Napoli, ditta batte l'Intel: può usare il marchio "inside"


Il tribunale dà ragione alla Sbf Elettronica: il colosso americano
dell’hardware l’aveva accusata di aver usato la popolare dicitura

Azienda napoletana batte l’Intel
vinta causa per il marchio “inside”

di DANIELE SEMERARO

NAPOLI – Succede che a Napoli, sull’asse commerciale che dal Golfo arriva negli Stati Uniti, Davide batta Golia. Quante volte, durante un pubblicità radiofonica o televisiva di computer, abbiamo visto in grande evidenza il marchio “Intel inside” (e ascoltato il classico jingle che lo caratterizza), che sta a evidenziare che nella macchina proposta è montato un processore Intel? La parola “inside”, però, da oggi non andrà più a caratterizzare esclusivamente il marchio della famosa azienda produttrice di componenti hardware, ma potrà essere richiamata anche in altri marchi. E questo grazie a un’azienda di Napoli.

Il Tribunale del capoluogo campano ha detto di no alla richiesta dei legali della Intel Corporation di annullare il marchio registrato nel 1994 dall’azienda Sbf Elettronica, in cui compare la parola “inside”.

La causa ebbe inizio nel settembre del 2003, quando l’Intel, titolare del marchio “Intel inside” diede mandato ai suoi legali di agire nei confronti della Sbf Elettronica, “colpevole di generare, con il proprio marchio ‘G Genoa Power Inside’, confusione nel consumatore”. Tramite i suoi avvocati, l’Intel sosteneva che la presenza all’interno del marchio della parola “inside” – ormai distintiva del proprio logo – induceva il consumatore medio ad associare i prodotti della Sbf a quelli della Intel, ledendone, così, i diritti.

La sentenza emessa della sezione specializzata in materia di proprietà industriale ed intellettuale del Tribunale di Napoli, però, ha accolto, dopo poco più di due anni, la tesi difensiva della Sbf, presentata dagli avvocati Davide Cesiano e Bruno Capponi, i quali hanno dimostrato che “non esistono analogie grafiche tra i due marchi, che la parte distintiva del marchio Intel Inside è la parola Intel (e non ‘inside’)” e che in entrambi i casi “Intel Inside” e “G Genoa Power Inside” “non ricopre affatto funzione distintiva”.

Secondo quanto affermato dall’avvocato Davide Cesiano, infatti, “la parola ‘inside’, diffusissima in lingua inglese e ormai anche in italiano, è presente in altre 116 richieste di registrazione a livello di marchi comunitari”. L’alto numero di queste richieste, per il legale della Sbf, “è indicativo della genericità della parola stessa, che non è in grado, di per sé, di individuare e di richiamare alla mente del consumatore il collegamento con l’impresa titolare del marchio ‘Intel inside’”.

La sentenza, così, oltre a consentire la riproducibilità della parola “inside” in altri marchi senza che Intel debba lamentare la violazione dei propri diritti si è espressa anche in merito ai cosiddetti “marchi di rinomanza” per i quali, come è il caso della Intel, “vi è l’esigenza di evitare il formarsi di monopoli ridondanti sui segni e sulle suggestioni che essi possono evocare”.

(15 febbraio 2006)

(Nella foto: A sinistra, il logo “G Genoa Power Inside” della Sbf Elettronica e, a destra, il logo “Intel Inside”)

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