Le norme sulle droghe leggere inserite nel decreto Olimpiadi


Se approvata, la legge prevede pene da sei a vent’anni anche per
la detenzione di droghe leggere. Giovanardi: “Abbiamo posto la fiducia”

Legge sulla droga nel decreto Olimpiadi
L’Unione: “Faremo battaglia durissima”

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Alcune norme del disegno di legge Fini sulle droghe leggere potrebbero entrare in vigore già nelle prossime settimane, inserite nel maxiemendamento del governo per assicurare la sicurezza alle Olimpiadi invernali di Torino. Come riferito dal ministro Giovanardi, il governo ha posto la fiducia.

Le novità. Se il decreto sarà approvato, potranno essere applicate pene da sei a vent’anni se si importa, esporta, riceve, acquista o detiene una sostanza stupefacente per uso non esclusivamente personale. Le quantità sono ancora da definire, ma (questo è uno dei temi più scottanti dello scontro politico) non vi sarà più alcuna distinzione tra droghe pesanti e droghe leggere. Chi detiene un quantitativo inferiore, tabelle alla mano, per uso personale, potrà essere sottoposto a sanzioni amministrative, come la sospensione della patente di guida, del porto d’armi, del passaporto, del permesso di soggiorno per motivi turistici (o, nel caso di cittadino extracomunitario non lo otterrà mai). Nel maxiemendamento, inoltre, compaiono anche una serie di norme che incidono sul processo penale e di esecuzione di pena guardando alla funzione riabilitativa e al recupero di indagati, imputati o condannati come tossicodipendenti.

La protesta. “Un colpo di mano” per imporre una visione autoritaria: così ha commentato Rosi Bindi, deputata della Margherita, parlando di “norme poliziesche che affrontano il contrasto alle tossicodipendenze in modo assolutamente inadeguato e osteggiate dalla stragrande maggioranza degli operatori e delle comunità di recupero”. Dello stesso avviso il senatore Guido Calvi, capogruppo Ds in commissione Giustizia: “Questa legislatura è stata segnata soltanto da strappi istituzionali, ma pensare di concluderla con un voto di fiducia che inserisce in un decreto sulle Olimpiadi di Torino una nuova legge sulle droghe è davvero troppo”, mentre Giovanni Russo Spena, di Rifondazione, annuncia “una battaglia durissima” contro “una legge assurda”. Parole molto forti arrivano anche dal segretario di Rifondazione Comunista, Fausto Bertinotti: “Quello che offende è che per ammiccare alla parte reazionaria dell’elettorato la Casa delle Libertà si permette di inserire in una legge che riguarda le Olimpiadi un provvedimento sulle droghe. Ci vorrebbe una ribellione etico-morale prima che politica su un episodio come questo”.

La difesa della legge. La difesa del governo è affidata ancora una volta al ministro Carlo Giovanardi, che parla di nuove norme contro la droga con l’obiettivo di salvarei tossicodipendenti e sgominare le bande di spacciatori: “Siamo partiti dal principio che un giovane tossicodipendente non può essere ammazzato – ha detto il ministro per i Rapporti col Parlamento – dandogli l’eroina fino a quando non muore. Sia ben chiaro che chi compra eroina sostenendo che sta rifornendo tutti gli amici della festa, difficilmente potrà farla franca, questo è spaccio. La nuova legge – conclude l’esponente dell’Udc – pone fine a una situazione di grande incertezza perché a oggi i tribunali hanno troppa discrezionalità nello stabilire se si tratta di spaccio oppure di consumo personale”.

Fortemente critici nei confronti del centrosinistra anche i Radicali: “Mentre nell’Unione ci dicono di non parlare di laicità – dice il segretario Daniele Capezzone – Fini e Giovanardi vogliono sbattere in galera i ragazzi per qualche spinello. È emergenza sociale: ma i vertici del centrosinistra cosa dicono?”.

(26 gennaio 2006)

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