La sentenza: "Tornati indietro di cinquant'anni"


Bufera dopo la sentenza-shock della Cassazione sullo stupro “meno grave”
per chi ha già avuto rapporti. La Prestigiacomo: “Incomprensibile”

“Tornati indietro di cinquant’anni”
Lo sdegno di politici e associazioni

di DANIELE SEMERARO

ROMA – La sentenza della Cassazione che definisce “meno grave” lo stupro se la vittima ha già avuto rapporti sessuali,sta scatenando una bufera, sia tra le associazioni che difendono le donne e i minori che negli ambienti della politica.

Telefono Rosa. “Ho pensato di essere tornata indietro di cinquant’anni, è come se mi fosse arrivato un pugno nello stomaco”. La prima reazione alla sentenza arriva da Maria Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente di Telefono Rosa, che proprio pochi giorni fa aveva fornito dei dati che confermano che la violenza alle donne è in crescita, specialmente nelle fasce più giovani. “È inconcepibile che un reato contro la persona così grave, che spezza la vita di una donna, a prescindere dall’età, e anche dalla sua famiglia, possa avere due pesi e due misure, se la ragazza è vergine e non lo è”.

Prestigiacomo. “È sorprendente che la non illibatezza della vittima di violenza sessuale sia un’attenuante”. ha detto, appena appresa la notizia della sentenza, il ministro delle Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo. “Ci troviamo dinanzi ad una posizione incomprensibile in quanto subordinerebbe alle esperienze della vittima la valutazione della gravità della violenza sessuale. È un’impostazione – ha aggiunto – che credo non possa trovare alcun appiglio né nella lettera né nello spirito della legge che sanziona gli abusi sessuali”.

Osservatorio sui Diritti dei Minori. Dello stesso avviso anche Antonio Marziale, presidente dell’Osservatorio sui Diritti dei Minori, che parla di sentenza “stucchevole, incredibile e scioccante”. “Quanto teorizzato dalla magistratura è socialmente pericoloso ed eticamente inaccettabile”, perché “non si può ammettere che, per legge, chi violenta una donna, anche se minorenne, possa ottenere il riconoscimento dell’attenuante fondato sulla minore gravità in nome della perduta illibatezza della vittima”.

Ds. Sdegno anche dai Ds. Per Livia Turco, ex ministro degli Affari sociali, si tratta di una sentenza “segnata da un’impronta misogina da cancellare. Ancora una volta – spiega – si vuole evidenziare il ruolo della donna peccatrice perché si sottolinea il ruolo da protagonista che la ragazzina aveva nel rapporto con il patrigno”.

Udc. Per Luca Volontè, capogruppo alla Camera dell’Udc, “il rispetto nei confronti delle alte magistrature dello Stato è fuor di dubbio, tuttavia le anticipazioni circa l’accoglimento del ricorso del patrigno che ha stuprato la figlia appaiono scandalose. È inaccettabile – continua – attenuare la pena, quasi giustificarla, basandosi su rapporti sessuali, liberi e precedenti”.

Mussolini. Anche la leader di Alternativa Sociale, Alessandra Mussolini, commenta in modo negativo la sentenza e parla di decisione “devastante dal punto di vista psicofisico della donna. A 16 anni – racconta la nipote del Duce – fui baciata a forza da un uomo, dico un bacio, non stupro. Per anni ho avuto il rifiuto del bacio”.

Grosso. Per il penalista Carlo Federico Grosso, ex-vicepresidente del Csm, si tratta di una “sentenza insensata e viziata dalla presunzione e dalla credenza dei giudici che la donna che ha rapporti sessuali è già di per sé poco seria”

(17 febbraio 2006)

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