La terza prova: "Ci abbiamo messo una croce sopra"

I commenti alla conclusione della terza prova, diversa per ogni commissione
Dal 28 inizieranno gli orali. Polemica per il poco tempo a disposizione

Maturità, scritti finiti con i quiz
“Ci abbiamo messo una croce sopra”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – “E così sugli scritti ci possiamo mettere una pietra sopra”. Tirano un sospiro di sollievo gli oltre 485mila maturandi che oggi, con la cosiddetta “terza prova”, hanno concluso la prima fase dell’esame di maturità. Uno di seguito all’altro e senza interruzioni per via del Referendum, che terrà occupate molte scuole con i seggi elettorali, oggi si è svolto l’ultimo scoglio prima degli orali: il cosiddetto “quizzone”.

Diversamente da quelle precedenti, questa prova non è stabilita a livello nazionale dal ministero dell’Istruzione, ma è differente per ogni commissione esaminatrice e viene elaborata dagli stessi professori con cui si è “convissuto” durante gli ultimi anni scolastici. Le discipline su cui verte sono non più di cinque, con un ampio ventaglio di possibilità: si va dalla trattazione sintetica a domande a risposta multipla (non più di 40), dalle domande a risposta singola (non più di 15) ai problemi scientifici a soluzione rapida (non più di due) fino a casi pratici e professionali come la realizzazione di un progetto. Tempo a disposizione, due ore. Una prova dunque temutissima dagli studenti, anche perché i ragazzi apprendono le materie della terza prova solo la mattina dell’esame. L’unica cosa su cui potevano “puntare” nella preparazione erano gli argomenti che più sono stati approfonditi in classe e le materie delle simulazioni effettuate nel corso dell’anno.

“È andata molto bene – racconta Chiara, liceo scientifico – . Dovevamo rispondere a due domande per ogni materia, e le materie erano cinque. Latino, ad esempio, l’ho trovato molto semplice. Così come anche per Geografia astronomica, dove abbiamo dovuto rispondere a domande sulla tettonica a zolle e ai tipi di magma nei vulcani. Per quanto riguarda Storia ci hanno fatto una domanda sulla Prima e una sulla Seconda Guerra Mondiale; di Arte, invece, ci hanno fatto analizzare un quadro di Fattori e rispondere a una domanda sull’architettura razionale. Per quanto riguarda la lingua straniera ho dovuto rispondere, in inglese, ad alcune domande su Orwell”.

Situazione un po’ diversa, invece, per un suo “collega”, Fabrizio, di un liceo classico: “È stata difficile, dovevamo rispondere ai quesiti di quattro materie in due ore… nemmeno 15 minuti a domanda… Effettivamente è difficile, perché bisogna conoscere bene gli argomenti, bisogna avere una grande capacità di sintesi e una capacità di saper scrivere velocemente e direttamente in bella copia. Le materie un po’ ce le aspettavamo, i professori avevano lasciato trapelare qualche cosa. Di Latino mi è capitata la figura di Quintiliano, di Arte il periodo dell’astrattismo; per Matematica abbiamo dovuto svolgere esercizio in cui bisognava spiegare una regola di teoria. All’inizio – continua Fabrizio – tutta la classe era un po’ spaesata, ci aspettavamo domande differenti. Io sono riuscito a rispondere a tutto, speriamo bene. So per esempio che in alcune altre classi del mio liceo alcuni ragazzi hanno lasciato completamente in bianco tanta era la difficoltà”.

In effetti, come ogni anno dal 1998 (anno in cui è stata introdotta) a questa parte, fioccano le polemiche per una prova che non mette in luce fino in fondo le abilità dello studente, ma lo mette solamente sotto pressione. “Non mi è piaciuto, le domande erano difficili e c’era troppo poco tempo a disposizione”, si lamenta Gianluca, studente di un istituto tecnico industriale. “In classe mia i professori non ci hanno aiutato per niente, in molti abbiamo lasciato domande in bianco, i professori non ci hanno preparati a dovere”. Del parere contrario, invece, Fabrizio, secondo cui il tempo a disposizione era poco, ma si tratta comunque “di una buona tipologia di prova. Lì veramente ti metti alla prova su quello che sai e che non sai fare – spiega – . E poi se si studia, soprattutto durante l’anno, all’esame non dovrebbero esserci problemi”.

Poco traffico, durante il giorno, per i siti specializzati, che durante gli scorsi giorni hanno segnato veri e propri boom di contatti. In ogni caso oggi c’è chi ha provato a chiedere aiuto e a mandare tramite sms – ma i telefonini non erano vietati? – suggerimenti ai propri amici in classe. “Perché – scrive un ragazzo – il narratore protagonista del Satyricon viene accostato alla figura del dandy della letteratura decadente europea?”. E ancora: “Come fu definita la Prima Guerra Mondiale: guerra lampo, di strategia o di risanamento? Vi prego devo mandarlo al mio ragazzo sbrigatevi”. E in effetti qualche risposta esatta è arrivata.

Subito dopo la fine della prova sono in tanti a collegarsi, soprattutto per cercare conferme: “Ho scritto che il calore a volume costante è minore del calore a pressione costante, che dite ho fatto bene?”. E c’è anche chi, immaginando di aver fatto un disastro, chiede: “Se nella terza prova prendo l’insufficiente in una materia e le altre le ho fatte tutte sufficienti, va bene?”.

Adesso qualche giorno di riposo, poi si riparte con gli orali. In alcune scuole inizieranno già dal 28 giugno, ma sono le singole commissioni a decidere la data dopo aver corretto gli scritti.

(23 giugno 2006)

0 pensieri su “La terza prova: "Ci abbiamo messo una croce sopra"

  • la nostra terza prova era diffile…io e i miei compagni del liceo scientifico abbiamo avuto a disposizione soltanto 50 minuti per rispondere a 6 domande, a risposta multipla, per 4 materie(filosofia,storia dell’arte,fisica e geografia)e a tre domande a risposta aperta ricavate da un testo di inglese… cn un totale quindi di 27 domande in 50 minuti…non avevamo nemmeno due minuti di tempo a domanda…considerando in oltre che ci vuole un pò di tempo per leggere,comprendere un testo di inglese ed essere in grado di rispondere alle domande relative al testo

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