Migliaia di giovani in corteo: "La mafia si può sconfiggere"


Migliaia di studenti manifestano contro la criminalità organizzata, che “soffoca la società”. Il messaggio di Ciampi: “Il loro sacrificio è la nostra eredità”

“Come se aveste colpito noi”
Di nuovo in piazza contro la mafia

La manifestazione pugliese nel nome di Giorgio Palazzo, il ragazzo ucciso a Sannicandro. Nel capoluogo piemontese l’appuntamento nazionale di Libera

di DANIELE SEMERARO

ROMA – Gli studenti sono in piazza, ancora una volta, per manifestare contro tutte le mafie, proprio nel giorno in cui un messaggio di speranza arriva dall’arresto, in Calabria, dei killer di Francesco Fortugno.
Gli appuntamenti di oggi erano annunciati, ma vengono a coincidere con l’assassinio a Sannicandro Garganico di Giorgio Palazzo, un ragazzo di diciotto anni da sempre in prima fila contro la mafia morto dilaniato da un pacco bomba destinato al padre.

“Vogliamo un’Italia senza più mafie”, ripetono i ragazzi nei cortei: “La rete della criminalità organizzata che avvolge e soffoca la società civile del nostro meridione, ma non solo, in una spirale di terrore, violenza e sopraffazione è qualche cosa che ci fa urlare tutta la nostra rabbia”.

Le manifestazioni si svolgono a Torino, dove al corteo organizzato da Libera si contano oltre ventimila persone, a Napoli, dove i manifestanti protesteranno contro la camorra, e a Foggia. Nel capoluogo piemontese migliaia di ragazzi sfilano indossando una maglietta arancione con la scritta “Non li avete uccisi. Le loro idee camminano sulle nostre gambe”. A scandire il passaggio del corteo è la lettura di quasi settecento nomi di persone uccise dalla mafia. A Napoli gli oltre cinquemila studenti che sono scesi in piazza hanno attraversato il quartiere di Forcella con le mani intrise di pittura colorata e hanno lasciato le proprie impronte sui muri, un segno di riscossa della città contro la camorra.

Proprio alla manifestazione di Torino il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi ha inviato un messaggio: “Il loro esempio – scrive Ciampi, riferendosi alle vittime della mafia – continua a rafforzare la volontà comune per l’affermazione di valori che sono a fondamento della convivenza civile: l’eguaglianza, la giustizia, i doveri di solidarietà. La cultura della legalità è l’eredità morale che siamo chiamati a raccogliere: questi uomini valorosi con generosità, passione e tenacia hanno contribuito a rendere più salda la democrazia, ad assicurare alla nazione un costante cammino di progresso e di civiltà. La loro testimonianza – prosegue Ciampi – ha fatto nascere nelle coscienze degli italiani un più intenso modo di avvertire e praticare i doveri verso lo Stato e verso la collettività. Dobbiamo continuare ad operare per consilidare un sentimento di fiducia condivisa, rendere sempre più saldo il legame fra cittadini e istituzioni”.

A Foggia la manifestazione è dedicata a Giorgio Palazzo: “Lo conoscevamo Giorgio, era in piazza con noi il 18 febbraio – ripete Gianni Cotugno dell’UdS di Foggia – per dire no alle mafie. Il suo ricordo ci rafforza nel nostro intento, siamo indispensabili in questa battaglia culturale. Noi ragazzi di Sannicandro siamo in piazza a Foggia e avremo dalla nostra parte non solo con la rabbia per una morte assurda. Noi vogliamo, tutti insieme, costruire una cultura di giustizia e legalità che si opponga alla cultura della sopraffazione, dell’illegalità e della violenza”.

“Questa volta – gli fa eco Fausto Raciti, portavoce nazionale degli Studenti di Sinistra – la criminalità organizzata ha colpito uno studente come noi, la cui passione era lottare per una scuola pubblica migliore e per un’Italia non più oppressa dalle mafie”.

(21 marzo 2006)

(Nella foto: La manifestazione di Foggia)

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