarito e Luca Gentile, rappresentanti degli studenti al Senato Accademico, invieranno al direttore del settimanale Newsweek. “Oltre alla costruzione delle tensostrutture – si legge – è stato razionalizzato l’uso delle aule esistenti, attraverso un programma informatizzato, è stato prolungato l’orario delle lezioni fino alle 20 ed sta finendo la ristrutturazione di due aule in muratura da 350 posti. Questo pacchetto d’interventi ha consentito di evitare il ricorso all’affitto delle sale cinematografiche, dove da alcuni anni si svolgevano le lezioni delle facoltà più affollate. La notizia riportata da Newsweek – concludono – non è dunque documentata, così come altre affermazioni contenute nell’articolo”. E “per inciso, la ex studentessa a cui sono attribuite alcune dichiarazioni virgolettate, non risulta essere né una nostra collega né una laureata de ‘La Sapienza’”.

Il caso tedesco. La “Rutli School” di Berlino, altro esempio di come il sistema educativo europeo funzioni molto male, è situata in una delle periferie più povere della capitale tedesca, dove la popolazione è a maggioranza araba e turca. L’85% degli studenti non parla il tedesco come lingua madre e non ci sono speranze di trovare un lavoro. Nel marzo scorso, addirittura, gli insegnanti hanno firmato un appello affinché la scuola venga chiusa: “Che senso ha – scrivono – concentrare gli studenti in una scuola dove non esistono prospettive?”.

“Sebbene separate da un abisso geografico, di classe ed etnico – sottolinea ancora Newsweek – queste due realtà sono due finestre su un’Europa che sta fallendo nei confronti delle nuove generazioni. Mentre il mondo passa rapidamente da un’economia basata sul lavoro e l’industria a una guidata dalla conoscenza e dall’innovazione, i sistemi educativi europei non tengono il passo”. Il risultato? Secondo l’inchiesta una “minaccia alla prosperità dell’Europa”.

(7 giugno 2006)

(Nella foto: L’Università “La Sapienza” di Roma)

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